{"id":6445,"date":"2025-03-25T18:45:03","date_gmt":"2025-03-25T18:45:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=6445"},"modified":"2025-03-25T18:58:03","modified_gmt":"2025-03-25T18:58:03","slug":"nuove-indicazioni-che-bisogno-cera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/03\/25\/nuove-indicazioni-che-bisogno-cera\/","title":{"rendered":"Nuove Indicazioni, che bisogno c&#8217;era?"},"content":{"rendered":"<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5870 alignright\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_20141030_150901-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"348\" \/>di Giovanni Fioravanti<\/strong><\/p>\n<p>Era il primo giorno del settembre 2023 quando \u00e8 uscito il libretto a due mani di <strong>Ernesto Galli della Loggia e di Loredana Perla: Insegnare l\u2019Italia. Una proposta per la scuola dell\u2019obbligo.<\/strong><br \/>\nCon un artificio retorico si presentava come una sorta di promemoria, di appunti di lavoro. Ma subito dalla prima pagina formula la sua domanda dirompente: a cosa deve servire la scuola?<br \/>\nChe la pongano uno storico e una pedagogista fa specie e, dunque, \u00e8 evidente che hanno gi\u00e0 pronta la risposta che intendono fornire, convinti che la scuola debba piegarsi alla loro idea di formazione.<br \/>\nSarebbe come chiedersi a cosa deve servire un ospedale. A curare i malati \u00e8 ovvio, non c\u2019\u00e8 neppure bisogna di chiederselo.<br \/>\nCome la scuola serve ad istruire, in ogni societ\u00e0 le giovani generazioni frequentano la scuola per essere istruite.<br \/>\nSe mai la domanda da porsi \u00e8 come quella scuola debba istruire. Ed \u00e8 la domanda a cui la pedagogia nella sua storia e pi\u00f9 recentemente le scienze dell\u2019educazione, le scienze umane, unitamente all\u2019impegno professionale e culturale di tanti insegnanti hanno cercato di fornire risposte, adattandole alle rinnovate esigenze sociali e ai risultati delle ricerche in campo educativo e psicologico.<\/p>\n<p>Invece la risposta dei nostri autori scavalca completamente la complessit\u00e0 della domanda che loro stessi pongono.<br \/>\nLa risposta \u00e8 formare gli italiani, educare le nuove generazioni all\u2019identit\u00e0 italica. Sembra qualcosa di risorgimentale, alla Massimo D\u2019Azeglio, ora che \u00e8 fatta l\u2019Italia, occorre fare gli Italiani.<!--more--><br \/>\nMeno di due anni dopo il tema dell\u2019identit\u00e0 italiana ritorna centrale caratterizzando le Nuove Indicazioni 2025, Scuola dell\u2019infanzia, Primo ciclo di istruzione, del ministro Valditara, in realt\u00e0 davvero troppo poco per giustificarne la stesura.<br \/>\nS\u00ec, perch\u00e9 fino ad ora nessuno ha spiegato la necessit\u00e0 di nuove Indicazione rispetto a quelle in vigore dal 2012, che in molti casi attendono ancora d\u2019essere applicate nonostante la loro prescrittivit\u00e0. Pare assurdo oggi pensare che sia possibile intervenire sugli apprendimenti scolastici senza che se ne spieghino le ragioni, senza citare cosa delle Indicazioni del 2012 non ha funzionato, \u00e8 da considerarsi superato o addirittura inapplicabile. Un minimo di rigore scientifico richiederebbe che prima di ogni altra cosa si rispondesse a questi interrogativi, senza sottoporre la scuola a stress ingiustificati, solo perch\u00e9 si vuole imporre la propria visione dell\u2019educazione a prescindere dalle necessit\u00e0 reali del sistema formativo.<br \/>\nChi sentiva il bisogno di Nuove Indicazioni per la Scuola dell\u2019Infanzia e per il Primo Ciclo di istruzione?<br \/>\nSe questa urgenza \u00e8 emersa, quali esigenze poneva? Cosa delle Indicazioni del 2012, non corrisponde pi\u00f9 alle necessit\u00e0 formative delle nuove generazioni che siedono sui banchi di scuola?