{"id":4720,"date":"2024-04-13T12:40:40","date_gmt":"2024-04-13T10:40:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=4720"},"modified":"2024-04-13T12:40:40","modified_gmt":"2024-04-13T10:40:40","slug":"valutazione-formativa-questa-sconosciuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2024\/04\/13\/valutazione-formativa-questa-sconosciuta\/","title":{"rendered":"Valutazione formativa, questa sconosciuta"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/tavolo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4690\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/tavolo-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/a>di Cinzia Mion<\/strong>\n\n<em>\u00a0<\/em>Recentemente \u00e8 stata ripresa con enfasi la discussione intorno alla tematica della valutazione scolastica. Infatti ultimamente il Ministro Valditara ha fatto approvare un emendamento che sta modificando profondamente il \u201csenso\u201d dell\u2019Ordinanza n\u00b0 172, datata 4-12-2020, riguardante le Linee Guida per l\u2019applicazione della L. n. 41\/2020 che prevedevano alla scuola primaria, e ancora prevedono finch\u00e9 non ne verranno varate di nuove, l\u2019introduzione dei LIVELLI al posto dei voti numerici.\n\nI livelli sono stati modificati con questo intervento in \u201cgiudizi sintetici\u201d. Il giudizio \u201cinsufficiente\u201d ha soppiantato il raffinato\u201d in via di prima acquisizione\u201d.\nTale operazione ha rievocato dei giudizi chiaramente non solo \u201csommativi\u201d, perch\u00e9 sommativi erano anche quelli descrittivi, ma i giudizi cosiddetti \u201csintetici\u201d sono tali per cui non possono non riattivare nella mente dei docenti, ma anche dei genitori, <strong>i voti numerici<\/strong> la cui abolizione nel 2020 si era configurata come la vittoria di \u201cun\u201d primo traguardo.\n\n<!--more-->Da parte delle Associazioni professionali che da tempo chiedevano invece a gran voce l\u2019estensione della 172 a tutto il primo ciclo, tale provvedimento di \u201crestaurazione\u201d \u00e8 stato affrontato e denunciato immediatamente come altamente dannoso per tutti gli allievi, con argomentazioni molto convincenti e condivisibili.\n\nLa leggenda metropolitana per cui i voti sono pi\u00f9 \u201cchiari\u201d, rispetto ad altri sistemi, ha spadroneggiato dal tempo della riforma Gelmini che con il suo Regolamento li aveva ripristinati al posto dei giudizi. \u00c8 risaputo invece che un numero, cos\u00ec come un <strong>giudizio sintetico<\/strong>, che andr\u00e0 a soppiantare ora l\u2019espressione dei recenti <em>livelli<\/em>, \u00e8 molto pi\u00f9 opaco e ci\u00f2 che trasmette \u00e8 soltanto la <em>classifica<\/em> tra gli alunni. Nemmeno gli stessi docenti, ritrovandoselo poi nel registro elettronico, sanno pi\u00f9 quali siano i punti di eccellenza o le lacune sottostanti il numero assegnato, se non usando una <em>legenda <\/em>sotto la verifica. Figuriamoci i genitori.\n\nFermiamoci per\u00f2 un attimo a considerare il fatto rivoluzionario che a partire dal 1977, per la prima volta con la Legge 517, ha fatto la sua comparsa la valutazione <strong>formativa.<\/strong>\u00a0 A quel tempo abbiamo assistito all\u2019abolizione della pagella con i voti e alla sua sostituzione con una scheda di valutazione con dei giudizi che poi nel tempo hanno assunto diverse conformazioni.\n\nImmediatamente \u00e8 apparso per\u00f2 un fenomeno destinato a ripetersi: \u00e8 stata costruita sempre una <strong>equazione fittizia<\/strong> tra voti e giudizi stessi, di qualsiasi formulazione essi fossero. Il voto numerico \u00e8 talmente \u201cimbullonato\u201d nella nostra mente, per averlo noi tutti subito nel tempo scolastico e universitario, che facciamo fatica a superarlo come paradigma di riferimento. Ci\u00f2 ci richiama alla mente la sperimentazione dei \u201cneuroni specchio\u201d, e la <em>simulazione incarnata <\/em>di cui parlano i neuro scienziati Rizzolatti e V. Gallese.