{"id":5901,"date":"2025-01-22T13:25:08","date_gmt":"2025-01-22T13:25:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=5901"},"modified":"2025-01-22T13:26:38","modified_gmt":"2025-01-22T13:26:38","slug":"gramsci-valditara-e-le-qualita-taumaturgiche-del-latino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/01\/22\/gramsci-valditara-e-le-qualita-taumaturgiche-del-latino\/","title":{"rendered":"Gramsci, Valditara e le \u201cqualit\u00e0 taumaturgiche del Latino\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-5800 alignright\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/intercultura-1024x707.jpeg\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"184\" \/>di Luigi Saragnese<\/strong><\/p>\n<p>Come un fiume carsico, che scorre nascosto nel sottosuolo, dove manifesta solo effetti indiretti, per poi emergere apertamente in superficie a intervalli pi\u00f9 o meno regolari, la questione dell\u2019insegnamento del latino, e della sua affermata \u201ccentralit\u00e0\u201d formativa, riemerge periodicamente nei dibattiti sullo stato della scuola italiana.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto accaduto anche stavolta con l\u2019intervista del ministro Valditara a Il Giornale del 15 gennaio<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-1\" href=\"#post-5901-footnote-1\">[1]<\/a><\/sup>. Nell\u2019annunciare le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo \u2013 assieme ad \u201cinnovazioni\u201d quali la \u201ccomprensione della civilt\u00e0 musicale sin dalla prima elementare\u201d, l\u2019\u201dinsegnamento della letteratura (comprensiva della Bibbia) e della grammatica\u201d(dalla quale ha inizio \u2013 precisa il ministro \u2013 la cultura della regola), e della Storia \u201ccome una grande narrazione\u201d, priva di \u201csovrastrutture ideologiche\u201d che privilegi \u201cla storia d&#8217;Italia, dell&#8217;Europa, dell&#8217;Occidente\u201d, Valditara ha posto l\u2019accento su quella che si appresta ad essere uno degli assi portanti del suo progetto: l\u2019apertura all\u2019eredit\u00e0 di \u201cun vasto patrimonio di civilt\u00e0 e tradizioni\u201d attraverso la reintroduzione del Latino a partire dal secondo anno della scuola secondaria di primo grado.<!--more--><\/p>\n<p>La breve intervista di Valditara, come era prevedibile, ha suscitato sui media un vasto dibattito, nel quale, per ora, mentre abbondano interventi e prese di posizione del centrodestra, in gran parte inneggianti alle \u201cnovit\u00e0\u201d anticipate dal ministro, mi pare manchino quelle del mondo della scuola. In queste note, mi limiter\u00f2 ad alcune osservazioni relative al ritorno dell\u2019insegnamento del Latino, alla sua riaffermata funzione didattico-pedagogica (\u201cruolo strategico\u201d secondo Il Giornale) nel curricolo della scuola dell\u2019obbligo e alla importanza ad esso attribuito, secondo alcune interpretazioni in voga anche in alcuni ambienti della sinistra, dalle riflessioni gramsciane nei Q<em>uaderni del Carcere. <\/em><\/p>\n<p>Una lettura parziale e spesso intenzionalmente fuorviante delle note di Gramsci sull\u2019argomento<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-2\" href=\"#post-5901-footnote-2\">[2]<\/a><\/sup>, infatti, tende a far diventare senso comune un\u2019interpretazione, secondo la quale non solo egli era favorevole all\u2019insegnamento del Latino, ma riteneva questa materia \u201cassolutamente formativa\u201d. In questi termini, ad esempio, si esprimeva lo scorso 28 ottobre, nella trasmissione di Radio Rai 1 \u201cGi\u00f9 la maschera\u201d, Luca Ricolfi presentato e accreditato come intellettuale di &#8220;sinistra\u201d. A sua volta, la prof. Loredana Perla, presidente della Commissione di esperti insediata da Valditara per la revisione delle Indicazioni