{"id":4030,"date":"2023-10-23T22:03:54","date_gmt":"2023-10-23T20:03:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=4030"},"modified":"2023-10-23T22:03:54","modified_gmt":"2023-10-23T20:03:54","slug":"ispettori-e-autonomia-scolastica-quando-diventeranno-davvero-una-risorsa-per-il-sistema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/10\/23\/ispettori-e-autonomia-scolastica-quando-diventeranno-davvero-una-risorsa-per-il-sistema\/","title":{"rendered":"Ispettori e autonomia scolastica: quando diventeranno davvero una risorsa per il sistema?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/RIPRESA_SCUOLA.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1200 alignright\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/RIPRESA_SCUOLA-1024x892.jpg\" alt=\"Stefanel\" width=\"233\" height=\"203\" \/><\/a>di Pietro Calascibetta<\/strong>\n\nSi fa un gran parlare del fatto che la bozza del regolamento che dovrebbe disciplinare il concorso per dirigente tecnico con funzione ispettiva sia una svolta per adeguare tale figura alla scuola dell\u2019autonomia.\nI posti non saranno pi\u00f9 suddivisi tra settori e sottosettori perch\u00e9 si opter\u00e0 per una figura \u201cgeneralista\u201d come \u00e8 stato per il dirigente scolastico.\nSi tratta sicuramente di una novit\u00e0 positiva che giunge in ritardo, ma a mio avviso non rappresenta la vera svolta nell\u2019utilizzo di questa figura come risorsa realmente fruibile dalle scuole come risorsa.\nHo recuperato a proposito il <a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/07\/31\/concorso-ispettivo-chi-ha-tempo-aspetti-tempo\/\"><strong>contributo di Mario Maviglia in questo sito<\/strong>\u00a0<\/a>\nperch\u00e9 mette ben in evidenza due elementi che ostacolano un vero cambiamento nell\u2019utilizzo degli ispettori: il numero esiguo a livello nazionale, direi ridicolo, rispetto al numero degli istituti scolastici e il loro impiego prevalente nella funzione di controllo che li rende pi\u00f9 una risorsa del Ministero per attivit\u00e0 amministrative e per le emergenze che una risorsa che le scuole possono realmente utilizzare in modo diretto e continuativo.\nApparentemente parlare di ispettori potrebbe sembrare un argomento per addetti ai lavori, invece riguarda tutti, per questo vorrei aggiungere qualche ulteriore considerazione sul ruolo che gli Ispettori possono svolgere proprio per rilanciare l\u2019autonomia scolastica.<!--more-->\nIo credo che gli Ispettori possano costituire uno di quei tasselli mancanti per l\u2019attuazione dell\u2019autonomia a patto di poterli (ripeto, poterli) utilizzare realmente come una risorsa di sistema per le scuole piuttosto che come longa manus del Ministero o come tappabuchi negli organici degli Uffici territoriali per coprire i posti dei dirigenti amministrativi man mano che vanno in pensione come \u00e8 stato negli ultimi anni.\nLa prendo da lontano perch\u00e9 altrimenti \u00e8 difficile capire la valenza che il corpo ispettivo pu\u00f2 avere per il rilancio dell\u2019 autonomia.\nL\u2019autonomia, come tutti sappiamo, non \u00e8 stata varata per importare il liberismo nella scuola, n\u00e9 per favorire le scuole private, ma per dare la possibilit\u00e0 ai collegi di ciascuna scuola pubblica di costruire i percorsi pi\u00f9 adatti e su misura ai bisogni formativi dei propri studenti e per rendere cos\u00ec effettivo il diritto allo studio superando la scuola come catena di montaggio con un programma uguale per tutti e con la pretesa che ogni alunno, svolto il programma, possa uscire anno dopo anno formato automaticamente. La conseguenza \u00e8 che chi non ce la fa finisce come lo sfrido della catena di montaggio nel novero di quella che oggi si chiama eufemisticamente dispersione, come se il diritto allo studio sia solo il diritto alla frequenza di una scuola.\nLa novit\u00e0 dell\u2019autonomia non sta \u201cnell\u2019autonomia\u201d stessa perch\u00e9 esisteva ed esiste la libert\u00e0 di insegnamento, ma nell\u2019articolo 6 del Regolamento (275\/99) considerato dai pi\u00f9 un optional, ma che finalizza l\u2019autonomia didattica e organizzativa non alla libera concorrenza, ma alla \u201c ricerca, sperimentazione e sviluppo\u201d di percorsi su misura che tengono \u201cconto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realt\u00e0 locali \u201d.