{"id":702,"date":"2019-11-22T22:29:48","date_gmt":"2019-11-22T21:29:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=702"},"modified":"2019-11-22T22:29:48","modified_gmt":"2019-11-22T21:29:48","slug":"t-come-tentativo-sperimentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2019\/11\/22\/t-come-tentativo-sperimentale\/","title":{"rendered":"T come tentativo sperimentale"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/ABC.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-420 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/ABC-150x150.jpg\" alt=\"abc\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Il t<\/strong><strong>\u1eadtonnement sperimentale\ndi Giancarlo Cavinato<\/strong>\n\n\u2018<em>La via normale dell&#8217;acquisizione non \u00e8 affatto l&#8217;osservazione, la spiegazione e la dimostrazione, processo essenziale della scuola, ma il t<\/em><em>\u1eadtonnement sperimentale, approccio naturale ed universale\u2019<\/em>.[1]\nC\u2019\u00e8 un possibile punto di incontro fra la pedagogia e la realt\u00e0 dei ragazzi, della scuola, dei contesti di vita? Tante sono le domande e i problemi che ci poniamo quotidianamente nel delicato approccio alla scritto-lettura cos\u00ec come al ragionamento matematico.\nSi pu\u00f2 lasciare scrivere liberamente e calcolare intuitivamente accompagnando i processi nella convinzione che ci si impadronisca del segreto della scrittura e si impari a ragionare?\nPartire, come fa la tradizione scolastica, con la conoscenza iniziale di segni e numeri e delle loro combinazioni porter\u00e0 a una espressione rigida ed esecutiva e all\u2019uso meccanico del calcolo. E\u2019 un terreno sicuro. La pratica del metodo naturale comporta viceversa l\u2019accettare di correre dei rischi e di assumerci la responsabilit\u00e0 delle imprevedibilit\u00e0 degli esiti.\n<!--more-->\n\nIl criterio orientatore dovrebbe essere il mettere a disposizione degli alunni un contesto dove fare pratica personale di una variet\u00e0 di usi del codice scritto.\n\u2018<em>Se non si mettono \u201cle mani in pasta\u201d per affrontare un apprendimento su una base di espressione e di reazione personale, non c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di ottenere dei risultati efficaci.<strong>[2]\n<\/strong><\/em>Gli stadi dell\u2019appropriazione di un sapere, in questo caso del codice scritto, consistono nel procedere dal vedere cosa fanno gli altri, poi nel provare, scoprire \u2018come si fa\u2019 inventando soluzioni personali, facendo delle ipotesi, osservando le reazioni degli altri ai primi tentativi, fino ad elaborare idee e regole, commettendo \u2018errori\u2019 e correggendoli con il supporto di altri, tornando ad osservare, elaborando teorie. Il gruppo convalida, conferma o disconferma, funge da rispecchiamento. Fornire il codice gi\u00e0 pronto in piccoli pezzi da montare non funziona. L\u2019insegnante ha il compito di confermare che si \u00e8 sulla strada giusta, di rinforzare e sostenere gli sforzi, non di fare \u2018al posto di\u2019.\n\u2018<em>Freinet richiama l\u2019attenzione degli adulti educatori (e degli studiosi) su quella che apparentemente \u00e8 un\u2019ovviet\u00e0, ma che troppo spesso \u00e8 dimenticata quando si tratta di processi di apprendimento-insegnamento in contesti formali: \u00e8 attraverso la funzione d\u2019uso, la pratica, che noi apprendiamo a camminare, a parlare, a disegnare e cos\u00ec via. Ne consegue che tutti i progressi che si conseguono sul piano dello sviluppo (e dell\u2019evoluzione)[\u2026]si tratti di bambini, di adulti, ma anche di animali, si realizzano mediante questo<\/em> processo universale <em>che Freinet definisce <\/em>t\u1eadtonnement sperimentale<em>.