{"id":4441,"date":"2024-02-09T22:27:13","date_gmt":"2024-02-09T21:27:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=4441"},"modified":"2024-02-09T22:27:13","modified_gmt":"2024-02-09T21:27:13","slug":"quattro-passi-per-una-pedagogia-dellemancipazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2024\/02\/09\/quattro-passi-per-una-pedagogia-dellemancipazione\/","title":{"rendered":"Quattro passi per una pedagogia dell&#039;emancipazione"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/ABC.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-420 alignright\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/ABC.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"332\" \/><\/a>a cura di Giancarlo Cavinato<\/strong>\n\nIl MCE propone <strong>4 passi per una pedagogia dell\u2019emancipazione<\/strong>. Si tratta di organizzare un impianto sistemico costituito da moduli variamente componibili e adattabili alle esigenze dei singoli contesti. Sono proposte concrete, realizzabili in ogni scuola, in grado di attribuire valore aggiunto all\u2019azione professionale e collegiale, e di rappresentare gli elementi da cui partire per realizzare percorsi di partecipazione e condivisione e dispositivi organizzativi in grado di qualificare i contesti e di aumentare i livelli formativi..\nI 4 passi si propongono come ponti fra l\u2019organizzazione e le relazioni e gli strumenti concettuali di ricerca. Ciascuno dei passi si realizza attraverso la\u00a0 forza e le potenzialit\u00e0 delle esperienze che prevede: discutere e decidere insieme, appartenere a diversi gruppi nella propria e con altre classi con impegni e sviluppi diversi, fare ricerca, possibilit\u00e0 di maneggiare e consultare una pluralit\u00e0 di testi e di fonti, collegarsi con classi di altre parti del paese e del mondo e la sensazione di condividere speranze e obiettivi,\u00a0 veder nascere e contribuire a un prodotto come il giornale il libro il video\u2026\n\n\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Primo passo: gli strumenti di democrazia<\/em><\/strong>.<\/span><\/h2>\n\n\nIn una delle invarianti pedagogiche Freinet<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> afferma che un regime scolastico autoritario non pu\u00f2 formare cittadini democratici. \u00abLa democrazia \u00e9 impegno partecipativo nella costruzione dei valori che regolano la convivenza umana. In tale impegno, l\u2019educazione svolge il ruolo fondamentale dello sviluppo dell\u2019intelligenza, della comprensione, dell\u2019esperienza, dell\u2019apprendimento, della collaborazione e della difesa dell\u2019uguaglianza.\u00bb<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\nLa democrazia si esercita mediante regole, procedure, strumenti e pratiche attraverso cui si costruiscono e si determinano scelte possibili e condivise. Le idee, le opinioni, i giudizi sulla realt\u00e0 non sono preesistenti alla loro scoperta da parte dei soggetti, ma si formano attraverso una pratica e un\u2019esperienza di relazionalit\u00e0 e socialit\u00e0. L\u2019istituzione ad hoc \u00e8 l\u2019assemblea di classe come iniziazione alla vita democratica, alla solidariet\u00e0. Un\u2019assemblea con le sue routine e le sue suddivisioni di compiti. Chi presiede, chi verbalizza, chi d\u00e0 i tempi degli interventi. Durante la settimana su cartelloni i bambini trascrivono le loro osservazioni, proposte, critiche, suggerimenti da analizzare nell\u2019assemblea. Ogni aspetto della vita scolastica acquista cos\u00ec senso e giustificazione. La finalit\u00e0 gradualmente condivisa \u00e8 l\u2019uguaglianza di diritti e il successo formativo di tutti. Le forme di partecipazione risultano tanto pi\u00f9 efficaci quanto pi\u00f9 ai ragazzi viene data parola e possibilit\u00e0 di progettare estendendo il raggio della loro progettualit\u00e0 alla citt\u00e0 attraverso l\u2019organizzazione di consulte e consigli.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><!