nazionali, ha giustificato le sue scelte, affermando: \u201cTornare al latino non \u00e8 sbagliato, anche Gramsci approverebbe\u201d<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-3\" href=\"#post-5901-footnote-3\">[3]<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>In tal modo, la \u201criforma\u201d annunciata da Valditara all\u2019insegna dello slogan \u00abPrendiamo il meglio del passato per guardare al futuro\u00bb, smaccatamente rivolta al ritorno alla scuola duale di gentiliana memoria, e sopravvissuta, per\u00f2, ad opera dei ministeri democristiani dell\u2019Istruzione per tutti i lunghi anni del centrismo<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-4\" href=\"#post-5901-footnote-4\">[4]<\/a><\/sup>, fino alla riforma della scuola media unica del 1962 e oltre (il latino sparir\u00e0 dai programmi perch\u00e9 incorporato nell\u2019educazione linguistica solo con la legge 348 del giugno 1977 ma la scuola secondaria di secondo grado ne conserva l\u2019impianto ancora oggi) viene cos\u00ec riverniciata e coperta \u201ca sinistra\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, nulla dell\u2019ispirazione e dei contenuti del progetto ministeriale \u00e8 pi\u00f9 lontano da quanto il grande intellettuale sardo scrive nei <em>Quaderni<\/em>, affrontando i temi della cultura, degli intellettuali e dell\u2019educazione delle classi subalterne.<\/p>\n<p>Gramsci percepisce l\u2019azione educativa in stretta relazione con le condizioni concrete dello sviluppo economico-sociale e per questo avverte l\u2019esigenza di fondare il suo progetto educativo sull\u2019analisi obiettiva dello sviluppo della societ\u00e0: il suo progetto di <em>scuola unitaria <\/em>non si limita quindi alle pagine del Quaderno 12 dedicate specificamente alla scuola, ma percorre l\u2019intera sua riflessione e deve essere letto nel complesso processo di tipo politico, ma anche culturale, scientifico e tecnico attraverso il quale il proletariato impara a governare e a trasformare la realt\u00e0. \u00c8 il \u201cproblema dell\u2019egemonia\u201d al quale egli d\u00e0 un eccezionale rilievo e di cui individua il carattere intrinsecamente pedagogico<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-5\" href=\"#post-5901-footnote-5\">[5]<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il contesto nel quale si colloca la critica della riforma Gentile del 1923, che per Gramsci aveva \u00abistituzionalizzato\u00bb invece di eliminare la frattura che si era venuta determinando fra scuola e vita (e quindi fra scuola e societ\u00e0), nell\u2019illusione di poter restaurare sull\u2019astratto piano educativo-scolastico l\u2019efficacia di una tradizione educativa che non trovava pi\u00f9 rispondenza nelle trasformazioni ormai in atto nella societ\u00e0. Da qui la critica alla diffusione delle \u00abscuole professionali specializzate, predicate come \u00abdemocratiche\u00bb, fin dall\u2019inizio della carriera degli studi\u00bb [\u2026] che tendono \u00abdunque ad eternare le differenze tradizionali\u00bb<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-6\" href=\"#post-5901-footnote-6\">[6]<\/a><\/sup>, per approdare ad una visione dell\u2019educazione che mira a superare sia la visione della scuola \u201cdisinteressata\u201d tradizionale, di cui veniva esaltata la superiorit\u00e0, espressione di una tradizione umanistico-retorica, una scuola classista volta a riprodurre i quadri dirigenti delle classi dominanti, sia il sistema delle scuole popolari e professionali, riservate ai figli di operai e contadini (le <em>classi strumentali<\/em>). La questione del Latino non \u00e8, dunque, per Gramsci una questione \u201ctecnica\u201d ma riguarda l\u2019idea complessiva di scuola:<\/p>\n<p><em>&#8220;Nella vecchia scuola lo studio