\nQuesta osservazione molto importante mi induce a tornare indietro e a tracciare per sommi capi l\u2019evoluzione dell\u2019idea di scuola da cui scaturiscono le modalit\u00e0 valutative.\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Cenni storici<\/strong><\/span><\/h3>\n\n\n<em>\u00a0<\/em>All\u2019interno della cosiddetta <em>scuola elitaria, <\/em>delineata dalla riforma Gentile del 1923, i voti numerici erano funzionali al carattere selettivo della scuola stessa, (vedi <em>esame di ammissione<\/em>) idonea a formare i quadri dirigenti. La svolta \u00e8 avvenuta al tempo del referendum sulla Repubblica, e la Costituzione nel 1948 ha introdotto sia l\u2019articolo n\u00b0 3 sull\u2019Uguaglianza di tutti i cittadini che il n\u00b0 34 che stabilisce che l\u2019istruzione obbligatoria e gratuita dura 8 anni. Non ci soffermeremo a delineare la trasformazione basilare che \u00e8 avvenuta, almeno negli intenti, verso un regime repubblicano-democratico.\n\nDiremo soltanto che il primo atto legislativo varato per scolarizzare tutta la popolazione, per almeno 8 anni come dettava l\u2019articolo 34, fu la legge istitutiva della Scuola media unica, del 1962. Si attesta con questa il passaggio dalla scuola elitaria a quella <em>di massa, <\/em>avviata per tutti i bambini ma soprattutto per i figli degli operai e dei contadini, che generalmente abbandonavano precocemente il percorso di scolarizzazione. Fu verso costoro per\u00f2 che i docenti di allora &#8211; non adeguatamente <em>riorientati <\/em>con un\u2019opportuna formazione al cambio di utenza, precedentemente selezionata dall\u2019esame di ammissione &#8211; infierirono con valutazioni negative e bocciature plurime.\n\nSu questa <em>ecatombe scolastica <\/em>si lev\u00f2 la famosa protesta sociopolitica di don Milani e del Movimento studentesco, che fece a questa da cassa di risonanza, e poi quella successiva docimologico-scientifica che segnal\u00f2 l\u2019aberrazione della media aritmetica e predic\u00f2 la differenza tra <em>misurazione <\/em>e <em>valutazione, <\/em>giustamente rappresentata dalla necessaria presenza di \u201ccriteri\u201d, esplicitati pubblicamente.\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">La critica docimologica e psicologica<\/span><\/h3>\n\n\nLa docimologia (M.Gattullo: <em>Didattica e docimologia, <\/em>1968).<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><strong>,<\/strong> in quanto scienza della misurazione, ha fatto piazza pulita di alcuni equivoci che cercher\u00f2 di riassumere.\nLa \u201cmisurazione\u201d precede la \u201cvalutazione\u201d e non va confusa con essa, coincidenza invece resa possibile a lungo in Italia dal codice numerico dell\u2019espressione della valutazione. I voti vengono considerati <em>vere e proprie unit\u00e0 di misura di una scala perfetta, con intervalli tra loro perfettamente uguali<\/em>: aspetto che Gattullo sottolinea essere impossibile. Gli stimoli creati dai docenti per le verifiche quasi sempre sono approssimativi per cui vengono proposte le cosiddette \u201cprove oggettive\u201d. Tale dispositivo per\u00f2 non risolve il problema sollevato da don Milani. Le prove devono essere considerate nel loro <em>valore diagnostico<\/em>: la cura delle difficolt\u00e0 emerse sar\u00e0 affidata all\u2019insegnamento <em>individualizzato<\/em>.\n\nLa valutazione inoltre deve adottare dei <strong>criteri espliciti<\/strong>, non confusi tra loro, ed ospitati nel PTOF. Mi soffermer\u00f2 soltanto a segnalare come il criterio di valutazione che si rif\u00e0 al <em>giudizio assoluto<\/em> viene definito da Gattullo <strong>illecito<\/strong> (ecco il significato dell\u2019espressione:<strong> io non sono un voto!).<\/strong> Criteri accettabili possono essere quelli scaturiti dal <strong>confronto<\/strong> con le misurazioni riferite agli altri studenti o ai <strong>progressi<\/strong> ottenuti dal soggetto considerato.