{"id":4738,"date":"2024-04-28T16:01:07","date_gmt":"2024-04-28T14:01:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=4738"},"modified":"2024-04-28T16:01:07","modified_gmt":"2024-04-28T14:01:07","slug":"discutiamo-di-competenze-cosa-sono-e-come-possono-indirizzare-il-modo-di-fare-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2024\/04\/28\/discutiamo-di-competenze-cosa-sono-e-come-possono-indirizzare-il-modo-di-fare-scuola\/","title":{"rendered":"Discutiamo di competenze: cosa sono e come possono &quot;indirizzare&quot; il modo di fare scuola?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[[caption id=\"attachment_3815\" align=\"alignright\" width=\"293\"]<a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/composizione_geometrica.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3815\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/composizione_geometrica-293x300.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"300\" \/><\/a> Composizione geometrica di Gabriella Romano[\/caption]\n\n<strong>di Raimondo Giunta<\/strong>\n\nL\u2019assalto costante alla natura del sapere scolastico e alle sue tradizioni e la sottovalutazione non sempre motivata dei suoi risultati e delle procedure di lavoro che ad essi conducono sono riusciti nell\u2019intento di proporre e di favorire nelle scuole europee nuovi curricoli, improntati all\u2019approccio per competenze.\nLe competenze, ormai, sono diventate la fonte della legittimazione del lavoro scolastico e la loro ascesa irresistibile nel mondo della scuola non incontra pi\u00f9 ostacoli; intimidisce chi tenta di opporvisi.\n\nNiente succede a caso. La <strong>nozione di competenza<\/strong> ha fatto irruzione nel mondo della scuola per le sue difficolt\u00e0 e i suoi impacci nel rispondere alle richieste della societ\u00e0 e di quelle soprattutto del mondo del lavoro.\nCi ricorda, per\u00f2, autorevolmente<strong> Le Boterf<\/strong> che non esiste un solo approccio per competenze. E noi dovremmo chiederci di un concetto cos\u00ec diffuso non solo quali siano le ragioni del suo successo, ma anche e soprattutto quali cambiamenti pedagogici rivela e pretende.\n\n\n<h3><strong>Ma che cosa sono le competenze?<\/strong><\/h3>\n\n\nDi definizioni delle competenze si possono fare consistenti dossier senza arrivare a quella che dirime le controversie e accredita la possibilit\u00e0 di poterci costruire serenamente e con sicurezza un curriculum di formazione. \u00a0\u00a0Qualcuno si \u00e8 chiesto se sia solo una nozione mediatica o un concetto-slogan dalla semantica debole e qualche altro come <strong>M. \u00a0Crahay<\/strong> ha perentoriamente affermato che \u201cil concetto di competenza \u00e8 un\u2019illusione semplificatrice che non \u00e8 sostenuta da una teoria scientificamente fondata. E\u2019 una caverna d\u2019Al\u00ec Bab\u00e0 concettuale in cui \u00e8 possibile incontrare giustapposte tutte le correnti teoriche di psicologia, anche se sono nei fatti contrapposte in <strong>&#8220;Caf\u00e9 Pedagogique\u201d<\/strong> dell\u20191\/6\/2009).<!--more-->\n\nPer<strong> Ph. Perrenoud<\/strong> la competenza \u00e8 un costrutto sociale e in quanto tale \u00e8 un concetto necessariamente provvisorio, il cui valore \u00e8 il valore d\u2019uso.\nLo si misura dalla sua fecondit\u00e0, non dalla sua verit\u00e0 assoluta. \u00a0Opinione questa condivisa da <strong>G. Di Francesco<\/strong>. \u00a0A suo parere ci sono processi che stanno costruendo il valore d\u2019uso del concetto di competenza e ne verificano in questo modo la possibilit\u00e0 di essere funzionale come modello di riferimento.\nLa costitutiva polivalenza del concetto di competenza non impedirebbe che si formino comunit\u00e0 di pratiche che lo utilizzano con efficacia rispetto alle diverse finalit\u00e0.\nSi tratterebbe di una soluzione pragmatica che consiste nell\u2019accettare la provvisoriet\u00e0 e l\u2019ambivalenza teorica e nel distinguere tra definibilit\u00e0 teorica ed utilizzabilit\u00e0 pratica del concetto di competenza. \u00a0(cfr \u201cIl laboratorio della riforma-Annali P.I. \u00a01999).