{"id":6956,"date":"2025-06-19T20:04:32","date_gmt":"2025-06-19T20:04:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=6956"},"modified":"2025-06-19T20:10:46","modified_gmt":"2025-06-19T20:10:46","slug":"i-bambini-mi-mettono-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/06\/19\/i-bambini-mi-mettono-silenzio\/","title":{"rendered":"I bambini mi mettono in silenzio"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Monica Barisone<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/stare-nella-relazione\/\"><strong>STARE NELLA RELAZIONE PER IMPARARE E PER INSEGNARE<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Come tutti gli anni, a maggio, ho incontrato ragazzini e ragazzine delle quinte classi primarie per ragionare insieme di affettivit\u00e0, fiducia e sessualit\u00e0. L\u2019intervento aveva l\u2019obiettivo di aprire un confronto e una riflessione su questi aspetti basilari della costruzione dell\u2019identit\u00e0 personale, in concomitanza con l\u2019ingresso nella pubert\u00e0. Si \u00e8 trattato non soltanto di passaggio di informazioni ma soprattutto di co-costruzione di uno spazio di ascolto attivo volto a domande, curiosit\u00e0, paure dei minori, ma anche degli adulti, relative a questi temi. Si \u00e8 lavorato anche accostando l\u2019area della tutela e della prevenzione del maltrattamento e dell\u2019abuso, e approfondendo i temi del consenso, dell\u2019immagine corporea, e delle diversit\u00e0 di genere<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Questa attivit\u00e0 rappresenta, per me, da anni, un bagno di realt\u00e0 rinfrescante e rinvigorente durante il quale scopro nuovi orizzonti. Quest&#8217;anno mi sono imbattuta in una temuta conferma, la scomparsa del futuro nel loro immaginario.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6958 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/bambini_mettono_in_silenzio.jpg\" alt=\"\" width=\"760\" height=\"555\" srcset=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/bambini_mettono_in_silenzio.jpg 760w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/bambini_mettono_in_silenzio-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/bambini_mettono_in_silenzio-411x300.jpg 411w\" sizes=\"(max-width: 760px) 100vw, 760px\" \/>Nel rappresentare s\u00e9 stessi \u2018da grandi\u2019, infatti, pi\u00f9 della met\u00e0 di ragazze e ragazzi ha raffigurato la propria persona, in versione di giovane adulto, con uno sfondo generico, il vuoto, o un vago panorama cielo\/terra. In modo esplicito, uno di loro, ha proprio scritto di non sapere cosa far\u00e0 ma ha anche indicato la probabile vera risposta che sentiva nella testa: \u2018I do nothing!\u2019, il niente, lo zero. Emergevano qua e l\u00e0, negli altri disegni, ipotesi di vita familiare e genitoriale, desideri lavorativi e in alcuni casi la presenza degli amici di sempre accanto a s\u00e9, raffigurazioni, queste, che invece avevano costituito per anni la maggior numerosit\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p>Sappiamo tutti quanto sia importante la progettualit\u00e0 del futuro per crescere, inventare, costruire s\u00e9 stessi e il mondo di relazioni oltre al mondo reale da vivere. Sappiamo quindi quanto possa essere pericoloso questo percorso a breve gittata, che rischia di girare quasi in tondo. Con la collega sociologa ne abbiamo parlato anche con i genitori, cercando di ingaggiarli nella sfida di continuare a progettare il futuro proprio e dei figli, di non vivere alla giornata ma continuare a sognare e desiderare per loro e per s\u00e9 stessi..<\/p>\n<p>Dal progetto finlandese When I grow up, coordinato da Susanna Heugenhauser (2021), per esempio, emerge come, dando importanza alle soft skills, i bambini possano acquisire maggiore fiducia in s\u00e9 stessi e guardare al futuro con maggior fiducia, ma soprattutto manifestare, a distanza, una maggiore spinta motivazionale.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio con la mancanza di quest\u2019ultima spinta, energia, che mi sono confrontata, infinite volte, quest\u2019anno, lavorando poi con i ragazzi delle superiori. Pi\u00f9 e pi\u00f9 casi di difficolt\u00e0 a frequentare regolarmente la scuola, ad affrontare costantemente le prove di valutazione, la frustrazione del voto insufficiente, il cumulo di pagine, i contenuti da studiare e memorizzare in modo sovrapposto, da recuperare con verifiche che si accavallano, all\u2019inseguimento della sufficienza, del semaforo verde per procedere.