<strong>[3]<\/strong><\/em>\n\nAlla luce di tali presupposti, l\u2019apprendimento e l\u2019uso della scritto-lettura assumono tutto un altro spessore e funzione. A noi compete conoscere pienamente cos\u2019\u00e8 e come funzionano il linguaggio orale e lo scritto e come si iscrivono nella storia personale di ognuno\/a.\n\u2018<em>Il funzionamento del linguaggio nell\u2019adulto e, di conseguenza, il suo apprendimento da parte del bambino, non possono avvenire attraverso una giustapposizione di parti o un assemblaggio di meccanismi, limite questo che fortunatamente ci garantisce contro ogni velleit\u00e0 di costruire un cervello umano robot. Si tratta invece di una funzione \u201cintelligente\u201d da parte dell\u2019<strong>apprendista-lettore<\/strong> che non possiamo sostituire con semplici automatismi.<strong>[4]<\/strong><\/em>\n\nCerchiamo di ragionare con buon senso, dice Freinet <strong>[5]<\/strong>. Nessuna delle grandi acquisizioni vitali si fa tramite procedimenti apparentemente scientifici. E\u2019 camminando che il <em>bambino impara a camminare; \u00e8 parlando che impara a parlare; \u00e8 disegnando che impara a<\/em> disegnare.\nScrive <strong>J. Foucambert<\/strong> <strong>[6]<\/strong> che insegnare ad uno ad uno i movimenti di ciascun braccio e di ciascuna gamba, per quanto in modo \u2018scientifico\u2019 ed accurato, non trasforma in nuotatori. Tutti i progressi si fanno attraverso questo processo universale di t\u1eadtonnement sperimentale.\n\nCome Freinet, anche Foucambert prende esempio per analogia dallo sviluppo del linguaggio orale nel bambino. \u2018<em>Quando il bambino impara a parlare e a capire, parlando e ascoltando, quelli che egli sviluppa sono dei comportamenti di parola e di ascolto, vale a dire <\/em>un certo modo di essere, di fare, di comunicare, di entrare in rapporto con gli altri e con le cose<em>; egli non impara la lingua orale, nel senso in cui la lingua orale sarebbe qualcosa che esiste, indipendentemente dalla parola, dalla sua e da quella degli altri. La lingua orale non \u00e8 un sapere che si pu\u00f2 imparare e trasmettere come tale: ci\u00f2 che s\u2019impara \u00e8 la parola. Il bambino impara a parlare e crea cos\u00ec la lingua orale. Ci\u00f2 che egli impara \u00e8 un modo di \u201c<\/em>essere parlante\u201d, \u00e8 un comportamento. <em>E\u2019 cos\u00ec anche per la lingua scritta: essa non esister\u00e0 che nella misura in cui il bambino avr\u00e0 imparato a leggere e a comporre, essa non esiste al di fuori di ci\u00f2 che egli fa con la lingua stessa, essa non si apprende al di fuori dell\u2019<strong>atto del leggere e del comporre<\/strong>: <\/em>la lingua scritta non \u00e8 nient\u2019altro che una pratica<em>: essa si crea attraverso questa pratica, che s\u2019impara. Ci\u00f2 che interessa il pedagogista \u00e8 sapere che cosa \u00e8 questa pratica, se vuole aiutare il bambino ad acquisirla.<\/em>\u2019 (p. 20)\n\nE, pi\u00f9 oltre: \u2018<em>Saper leggere \u00e8 leggere con gli occhi, \u00e8 attribuire direttamente un significato ai segni grafici.