{"id":596,"date":"2019-10-08T14:55:02","date_gmt":"2019-10-08T12:55:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=596"},"modified":"2019-10-08T14:55:02","modified_gmt":"2019-10-08T12:55:02","slug":"una-tecnica-di-vita-il-testo-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2019\/10\/08\/una-tecnica-di-vita-il-testo-libero\/","title":{"rendered":"UNA TECNICA DI VITA: IL TESTO LIBERO"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/ABC.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-420 size-thumbnail alignleft\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/ABC-150x150.jpg\" alt=\"abc\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/strong>\n<strong>UNA TECNICA DI VITA: IL TESTO LIBERO<\/strong>\n<span style=\"font-size: 1rem;\">(twitter, SMS, Messenger\u2026e il piacere della scrittura?)<\/span>\n\n<strong>di Giancarlo Cavinato<\/strong>\n\n&nbsp;\n\nA distanza di quasi cento anni, il testo libero fa ancora parte delle \u2018<em>nuove tecniche<\/em>\u2019 didattiche[1]\n\n\u201c<em>Nella pedagogia popolare c\u2019\u00e8 un concetto centrale, il testo libero, da vedersi non come pura <\/em>tecnica<em> strumentale (\u201coccasione\u201d per esercizi di vario tipo<\/em>), <em>ma, in un ambito pi\u00f9 vasto, pensiero che si esprime e si comunica ad altri, che si estende ad altre forme espressive anche non verbali, ad attivit\u00e0 manuali (ad es. la tipografia), alla riflessione linguistica muovendo dalla messa a punto collettiva dei testi<\/em>\u201d[2]\n\u2018<em>Il testo libero<\/em>\u2019, scrive Gisella Galassi[3], \u2018<em>consente una ricchezza di articolazioni come lingua viva, \u2018vissuto\u2019 che si deposita nella scrittura, entra ed esce dalla scuola e conduce al possesso di molti codici linguistici oltre che ad un notevole arricchimento umano<\/em>.\u2019\n\n<!--more-->Eppure la pratica del tema continua a prevalere nella scuola nonostante uno sviluppo delle scienze del linguaggio fondato sulla comunicazione e sulla necessit\u00e0 di interlocutori reali e contenuti significativi per i soggetti.\nPierre Clanch\u00e9, un pedagogista francese, ha raccolto centinaia di testi liberi adottando come schema di analisi dei contenuti il lavoro di Barthes sul piacere del testo e ricercando delle costanti, legate a temi di ambito familiare e di vita vissuta.[4]\n\nScrivere senza un argomento definito a priori, (lo stesso per tutti gli alunni della classe), richiede come condizione la libert\u00e0 di scelta e di espressione.\nPaul Le Bohec, maestro francese del movimento Freinet, parla di \u2018testo libero \u201c<em>libero<\/em>\u201d[5].\nLa consegna agli alunni non pu\u00f2 esaurirsi nel dire loro \u2018scrivete quello che volete\u2019. Questa, dice Paul, \u00e8 una falsa libert\u00e0. In realt\u00e0 di tratta di un testo condizionato all\u2019atmosfera povera della classe, al modello offerto dall\u2019insegnante, ad interventi adulti che sminuiscono il valore degli sforzi. Si dice \u2018scrivete liberamente\u2019 ma in realt\u00e0 il messaggio subliminale \u00e8: \u2018scrivere cos\u00ec che l\u2019insegnante sia contento\u2019.\n\nQuello che la pragmatica della comunicazione definisce un doppio vincolo.