{"id":604,"date":"2019-10-08T16:59:58","date_gmt":"2019-10-08T14:59:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=604"},"modified":"2019-10-08T16:59:58","modified_gmt":"2019-10-08T14:59:58","slug":"nomen-omen-le-rose-e-il-panedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2019\/10\/08\/nomen-omen-le-rose-e-il-panedi\/","title":{"rendered":"Nomen Omen: le rose e il pane"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/matita.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-260 size-thumbnail alignleft\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/matita-150x150.jpg\" alt=\"matita\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\ndi Alessandra Fantauzzi<\/strong>\n\nRosa: la rosa, rosae: della rosa, rosae: alla rosa- recitavo, lo sguardo fisso al putto alato che faceva da piantana al lume, tormentando di piccoli nodi la frangia della sciarpa. Mi chiedevo come facesse Don Giovanni ad ascoltarmi senza tremare, immobile, con gli occhi chiusi e le labbra appoggiate alle mani giunte sotto il mento.\nLo stanzone era gelido ma lui, fermo, senza che il candore delle sue mani fosse sfiorato dal bench\u00e8 minimo rossore, conservava un\u2019aristocratica eleganza di gesti misurati e solenni, nella leggerezza della sottana di Cady di seta. Era il 1978, il mio primo anno di scuola media. Una legge, l\u2019 anno prima, aveva abolito definitivamente lo studio del latino in quest\u2019 ordine di scuola ma mio padre, convinto sostenitore del valore formativo delle lingue classiche, sopper\u00ec al vuoto creato dalla legge, mandandomi a prendere lezioni da Don Giovanni, il parroco del paese.\n\n<!--more-->\u2013 Rosae, rosarum, rosis, rosas, rosae, rosis.- terminavo la mia declinazione , Don Giovanni riapriva gli occhi e allontanava le mani dalle labbra lasciandole tuttavia intrecciate: &#8211; Bene! La rosa: nomen omen.- era il suo lapidario commento, pronunciato come se concludesse una disputa filosofica. \u201cNomen omen\u201d: la citazione era per me una\u00a0 chiave, quella che mi avrebbe aperto il passaggio segreto per un mondo che ancora non intedevo ma della cui conoscenza intuivo il valore fondante di architrave culturale e archetipo di humanitas<em>.<\/em>\nDon Giovanni era un uomo colto, aduso\u00a0 alla pratica della bellezza e a quella del rigore del pensiero: era perci\u00f2 un raffinato esteta, un pensatore sorprendentemente laico ed educato al metodo.\nAmante della poesia di Catullo e di Leopardi, era \u00a0lettore insaziabile di Erotodo, Plutarco e Svetonio. Mi sopresero sempre, quando ebbi la capacit\u00e0 di intenderle, le sue citazioni di Sartre e di Marx. Era per\u00f2 un aristocratico sostenitore della cultura per i pochi eletti, un tridentino nel metodo e nello spirito non certamente un parroco \u201cconciliare\u201d.\nNella sua pratica pastorale e didattica era un \u201cselezionatore gentiliano\u201d, cos\u00ec almeno lo definiva Don Savino, il parroco di Morrea che invece era stato partigiano con simpatie per la dottrina sociale o, come dicevano i maligni, socialista.\nDon Giovanni era membro del Consiglio d\u2019 Istituto che da quell\u2019 anno e per un triennio, mia madre si trov\u00f2 a presiedere . Il massimo Organo Collegiale della Scuola e i suoi membri dovettero dare, nel corso di quel triennio scolastico , applicazione \u00a0pratica alle norme \u201crivoluzionarie\u201d introdotte dalla legge 517 nell\u2019 anno precedente: una programmazione degli interventi educativi che rendesse flessibile la rigidit\u00e0 dei Programmi Nazionali e creasse percorsi di apprendimento individualizzati, nei quali si incontrassero\u00a0 l\u2019 epistemologia delle discipline e le strategie cognitive di ciascun ragazzo. Non era per