\nDobbiamo poi aggiungere gli effetti della <strong>critica psicologica<\/strong>, che non hanno bisogno di spiegazione, perch\u00e9 o gi\u00e0 molto noti o facilmente comprensibili, che sono: l\u2019effetto <em>alone, <\/em>l\u2019effetto <em>stereotipo <\/em>e l\u2019effetto <em>Pigmalione, ecc.<\/em>\n\nTutte queste critiche sottolineano come la valutazione numerica sia <strong>SOGGETTIVA E ARBITRARIA<\/strong>.\nAlla fine siamo arrivati alla opportuna <strong>critica pedagogica<\/strong> che permise il varo della legge 517\/77, come ricordavamo prima, che inaugur\u00f2 una valutazione completamente innovativa, chiamata appunto <em>formativa.<\/em> Ora si d\u00e0 il caso che Le Linee Guida del 2020, nella Introduzione, contengano dei dati salienti riguardo alla psicologia dell\u2019apprendimento, dati che andrebbero considerati una bussola dell\u2019intera operazione, come in genere accade nell\u2019Articolo 1 delle leggi. Il primo articolo infatti traccia sempre la cornice in cui verranno poi iscritte le operazioni successive ed esprime i principi ispiratori.\nIl primo di questi principi nelle succitate Linee Guida \u00e8 proprio <strong>la valutazione<\/strong> <strong>formativa<\/strong><em>.\n<\/em>Se Valditara dovesse perci\u00f2 cancellare anche queste rimane pur sempre il decreto legislativo 62\/2017 che continua a sottolineare l\u2019importanza di questo tipo di valutazione.\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">Il cambio di passo<\/span><\/h3>\n\n\nIl concetto di valutazione formativa<em>,<\/em> cos\u00ec rivoluzionario fin dal suo apparire, segna oltre che il passaggio alla scuola di massa anche a quella della <em>integrazione<\/em>, perch\u00e9 la stessa legge, contemporaneamente all\u2019abolizione della pagella con i voti, ha aperto le porte della scuola statale ai soggetti con disabilit\u00e0. Abbiamo gi\u00e0 accennato alla consuetudine invalsa subito, e continuata purtroppo nel tempo, di tramutare <em>d\u2019embl\u00e9e<\/em> i voti in giudizi, vanificando cos\u00ec la caratteristica fondamentale e nuova della valutazione. Quello che temiamo adesso \u00e8\u00a0 che questa perda nel tempo il suo smalto innovativo radicale e che si verifichi il medesimo meccanismo semplificatorio e sbrigativo.\n\nPi\u00f9 volte infatti, da allora, il concetto \u00e8 stato ripreso e citato, in modo prestigioso e autorevole, anche dalle \u201cIndicazioni Nazionali per il curricolo del primo ciclo\u201d del 2012, senza per\u00f2 che nessuno si sia mai preoccupato di vigilare se venisse applicato o se i docenti conoscessero la differenza tra valutazione sommativa e valutazione formativa. L\u2019attenzione si \u00e8 concentrata subito sulle <em>competenze<\/em> e i docenti spesso hanno bypassato la premessa e la sua pregnanza, andando a rifugiarsi sulla disciplina di loro competenza.\n\nNel lontano 1977 il corpo docente non \u00e8 stato formato a questo cambio di passo e cos\u00ec \u00e8 avvenuto dopo il 2012. Non ci siamo chiesti se fosse possibile, senza adeguata formazione, cogliere e poi applicare questa modalit\u00e0 nuova di valutazione. Ma allora &#8211; come se fosse un <em>giallo<\/em> &#8211; in che cosa consiste questa auspicata e tanto nominata modalit\u00e0 di valutare gli alunni e liquidata troppo spesso da tutti anche da formatori eccezionali? Cominciamo intanto con alcune citazioni indispensabili. Nell\u2019anno 1967 uno psicologo americano M.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> Scriven aveva pubblicato un articolo dal titolo \u201cDifferenza tra valutazione sommativa e valutazione formativa\u201d, ripreso poi da B.Vertecchi in Italia nel 1976 all\u2019interno del suo testo <em>La valutazione formativa<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a>. <\/em>Non \u00e8 un caso che appena un anno dopo fu varata la Legge 517, successivamente alla sua critica pedagogica che denunciava una scuola che perpetuava stratificazioni sociali di massa.