\n<strong>S. Monchatre<\/strong> con esemplare semplicit\u00e0: \u201cLa nozione di competenza rende dei servizi, se si mettono in secondo piano i suoi limiti teorici\u201d.\n\u201dGli usi che sono stati fatti della nozione di competenza non aiutano alla sua definizione e la difficolt\u00e0 di definirla cresce col bisogno di utilizzarla\u201d(J. \u00a0Dolz-E. \u00a0Ollagnier).\n\nE\u2019 proprio questo il problema: un concetto polisemico e non ancora stabilizzato come pu\u00f2 diventare un principio sicuro ed affidabile di regolazione e di organizzazione dei curricoli?\nPerch\u00e9 proporre curricoli per competenze se le difficolt\u00e0 d\u2019uso del concetto sono non solo di ordine epistemologico e teorico, ma anche pratico?\n\nPer <strong>Jonnaert -Barrette-Masciotra-Yaya<\/strong> la competenza \u201c\u00e8 la messa in opera di una persona in situazione, in un contesto determinato, di un insieme diversificato ma coordinato di risorse. \u00a0Questa messa in opera riposa sulla scelta, sulla mobilitazione e sull\u2019organizzazione di queste risorse e sulle azioni pertinenti che esse permettono per un trattamento riuscito di questa situazione\u201d (2006-Ginevra IBE-UNESCO).\nNon \u00e8 per nulla facile redigere un curriculum di studi sulla base di questa idea di competenza, innanzi tutto perch\u00e9 nemmeno si parla del ruolo e della funzione delle conoscenze e poi perch\u00e9 con tutta la buona volont\u00e0 di questo mondo e con buona pace di tutti la scuola non \u00e8 il luogo delle situazioni concrete, dove si esercita e si rivela una competenza, ma quello dove si apprendono saperi che sono alcune delle sue risorse e dove con propri mezzi si cerca di capire (stage\/simulazioni\/attivit\u00e0 laboratoriali) l\u2019effetto che fanno.\n\u201dUna persona o un collettivo di persone non possono essere dichiarati competenti, se non dopo avere trattato con successo la situazione con la quale si sono confrontati, non prima\u201d(Ph. \u00a0Jonnaert).\nLo studioso canadese non si \u00e8 mai scostato da questa concezione della competenza.\n\n\n<h3><strong>LE COMPETENZE E LE CONOSCENZE<\/strong><\/h3>\n\n\nChe il sapere, di cui istituzionalmente tutte le scuole del mondo dovrebbero ancora essere luoghi di trasmissione e di rielaborazione, possa finire per contare poco in orientamenti di questo genere si desume anche da ci\u00f2 che viene detto in altri parti del documento citato (un documento con l\u2019imprimatur dell\u2019Unesco).\n\u201cL\u2019agire competente in situazione si appoggia su una pluralit\u00e0 di risorse e non soltanto su dei saperi disciplinari\u201d e altrove \u201cIl riferimento unico e costante ai programmi disciplinari tradizionali della scuola \u00e8 un vero ostacolo epistemologico in senso bachelardiano per lo sviluppo situato delle competenze\u201d.\nE\u2019 una posizione estremistica dell\u2019approccio per competenze, ma che non \u00e8 estranea alla sua logica e che apre all\u2019idea sciagurata di opporre conoscenze e competenze. \u00a0Per lavorare bene con le competenze si deve dar prova, come dice Perrenoud, che con esse non si voltano le spalle ai saperi.\n\nSi riportano di seguito due definizioni che costituiscono un ragionevole fondamento per l\u2019approccio per competenze e che legano in modo persuasivo le conoscenze e le competenze.\nLa prima delle due \u00e8 stata rifatta, dopo 10 anni, con modifiche non del tutto soddisfacenti\n(1*cfr.\u00a0 nota a pi\u00e8 di pagina).\n\nA)\u00a0 \u201dUna competenza \u00e8 la comprovata capacit\u00e0 di UTILIZZARE CONOSCENZE, abilit\u00e0 e capacit\u00e0 personali, sociali e\/o metodologiche in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale personale. \u00a0Nel contesto del Quadro Europeo delle Qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilit\u00e0 e autonomia\u201d (Allegato 1 alla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23-4-2008).