stigmatizzare le diversit\u00e0,\u00a0 \u00a0ma perch\u00e8 la scuola potesse esercitare il suo ruolo di \u201corgano costituzionale,\u00a0 \u00a0rimuovendo gli \u201costacoli di ordine economico e sociale\u201d che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona. In questa operazione di\u201crispetto della differenza per garantire l\u2019 uguaglianza\u201d, cos\u00ec recitava uno slogan di quegli anni , venivano aboliti i voti sostiuiti da giudizi descrittivi e sintetici e, soprattutto, si istituivano concrete misure di sostegno in favore degli alunni diversamente abili e di quelli socialmente svantaggiati.\n\nIn questa pacifica rivoluzione, il Consiglio d\u2019 Istituto della Scuola Media Statale di San Vincenzo Valle Roveto, si trov\u00f2 a gestire una partita di finanziamenti da utilizzare per i viaggi d\u2019 istruzione di pi\u00f9 giorni . Durante la riunione che avrebbe dovuto autorizzare il primo di\u00a0\u00a0 questi viaggi, quello ad Ercolanoe, Pompei e Paestum, fu sottolineata la discrasia tra il finanziamento assegnanto nominalmente, \u201csulla carta\u201d, alla scuola e quello concreto.\nNon c\u2019 erano i soldi. C\u2019 era soltanto il \u201cpagher\u00f2\u201d del Ministero. La preside Barbadoro, una donnona selvatica\u00a0 cresciuta nelle faggete dell\u2019 Appennino Emiliano, sapeva bene come gettare il cuore oltre l\u2019 ostacolo. La sua proposta fu quella di autorizzare comunque il viaggio: tra i suoi ragazzi ce n\u2019 erano di quelli che non avevano mai visto il mare e\u00a0 non sapevano nemmeno immaginare il mondo oltre l\u2019 orizzonte della Valle.\nPer loro quel viaggio era necessario come il pane. \u00a0I soldi sarebbero concretamente arrivati di l\u00ec a poco, in caso contrario, lei, s\u2019 esponeva in prima persona a sostenere i costi del viaggio. S\u2019anim\u00f2 la discussione fra i consiglieri favorevoli alla proposta e quelli contrari.\nDon Giovanni, nemmeno a dirlo, era fra i contrari. Per lui, uomo abituato alla ponderatezza della Curia e alla diffidenza verso il laicismo dei successori dello Stato Sabaudo, il comportamento del Ministero era sinonimo di insensatezza amministrativa e quello della preside pericolosamente ispirato a una sorta radicalismo dolcininano, di egulitarismo giacobino che minava l\u2019 ordine del Creato.\nNon riusciva a capacitarsi che i reperti di quella classicit\u00e0 di cui lui era geloso cultore, potessero essere mostrati e dispensati a tutti e a tutti i costi. Perch\u00e8 regalare le rose a chi avrebbe dovuto avere soltanto il pane quotidiano? Mont\u00f2 perci\u00f2 un fuoco di fila contro la proposta della Preside e della Presidenza, paventando responsabilit\u00e0 civili di inenarrabile gravit\u00e0, scomodando perfino il codice Rocco. Alcuni consiglieri capitolarono e si giunse ad una situazione di sostanziale parit\u00e0 fra favorevoli e contrari, che impediva qualsiasi decisione. Era tardi e gli animi s\u2019 erano accalorati anche per la presenza di pubblico tra il quale io e mio padre .\nLa preside rivolse il suo ultimo appello a Don Giovanni con un: \u201cMa perch\u00e8 negare ai ragazzi questa possibilit\u00e0 ? Lei ha capito che\u201d in ultima res\u201d, sarei io a pagare qualsiasi conseguenza? \u201c e lui \u201cS\u00ec, ma rimango contrario anche e soprattutto per il suo bene e quello dei ragazzi!\u201d\nFu allora che la Preside sbott\u00f2: \u201c Ma Lei \u00e8 veramente una gran testa di c..o!\u201d.\nTacquero tutti, improvvisamente, in attesa che castigo divino s\u2019 abbattesse su quella blasfemia, ma niente: non s\u2019 aprirono le cataratte del cielo , nessun fulmine a ciel sereno colp\u00ec la Preside, e lo stesso Don Giovanni che da allora fin\u00ec nell\u2019 anneddotica rovetana come mirabile esempio di calma olimpica pur nel fervore della dialettica politica, si limit\u00f2 a un: \u00a0\u201c Bene. Metta a verbale la definizione della mia testa. Io rimango contrario!