{"id":6507,"date":"2025-04-03T08:41:08","date_gmt":"2025-04-03T08:41:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=6507"},"modified":"2025-04-04T10:23:11","modified_gmt":"2025-04-04T10:23:11","slug":"nuove-indicazioni-2025-una-consultazione-per-docenti-ubbidient","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/04\/03\/nuove-indicazioni-2025-una-consultazione-per-docenti-ubbidient\/","title":{"rendered":"Nuove Indicazioni 2025: una consultazione per docenti ubbidienti"},"content":{"rendered":"<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5870 alignright\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_20141030_150901-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"276\" \/>di Mario Maviglia<\/strong><\/p>\n<p>Per circa dieci anni ho insegnato <strong>Metodi e Strumenti per la Sperimentazione Educativa<\/strong> nel corso di laurea in Scienze dell\u2019Educazione presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Brescia, come docente a contratto. Nel leggere la proposta di consultazione che il MIM ha promosso sulle Nuove Indicazioni 2025, con nota del 20\/03\/2025 n. 11544, ho provato una grande nostalgia a non essere pi\u00f9 docente perch\u00e9 il questionario proposto dal Ministero sarebbe stata un\u2019istruttiva e interessante occasione di esercitazione per i miei studenti per capire come <strong>non<\/strong> si costruisce un questionario finalizzato a raccogliere delle opinioni su un determinato argomento. E questo per una serie di ragioni sia di carattere tecnico che di carattere teorico, oltre che ideale.<\/p>\n<p>Sul piano tecnico la consultazione avviata dal MIM si caratterizza per la scarsa conoscenza delle regole di base che regolano la formulazione delle domande e che possono essere facilmente apprese consultando un qualsiasi manuale di ricerca. Per esempio, il testo di Kenneth D. Bailey (<em>Metodi della ricerca sociale<\/em>, Il Mulino, 2006, 5 voll.), un classico in questo campo, invita a porre attenzione all\u2019uso delle congiunzioni \u201co\u201d ed \u201ce\u201d in quanto spesso contengono una doppia domanda (in particolare le domande contenente \u201ce\u201d sono esposte a questo pericolo). Nel questionario ministeriale, delle 22 domande poste, solo la 1\u1d43, 2\u1d43, 3\u1d43, 4\u1d43, 7\u1d43 non sfuggono a questo errore, tutte le altre sono mal poste, almeno sotto questo aspetto tecnico.<!--more--><\/p>\n<p>Se questo rilievo critico pu\u00f2 essere considerato marginale, in quanto riferito a un dettaglio tecnico, molto pi\u00f9 grave appare la formulazione complessiva delle domande che, apparentemente, tendono a raccogliere le opinioni dei docenti su quanto proposto, ma &#8211; per come sono espresse \u2013 sono in realt\u00e0 finalizzate alla sola espressione del consenso, con qualche annotazione di miglioramento. Manca, in sostanza, come di solito avviene nei questionari costruiti in modo serio e corretto, la possibilit\u00e0 di esprimere un\u2019opinione opposta a quella proposta dal questionario. Delle 22 domande ministeriali, solo la 3\u1d43 presenta questo requisito. Dal punto di vista tecnico domande cos\u00ec concepite non hanno alcun valore ai fini della rilevazione delle opinioni in quanto prefigurano gi\u00e0 risposte comunque positive, anche se con livelli minimi di scostamento. Diverso sarebbe stato, ad esempio, se &#8211; a fronte di un\u2019affermazione indicata dall\u2019autore del questionario \u2013 \u201csi propone al soggetto di esprimere la sua posizione circa tale affermazione, in riferimento a una sequenza di posizioni possibili proposte. In altri termini, si tratta di domande a scelta multipla semplice, in cui per\u00f2 le categorie delle risposte sono disposte secondo un ordine stabilito; ci\u00f2 permette di cogliere non solo l\u2019opinione del soggetto su una certa affermazione, ma anche la direzione e l\u2019intensit\u00e0 di tale opinione\u201d (R. Vigan\u00f2, <em>Pedagogia e sperimentazione<\/em>, Vita e Pensiero, Milano, 1995, p. 251). La scala Likert, ad esempio, presenta queste caratteristiche, con una quattro, cinque o sette diverse gradazioni (es. pienamente d\u2019accordo \/ d\u2019accordo \/ neutrale \/ non d\u2019accordo \/ per niente d\u2019accordo).<\/p>\n<p>Il questionario ministeriale non sembra interessato a rilevare queste diverse opinioni, ma appare preoccupato a registrare comunque un\u2019adesione positiva da parte dei docenti.