<br \/>\n\u201cL&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche \u00e8 garanzia di libert\u00e0 di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalit\u00e0 e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l&#8217;esigenza di migliorare l&#8217;efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento\u201d<br \/>\nCosa \u00e8 entrato in rotta di collisione con il dettato del secondo comma dell\u2019articolo 1 sulla autonomia scolastica?<br \/>\nLa scuola \u00e8 un\u2019istituzione delicata, che non pu\u00f2 essere sottoposta agli urti delle scelte ideologiche di chi governa in un determinato momento della storia del paese.<br \/>\nLa scuola \u00e8 il luogo del rigore epistemico, \u00e8 il luogo dove contenuti e metodi dell\u2019apprendimento si aggiornano in base alla ricerca educativa e disciplinare, perch\u00e9 metodi e apprendimenti siano in linea con i risultati degli avanzamenti nei campi del sapere. Pensavamo che la stagione dei programmi alla Moratti fosse superata definitivamente e invece ecco il salto all\u2019indietro, si continua nell\u2019errore, perch\u00e9 ogni governo pensa che la scuola debba corrispondere all\u2019idea di formazione di cui \u00e8 portatore. Pareva che l\u2019eredit\u00e0 gentiliana della scuola dei programmi potesse ormai appartenere definitivamente al passato e invece si sfornano Indicazione che sono un vero e proprio manifesto ideologico, un ritorno al passato mascherato da possibili ibridazioni tecnologiche che per essere pensate non necessitavano certo di trovare spazio tra le nuove Indicazioni, nulla aggiungendo a quanto ogni insegnate e scuola possa decidere in autonomia.<br \/>\nEmerge invece una cultura pedagogica come ancella della filosofia che sia lo storicismo, il personalismo od altro, un portato che da tempo ci pareva solo un ricordo dopo la nascita delle scienze dell\u2019educazione. \u00c8 vero che la nostra scuola \u00e8 ancora di impianto gentiliano, ma la pratica dell\u2019apprendimento nel quotidiano rumore d\u2019aula si presuppone che sia da tutto questo ormai distante.<br \/>\nAllora un ministro non pu\u00f2 decidere che gli piace di pi\u00f9 l\u2019aneddotica storica alla Muzio Scevola rispetto al rigore epistemologico che \u00e8 il fondamento di ogni disciplina in cui si articola il sapere. Che la ricerca serve al rinnovamento dei saperi e dei metodi a cui le conoscenze che si apprendono a scuola devono rifarsi ed essere aggiornate.<br \/>\nNon \u00e8 che si possono sfornare nuove Indicazioni senza argomentare quali carenze delle vecchie devono essere colmate, perch\u00e9 nuove conquiste nel campo degli apprendimenti richiedono che le pratiche scolastiche si pongano al passo con quanto di nuovo promette di migliorare i processi formativi. Diversamente chi poi deve applicarle perch\u00e9 prescrittive faticher\u00e0 a comprenderne il senso e la necessit\u00e0 a scapito della scuola e dell\u2019apprendimento degli alunni. Per cui, come spesso \u00e8 accaduto e accade nella nostra scuola, ogni insegnate continuer\u00e0 a procedere come sempre ha fatto, continuer\u00e0 a insegnare allo stesso modo in cui \u00e8 stato insegnato a lui.<br \/>\nIl problema vero che non pu\u00f2 essere sottaciuto \u00e8 che le Indicazioni del 2012 fanno a pugni con quelle del 2025 che il ministro Valditara propone al dibattito.<br \/>\nNelle prime c\u2019\u00e8 scritto, a proposito di storia e di identit\u00e0, che la formazione di una societ\u00e0 multietnica e multiculturale porta con s\u00e9 la tendenza a trasformare la storia da disciplina di studio a strumento di rappresentanza delle diverse identit\u00e0, con il rischio di comprometterne il carattere scientifico e, conseguentemente, di diminuire la stessa efficacia formativa del curricolo. Sottolineo \u201ccompromettere il carattere scientifico\u201d e \u201cl\u2019efficacia formativa del curricolo\u201d.