\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"> La valutazione formativa<\/span><\/h3>\n\n\nPer capire profondamente questa espressione bisogna innanzitutto comprendere senza ombra di dubbio che l\u2019aggettivo <em>formativa,<\/em> posto accanto al sostantivo <em>valutazione\u00a0 <\/em>(es: il valore \u201cformativo\u201d della valutazione) non \u00e8 un abbellimento, una sfumatura che smorza l\u2019eventuale durezza che pu\u00f2 connotare il concetto di valutazione tradizionale. No, \u201cvalutazione formativa\u201dconsiste in una valutazione vera e propria, complessa, che coniuga la attenta considerazione del livello di insegnamento con quello di apprendimento.\n\nDa allora sarebbe dovuto risultare chiaro che la valutazione <em>sommativa<\/em>, considerata per eccellenza quella tradizionale, generalmente ascrive la responsabilit\u00e0 del\u00a0 mancato apprendimento all\u2019allievo (poco studioso, per niente diligente, carente intellettualmente, svogliato, indisciplinato e poco attento, ecc) . Quella <em>formativa,<\/em> invece, dovrebbe attivare un cambiamento di prospettiva di 180 gradi. Ascrive infatti la responsabilit\u00e0 del mancato apprendimento o dell\u2019insuccesso formativo, all\u2019insegnante e alle sue pratiche didattiche. Dal punto di vista operativo significa che il docente allora, all\u2019interno di questa nuova ottica, innanzi tutto dovrebbe attivare la propria <em>osservazione, <\/em>professionale e curante, durante il <em>processo<\/em> dell\u2019insegnamento-apprendimento e non precipitarsi sul <em>prodotto-risultato <\/em>come succederebbe con quella tradizionale. Attraverso molte microverifiche <em>informali,<\/em> soprattutto utilizzando il linguaggio del corpo, le interazioni verbali tra gli allievi &#8211; opportunamente sollecitate &#8211; e le espressioni libere tra loro, si render\u00e0 conto subito della lacune, delle smagliature che i bambini pi\u00f9 fragili rivelano e cercher\u00e0 <em>in tempo reale, <\/em>di modificare la propria strategia didattica, visto che quella utilizzata non ha dato i risultati sperati. Oggi infatti la scuola, anche per dettato esplicito, \u00e8 diventata <em>inclusiva <\/em>perci\u00f2, parafrasando il bellissimo titolo di un film cinese \u201cNon uno di meno\u201d, nessuno pu\u00f2 essere lasciato indietro. Questo cambio di strategia, sicuramente pi\u00f9 laboratoriale, pi\u00f9 operativa, ascrivibile spesso alla didattica <em>del fare individualizzato, <\/em>richiede al docente l\u2019umilt\u00e0 di una autointerrogazione: ho io a disposizione una strategia adatta? Cui seguir\u00e0 l\u2019<strong>autovalutazione <\/strong>che si concretizzer\u00e0 nella risposta positiva oppure nella ricerca di una soluzione adeguata, per una opportuna <strong>autoregolazione.<\/strong>\n\nSi tratter\u00e0 di rivolgersi prima di tutto ai colleghi, all\u2019interno della \u201ccomunit\u00e0 professionale di docenti\u201d, poi di fare una ricognizione su <em>Internet<\/em>, o nelle librerie specializzate. Richiedere formazione specifica al proprio DS, e poi al collegio per l\u2019approvazione, potrebbe essere una soluzione valida per tutti.\n\nE pensare che addirittura nei programmi del 1985, quindi all\u2019interno del testo legislativo, emanato dopo la Legge 517, all\u2019ultimo capoverso del paragrafo intitolato \u201cValutazione\u201d si trova scritto: \u201c<em>L\u2019attivit\u00e0 di programmazione e verifica deve consentire agli insegnanti di valutare l\u2019approfondimento della loro preparazione psicologica, culturale e didattica anche nella prospettiva della formazione continua.