\nMuovendo dai primi racconti orali, che l\u2019insegnante trascrive su grandi fogli appesi alle pareti, cos\u00ec che possano essere letti e apprezzati dai compagni e da altri insegnanti, genitori, dai corrispondenti, in cui si raccontano piccoli episodi di vita familiare o del quartiere, giochi e scherzi, si parla dei propri animali, di un film, uno spettacolo di circo, una sagra, si perviene al desiderio di scrivere da s\u00e9 le proprie storie, cos\u00ec da suscitare negli altri voglia di ascoltarle, leggerle, scriverne a propria volta. Ma bisogna che sia stato dato il segnale che si pu\u00f2 \u2018davvero\u2019 scrivere di tutto.\n\nAnche giochi di parole[6], codici inventati, storie \u2018a rovescio\u2019 (partendo dalla fine), catene di parole e di frasi, elenchi, spiegazioni del funzionamento (di un gioco, di uno strumento,\u2026), ricette \u2018vomitevoli\u2019,\u2026[7]\n\nQuesto desiderio di libert\u00e0 non \u00e8 lo stesso anche per gli adulti? \u2018<em>Nessuno ama girare a vuoto<\/em>\u2019 scrive Freinet nelle sue Invarianti[8]; \u2018<em>Nessuno- il bambino come l\u2019adulto- ama essere comandato d\u2019autorit\u00e0<\/em>\u2019 \u2018<em>A nessuno piace essere costretto a fare un certo lavoro. La costrizione \u00e8 paralizzante<\/em>.\u2019\n\u2018<em>Scrivo per la stessa ragione per cui leggo, per cercare di vivere meglio, per provare un maggior numero di sensazioni e con pi\u00f9 intensit\u00e0, per riuscire a comprendere meglio le persone e le cose, per vedere pi\u00f9 chiaro dentro di me e fuori di me, per donare e ricevere, ed ancora per ricevere e donare, per sfogarmi, per riuscire a vivere imparando a comportarmi sempre meglio. Qualche volta anche per gioco, per il piacere dato dall\u2019immaginazione, per gioire della libert\u00e0, uguale a quella del gioco, di eludere la vita quotidiana. La passione di scrivere non fa vivere un po\u2019<\/em><em>m<\/em><em>eno per creare un po\u2019 di pi\u00f9, bens\u00ec penso che sia per s\u00e9 e per gli altri l\u2019arte di illuminare un po\u2019 pi\u00f9 la vita per viverla intensamente.<\/em>\u2019[9]\n\nMolte di queste sensazioni ed esperienze si possono provare fin dai 7-8 anni. Provare per credere. I testi via via prodotti, che aumenteranno in qualit\u00e0 e in quantit\u00e0, possono trovare un\u2019adeguata collocazione in giornalini, corrispondenze, in un \u2018libro di vita della classe\u2019, abbelliti con disegni, foto, incisioni,\u2026\nOgni alunno nel suo piano di lavoro personale potr\u00e0 settimanalmente proporre di scrivere da uno a pi\u00f9 testi che, raccolti in dossier, verranno via via letti ( in momenti molto attesi in cui i compagni ascoltano, consigliano, chiedono\u2026 senza timori di giudizi e voti). Si crea cos\u00ec un circuito fra la produzione, la comunicazione, il perfezionamento attraverso la messa a punto ( ben diversa dalla correzione degli errori da parte dell\u2019adulto.\n\nUn circuito che passa attraverso l\u2019espressione e la creazione personale e di gruppo di canti, poesie, grandi pannelli con storie in sequenza,\u2026 cos\u00ec che le fantasie si accendano e si contaminino e ogni alunno possa esplorare possibilit\u00e0 diverse.\nG. Perec, del gruppo dell\u2019Oulipo, scriveva che l\u2019individuo nel suo sviluppo parte parlando di s\u00e9, poi degli altri, del mondo, e inventando situazioni nuove.\nCi sar\u00e0 chi preferisce una strada, un ingresso nel mondo della scrittura, chi un altro, a seconda di quanto lo avr\u00e0 colpito e a cui sente il bisogno di reagire, e chi un altro. I percorsi, per essere liberi, non possono seguire tutti la stessa progressione.