<br \/>\nAffermazioni ora smentite dalle nuove Indicazioni in cui, a proposito di storia e di identit\u00e0, si sostiene come nella scuola primaria \u00e8 necessario che l\u2019insegnamento abbia al centro la dimensione nazionale italiana per far maturare nell\u2019alunno la consapevolezza della propria identit\u00e0 di persona e di cittadino.<br \/>\n\u00c8 nell\u2019identit\u00e0 personale e culturale di ciascun allievo che le Nuove Indicazioni riconoscono la sostanza e la dignit\u00e0 della persona e per rimarcare tutto ci\u00f2 ricorrono a citare gli articoli 2 e 3 della Costituzione e la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948.<br \/>\nE allora qualcuno ci deve spiegare cosa c\u2019\u00e8 di inadeguato, di superato nel paragrafo delle Indicazioni del 2012 \u201cCentralit\u00e0 della persona\u201d: \u201cLe finalit\u00e0 della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l\u2019originalit\u00e0 del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarit\u00e0 e complessit\u00e0 di ogni persona, della sua articolata identit\u00e0, delle sue aspirazioni, capacit\u00e0 e delle sue fragilit\u00e0, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione.\u201d<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che il re \u00e8 nudo. Che l\u2019operazione Valditara non \u00e8 dettata dalla necessit\u00e0 di migliorare il nostro sistema formativo, di porre rimedio alle tante falle che lo caratterizzano, a combattere la dispersione scolastica, a rendere pi\u00f9 efficace l\u2019integrazione. Appare evidente che l\u2019operazione del ministro Valditara altro non \u00e8 che un\u2019operazione ideologica volta a danneggiare la scuola come luogo della crescita individuale, della scoperta di s\u00e9, del pensiero critico, della propria realizzazione, come luogo dell\u2019incontro con i saperi e i loro statuti, come luogo dell\u2019acquisizione degli strumenti che permettono di accrescere sempre pi\u00f9 in maniera autonoma le proprie conoscenze nella prospettiva di un apprendimento permanente che ci accompagni per tutta la vita.<br \/>\nAnzich\u00e9 apprendere a confrontarsi con la complessit\u00e0 si semplifica tutta in una visione culturale gi\u00e0 precostituita che ha le sue radici nel personalismo, nello storicismo, nell\u2019etnocentrismo, pensando di portare a compimento la missione storica di formare generazioni di italiani all\u2019italianit\u00e0 quanto di pi\u00f9 distante vi possa essere da una scuola in cui apprendere a comprendere, ad affrontare l\u2019incertezza, a conoscere la condizione umana, a conoscere il nostro mondo globalizzato, ad attingere alle sorgenti di ogni morale, che sono solidariet\u00e0 e responsabilit\u00e0, ad orientarsi nella nostra civilt\u00e0, conoscerne la parte sommersa.<br \/>\nEdgar Morin, scriveva nel suo Insegnare a vivere, Manifesto per cambiare l\u2019educazione: \u201cLa riforma della conoscenza e del pensiero dipende dalla riforma dell\u2019educazione, che dipende dalla riforma della conoscenza e del pensiero\u201d A questo tendevano le Indicazioni del 2012, non certo all\u2019omologazione ad una presunta identit\u00e0 di italianit\u00e0, come millantata con un salto all\u2019indietro dalle Nuove indicazioni 2025 del trio Valditara, Perla, Galli della Loggia.<br \/>\nSembra un ritorno alla scuola della zia Ebe di Luca Ricolfi e Paola Mastrocola, un tentativo di iniziare a porre riparo al danno scolastico di cui parlano nel loro libro, intanto fornendo un po\u2019 di latino per l\u2019educazione linguistica, che fa tanto pre-1962, causa di tutti i danni scolastici della scuola progressista di cui le Indicazioni del 2012 sono l\u2019ultima espressione.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6445\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6445\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Fioravanti Era il primo giorno del settembre 2023 quando \u00e8 uscito il libretto a due mani di Ernesto Galli della Loggia e di Loredana Perla: Insegnare l\u2019Italia. 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