\nPer poter adeguare l\u2019azione didattica e formativa ai bisogni degli studenti \u00e8 necessario quindi che ciascun collegio faccia non un semplice men\u00f9 di offerte chiamato PTOF, ma un progetto vero e proprio con un\u2019ipotesi pedagogica, didattica e organizzativa per adeguare il servizio scolastico ai propri utenti e si domandi periodicamente se le scelte che ha compiuto siano state efficaci, dove hanno funzionato, dove vanno migliorate e come vanno cambiate in base anche al turnover degli studenti che ovviamente non sono sempre gli stessi.\n\nQuesta perenne ricerca, sperimentazione e miglioramento\/adeguamento al mutamento del contesto richiesto dall\u2019applicazione dell\u2019autonomia ha nella autovalutazione di istituto il vero motore. Non c\u2019\u00e8 autonomia senza autovalutazione e riprogettazione.\nVi \u00e8 un altro aspetto importante. Contrariamente a quanto vorrebbe qualcuno, i singoli istituti non sono monadi vaganti in libert\u00e0, ma costituiscono un sistema vero e proprio e interdipendente.\nL\u2019attuazione del dettato costituzionale a livello di Paese, in altre parole l\u2019efficacia della riforma, dipende dall\u2019efficacia del processo sopra descritto in ciascun istituto e dalla capacit\u00e0 del sistema stesso di migliorare tale processo a livello nazionale.\nE\u2019 quindi importante che vi sia una governance di questo processo non tanto e non solo che controlli l\u2019applicazione delle norme, ma che aiuti le scuole a migliore la qualit\u00e0 dei propri processi di autovalutazione e di riprogettazione perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si attua l\u2019autonomia, non nel numero di corsi extrascolastici o dei progetti che offre o nel pedissequo rispetto formale delle norme.\nIl sostegno alle scuole, l\u2019aiuto nell\u2019attuazione dell\u2019autonomia sono attivit\u00e0 che hanno un peso significativo nello sviluppo di un sistema scolastico nazionale.\n\n<strong>E qui arriviamo al ruolo degli Ispettori.<\/strong>\nIl Sistema Nazionale di Valutazione ( DPR 80) che avrebbe dovuto costituire l\u2019intelaiatura portante di una governance nazionale \u00e8 venuto finalmente alla luce solo nel 2013 (il che la dice lunga sul sospetto di un sistematico boicottaggio dell\u2019attuazione dell\u2019autonomia).\nIl SNV istituisce i Nuclei di Valutazione esterni ciascuno dei quali composto da un Ispettore e due esperti con il compito di supportare gli istituti individuati dall\u2019INVALSI con un\u2019attivit\u00e0 di vero e proprio tutoraggio non solo perch\u00e9 realizzino piani di miglioramento pi\u00f9 efficaci di quelli utilizzati, ma anche per aiutarli ad acquisire il know-how per farlo in modo efficiente.\nIl SNV attraverso gli Ispettori avrebbe dovuto svolgere un ruolo centrale nel miglioramento della qualit\u00e0 dei processi di autovalutazione di istituto e di formazione in situazione dei docenti. Questo \u00e8 avvenuto su larga scala o si sono tappate solo le falle nei casi pi\u00f9 gravi, visto il numero esiguo di ispettori? Conoscere questi dati sarebbe interessante visto il fatto che molte scuole invece di cercare nella propria riprogettazione le soluzioni per migliorare la situazione hanno dovuto ricorrere abbondantemente ad attivit\u00e0 di recupero extrascolastico in collaborazione con Associazioni del terzo settore con i fondi destinati alla dispersione. .\n\nCi\u00f2 che \u00e8 importante sottolineare \u00e8 che la creazione dei Nuclei in s\u00e9 introduce comunque il principio di un tutoring istituzionale di sistema per le scuole dell\u2019autonomia riconoscendo in questo processo il cuore dell\u2019autonomia stessa.\nSe non funziona bene il sostegno all\u2019autovalutazione, non funziona la riforma.\n<strong>I dati che ci fornisce Maviglia sull\u2019attuale organico ispettivo lasciano \u201cbasiti\u201d, come direbbe qualcuno.<\/strong>\n\nTutta questa enfasi sulla novit\u00e0 del concorso nasconde la messa a bando di un numero di posti ridicolo che rende questa un\u2019operazione di facciata che non far\u00e0 che costringere, per ragioni di cose, un utilizzo degli ispettori in mansioni amministrative o ispettive piuttosto che di sviluppo ricerca e sostegno ai processi di cui all\u2019art. 6 . Non trovo altra spiegazione ad una scelta cos\u00ec miope.\n\nInvece di incrementare l\u2019organico degli Ispettori per l\u2019attuazione del SNV dal 2013 si \u00e8 lasciato che il loro numero si riducesse ai 191 attuali da cui dobbiamo togliere gli Ispettori assegnati a ruoli amministrativi d\u2019ufficio, i prossimi pensionamenti e aggiungere ora la straordinaria cifra di 146 unit\u00e0 costituita dai posti che dovrebbero essere messi a bando.