{"id":6084,"date":"2025-02-07T21:37:36","date_gmt":"2025-02-07T21:37:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=6084"},"modified":"2025-02-25T14:43:04","modified_gmt":"2025-02-25T14:43:04","slug":"la-scuola-che-vorrei-insegnare-a-imparare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/02\/07\/la-scuola-che-vorrei-insegnare-a-imparare\/","title":{"rendered":"La scuola che vorrei: insegnare a imparare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/stare-nella-relazione\/\">STARE NELLA RELAZIONE PER IMPARARE E PER INSEGNARE<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>di Monica Barisone\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>In prossimit\u00e0 della chiusura dello scorso anno scolastico, mi sono trovata ad osservare alcune situazioni che mi hanno incuriosito. In alcune classi di scuola primaria registravo un particolare affaticamento da parte di insegnanti che avevano trascorso l\u2019anno fronteggiando nella propria classe, pi\u00f9 situazioni concomitanti di ragazzini con difficolt\u00e0 comportamentali e di apprendimento.<br \/>\nDa un lato emergevano problematiche particolarmente spinose e specifiche (psicopatologie precoci, comorbilit\u00e0\u2026) che rischiavano di cozzare con la routine dell\u2019insegnamento riconosciuto come standardizzabile; dall\u2019altro avvertivo la sensazione di un diffondersi a macchia d\u2019olio, negli Istituti presso cui lavoro, di queste problematicit\u00e0, il che sembrava rendere il fenomeno una tendenza in via di consolidamento.<br \/>\nQuella sensazione di fatica sovrabbondante, che stavo condividendo anch\u2019io mi lasciava perplessa, col timore di essere inadempiente o di non aver bene compreso cosa stesse succedendo, qualcosa mi stava sfuggendo. Decisi di affrontare in qualche modo il disagio andando a verificare queste percezioni, misurare, seppure in modo approssimativo, questo eventuale fenomeno, per poterlo discutere poi col corpo docente.<br \/>\nAd inizio settembre ho iniziato in modo sistematico la mia piccola ricerca che ha, ahim\u00e8, confermato i miei timori. Ho scelto di utilizzare motori di ricerca pi\u00f9 accessibili e semplici, accogliere fonti altrettanto accessibili ma riconducili a contesti sanitari o assistenziali, perch\u00e9 insegnanti e genitori potessero eventualmente recuperarli e documentarsi anche in modo diretto. La riflessione sui dati ha sortito per\u00f2 anche una nuova prospettiva e ipotesi di lavoro in queste classi sempre pi\u00f9 eterogenee.<br \/>\nPartirei da qualche dato emerso.<br \/>\nEffettivamente, <strong>le percentuali di alunni che mostrano Bisogni Educativi Speciali<\/strong>, cos\u00ec come le diagnosi di autismo e di plus dotazione, ogni anno risultano in aumento. I bambini con situazioni riconducibili ai BES, nel 2024, sono quantificati intorno al 10-15% del totale, cio\u00e8 circa tre ragazzini per ogni classe; mentre coloro che risultano in possesso di una certificazione di diversa abilit\u00e0 si attestano intorno al 2-3%.<!--more--><br \/>\nPer la <strong>diagnosi di autismo<\/strong>, ad esempio, al 2020, in Europa, si stima una prevalenza pari a un bambino su 160 in Danimarca e Svezia, 1 su 86 nel Regno Unito, e 1 su 77 nel nostro paese, in America 1 su 36, mentre la media mondiale si attesta intorno a 1 su 100. Tenendo conto che in Usa dal 2000 al 2020 la presenza \u00e8 passata da 1 su 150 a 1 su 36, applicando una tendenza analoga, in Italia, al 2024, si dovrebbe attestare a 1 su 45-50, cio\u00e8 almeno un bambino ogni due classi.<br \/>\nAnalizzando invece i dati relativi ai <strong>bambini considerati gifted, cio\u00e8 con plus dotazione<\/strong>, i soggetti che risultano con un QI maggiore o uguale a 130 sono circa il 2,5% della popolazione, mentre quelli che hanno un alto potenziale cognitivo con QI superiore a 120 sono circa il 5-6% della popolazione. Si tratta, indicativamente, di almeno uno studente per classe.<br \/>\nPer i <strong>bambini con DSA<\/strong>, invece, nella scuola primaria, nel 2020 ci si attesta sul 3% (classi III, IV, V con certificazione). Se ci concentriamo sulla sola scuola pubblica troviamo, nella primaria, il 2.97% e nella secondaria il 6,12%. Quest\u2019ultimo dato conferma la presenza di un maggior numero di bambini con disturbi specifici di apprendimento che per\u00f2 vengono certificati solo tardivamente, ma sono gi\u00e0 presenti nella scuola primaria, con le loro esigenze specifiche.