grammaticale delle lingue latina e greca, unito allo studio delle letterature e storie politiche rispettive, era un principio educativo in quanto l\u2019ideale umanistico, che si impersona in Atene e Roma, era diffuso in tutta la societ\u00e0, era un elemento essenziale della vita e della cultura nazionale. Anche la meccanicit\u00e0 dello studio grammaticale era avviata dalla prospettiva culturale&#8221;. [&#8230;] Non si imparava il latino e il greco per parlarli, per fare i camerieri, gli interpreti, i corrispondenti commerciali. Si imparava per conoscere direttamente la civilt\u00e0 dei due popoli, presupposto necessario della civilt\u00e0 moderna, cio\u00e8 per essere se stessi e conoscere se stessi consapevolmente. [&#8230;] Ci\u00f2 non vuol dire (e sarebbe inesatto pensarlo) che il latino e il greco come tali, abbiano qualit\u00e0 intrinsecamente taumaturgiche nel campo educativo. (<\/em>sottolineatura mia N.d R<em>.) \u00c8 tutta la tradizione culturale, che vive anche e specialmente fuori della scuola, che in un dato ambiente produce tali conseguenze. Si vede, d\u2019altronde, come, mutata la tradizionale intuizione della cultura, la scuola sia entrata in crisi e sia entrato in crisi lo studio del latino e del greco.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogner\u00e0 sostituire il latino e il greco come fulcro della scuola formativa e lo si sostituir\u00e0 <\/em>(sottolineatura mia N.d R.),<em> ma non sar\u00e0 agevole disporre la nuova materia o la nuova serie di materie in un ordine didattico che dia risultati equivalenti di educazione e formazione generale della personalit\u00e0\u00bb<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-7\" href=\"#post-5901-footnote-7\">[7]<\/a><\/sup> .<\/em><\/p>\n<p>Nessuna nostalgica riproposizione della scuola tradizionale, dunque, in Gramsci e anzi, come osservava giustamente M.A. Manacorda, \u00ab<em>Questa ripresa del discorso giovanile di esaltazione del latino ha dunque un senso totalmente diverso, anche se gli argomenti sono letteralmente gli stessi: ora \u00e8 nulla pi\u00f9 che un epitaffio, che celebra ci\u00f2 che la scuola umanistica \u00e8 stata, e non pu\u00f2 pi\u00f9 essere perch\u00e9 \u00e8 mutata la realt\u00e0 sociale\u00bb; rappresentava \u00abuna netta constatazione della crisi della vecchia scuola, ormai staccatasi dalla vita, [\u2026] (che si conclude) con la negazione di ogni \u00abqualit\u00e0 taumaturgica\u00bb allo studio del Latino e una altrettanto netta affermazione sulla necessit\u00e0 di sostituire il latino e il greco come fulcro della nuova scuola\u00bb<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-8\" href=\"#post-5901-footnote-8\">[8]<\/a><\/sup> <\/em>:<\/p>\n<p>La scuola unitaria \u00e8 per Gramsci la soluzione alla crisi della vecchia scuola della tradizione umanistico-retorica e al crescente moltiplicarsi di scuole ed istituzioni educative giustificato dal proliferare delle specializzazioni tecniche della societ\u00e0 moderna, conseguenti alla divisione del lavoro:<\/p>\n<p>\u00ab<em>La scuola unitaria o di formazione umanistica (inteso questo termine di umanesimo in senso largo e non solo nel senso tradizionale) o di cultura generale, (sottolineatura mia N.d R.) dovrebbe proporsi di immettere nell\u2019attivit\u00e0 sociale i giovani dopo averli portati a un certo grado di maturit\u00e0 e capacit\u00e0 alla creazione intellettuale e pratica e di autonomia nell\u2019orientamento e nell\u2019iniziativa\u00bb<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-9\" href=\"#post-5901-footnote-9\">[9]<\/a><\/sup><\/em> .