\n\nB)\u00a0 \u201dLa competenza \u00e8 la capacit\u00e0 di METTERE IN MOTO e di COORDINARE le risorse interne possedute(CONOSCENZE, abilit\u00e0, disposizioni interne stabili) e quelle esterne disponibili per affrontare positivamente una tipologia di compiti o di situazioni sfidanti\u201d(M. Pellerey-2008).\n\nQueste due definizioni, molto autorevoli, ci dicono che le competenze non sono esse stesse dei saperi, ma che li UTLIZZANO, \u00a0li MOBILITANO e li COORDINANO insieme ad altre risorse personali; ci dicono anche che utilizzazione e mobilitazione sono pertinenti soprattutto in situazione. \u00a0Se le competenze funzionano cos\u00ec \u00e8 evidente che si pongono due seri e grandi problemi: il primo \u00e8 quello dei contenuti e il secondo \u00e8 quello delle metodologie. \u00a0Non tutti i contenuti, infatti, (o tutte le discipline o tutti i saperi) si piegano ad alcune particolari logiche di utilizzazione, anche se universalmente sono parte imprescindibile dei curricoli.\nLe metodologie, poi, devono innestarsi sulle \u201csituazioni\u201d o riproporne il modello per essere idonee ad esercitare gli alunni alla mobilitazione, all\u2019integrazione, al coordinamento delle risorse interne possedute e a quelle esterne disponibili.\n\n\n<h3><strong>DAL MONDO DEL LAVORO ALLA SCUOLA<\/strong><\/h3>\n\n\nLa competenza entra con forza nel mondo della scuola, perch\u00e8 \u00e8 diventata la parola d\u2019ordine degli accadimenti e delle relazioni sociali dei nostri giorni, ma ha cambiato molto dell\u2019antico significato che aveva nelle attivit\u00e0 formative. \u00a0Il nuovo senso della nozione di competenza nasce nelle profonde trasformazioni del mondo del lavoro, dove \u00e8 diventata strumento di analisi della professionalit\u00e0, modalit\u00e0 di classificazione dei lavori, categoria giuridica per la definizione dei rapporti di lavoro, modello di riferimento per la formazione, assumendo un significato socio-professionale, contrattuale e formativo <strong>(D. \u00a0Nicoli).<\/strong>\nIl possesso di competenze pregiate, direbbe la Di Francesco, che il sistema di istruzione si dovrebbe preoccupare di formare, viene ritenuto la condizione per affrontare le molteplici sfide della complessit\u00e0 della nostra societ\u00e0.\n\nE\u2019 indubitabile il rapporto tra l\u2019emergenza del concetto di competenza e le esigenze attuali del mondo economico-aziendale. \u00a0La nozione di competenza, infatti, esalta la disposizione all\u2019adattabilit\u00e0, alla mobilit\u00e0 e al senso dell\u2019iniziativa, qualit\u00e0 umane non solo richieste, ma quasi prescritte oggi dal mercato del lavoro. \u00a0Non c\u2019\u00e8, per\u00f2, da sciogliere inni e canti di gioia. \u00a0Nel mondo del lavoro il ricorso alle competenze fa parte di un\u2019offensiva contro i diplomi e le qualifiche, per indebolirli pi\u00f9 che per sostituirli per inefficacia<strong> (M. Stroobants).<\/strong>\n\n\u201dLa logica delle competenze \u00e8 innanzitutto una tecnica manageriale di gestione che mira a sostituire con nuove regole le antiche.\nUna logica di risultato che sostituisce la logica del posto; il riconoscimento del merito individuale che sostituisce la progressione sistematica per anzianit\u00e0; la retribuzione delle competenze che sostituisce la remunerazione del livello\u201d<strong> (A. \u00a0Dietrich)<\/strong>.\n\nNei posti di lavoro la gestione delle competenze \u00e8 una tecnica al servizio di obiettivi di razionalizzazione.\n\u201dIl concetto di competenza permette di fare dell\u2019uomo un oggetto di gestione. \u00a0Se Taylor scomponeva il lavoro in gesti elementari per impiantare la misura dei tempi e dei movimenti e ottimizzare il rendimento, la nozione di competenza identifica e scompone le capacit\u00e0 e le attitudini di un individuo per mobilizzarle e ottimizzarle in un contesto dove la reattivit\u00e0 organizzativa diventa essenziale. \u00a0Ciascuna di queste capacit\u00e0 puo\u2019 essere misurata, sviluppata con l\u2019apprendimento, accresciuta con la formazione, trasferita con la mobilit\u00e0 o il tutorato\u201d <strong>(D.Cazal-A.Dietrich)<\/strong>.