\u201d\nSi alz\u00f2 e se ne and\u00f2, avvolto nel pastrano di vigogna.\nFu allora che il professor Tebaldi di Educazione Tecnica si convinse e spost\u00f2 l\u2019 ago della bilancia. Il viaggio si fece. Era l\u2019 aprile del 1979. A Sorrento, dove eravamo a pensione, in un piccolo albergo sospeso sulla costa, nell\u2019 azzurro tra cielo e mare, travammo una fioritura di zagare e rose. La sera saliva dai Lattari e noi, ispirati anche dalla nostra improvvisa libert\u00e0, capivamo gli alfabeti del mondo e sentivamo quanto pesa il profuma della rosa. Nomen Omen. Imparammo, per esempio, \u00a0che pi\u00f9 s\u00f9, tra la Costa e la montagna correva un sentiero , sospeso sul magico golfo delle sirene e vi passeggiavano gli Dei.\nPotevamo vedere all\u2019 orizzonte le vele di Ulisse e sentire il suono delle tammorre della dea Astarte salire dal mosaico di Pompei, fino alla Cala delle Lampare, dove ballavano i turchi. Anche la Madonna Avvocata, a Maiori, cammina sui petali di rosa, ci disse lo stesso Don Giovanni, che fu, sorprendentemente, fra gli accompagnatori di quel viaggio. \u00a0Dei petali raccolti e conservati rigorosamente vicino al cuore , si fa dono agli ammalati che ne cospargono l\u2019 acqua per i lavacri di sanificazione. La salute ritrovata passa attraverso l\u2019 impalpabile profumo della rosa.\nNomen Omen. Da quel viaggio imparammo tutti qualcosa ma pi\u00f9 ricchi tornarono quelli che non avevano mai visto il mare, quelli che ritrovarono il tempo perdendolo nella contemplazione del Golfo, quel tempo che mai avevano avuto perch\u00e8 lo avevano impiegato\u00a0\u00a0 nel precoce utilitarismo del saper fare a tutti i costi, per bisogno o per buon esempio.\nNomen Omen.\nQuel viaggio mi insegn\u00f2 a capire, vent\u2019 anni pi\u00f9 tardi, quando da insegnante di sostegno tentennavo all\u2019 indulgenza \u00a0del pietismo pedagogico, soltanto\u00a0\u00a0 perch\u00e8 mi parevano invincibili\u00a0\u00a0 le sterotipie di Davide o la la rigidit\u00e0 muscolare di Diana, che volevo le rose e le volevo per tutti, che i percorsi di libert\u00e0 e dignit\u00e0 passano per il \u201cnome della rosa\u201d, che intorno alla rosa si costruisce la semiotica dell\u2019 humanitas, la vera mission della scuola.\nNomen omen. <em>La rosa porta scritto nel nome il suo profumo, n\u00e8 \u00e8 possibile nominarla senza sentirlo come dice \u00a0Giulietta nel dialogo del balcone.\u201d \u201cRosa fresca aulentissima\u201d: \u00a0la rosa \u00e8 il segno e il simbolo dell\u2019 assoluta necessit\u00e0 del superfluo. La rosa \u00e8 la resilenza e la resistenza del mondo, \u00a0Nomen Omen. <\/em>La rosa \u00e8 la bellezza che salva e la fragilit\u00e0 che \u00a0fortifica. <em>\u201cUn petalo, un sepalo, una spina.[ &#8230;]<\/em> \u00e8 tutto quello che serve per cambiare il mondo.\n<strong><em>A Greta Thunberg<\/em><\/strong>]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_604\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"604\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2019\/10\/08\/nomen-omen-le-rose-e-il-panedi\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_604\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"604\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[28],"tags":[83],"class_list":["post-604","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-memorie-di-scuola","tag-fantauzzi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=604"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/604\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}