<\/p>\n<p>Su tali linee guida si and\u00f2 strutturando la politica scolastica del Partito comunista italiano negli anni \u201950, gli anni della \u00abscuola bloccata\u00bb, la scuola dell\u2019\u00abostruzionismo della maggioranza\u00bb, secondo la definizione di Calamandrei. Dopo le iniziali incertezze dei primi anni del dopoguerra, segnati dal dibattito tra Concetto Marchesi e Antonio Banfi proprio sulla presenza del Latino nella scuola media, il Pci arriva nel 1955 a formulare la prima proposta organica di attuazione dell\u2019obbligo scolastico di otto anni: una scuola \u00abunica e senza latino\u00bb \u00abin modo da far s\u00ec che la scuola dell&#8217;obbligo non si divida, [\u2026] in una scuola e in una sottoscuola\u00bb<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-10\" href=\"#post-5901-footnote-10\">[10]<\/a><\/sup> per colpire alla radice l\u2019impianto a \u00abcanne d\u2019organo\u00bb della scuola gentiliana. Sono le stesse motivazioni che porteranno il PCI nel 1959 ad avanzare al Senato il primo Disegno di Legge che istituiva la scuola obbligatoria statale dai 6 ai 14 anni<sup><a id=\"post-5901-footnote-ref-11\" href=\"#post-5901-footnote-11\">[11]<\/a><\/sup>. Nel 1962, il Pci, pur apprezzando i passi avanti contenuti nella legge istitutiva della scuola media unica, frutto di un compromesso tra DC e PSI, viste respinte le sue proposte, present\u00f2 una relazione di minoranza e vot\u00f2 contro la legge n. 1859, che tra gli altri limiti, oltre a conservare l\u2019insegnamento obbligatorio del latino in seconda media e in terza come disciplina opzionale, ma obbligatoria per chi intendesse iscriversi successivamente al liceo classico, lasciava in vigore i vecchi programmi per tutte le altre materie.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque davvero difficile vedere nella scuola delineata dal titolare del dicastero dell\u2019Istruzione qualcosa capace di rispondere alle educative del presente e del futuro. Ci\u00f2 che emerge \u00e8, invece, l\u2019immagine nitida di una scuola che fa del ritorno al passato, del \u201crecupero del patrimonio culturale della nostra tradizione\u201d la chiave per rafforzare le differenze di classe in campo educativo, per cancellare ci\u00f2 che ancora a stento sopravvive delle conquiste del movimento operaio, e procedere speditamente verso un modello di scuola che trova la sua fonte di ispirazione nei ministeri clericali degli anni \u201950.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>NOTE<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li id=\"post-5901-footnote-1\">Stefano Zurlo, <em>&#8220;Pi\u00f9 storia dell&#8217;Italia ma senza ideologia<\/em>&#8220;, Il Giornale, 15 Gennaio 2025 <a href=\"#post-5901-footnote-ref-1\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-2\">A. Gramsci, <em>Quaderni del carcere<\/em>, Quaderno 12, a cura di V. Gerratana, Torino, Einaudi, 1975, vol. III, pp. 1543-1546 <a href=\"#post-5901-footnote-ref-2\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-3\">L. Perla, \u201c<em>Tornare al latino non \u00e8 sbagliato, anche Gramsci approverebbe<\/em>\u201d, La Repubblica on line, 17. 1. 2025 <a href=\"#post-5901-footnote-ref-3\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-4\">L. Saragnese<em>, I comunisti e la scuola -La politica scolastica del Partito Comunista Italiano dalla Liberazione al congresso di Rimini (1945- 1991<\/em>, Roma, RedStar Press, 2022, pp. 74-121).<br \/>\nGonella (1950) indicava alle scuole un elenco di filosofi da studiare, che comprendeva Sant\u2019Agostino, San Tommaso, Rosmini e Gioberti, ma non Spinoza, Leibniz ed Hegel; per Ermini (1955) la scuola aveva\u201d come suo fondamento e coronamento, l&#8217;insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica\u00bb, e con Segni era possibile il riconoscimento di 264 scuole cattoliche in un solo giorno (22 maggio 1953). <a href=\"#post-5901-footnote-ref-4\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-5\">A. Gramsci, Quaderni del carcere, Q. 10, \u00a7 (43) <em>Introduzione allo studio della filosofia<\/em>, p. 1331; <a href=\"#post-5901-footnote-ref-5\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-6\"><a id=\"post-5901-_Hlk188439645\"><\/a>Cfr. A. Gramsci, Quaderno 12, <em>Osservazioni sulla scuola. Per la ricerca del principio educativo<\/em>,.