<\/em> (p. 21)\n\u2018<em>Leggere \u00e8 attivit\u00e0 nell\u2019ambito di un progetto<\/em>\u2019 (p. 46)\nE un progetto richiede strategie di intervento e ricerca. Quindi, tentativi di trovare risposte e soluzioni.\nLa proposta di Freinet, per certi versi coerente con molte elaborazioni epistemologiche (Propp, Bachelard, Morin,..) \u00e8 che l\u2019essere umano si costruisce per tentativi intelligenti in base all\u2019esperienza.\n\nFreinet elabora una \u2018psicologia sensibile\u2019 postulando che a fondamento del dinamismo che attraversa l\u2019intera realt\u00e0 ci sia un\u2019energia, una forza, uno \u201cslancio vitale\u201d che via via nell\u2019uomo diventano coscienti. Ricava tale nozione da \u2018<em>La scuola attiva<\/em>\u2019 di Ferri\u00e8re (e questi, a sua volta, da Bergson), descrivendo i processi psicologici, le modalit\u00e0 della conoscenza e dell\u2019esplorazione ambientale degli individui. La conoscenza non parte da elementi innati; non \u00e8 predeterminata da istinti o meccanismi fissi: \u00e8 invece un t\u00e2tonnement continuo, un andare \u2018a tentoni\u2019, un cercare senza schemi prefissati. A differenza che nell\u2019apprendimento \u201cper prove ed errori\u201d di matrice comportamentista (una pratica fondata sulla casualit\u00e0, su tentativi riusciti pi\u00f9 volte in base a rinforzi esterni), il processo non \u00e8 cieco e meccanico, ma creativo. E\u2019 l\u2019esperienza compiuta per tentativi che consente l\u2019esercizio motivato dalla vita in un contesto umano di crescita. E\u2019 la legge che Freinet definisce la\u00a0<strong>tecnica di vita<\/strong>, sia del bambino che dell\u2019adulto, e che sta alla base della ricerca scientifica, dell\u2019emergere della forza vitale dei soggetti nonostante i dogmatismi, e che funziona in base alle ipotesi degli individui.\n\u2018<em>Tutto, nel corso della vita, procede per tentativi sperimentali\u2019\u00a0<\/em><strong>[7]<\/strong>, che permettono il funzionamento e favoriscono lo sviluppo naturale dell\u2019intelligenza. In una scuola della ricerca.\n\nIl t\u1eadtonnement mobilita meccanismi cognitivi e neurofisiologici, il che consente di accostare\u00a0 l\u2019ipotesi di Freinet agli apporti attuali delle <strong>neuroscienze, della psicologia cognitiva e culturale, del sociocostruttivismo.\n<\/strong>Sottomessi a una molteplicit\u00e0 di stimoli provenienti dal loro ambiente fisico e sociale, gli esseri umani elaborano delle risposte a partire dalle loro ricezioni e reazioni.\nQueste dipendono dalla loro intelligenza, che tratta tutte le informazioni, in base a propri percorsi interni, tramite la complessit\u00e0 dei processi cognitivi ( la mente \u00e8 interattiva e ricerca crea interdipendenze fra i diversi eventi di cui si occupa), che funzionano in modo naturale, trasformando le informazioni in conoscenze utilizzabili e trasferibili.\nTale trasformazione permanente \u00e8 l\u2019atto dell\u2019apprendere, che implica un\u2019attivit\u00e0 costante del cervello. Essa richiede <strong>tempo<\/strong> di elaborazione, perch\u00e9 ogni conoscenza si sviluppa e si arricchisce nel tempo e non si esaurisce in se stessa ma crea sempre nuovi agganci.\nFreinet introduce il concetto di <strong>permeabilit\u00e0 all\u2019esperienza<\/strong>. La goccia che scorre sul suolo avanza a caso, secondo i solchi e i pendii. Ma a forza di cadere sullo stesso punto o di scorrere nello stesso senso forma solchi che attirano l\u2019acqua che passer\u00e0 per i solchi prodotti dall\u2019esperienza. Se la pietra \u00e8 resistente e impermeabile a questa esperienza, non si scaver\u00e0 il solco e l\u2019acqua continuer\u00e0 a spandersi a caso o verr\u00e0 deviata da accidenti del terreno.