\u201d<\/em> Il riferimento alla formazione continua sfonderebbe una porta aperta se qualcuno inevitabilmente ogni volta non si mettesse di traverso. <em>\u00a0<\/em>\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">Processi non solo prodotti<\/span><\/h3>\n\n\nPer poter affrontare la questione in modo efficace bisogna imparare ovviamente a focalizzare il <strong>processo <\/strong>per cogliere i passaggi cruciali, senza il superamento dei quali l\u2019insuccesso diventa purtroppo inevitabile. Si \u00e8 reso possibile questo cambio di prospettiva perch\u00e9 &#8211; crediamo sia opportuno ricordarlo &#8211; durante gli anni 60\/70 in America il neo-comportamentismo skinneriano era stato soppiantato dal cognitivismo, il cui padre simbolico era stato Bruner. Il cognitivismo aveva posto il <em>focus <\/em>delle sue ricerche sui processi cognitivi.\n\nInsieme alla ricerca sui processi cognitivi e metacognitivi, sarebbe molto utile anche dare un\u2019occhiata agli stili di apprendimento, ugualmente citati nelle Linee Guida. Gli stili di apprendimento sono diversi da quelli cognitivi, ascrivibili anche a tratti di personalit\u00e0, che consistono in modalit\u00e0 diverse di <em>categorizzare la realt\u00e0.<\/em>\n\nGli stili di apprendimento invece sono delle tecniche preferite o prevalenti di funzionamento della nostra mente quando si trova ad affrontare nuove informazioni per nuovi apprendimenti. Ci possono offrire delle indicazioni utili perch\u00e9 esistono stili pi\u00f9 visivi o pi\u00f9 uditivi oppure cinestetici. Mi pare degna di nota questa ultima modalit\u00e0 perch\u00e9 offre spunti interessanti in quanto ci informa che chi \u00e8 portatore di questo stile ha bisogno di \u201ctoccare\u201c oggetti e di muoversi, modalit\u00e0 attuabili con attivit\u00e0 strategiche laboratoriali. Lo stile potrebbe includere modalit\u00e0 alternate o comunque multiple. Per garantire l\u2019aspetto <em>inclusivo<\/em> della didattica bisognerebbe scoprire di quale stile di apprendimento sono portatori i soggetti pi\u00f9 fragili ed inserire nella propria prassi dei sussidi adeguati.\n\nSperiamo che prima o poi si riesca nell\u2019impresa di realizzare un vero e proprio apprendimento <strong>trasformativo<\/strong> da parte di tutti i docenti della scuola primaria, augurandoci poi che questi possano <em>contaminare tutti gli altri.<\/em>\n\nChi riuscir\u00e0 per\u00f2 a far accettare dalla mente dei docenti che una valutazione negativa, comunque, per quanto attiene il primo termine del binomio insegnamento-apprendimento, \u00e8 da ascrivere alla propria responsabilit\u00e0? Per come imposto la didattica; per quanto stempero le difficolt\u00e0 per renderle affrontabili; per quanto mi sono formato sentendomi sempre <em>moderatamente inadeguato <\/em>ed ho quindi apprezzato la zona\u00a0 dello <em>sviluppo prossimale<\/em> di vigotskiana memoria, applicandola sempre quando possibile; per quanto coinvolgo i ragazzi attraverso una relazione suggestiva con il sapere; per quanto io docente possiedo una motivazione alla \u201cpadronanza\u201d nel mio lavoro e non solo alla \u201cprestazione\u201d per cui, dopo aver fatto le mie ore di lezione non mi sento a posto ma desidero sempre migliorare.\nPer quanto attiene poi l\u2019apprendimento dell\u2019allievo \u00e8 ovvio che emergono anche le sue responsabilit\u00e0 e le sue motivazioni e nello sfondo quelle della famiglia.\nIn altri termini, come si fa a non capire che la professione dell\u2019insegnante, in quanto formatore, \u00e8 una professione che non pu\u00f2 smettere mai di mettersi in discussione e di adottare per questo una raffinata continua riflessivit\u00e0?\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\">Ultima raccomandazione ai docenti della scuola secondaria<\/span><\/h3>\n\n\nI voti numerici assegnati in calce alle varie verifiche, scritte od orali, vengono ricevuti dagli allievi ed utilizzati subito per anticipare quella famigerata \u201cmedia aritmetica\u201d, con cui viene prevista da parte loro la promozione o la bocciatura. La consuetudine di applicare questo tipo di media da parte dei docenti, dal punto di vista docimologico, \u00e8 un obbrobrio. D\u2019altro canto l\u2019esperienza registra che di conseguenza nessuna attenzione viene riservata dagli allievi all\u2019azione importante e basilare del <strong>recupero dell\u2019errore. <\/strong>L\u2019argomento del recupero dell\u2019errore introduce la differenza tra \u201csbaglio\u201d ed \u201cerrore\u201d e la rispettiva differenza tra \u201cesercizio\u201d e \u201cproblema\u201d.