\u00bb p. 1547-48; <a href=\"#post-5901-footnote-ref-6\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-7\">A. Gramsci, Quaderno 12, <em>Osservazioni sulla scuola. Per la ricerca del principio educativo<\/em>.\u00bb p. 1543-46 <a href=\"#post-5901-footnote-ref-7\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-8\">M. A. Manacorda, a cura di, <em>Introduzione a A. GRAMSCI<\/em>, <em>L\u2019alternativa pedagogica<\/em>, Roma, Editori Riuniti university press, 2012, p. 33 <a href=\"#post-5901-footnote-ref-8\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-9\">A. Gramsci, Quaderno 12, <em>Osservazioni sulla scuola: Per la ricerca del principio educativo<\/em>, p. 1534; <a href=\"#post-5901-footnote-ref-9\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-10\">Cfr. M. Alicata, <em>La riforma della scuola<\/em>, Editori Riuniti, Roma, 1956. Per il dirigente del PCI, l&#8217;abolizione del latino nella scuola fino ai 14 anni non doveva significare cancellare la conoscenza e assimilazione della \u00abclassicit\u00e0\u00bb, stabilendo cos\u00ec un rapporto meccanico con l&#8217;insegnamento del latino, ma praticare un umanesimo moderno, non \u00abfossile retorico formalistico\u00bb, basato, essenzialmente, su una visione scientifica\u00bb (non \u00abscientista\u00bb) della realt\u00e0 naturale ed umana <a href=\"#post-5901-footnote-ref-10\">\u2191<\/a><\/li>\n<li id=\"post-5901-footnote-11\">Senato della Repubblica<em>, Disegno di Legge Istituzione della scuola obbligatoria statale dai 6 ai 14 anni, n. 359<\/em>, d\u2019iniziativa dei Senatori Donini, Luporini, Fortunati, Pesenti, Granata, Cecchi, Marchisio e Mencaraglia, 21 gennaio 1959 <a href=\"#post-5901-footnote-ref-11\">\u2191<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5901\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5901\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luigi Saragnese Come un fiume carsico, che scorre nascosto nel sottosuolo, dove manifesta solo effetti indiretti, per poi emergere apertamente in superficie a intervalli pi\u00f9 o meno regolari, la questione dell\u2019insegnamento del latino, e della sua affermata \u201ccentralit\u00e0\u201d formativa, riemerge periodicamente nei dibattiti sullo stato della scuola italiana. \u00c8 quanto accaduto anche stavolta con l\u2019intervista del ministro Valditara a Il Giornale del 15 gennaio[1]. Nell\u2019annunciare le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo \u2013 assieme ad \u201cinnovazioni\u201d quali la \u201ccomprensione della civilt\u00e0 musicale sin dalla prima elementare\u201d, l\u2019\u201dinsegnamento della letteratura (comprensiva della Bibbia) e della grammatica\u201d(dalla quale ha inizio \u2013 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/01\/22\/gramsci-valditara-e-le-qualita-taumaturgiche-del-latino\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5901\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5901\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[31,36],"tags":[160],"class_list":["post-5901","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pedagogia","category-storia-della-scuola","tag-saragnese"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5901"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5901\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5903,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5901\/revisions\/5903"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}