\nMa se al contrario, a causa della permeabilit\u00e0, le gocce scavano il solco, questo d\u00e0 origine a delle trasformazioni. Lo stesso avviene negli individui. In origine, l\u2019atto \u00e8 puramente casuale. Ma, molto rapidamente, scava una traccia dove l\u2019atto tender\u00e0 a ripetersi. Non c\u2019\u00e8 , nella direzione da prendere e nel tracciato, niente di gi\u00e0 definito.[8]\n\nL\u2019altro concetto introdotto da Freinet \u00e8 <strong>l\u2019atto riuscito, <\/strong>si traduce nella costruzione della realt\u00e0 (delle conoscenze). L\u2019ostacolo e l\u2019insuccesso creano conflitto interno e richiedono nuovo ricorso all\u2019esperienza, alla prova di realt\u00e0. Lo possiamo osservare nel corso dell\u2019acquisizione da parte dei bambini dei meccanismi di base, come il camminare. .\nQuando parliamo di permeabilit\u00e0 all\u2019esperienza e di traccia lasciata nel comportamento, non significa che il bambino dovr\u00e0 obbligatoriamente ripetere a lungo l\u2019atto riuscito, prima di padroneggiarlo. Il tempo necessario dipende dalle differenze fra gli individui.\nCi sono bambini che hanno effettivamente bisogno di ripetere molte volte lo stesso gesto prima che ne sia garantita la riuscita. Il loro corpo \u00e8 molto poco permeabile all\u2019esperienza. Ma il corpo umano ha possibilit\u00e0 ancora insospettate. Guidati a riconoscere le proprie tracce e piste possono pervenire ai significati, non solo ai meccanismi. Ci vuole il tempo che ci vuole. Ci sono viceversa bambini che hanno una sensibilit\u00e0 all\u2019esperienza talmente acuta che il gesto non ha nemmeno bisogno di venire ripetuto per lasciare la sua traccia indelebile. L\u2019immagine del gesto, l\u2019inizio del gesto, sono sufficienti. La traccia \u00e8 stabilita.\n\nL\u2019individuo non passa a una nuova acquisizione fin quando l\u2019esperienza in corso non ha creato la sua traccia sicura. Allora l\u2019atto diventa meccanico. E\u2019 <strong>tecnica di vita<\/strong> che servir\u00e0 da solido trampolino per le acquisizioni successive.\n\nTale \u00e8 l\u2019ambito di attivit\u00e0 di ricerca\/ azione dei soggetti nella costruzione, personale e nel confronto con gli altri, delle proprie operazioni nei confronti del codice scritto. Per tentativi intelligenti.\n\nIl <strong>t\u1eadtonnement \u00e8 il pilastro su cui poggia il metodo naturale<\/strong>: \u2018<em>Esso ha come base la pratica personale, l\u2019esistenza di un gruppo, un sistema di riferimenti, le particolarit\u00e0 fisiologiche e psicologiche di ciascuno e l\u2019organizzazione delle circostanze per l\u2019apprendimento da parte degli insegnanti. Nella pedagogia Freinet- pedagogia della \u201criuscita\u201d- l\u2019essere si trova ad essere considerato nella sua globalit\u00e0\u2026.ciascuno pu\u00f2 essere riconosciuto, accettato e quindi rassicurato su se stesso. Edgar Morin scrive in \u2018La connaissance de la connaissance\u2019: \u201cConoscere \u00e8 innanzitutto registrare cio\u00e8 operare su dei segni-simbolo, su delle forme\u201d. Ma non \u00e8 indifferente il fatto che questi segni possano essere una manifestazione dell\u2019essere profondo.\u2019 <strong>[9]<\/strong><\/em>\n\nSpesso viene chiesto: ma il metodo naturale su quali bassi pedagogiche poggia?