\n\nQuesta tematica apre il fronte interessantissimo, anticipato da H. Gardner<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> e ripreso pi\u00f9 recentemente da Wiggins, della necessit\u00e0 urgente che la scuola abbandoni la strada della ricerca affannosa solo delle risposte esatte (comode per l\u2019assegnazione dei voti numerici), ma astratta, disincarnata, scolastica, fine a se stessa, ed intraprenda quella della <strong>comprensione profonda considerata da Wiggins<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> la \u201ccompetenza essenziale\u201d. <\/strong>\n\nEgli infatti dice: \u201cSe una conoscenza o un\u2019abilit\u00e0 non diventa lettura e comprensione della realt\u00e0, difficilmente si trasformer\u00e0 in significativa o flessibile o in comprensione profonda. Per comprensione si intende una conoscenza pregnante, posseduta ed integrata in modo da poter essere facilmente utilizzata in contesti diversi, nei quali essa serva a chiarire una situazione o un <strong>problema.\u201d\n<\/strong>A tale proposito gi\u00e0 H. Gardner aveva affermato<strong>\u201dLa scuola invece persegue il compromesso delle risposte esatte ed usa i voti come moneta falsa, come il denaro dei Monopoli!\u201d\n<\/strong>Se i \u201cgiudizi sintetici\u201d possono essere facilmente assimilabili ai voti credo che la deduzione sia gi\u00e0 pronta e scodellata.\n\nUn\u2019ultima ma utile raccomandazione: qualunque sia la decisione finale del Ministro Valditara e dei suoi consiglieri, carissimi docenti della scuola dell\u2019obbligo, ricordatevi che l\u2019unica \u00e0ncora di salvezza \u00e8 la valutazione formativa, giustificata per legge, invocata dalla psicologia dell\u2019apprendimento di matrice socioculturale vigotskiana, utilizzata per sostenere e incoraggiare tutti gli alunni.\nCome atto \u201cintermedio\u201d e \u201cfinale\u201d concedete pure il contentino del giudizio sintetico.\n\nIntanto per\u00f2 la scuola autenticamente <strong>inclusiva <\/strong>\u00e8 salva.\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Gattullo M.,<em>Didattica e docimologia-misurazione e valutazione nella scuola,<\/em>Armando Armando editore,Roma,1968\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> M.S.,<em>The Methodology of Evaluation, in <\/em>R.Tyler,R.Gagn\u00e8,M.Scriven,<em>Perspedtives of curriculum Evaluation, <\/em>Chicago,Rand McNally &amp; Co.,1967\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Vertecchi B.,<em>Valutazione formativa,<\/em>Loescher,Torino,1976\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Gardner H. <em>Educare al comprendere, <\/em>Feltrinelli,2002, Milano\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Wiggins G.,McTighe J., <em>Fare progettazione. La teoria di un percorso per la comprensione significativa.<\/em>LAS-Roma,2004]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4720\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4720\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2024\/04\/13\/valutazione-formativa-questa-sconosciuta\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4720\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4720\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[37],"tags":[110],"class_list":["post-4720","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-valutazione","tag-mion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4720","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4720"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4720\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}