\n\nL\u2019azienda con le competenze si appropria della dimensione personale interna e soggettiva del lavoratore.\nIl giudizio di competenza, funzionale alla carriera interna e alla progressione economica, rischia di essere a differenza di quello inerente alla qualifica un giudizio su una persona in quanto persona e non in quanto lavoratore.\nC\u2019\u00e8 di pi\u00f9. \u00a0Mobilit\u00e0, flessibilit\u00e0 e competenze, tratti strutturali dell\u2019attuale organizzazione del lavoro, cambiano le relazioni sociali e rendono transitori e fragili i legami tra i lavoratori.\nLa gestione delle risorse umane attraverso le competenze pu\u00f2 facilmente diventare funzionale alla strategia di disfare ogni forma di solidariet\u00e0 di categoria nel posto di lavoro.\nLe competenze possono essere utilizzate, inoltre, per sottrarre potere contrattuale al lavoratore, il cui patrimonio cognitivo-professionale potr\u00e0 essere riconosciuto e valorizzato non in sede di contrattazione, ma in quello del giudizio non sempre sindacabile della controparte.\n\n\n<h3><strong>LA SFIDA DELLE COMPETENZE<\/strong><\/h3>\n\n\nSe nella sociologia del lavoro si incominciano a intravedere i rischi della gestione delle competenze, nel mondo della scuola si continuano, a prescindere, a celebrarne le magnifiche sorti progressive.\nE questo non \u00e8 un fatto positivo. \u00a0La mancanza di senso critico pu\u00f2 condurre ad esiti negativi nel processo di formazione.\nSe \u00e8 corretto contrastare il rifiuto pregiudiziale dell\u2019approccio per competenze, \u00e8 anche necessario guardarsi bene dall\u2019assunzione dogmatica delle indicazioni istituzionali e dalle suggestioni economicistiche del modello aziendale-economico.\n\nIl sistema di istruzione svolge la sua funzione, se \u00e8 in grado di progettare curricoli che formano le competenze richieste, in una data fase storica, dalla societ\u00e0 nel suo insieme. \u00a0La formazione dovrebbe garantire alle nuove generazioni gli strumenti che consentono l\u2019adattamento al proprio ambiente, al proprio tempo, al proprio mondo del lavoro. \u00a0La scuola \u00e8 servizio alla societ\u00e0; ma \u00e8 anche servizio alla persona: due compiti che devono armonizzarsi senza il bisogno di doverne sacrificare uno dei due.\n\u201dL\u2019istruzione e la formazione hanno sempre come funzione essenziale l\u2019integrazione sociale e lo sviluppo personale mediante la condivisione di valori comuni, la trasmissione di un patrimonio culturale e l\u2019apprendimento dell\u2019autonomia. \u00a0Ma oggi questa funzione essenziale \u00e8 minacciata, se non \u00e8 accompagnata dall\u2019apertura di una prospettiva in materia di occupazione\u201d <strong>(Libro Bianco \u201895).<\/strong>\n\nPer dare a scuola un orientamento corretto all\u2019approccio per competenze bisogna tenere sempre presente che \u201cLa competenza \u00e8 una nozione di frontiera tra economia ed educazione\u201d <strong>(S. \u00a0Monchatre)<\/strong> e che a scuola il lato proprio della competenza \u00e8 quello dell\u2019educazione, anche se questo non autorizza nessuno a chiuderla in un anacronistico isolamento autoreferenziale. \u00a0L\u2019aspetto pi\u00f9 significativo dell\u2019approccio per competenze \u00e8 la forte sollecitazione a scoprire il senso dei saperi, a renderli in prospettiva utili e significativi per lo sviluppo personale e quello della societ\u00e0. \u00a0L\u2019approccio per competenze esige il protagonismo della persona in contesti di esperienza variabili per impegno cognitivo e relazionale. \u00a0\u201dLa nozione di competenza si inscrive nel quadro di una pedagogia decisamente centrata sull\u2019allievo\u201d <strong>(B. \u00a0Rey).