<\/p>\n<p>Tenendo conto di tutti questi dati, non sembra forse eccessivo pensare che quasi la met\u00e0 degli allievi di una classe possa avere caratteristiche specifiche, di cui si debba tenere in conto nello svolgimento della didattica ed anche nella gestione della relazione educativa. Questo fenomeno potrebbe richiedere un capovolgimento dell\u2019ottica, dell\u2019approccio alla vita scolastica, portando a valorizzare la flessibilit\u00e0 e la modulazione delle attivit\u00e0 come standard cui tendere.<br \/>\nIn prima battuta, credo potrebbe essere utile adottare un atteggiamento preventivo, che consenta di mettere a fuoco la variabilit\u00e0 nella classe sin dai primi giorni di scuola. Per far questo pu\u00f2 risultare particolarmente rilevante prestare attenzione ai campanelli d\u2019allarme e alle difficolt\u00e0 rinvenibili anche senza un aiuto specialistico.<br \/>\n<strong>Per i bambini con disturbi specifici dell\u2019apprendimento<\/strong>, ad esempio, possono essere rinvenibili difficolt\u00e0 a orientarsi nel tempo, nello spazio; nel ricordare delle sequenze (stagioni, settimana); a seguire racconti orali, anche con immagini; nello svolgere giochi pi\u00f9 complessi (puzzle o costruzioni); a imparare il nome dei colori e i numeri fino al 10; nel disegno, nell\u2019uso dello spazio sulla pagina, dei margini; nell\u2019ampliare il vocabolario e usare strutture grammaticali corrette; nella comprensione delle consegne; nella memorizzazione di canzoni e filastrocche; cos\u00ec come lo scambiare una parola con l\u2019altra e utilizzarla in modo errato nella frase.<br \/>\n<strong>Per i bisogni specifici educativi<\/strong> si possono evidenziare difficolt\u00e0 di comportamento e di gestione delle emozioni; ritardi nello sviluppo psicomotorio e linguistico; problematiche di sonno, alimentazione e controllo sfinterico. Possono risultare inoltre fattori sfavorevoli i lutti, le separazioni conflittuali, o eventuali eventi traumatici.<br \/>\nSi tratta di problematiche spesso non facilmente comprensibili o rintracciabili dai genitori, che, per quanto attenti, dispongono di una casistica decisamente ridotta rispetto al corpo docente.<\/p>\n<p>Un altro fenomeno in rapida espansione, di cui tenere conto nella valutazione delle esigenze educative, riguarda la <strong>fobia scolare<\/strong>. Anche in questo caso le concause possono essere molteplici, dalle difficolt\u00e0 di distacco dai genitori, al sovraccarico socio-emotivo e cognitivo, come pure a noia, le difficolt\u00e0 con i pari, senso di inadeguatezza. La cronicizzazione di questi disagi pu\u00f2 gradualmente evolvere e in prossimit\u00e0 dell\u2019adolescenza tramutarsi in chiusura sociale e rifugio in contesti apparentemente inesigenti come quelli virtuali di social e piattaforme giochi.<br \/>\nPer gestire le fatiche di separazione dal contesto familiare la proposta ad esempio potrebbe essere quella di preparare in anticipo il bambino o la bambina per evitare comunicazioni e gestualit\u00e0 frettolose ed imperative a favore di modalit\u00e0 ludiche ed entusiastiche rispetto a ci\u00f2 che potr\u00e0 offrire la giornata. Impostare una routine del mattino pu\u00f2 risultare altrettanto efficace, unitamente all\u2019intento di rendere i bambini un po\u2019 protagonisti del processo, pi\u00f9 che zavorre da trascinare fuori casa.<br \/>\nPerch\u00e9 ci\u00f2 possa accadere risulta ricordare che qualunque apprendimento richiede anche una connessione in senso relazionale, la consapevolezza di un legame caratterizzato da biunivocit\u00e0 e reciprocit\u00e0. \u00c8 questo scambio a consentire il costituirsi e costruirsi, con gradualit\u00e0, di una relazione di fiducia che consente al bambino di affidarsi e accogliere le proposte di uso del tempo e di immersione in altre relazioni sociali che gli adulti di riferimento hanno individuato come figure ausiliarie in loro assenza.<br \/>\nNon ultimo, occorre ricordare che le aspettative vanno calibrate sull\u2019et\u00e0 dei bambini e sulla loro tappa evolutive, dunque devono essere aspettative realistiche, coerenti con la normale disregolazione emotiva dei piccoli, ancora in fase di apprendimento, e non idealistiche o viziate dalle necessit\u00e0 e dalle urgenze organizzative degli adulti.<br \/>\nAprirei ancora una piccola parentesi proprio sulla plus dotazione, non descrivibile solo facendo riferimento al punteggio di quoziente intellettivo, bens\u00ec ricorrendo alle diverse specificit\u00e0, in termini di neuro divergenza.