\nE\u2019 un bel dire che finalmente si copre per intero l\u2019organico del corpo ispettivo, ma l\u2019organico del corpo ispettivo \u00e8 adeguato al compito?\nIn altre parole si \u00e8 fatta la scelta ieri e si \u00e8 confermata oggi indipendentemente dai governi di lasciare le scuole a cavarsela da sole interpretando ancora una volta l\u2019autonomia come un liberi tutti e non un dispositivo didattico-strutturale per permettere ai singoli istituti di individualizzare e personalizzare i percorsi dentro un sistema nazionale unitario e solidaristico che si prende cura dei propri istituti non con la pretesa di dirigerli, ma di incentivare e sviluppare quel empowerment professionale diffuso a cui mirava l\u2019autonomia proprio con l\u2019art. 6, da coltivare come risorsa di sistema.\n\n<strong>La retorica di una difesa formale dell\u2019autonomia degli istituti<\/strong>, la convinzione che un istituto vale un altro e che ciascun collegio \u00e8 libero e nessuno pu\u00f2 mettere il naso in quello che fa, stride con il fatto che l\u2019autonomia delle singole scuole \u00e8 tale all\u2019interno di un sistema nazionale.\nSe leggiamo il <strong>recente decreto n. 41\/2022 sulla ridefinizione della \u201cfunzione tecnico-ispettiva da parte del corpo ispettivo ministeriale\u201d<\/strong> che tenta timidamente di porre le premesse di un cambiamento, ci accorgiamo che l\u2019Ispettore \u00e8 s\u00ec definito come una \u201crisorsa professionale del Ministero dell\u2019istruzione\u201d (sarebbe stato meglio definirlo una risorsa del sistema delle autonomie di cui anche il Ministero fa parte , \u201cbont\u00e0 sua\u201d), ma che il compito assegnato \u00e8 di \u201c sostiene le scuole nel miglioramento della qualit\u00e0 dei processi e nel perseguimento dei traguardi\u201d. Come?\n\nLeggiamo che gli Ispettori offrono o dovrebbero offrire, se fossero in numero adeguato aggiungo io, \u201csupporto, assistenza e consulenza; formulano proposte e pareri sui temi dello sviluppo dei curricoli, della progettazione didattica, delle metodologie di insegnamento, della valutazione degli apprendimenti\u201d\n\nDovrebbero poi occuparsi delle \u201c scuole presenti in aree a rischio educativo e di marginalizzazione sociale, cui andr\u00e0 indirizzato particolare sostegno\u201d.\nDietro questo sottovalutare l&#8217;importanza degli Ispettori e il loro ruolo da parte del governo destinando risorse residuali in un compito cos\u00ec importante , dietro un diffuso disinteresse da parte del personale scolastico per la sorte degli ispettori, vi \u00e8 troppo spesso una visione culturalmente distorta del ruolo e della figura dell\u2019ispettore nella scuola di oggi che non \u00e8 pi\u00f9 quella deamicisiana.\n\nAccanto alla funzione di controllo, di cui non si discute la necessit\u00e0, sia con il SNV che con il decreto 41, si fa strada una funzione ben diversa di sostegno e di consulenza esperta alle scuole e ai suoi dirigenti.\nCome ex preside non disdegno affatto una tale collaborazione perch\u00e9 non interferisce con le prerogative del dirigente n\u00e9 dei collegi, ma \u00e8 molto utile se impostata come collaborazione professionale tra soggetti con competenze diverse per evitare il rischio sempre presente di autoreferenzialit\u00e0, per facilitare le relazioni di rete con le altre scuole e per mantenere un rapporto non burocratico con il Ministero, avendo gli Ispettori una visione di insieme dei territori in cui operano.\nGiancarlo Cerini non era forse un Ispettore? Probabilmente sono state pi\u00f9 le occasioni in cui \u00e8 entrato in una scuola come esperto e formatore chiamato dai collegi piuttosto delle volte in cui \u00e8 entrato mandato dal Ministero per qualche incombenza burocratica. Lo stesso pu\u00f2 dirsi per tanti altri Ispettori.\nGi\u00e0 questo pu\u00f2 far riflettere.\n\nNon si capisce perch\u00e9 l\u2019<strong>attivit\u00e0 di tutoring<\/strong> svolta dai docenti sia considerata cos\u00ec essenziale nel supportare gli studenti a raggiungere i loro obiettivi e a sviluppare le loro competenze e la stesso approccio tutoriale non possa essere preso in considerazione per supportare i collegi dei docenti e\/o i consigli di classe o i dipartimenti disciplinari per raggiungere i loro obiettivi di miglioramento . Per gli studenti questa si chiama valutazione formativa.