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 ricondurre questa scelta a due diverse ma collegate ragioni:<\/p>\n<ol>\n<li>Si pu\u00f2 leggere un sottostante atteggiamento autoritario, che si estrinseca nell\u2019indicare in modo predefinito la linea da seguire. Questo atteggiamento risulta ancor pi\u00f9 contraddittorio in quanto una consultazione \u2013 per definizione \u2013 dovrebbe mirare a rilevare i consensi, ma anche e soprattutto i dissensi. Il non contemplare il dissenso \u00e8 la negazione stessa della consultazione, nel significato che di essa si d\u00e0 nel campo della ricerca. In sostanza il dato tecnico viene piegato alle esigenze politiche.<\/li>\n<li>La non previsione del dissenso, oltre quanto detto sopra, induce a pensare che gli estensori del questionario (e dunque delle Nuove Indicazioni, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>) non siano del tutto tranquilli rispetto a quanto proposto. Il ragionamento che faccio \u00e8 molto semplice: se si \u00e8 pienamente convinti di ci\u00f2 che si propone, perch\u00e9 avere paura del dissenso? Quando in modo cos\u00ec pervicace non viene dato spazio a voci eventualmente dissonanti, evidentemente si ha paura di veder crollare il fragile castello costruito su basi essenzialmente ideologici.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In sostanza, si tratta &#8211; per dirla in modo schietto e senza infingimenti &#8211; di una consultazione farsa che mira a raccogliere un precostituito consenso magistrale per giustificare scelte gi\u00e0 definite apriori. E questo spiega il motivo per cui molte associazioni professionali hanno preso le distanze rispetto a tale consultazione, invitando i docenti a compilare solo la parte denominata \u201cSuggerimenti e osservazioni\/max 250 caratteri spazi compresi\u201d (successivamente aumentati fino a 2000 caratteri). Anche questo particolare conferma il carattere di farsa della consultazione: pensare che in 250 caratteri (poi emendati) i docenti possano esprimere le loro osservazioni in modo adeguato \u00e8 una presa in giro, ed anzi un insulto alla loro dignit\u00e0 e professionalit\u00e0, in quanto subdolamente e ipocritamente si fa credere di tenere al loro parere, ma lo strumento \u2013 per come \u00e8 costruito \u2013 dice ben altro.<\/p>\n<p>Il questionario non \u00e8 emendabile: l\u2019impostazione complessiva \u00e8 cos\u00ec compromessa sul piano tecnico che risponde non tanto a finalit\u00e0 conoscitive, ma a ragioni di marketing ideologico, con l\u2019aggravante che si rivolge a professionisti pensati come scodinzolanti cagnolini che ubbidiscono al padrone. E non mi meraviglierei se venissero fatte pressioni sui dirigenti scolastici affinch\u00e9 \u201cconvincano\u201d le scuole a partecipare alla consultazione per incrementare, sul piano quantitativo, il consenso popolare. Per questo motivo anche l\u2019ampliamento dello spazio per le annotazioni libere (salutato con interesse da alcune associazioni) appare comunque insufficiente a conferire un minimo di dignit\u00e0 a una consultazione impostata in modo cos\u00ec maldestro.<\/p>\n<p>Sotto questo profilo, appare molto pi\u00f9 interessante e incisiva la presa di posizione di Proteo Fare Sapere di Bergamo e Brescia che ha promosso una raccolta firme presso i docenti per rigettare in toto il questionario ministeriale invitando nel contempo i docenti a inviare al Ministero, anche in forma individuale (ma meglio se in gruppo), le loro riflessioni in modo libero e argomentato, superando in questo modo l\u2019eventuale barriera censoria dei dirigenti scolastici (in tutte le categorie professionali ci sono i \u201cpi\u00f9 realisti del re\u201d). Ovviamente questi materiali non verranno mai letti dalla Commissione ministeriale o da qualche funzionario di viale Trastevere, per\u00f2 possono costituire un forte segnale di dissenso nei confronti di questa operazione. D\u2019altro canto anche i risultati della consultazione ufficiale non hanno bisogno di essere letti, in quanto le risposte \u2013 come detto sopra \u2013 sono artatamente orientate verso un\u2019adesione al volere dei proponenti.<\/p>\n<p>Aneddoto finale: nel 1918 gran parte delle auto circolanti in America era Ford Modello T ma solo di colore neo per contenere i costi. Il lancio sul mercato di quel modello fu accompagnato da questa frase: \u201cPuoi averla in qualsiasi colore desideri, purch\u00e9 sia nero.\u201d Ecco, alla consultazione di Valditara si addice in modo particolare questo aneddoto. Anche rispetto al colore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6507\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6507\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mario Maviglia Per circa dieci anni ho insegnato Metodi e Strumenti per la Sperimentazione Educativa nel corso di laurea in Scienze dell\u2019Educazione presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Brescia, come docente a contratto. 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