<br \/>\n<strong>La plus dotazione \u00e8 una dissincronia nello sviluppo<\/strong> in cui, elevate capacit\u00e0 cognitive ed il saper svolgere le attivit\u00e0 con notevole intensit\u00e0, si combinano per formare esperienze interiori ed una consapevolezza differenti dalla norma. Questo loro essere cos\u00ec particolari, rende i bambini plus dotati particolarmente vulnerabili e richiede l\u2019utilizzo di uno stile parentale, di un\u2019educazione, di metodi d\u2019insegnamento e counseling particolari al fine di sviluppare appieno il loro potenziale (Columbus Group, 1991). La si pu\u00f2 definire anche come interazione di fattori biologici e contestuali (Gagn\u00e9, 2001).<br \/>\nIn questo senso, <strong>il genio per definizione coglie ci\u00f2 che gli altri non riescono a cogliere<\/strong> o intercettare con il rischio costante, per\u00f2, di non aderire esattamente al cosiddetto senso comune. La plus dotazione allora non \u00e8 soltanto identificabile come un dono, perch\u00e9 \u2018pu\u00f2 diventare una dannazione che amplia lo scarto tra me e la realt\u00e0 trasformandosi in una difficolt\u00e0 di ordine relazionale\u2019 (D. Trapolino, npi IdO, 2021).<\/p>\n<p><strong>La nota MIUR 562 del 2019 inserisce ufficialmente la plusdotazione tra i BES<\/strong> e riconosce l\u2019importanza di un\u2019individuazione precoce. Attualmente, nella percezione di insegnanti e dirigenti la priorit\u00e0 sembra data, ancora, unicamente al punteggio del QI piuttosto che al riconoscimento e alla valorizzazione dei talenti. Il considerare lo sviluppo dei talenti, attraverso un approccio bio-psico sociale (OMS, 2001), ci induce invece a spostare il focus sulle potenzialit\u00e0 e sui talenti di ciascuno, e interrogarci su una possibile didattica dei talenti.<br \/>\nCi\u00f2 che gi\u00e0 sappiamo \u00e8 che esistono diverse strategie attivabili con questi ragazzi cominciando a dare maggiore importanza al ruolo dell\u2019insegnante, che dunque non pu\u00f2 e non dovrebbe essere quello di un \u201cassistente\u201d al clinico, intento cio\u00e8 a individuare difficolt\u00e0, disturbi e bisogni \u201cspeciali\u201d, quanto piuttosto promotore di apprendimento, facendo leva sui talenti di tutti, verso un modello di &#8220;scuola dei talenti&#8221; (Baldacci, 2002; Margiotta, 2018).<br \/>\nL\u2019attenzione si sposta allora inequivocabilmente da contenuti a metodologie e approcci per insegnare a imparare in una scuola incubatrice di vocazioni\/talenti che investa sul metodo di studio, valorizzi la didattica che promuove l\u2019autonomia degli studenti anche attraverso recuperi personali e soprattutto metta al centro il dialogo con la classe per fare emergere esigenze e fragilit\u00e0.<br \/>\nLancio allora una provocazione: che l\u2019eccezione diventi la norma! Provare, cio\u00e8, a ribaltare lo sguardo, come appesi al nastro o al trapezio a testa in gi\u00f9, per riuscire ad usare gli stessi indicatori di P.d.P e P.E.I (ora pertinenza della patologia, ma usabili anche in fisiologia), e far volare ogni bambino, col proprio volo. Sfruttare, cio\u00e8, gli indicatori, le categorie, che ormai conosciamo sempre meglio, per dispensare, compensare, personalizzare, raggruppare; ma anche rendere pi\u00f9 flessibili le strutture delle unit\u00e0 di apprendimento, integrare materie e contenuti, ridurre ma ridondare e, soprattutto cambiare!<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><br \/>\nM. Brazzolotto, La plusdotazione in classe: le percezioni di alcuni insegnanti, genitori e dirigenti veneti, amsdottorato.unibo.it, 2020<br \/>\nS. Regina, Insegnare a imparare. Il ruolo della scuola e dei docenti, Focus Scuola, 2021<br \/>\nRedazione Cagliari pad, Scuola. Plusdotazione: statisticamente un \u2018ragazzo gifted\u2019 per classe, 2021<br \/>\nCentro Leonardo, Plusdotazione. Studenti con doppia eccezionalit\u00e0, Ugo, 2021<br \/>\nS. Valesini, Perch\u00e9 i casi di autismo sono in aumento da decenni? Wired, 2023<br \/>\nI Bisogni Educativi Speciali: cosa sono e come accoglierli, Vanilla Magazine,2024<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6084\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6084\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STARE NELLA RELAZIONE PER IMPARARE E PER INSEGNARE di Monica Barisone\u00a0 In prossimit\u00e0 della chiusura dello scorso anno scolastico, mi sono trovata ad osservare alcune situazioni che mi hanno incuriosito. 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