\n\nL\u2019insegnante ha il compito di curare la cornice, l\u2019organizzazione dei tempi e degli spazi, la lettura agli altri dei propri testi (gli alunni si accorgeranno che se ci sono pi\u00f9 testi da leggere nello spazio dedicato a questa attivit\u00e0 e bisogna scegliere uno-due testi al giorno, per rendere appetibile il proprio testo dovranno dargli un titolo il pi\u00f9 accattivante possibile; un titolo come \u2018Delitto in cucina\u2019 attir\u00f2 subito la curiosit\u00e0- trattava della nonna che aveva tirato il collo a una gallina), l\u2019attivit\u00e0 di revisione per renderlo pi\u00f9 comunicativo. Ma l\u2019insegnante pu\u00f2 anche proporre degli stimoli (immagini, musiche, uscite interessanti, giochi, argomenti di ricerca, laboratori tematici di carattere espressivo o scientifico,\u2026). Rodari definiva la pedagogia Freinet una pedagogia dello stimolo e non del modello, con proposte aperte.\n\nLo sforzo di noi educatori, scriveva Le Bohec, \u00e8 di fornire opportunit\u00e0 per impadronirsi del linguaggio e non farne strumento di potere per indurre a comportamenti condizionati ma tramite di emancipazione. \u2018<em>E\u2019 illusorio credere di poter raggiungere tale scopo concentrandosi unicamente su una dimensione. Bisogna poter circolare continuamente e liberamente da un campo all\u2019altro, dal livello \u2018demens\u2019 a quello \u2018sapiens\u2019, attraversando l\u2019aspetto \u2018ludens\u2019 senza bloccare i processi di elaborazione che sono specifici di ogni singola persona. Riuscire a fare questo richiede, \u00e8 chiaro, da parte dell\u2019insegnante, una formazione, una pratica personale, una effettiva esperienza.<\/em>\u2019[10]\n\nChi vuole avventurarsi su questa strada trover\u00e0 nel Movimento di cooperazione educativa idee e proposte di lavoro e supporto alle esperienze.\n\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\n[1] Ciari B., \u2018<em>Le nuove tecniche didattiche<\/em>\u2019, ed. dell\u2019Asino, riedizione 2015\n[2] Pettini A., Informazioni MCE, bollettino della pedagogia popolare, n. 6\/1984, p.19\n[3] Galassi G., \u2018<em>Il testo libero<\/em>\u2019, Cooperazione educativa, La Nuova Italia, Firenze, n. 6\/1985, p. 16\n[4] Clanch\u00e9 P., \u2018<em>Le texte libre, \u00e9criture des enfants<\/em>\u2019, Masp\u00e9ro, Paris\u00a0; \u2018<em>Anthropologie de l\u2019\u00e9criture et p\u00e9dagogie Freinet<\/em>\u2019, Prresses Uiversitaires de Caen\n[5] Le Bohec P., \u2018<em>Le texte libre\u2026libre<\/em>\u2019, \u00e9d. Odilon, Nailly, 1996\n[6] Vretenar N. ( a cura di) \u2018<em>Dire fare inventare. Parole e grammatiche in gioco<\/em>\u2019, Asterios, Trieste, 2019\n[7] Le Bohec P., \u2018<em>Scrivere \u00e8 anche giocare<\/em>\u2019, Cooperazione Educativa, La Nuova Italia, n. 8\/ 1988, p. 32 sgg..\n[8] Freinet C. <em>\u2018 Gli invarianti pedagogici<\/em>\u2019 (Les invariants p\u00e9dagogiques- Oeuvres p\u00e9dagogiques- Seuil-Paris-1994-vol2 pp383-413\u00a0; (traduzione Alain Goussot)\n[9] Roy C., \u2018<em>Permis de s\u00e9jour<\/em>\u2019, Gallimard 1986, p. 78\n[10] Le Bohec P., \u2018<em>Scrivere \u00e8 anche giocare<\/em>\u2019, cit., p. 39]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_596\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"596\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" 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