--more-->\n\n\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Secondo passo: gli strumenti per la ricerca<\/em><\/strong><\/span><\/h2>\n\n\nSi tratta di garantire un accesso ai saperi, favorendo la costruzione del pensiero. Ma come reperire informazioni che non siano fornite gi\u00e0 confezionate cos\u00ec che ci si formi su una sola versione e non sia prevista una costruzione personale della conoscenza? <a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\n\nViviamo in un mondo connesso globalmente alla rete, per cui il problema non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019acquisizione delle informazioni di base (reperibili attraverso un qualsiasi motore di ricerca), ma la loro messa in relazione, la selezione, l\u2019organizzazione in un quadro composito, la comprensione profonda. Tutte operazioni per attivare le quali i libri di testo non sono di alcuna utilit\u00e0, sostituendo il gi\u00e0 predisposto all\u2019attivit\u00e0 dei soggetti, fornendo risposte e soluzioni che non vanno al di l\u00e0 della superficie. La scuola deve diventare il luogo della rielaborazione, del riordino, del confronto delle interpretazioni, delle ipotesi. Per questo il libro di testo \u00e8 strumento obsoleto: i libri delle discipline propongono serie di informazioni schematiche e non verificabili, che si traducono in una visione tassonomica dei contenuti storici, geografici, scientifici; le antologie di lettura costituiscono raccolte di brani, estrapolati dal contesto letterario a cui appartengono, scelti dagli autori e dagli editori in base a criteri standard. Con gli stessi fondi a disposizione per i testi, ogni classe e, ancor pi\u00f9, ogni scuola pu\u00f2 acquistare narrativa, libri di divulgazione, approfondimenti tematici, documentazioni, materiale multimediale, strumenti per la riproduzione e la stampa, disponendo cos\u00ec di una biblioteca ricca di una pluralit\u00e0 di fonti. Leggere versioni diverse di storie, descrizioni di eventi, cogliere punti di vista diversi, confrontare diverse interpretazioni, scoprire i nessi fra eventi sono tutte operazioni che le biblioteche di lavoro disponibili grazie all\u2019adozione alternativa sono favorite.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>\n\n\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Terzo passo: lavoro a classi aperte<\/em><\/strong><\/span><\/h2>\n\n\nLa proposta prevede un\u2019articolazione degli spazi e dei tempi della scuola sul modello delle classi aperte. \u00abUn fondamentale elemento qualificante del tempo pieno pu\u00f2 essere considerato il superamento della struttura-classe e, di conseguenza, del lavoro strettamente individuale dell\u2019insegnante.\u00bb<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\nIl che richiede l\u2019organizzazione di spazi in cui trovare stimoli adeguati, agire, attribuire significati, progettare, coordinare le proprie azioni con quelle degli altri. Non si pu\u00f2 realizzare tali percorsi all\u2019interno di gruppi chiusi, sempre con gli stessi componenti, in cui si condividono sempre le stesse attivit\u00e0. Si tratta di mettere in atto procedure che consentano che una scuola, una classe, si organizzino attorno a temi comuni suddividendosi diversi aspetti. Quindi una scuola che non sia una sommatoria di classi non comunicanti.\nL\u2019organizzazione di gruppi mobili, eterogenei, con consegne di lavoro diversificate, pu\u00f2 creare una dinamica, delle aspettative, la motivazione ad integrare le proprie ricerche con quelle di altri gruppi. La partecipazione a gruppi e classi di et\u00e0 diverse rende possibile agire sulla zona prossimale di sviluppo dei singoli attraverso la guida dell\u2019adulto, la collaborazione tra pari, l\u2019interazione sociale.<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\nCompete alla regia educativa degli insegnanti comporre le diverse realizzazioni dei gruppi, favorire le comunicazioni e gli scambi, proporre ulteriori sviluppi, conferire unitariet\u00e0 alle attivit\u00e0. Il gruppo attraverso attivit\u00e0 di laboratorio funziona da mente collettiva, conferendo significato alle singole parti, correlandole e collegandole. Le pratiche di ricerca che gli alunni affrontano costituiscono una parte dell\u2019oggetto su cui operano, e ci\u00f2 conferisce un valore relativo alle conoscenze che vengono acquisite, nella consapevolezza che esse saranno integrate dagli apporti di altri gruppi. La proposta prevede di individuare, alunni e insegnanti, delle unit\u00e0 tematiche trasversali che affrontino dal punto di vista di diversi approcci disciplinari aspetti della realt\u00e0 su cui fare ricerca.\nNon, quindi, un repertorio o un catalogo di obiettivi, ma una progettazione in itinere e a ritroso<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> fatta di esperienze basate su interessi e motivazioni e di possibili direzioni di sviluppo. Un tema, un aspetto della realt\u00e0, pu\u00f2 essere affrontato secondo diverse angolature e con diversi materiali e strumenti a disposizione: leggendone gli aspetti letterari, artistici, musicali, matematici, scientifici, tecnologici, attraverso il coinvolgimento di tutti i sensi, delle emozioni, del corpo, e conseguentemente produrre diversi tipi di elaborazione da comunicare ad altri: testi, copioni, filmati, e-book, scenari, canti, danze, esperimenti e strumenti per la rilevazione di dati, \u2026.