<\/strong>\n\nIl rischio pi\u00f9 grave che bisogna evitare \u00e8 quello di circoscrivere le ambizioni del sistema di istruzione e formazione, appiattendolo e costringendolo in una prospettiva utilitaristica di saperi immediatamente spendibili. \u00a0Se l\u2019aria dei tempi esalta l\u2019uomo d\u2019azione efficace, che sa risolvere i problemi che gli si presentano, la scuola per responsabilit\u00e0 educativa nei confronti delle nuove generazioni non pu\u00f2 inchinarsi agli idoli del momento e deve lavorare per le altre dimensioni della persona umana, per il suo integrale sviluppo, in modo da renderla capace di comprendere il mondo, la societ\u00e0, l\u2019altro e se stesso e di esercitare i diritti e i doveri di cittadinanza attiva. \u00a0La cultura \u00e8 plurale e nessuna componente (scientifica, umanistica, professionale etc) pu\u00f2 essere trascurata. \u00a0E\u2019 la cultura nel suo insieme che ci fornisce gli strumenti per organizzare e per capire il nostro mondo in forme comunicabili. \u00a0<strong>(J. \u00a0Bruner).<\/strong>\n\nNell\u2019approccio per competenze \u00e8 insita una logica di adattamento che pu\u00f2 mortificare o cancellare la funzione emancipatrice della conoscenza e rendere residuale il mondo dei valori; una logica che finisce, se viene acriticamente sposata, per esaltare l\u2019addestramento a svantaggio della trasmissione dei saperi e della cultura.\n\u201cPer sviluppare competenze occorre lavorare perch\u00e8 l\u2019alunno possegga in modo significativo, stabile e fruibile concetti e quadri concettuali, saperi e conoscenze desunti dalle discipline e raggiunga adeguate abilit\u00e0 intellettuali e pratiche sapendo come, quando e perch\u00e8 utilizzarle\u201d <strong>(M. \u00a0Pellerey)<\/strong>.\n\nLe competenze non si insegnano direttamente: si creano le condizioni del loro sviluppo grazie a situazioni d\u2019apprendimento, a dispositivi di esercitazioni e di riflessione sulle esperienze fatte. \u00a0L\u2019approccio per competenze richiede l\u2019ancoraggio all\u2019esperienza, alle pratiche sociali, alla realt\u00e0. \u00a0Formare competenze significa richiedere prestazioni complesse e sfidanti basate sulla produzione di soluzioni a problemi tratti dal mondo reale. \u00a0Per garantire, per\u00f2, un percorso strutturato e sequenziale di formazione i problemi, i casi concreti, i contesti lavorativi devono essere sistemati in una successione razionale ed organica, altrimenti rischia di far saltare il curriculum, frantumandolo in una raccolta casuale di iniziative, di progetti, di attivit\u00e0.\nFare agire gli alunni nelle situazioni di apprendimento per \u201ccostruire\u201d le conoscenze comporta un lavoro di innovazione serio e rigoroso. \u00a0Bisogna saperlo che il cantiere per raggiungere questo obiettivo \u00e8 aperto da molto tempo, ma che i risultati nella pratica quotidiana possono ancora modesti o limitati\n\nL\u2019approccio per competenze pone nuovi problemi e suscita perplessit\u00e0 in alcuni settori del mondo degli insegnanti, perch\u00e8 confligge con le tradizioni pi\u00f9 accreditate e seguite del sistema scolastico e con le consuetudini professionali. \u00a0Richiede, infatti, un cambiamento significativo nelle procedure didattiche e nel modo di pensare e agire nei processi formativi.\nLa preparazione delle attivit\u00e0, il processo formativo e il coordinamento didattico in un curriculum per competenze esigono tempo di lavoro molto pi\u00f9 ampio di quello attualmente contrattualizzato e soprattutto insegnanti stabili, provetti, con notevoli capacit\u00e0 progettuali. \u00a0L\u2019approccio per competenze mette in crisi l\u2019individualismo magistrale, ma non pu\u00f2 svilupparsi in un contesto di precariet\u00e0 e di sudditanza professionale.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4738\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4738\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" 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