\n<strong>Sarebbe una svolta epocale liberarsi una volta per tutte dallo stereotipo dell\u2019Ispettore visto solo come il controllore<\/strong>, come scrive Maviglia, che vidima i registri, spulcia tra le carte o che viene chiamato per dirimere controversie tra genitori, docenti e dirigenti. Oddio, arriva l\u2019ispettore!\n\nPoter tradurre in pratica quanto recita il decreto 41 permetterebbe di distinguere la tradizionale funzione ispettiva di controllo da quella di \u201c tutor\u201d o consulente di cui l\u2019autonomia ha bisogno come ho scritto.\nSarebbe un primo passo per farne uno degli snodi operativi di sistema in grado di contribuire a migliorare i processi di miglioramento non solo nelle scuole in difficolt\u00e0 come prevede il SNV, ma pi\u00f9 in generale nelle scuole di un dato territorio assegnando ad esempio ad un ispettore o, meglio, al Nucleo stesso di valutazione il ruolo di consulente per un numero ristretto di istituti scelti secondo criteri funzionali a permettere di svolgere adeguatamente questo ruolo, penso alle aree di povert\u00e0 educativa ad esempio.\n\nBasterebbe agire sui criteri che l\u2019INVALSI deve adottare per individuare gli istituti da seguire trovando una modalit\u00e0 che possa permettere ad un numero pi\u00f9 ampio di istituti di utilizzare il Comitato di valutazione come risorsa.\nD&#8217;altronde si sottolinea nel decreto 41 che \u201cla funzione di studio, di ricerca e consulenza tecnica costituisce asse strutturale della funzione tecnico-ispettiva\u201d.\n\nUn cambiamento di prospettiva nell\u2019utilizzo degli Ispettori non pu\u00f2 non prevedere dunque un aumento significativo nell\u2019organico del corpo ispettivo e non un ridicolo incremento come quello che pare sia previsto dal Ministero nostrano, a fronte, come ci ricorda Maviglia, di ben 3.789 Ispettori in Francia.\n<strong>Affinch\u00e9 il decreto 41 non sia carta straccia non basta abolire la settorializzazione della figura dell\u2019ispettore, ci vuole ben altro con un ritocco coordinato della normativa perch\u00e9 gli ispettori possano svolgere quella funzione auspicata.<\/strong>\nCome si fa ad attuare il profilo previsto con un organico siffatto. Il solito argomento dei tagli e delle difficolt\u00e0 di bilancio \u00e8 fin troppo abusato quando si tratta di investimenti per qualcosa di determinante per il futuro.\nVi \u00e8 poi un altro elemento che trovo interessante per stabilire un rapporto pi\u00f9 organico degli ispettori con l\u2019autonomia.\nPerch\u00e9 non cogliere l\u2019occasione per cominciare a parlare di carriera dei docenti in servizio offrendo loro uno sbocco nel corpo ispettivo trasformando in crediti il curricolo di ricerca?\nCi si \u00e8 dimenticati della famosa figura del \u201cdocente esperto\u201d uscita dal cappello del PNRR senza prospettive di avanzamento neppure in funzioni di middle management all\u2019interno del proprio istituto.\nCon una revisione dei percorsi formativi speciali previsti dalla Legge 79\/2022 potrebbe ben confluire almeno come esperto nel Nucleo di Valutazione.\nForse \u00e8 chiedere troppo ai Ministri di avere una visione di insieme del sistema e di cercare di creare sinergie tra le risorse gi\u00e0 presenti invece di vedere i vari segmenti come parti a s\u00e9? . Sarebbe un \u201cmerito\u201d riuscire a vedere finalmente la scuola come un sistema e utilizzare strategie di sistema per governarla.\n\nLa proposta di Treelle, a cui fa rifermento Maviglia nel suo contributo, potrebbe costituire un\u2019interessante base per dare a questa figura una vero e proprio ruolo strutturale e organico come proponevo nell\u2019aiutare le scuole ad \u2019utilizzare in modo efficace ed efficiente la loro autonomia .\nQuesta proposta potrebbe essere una possibile alternativa in grado di compensare la prematura scomparsa dell\u2019ANSAS nata allora per prendere il posto degli IRRSAE in questo compito.\nSenza ANSAS e senza gli IRRSAE che un sostegno alle scuole del territorio lo stavano dando da anni soprattutto nell\u2019innovazione, le scuole sono state lasciate sole proprio nel momento in cui sono diventate autonome e si \u00e8 chiesto di basare la loro flessibilit\u00e0 sulla ricerca e l\u2019innovazione.\nE\u2019 stato anche questo un caso ?]]>\t\t<\/p>\n<div 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