\nLa classe stessa \u00e8 in primis un laboratorio; non scompare, ma dev\u2019essere il punto di partenza e di arrivo, di sintesi della progettualit\u00e0. Ciascun gruppo di classi coinvolte si proporr\u00e0 di realizzare attivit\u00e0 di interclasse e di laboratorio nell\u2019arco di un periodo, procedendo poi a scambiare i gruppi fra di loro. Con attivit\u00e0 espressivo-creative, manuali, corporee, scientifiche, storiche, interculturali.\nRealizzare le attivit\u00e0 per classi aperte presuppone la compresenza di pi\u00f9 insegnanti. Che possono cos\u00ec lavorare con numeri ridotti di bambini. i bambini possono cos\u00ec fruire nel corso dell\u2019anno di una variet\u00e0 di attivit\u00e0 e fare esperienze significative. I gruppi di ragazzi e i periodi di rotazione sono stabiliti per far s\u00ec che ciascun alunno fruisca di tutte le attivit\u00e0 proposte.\n\n\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>Quarto passo: la valutazione formativa<\/em><\/strong><\/span><\/h2>\n\n\n\u00abOgni ragazzo \u00e8 in gara con s\u00e9 stesso per migliorarsi. Il merito non \u00e8 di chi d\u00e0 un maggiore rendimento, ma di chi riesce a superarsi e far progressi anche se il suo livello \u00e8 inferiore a quello di altri.[&#8230;]Il fenomeno della selezione non potr\u00e0 scomparire finch\u00e9 nella scuola non cambieranno certi atteggiamenti e non si capir\u00e0 che il responsabile del mancato apprendimento, del disadattamento scolastico che porta alla ripetenza e poi all\u2019abbandono, non \u00e8 il soggetto in difficolt\u00e0 e nemmeno l\u2019ambiente di provenienza anche se \u00e8 \u2018svantaggiato\u2019, ma \u00e8 la scuola ad essere \u2018disadattata\u2019 in quanto induttrice di disadattamento.\u00bb<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>\nLa valutazione \u00e8 uno degli aspetti del fare scuola che preoccupa maggiormente perch\u00e9 \u00e8 lo spazio dove pi\u00f9 si consolida la dialettica tra normalizzazione ed emancipazione dei soggetti. E\u2019 un operazione complessa perch\u00e9 deve essere in grado di cogliere e interpretare una realt\u00e0 in cui si mescolano molteplici aspetti che coinvolgono sia l\u2019alunno che l\u2019insegnante: conoscenze, abilit\u00e0, motivazione, relazione, effetti alone, aspettative reciproche, ritmi e stili di apprendimento. Il passo sulla valutazione illumina e rinforza i precedenti passi in quanto una didattica trasmissiva non consente una valutazione autentica che richiede tempi lunghi e strumenti narrativi, descrittivi, interpretativi: lettere personalizzate, diari di bordo, monografie, studi di situazioni, aspetti che si adattano alle attivit\u00e0 che si fondano su discussioni, partecipazione a progetti, laboratori, in cui accanto ai processi individuali rivestono pari importanza i processi di gruppo.\nMentre la didattica trasmissiva lavora su tempi brevi, risposte automatiche, abituando a un pensiero riflettente. Non richiede la messa alla prova attraverso particolari tecniche e il confronto interattivo, ma una comunicazione unidirezionale e la ripetizione. La grande assente \u00e8 la relazione significativa che l\u2019insegnante intrattiene attraverso il dialogo pedagogico. Maturana osserva che ogni insegnante che valuta la prestazione degli alunni sta valutando se stesso che valuta la prestazione. Con il suo giudizio non giudica lo studente, ma la relazione che lui intrattiene con lo studente.<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>\nOgni docente dovrebbe potere, alla luce della propria biografia professionale, riconoscere le proprie cornici culturali ed ermeneutiche che ne condizionano la pratica valutativa. Va sostenuta una valutazione intersoggettiva e collegiale come esercizio concreto di responsabilit\u00e0, come funzione di autoregolazione dei percorsi e dei processi nella scuola dell\u2019autonomia.\nSono necessarie pratiche di autoanalisi e autovalutazione degli alunni e di autointerrogazione degli insegnanti e la sperimentazione di strumenti di osservazione, ascolto dei soggetti, narrazione e problematizzazione. Come per ogni altro aspetto della vita della scuola, anche la valutazione pu\u00f2 costituire oggetto di dibattito, esplicitazione dei propri riferimenti, presa di decisioni. Se questo aspetto non viene affrontato, rimane confinato nel potere discrezionale dei docenti e come tale inappellabile e indiscutibile. Il compito di una pedagogia del successo \u00e8 esplorare con gli alunni le condizioni facilitanti e ostacolanti e i possibili miglioramenti. Agevolare la presa di coscienza delle diverse conseguenze di un lavoro individuale e di un lavoro di aiuto reciproco fra pari. Nel frattempo la scuola non rimane ferma.