<\/p>\n<p>Li ho visti cercare, e non trovare, la motivazione per dover affrontare tutto questo, tutti i giorni. Mi hanno raccontato del corpo e della mente che sceglievano invece di restare a letto, non far nulla, dormire, scrollare, guardare serie tv, inutili riempitivi di un vuoto incolmabile. Ho lavorato con loro a frammentare il carico di lavoro, a ricominciare partendo dai compiti pi\u00f9 semplici, a cercare le soluzioni specifiche per i diversi problemi da risolvere materia per materia\u2026con la sensazione di svolgere una funzione quasi riabilitativa o rieducativa. Una strana sensazione ancora oggi da definire. Ho scritto relazioni descrittive della situazione di questi ragazzi e ragazze per i vari, corrispondenti, Coordinatori di classe, che hanno accolto, collaborato, capito.<\/p>\n<p>Molti ragazzi e ragazze ce l\u2019hanno fatta, di altri ancora non so.<\/p>\n<p>Mi sono chiesta per\u00f2, ad un certo punto, come fosse accaduto che la scuola fosse diventata un luogo di tormento, misurazione giornaliera delle competenze, qualcosa da rifuggire per la difficolt\u00e0 di conquistare, alla prima prova, un esito positivo e comunque corrispondente almeno allo sforzo impiegato percepito dai ragazzi. Convincerli ad accontentarsi anche di una insufficienza non grave, ma d\u2019essere soddisfatti d\u2019essere riusciti ad andare a scuola senza panico o disturbi viscerali, non \u00e8 stato facile. Il loro must era riuscire alla prima, bene e con il minimo sforzo.<\/p>\n<p>Ho maturato la preoccupazione, il dubbio che sia aumentato lo scollamento tra corpo docente e ragazzi, tra obiettivi contenutistici, passione per il sapere e trasmissione delle competenze a vivere.<\/p>\n<p>Ammetto che sia difficile capirli, perch\u00e9 i salti generazionali, con l\u2019accelerazione tecnologica, creano oggi dislivelli abissali, loro oltre la luna e noi ad inseguirli in mongolfiera. Quel disegno per\u00f2, eseguito chiacchierando di cosa significhi crescere, contiene tantissime informazioni da cui poter partire che costruire un ponte e provare a capire quel loro nothing disarmante.<\/p>\n<p>Stare e sperimentare coi pi\u00f9 piccoli, ragionare e ascoltare con i pi\u00f9 grandi, talvolta ci permette di sentire che qualcosa sta crescendo, che qualcosa sta succedendo, che possiamo farne parte insieme\u2026che non c\u2019\u00e8 sempre da trasmettere o spiegare ma c\u2019\u00e8 anche solo da stare, osservare\u2026in silenzio la crescita, sentire la vita che vive.<\/p>\n<p>Durante i nostri incontri sull\u2019affettivit\u00e0, i bambini in aula, in cortile o in palestra, mi hanno raccontano la fatica della loro confusione, della scarsezza di regole tra le competenze genitoriali, della solitudine fisica e mentale, dell&#8217;antagonismo estensivo, del loro bisogno di silenzio e calma, di capire come vivere l\u2019amicizia o il rapporto tra fratelli.<\/p>\n<p>Nel frattempo, potevo respirarli; Elisa cercava di ricomporre il bracciale di perline che mi si era rotto ad inizio lezione, e intanto mi raccontava le sue disavventure, Andrea lanciava a sorpresa, nella sua neurodivergenza, perle di saggezza e opinioni profondamente tristi sulle sue dinamiche familiari. Qualche giorno dopo Laila mi raccontava del suo restare on line sino alle tre perch\u00e9 non riesciva a dormire, per poi a scuola crollare miseramente. Si discuteva tutti insieme su come scendere a compromessi con abitudini insidiose.<\/p>\n<p>In un\u2019altra classe, poi, continuava l&#8217;incanto perch\u00e9 Claretta mi confidava che dopo le nostre chiacchierate in colloquio, pensava meno a che pap\u00e0 non c&#8217;era pi\u00f9; che se sentiva la musica si distraeva ed era felice. Il suo sorriso era dolcissimo e abbagliante, commovente, nel dirmi che sarebbe tornata ancora a parlare con me.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che i bambini mi mettono silenzio. Da sempre.<\/p>\n<p>Prima i miei figli con la sabbia, l&#8217;acqua di mare, il profumo della loro pelle, mi hanno insegnato a crescere; ora mio nipote, che gioca ad imparare il mondo, si appoggia, mi tocca, intreccia con me i fili della fantasia. Intessuti e attorcigliati a loro, tutti i bambini e i ragazzi che ho incontrato, che mi hanno lasciato entrare nel loro spazio di vita, che hanno comunicato, condiviso, restituito, ringraziato, accolto, abbracciato, vissuto il tempo assieme.<\/p>\n<p>Ed io da sempre, incantata, nel silenzio del nostro essere, stare nella confidenza, in quello spazio vitale, vivifico, a percepire, sentire la vita che vive. Ringrazio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Barisone, Albo, Progetto II Circolo Settimo Torinese, 2025<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6956\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6956\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Barisone STARE NELLA RELAZIONE PER IMPARARE E PER INSEGNARE Come tutti gli anni, a maggio, ho incontrato ragazzini e ragazzine delle quinte classi primarie per ragionare insieme di affettivit\u00e0, fiducia e sessualit\u00e0. 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