\nLa scuola italiana \u00e8 sottoposta a un altalenarsi di procedure modalit\u00e0 modelli. Si \u00e8 passati dai voti ai giudizi (una riforma incompleta che ha lasciato fuori la secondaria), per tornare ai voti e con l\u2019ordinanza\u00a0 172 del 2020 si istituisce una valutazione per livelli soltanto per la scuola primaria. Oggi il ministero del merito punta a tornare alla situazione preesistente, cio\u00e8 la \u2018riforma\u2019 Gelmini del 2010.\nA fronte di tale prospettiva sar\u00e0 necessario ricorrere alle strategie che i Ciari, i Lodi. i Manzi nel tempo hanno utilizzato per una scuola al servizio di tutti, non selettiva, discriminatoria, gerarchizzante. Non va abbandonata la dimensione formativa ed ecologica della valutazione. L\u2019eliminazione del voto numerico, pur tra molte difficolt\u00e0 dovute a carente formazione e a procedure macchinose quali il registro elettronico,\u00a0 ha avviato comunque un processo di cambiamento di prospettiva nella cultura e nelle pratiche valutative della scuola mettendo l\u2019accento sull\u2019esigenza di riscontri descrittivi dell\u2019apprendimento in itinere, di differenti forme di comunicazione della valutazione e di maggiore coerenza e retroazione tra progettazione didattica e valutazione: in generale, un intero ripensamento della didattica e della relazione docente-studente.\nLa valutazione formativa non si limita a registrare esiti ma accompagna i processi. Assume che la responsabilit\u00e0 dell\u2019eventuale mancato apprendimento non \u00e9 dovuta soltanto a carenze dell\u2019 allievo ma individua fra le cause il tipo di insegnamento del docente, che viene sollecitato\u00a0 ad innovare le sue competenze psicopedagogiche e didattico-metodologiche e relazionali. Ad operare mantenendo strettamente connesse progettazione e valutazione.\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> C. Freinet, <em>Les invariants p\u00e9dagogiques<\/em>, in <em>Oeuvres p\u00e9dagpogiqques<\/em>, Paris, Seuil, 1994, vol 2 pp. 383-413, trad. Ital. A. Goussot\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> J. Dewey, <em>Democrazia<\/em><em> e educazione<\/em>, Firenze, La Nuova Italia, 1951\n<a style=\"font-size: 1rem;\" href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a><span style=\"font-size: 1rem;\"> M. Marchi, P. Sartori (a cura di), <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">Dall\u2019io al noi. Citt\u00e0 e scuola per un\u2019educazione alla responsabilit\u00e0<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">, Trieste, Asterios, 2023\n<\/span><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> C. Pontecorvo, A, M. Ajello, C. Zucchermaglio, <em>Discutendo si impara<\/em>, Roma, Carocci, 2007\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> M. Rosaria Di Santo, <em>Mario Lodi e la \u201cbiblioteca di lavoro\u201d una proposta didattica alternativa ancora attuale<\/em>, Parma, ed. Junior, 2022\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Gruppo torinese MCE, <em>Per una nuova professionalit\u00e0 docente<\/em>, Milano, Emme, 1978\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> L.S. Vygotskij. <em>Il processo cognitivo<\/em>, Torino, Boringhieri, 1980\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> G.. Wiggins, j. Mc Tighe, <em>Fare progettazione. La \u201cteoria\u201d di un percorso per la comprensione significativa<\/em>, Roma, LAS, 2004\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> B. Ciari, <em>La grande disadattata<\/em>, Bergamo, Junior, 2006\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> H. R. Maturana, F.S. Varela, <em>Autopoiesi e cognizione<\/em>, Venezia, Marsilio, 2001; C, Hadji, <em>Una valutazione dal volto umano oltre i limiti della societ\u00e0 della performance<\/em>, Brescia, Schol\u00e9, 2003]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4441\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4441\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2024\/02\/09\/quattro-passi-per-una-pedagogia-dellemancipazione\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4441\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4441\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[65],"class_list":["post-4441","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pedagogia","tag-cavinato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4441","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4441"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4441\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}