\n<strong>Le Bohec<\/strong> indica alcune dominanti <strong>[10]<\/strong>:\n\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019espressione creazione ( a partire dal desiderio di espressione di ogni essere umano; \u2018<em>esso si manifesta a livello dei bambini in una costante formulazione di ipotesi scientifiche, linguistiche, matematiche, filosofiche,..<\/em>\u2019)\n\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la comunicazione ( possibilit\u00e0 di comprensione reciproca, di educazione alla pace, di ricerca critica di sapere sulla base della documentazione di cui si dispone, di formulazione di ipotesi, di problemi, di ricerca di soluzioni)\n\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 lo studio dell\u2019ambiente (\u2018<em>non accontentarsi di un sapere astratto\u2026allargare il cerchio a partire da un centro, dal vicino\u2026 in questa epoca di incertezze, di sovrabbondanza di immagini, di dispersione forse \u00e8 necessario e vitale tornare ad essere homo faber e far funzionare le mani e il corpo\u2019, <\/em>i sensi e l\u2019osservazione)\n\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019organizzazione cooperativa della classe\n\n\u2018<em>I sistemi scolastici ( e sociali) possono trasformarsi in inclusivi, aumentando le probabilit\u00e0 che non si generino ostacoli o barriere. Abbiamo identificato questi aspetti nel t<\/em><em>\u1eadtonnement sperimentale, nell\u2019unit\u00e0 della personalit\u00e0, nel rapporto gioco-lavoro, nell\u2019importanza dell\u2019espressivit\u00e0 dei\/nei diversi linguaggi per la\/ nella co-costruzione dei saperi e quindi della conoscenza; nell\u2019apprendimento mediato della socializzazione e della cooperazione.<\/em>\u2019 <strong>[11]<\/strong>\n\n[1] Freinet C., <em>\u2018Les invariants p\u00e9dagogiques- Oeuvres p\u00e9dagogiques\u2019<\/em>&#8211; Seuil-Paris-1994-vol. 2 pp 383-413 \u2018<em>Le invarianti dell\u2019apprendimento<\/em>\u2019, trad. di A. Goussot; XII invariante\n[2] Le Bohec P., \u2018<em>La macchina e il gruppo\u2019, <\/em>in Cooperazione Ediucativa n. 5\/1989<em>, <\/em>La Nuova Italia, Firenze, p. 40\n[3] Bocci F. \u2018<em>T\u1eadtonnement sperimentale, unit\u00e0 della personalit\u00e0, gioco-lavoro, espressivit\u00e0, linguaggi e cooperazione. Una attualizzazione del pensiero di C\u00e9lestin Freinet nella cornice dell\u2019inclusione\u2019 <\/em>in Goussot A. (a cura di) \u2018<em>Per una pedagogia della vita<\/em>\u2019 , Ed. del Rosone, Foggia, 2016 , pp 185-186\n[4] Lentin L., \u2018<em>Dal parlare al leggere<\/em>\u2019, Emme edizioni, Milano, 1979, p. 38\n[5] Freinet C., \u2018<em>I detti di Matteo. una moderna pedagogia del buon senso<\/em>\u2019, La Nuova Italia, Firenze, 1962; \u2018<em>L\u2019apprendimento della lingua secondo il metodo naturale<\/em>\u2019, La Nuova Italia, Firenze, 1974\n[6] Foucambert J,, \u2018<em>Come si impara a leggere<\/em>\u2019, Emme edizioni, Milano, 1976: \u2018<em>Quando uno di questi specialisti sentenzia in materia di lettura, Io penso sempre a quel chimico che voleva insegnare il nuoto perch\u00e9 conosceva bene la composizione delle molecole dell\u2019acqua!<\/em>\u2019 (p.20)\n[7] Freinet C., \u2018<em>Saggio di psicologia sensibile (applicato all\u2019educazione<\/em>)\u2019, Le Monnier, Firenze, 1972\n[8] Meirieu Ph., \u2018 <em>Pedagogia. Dai luoghi comuni ai concetti chiave, Aracne<\/em>, Roma, 2018 (a cura di Enrico Bottero)\n[9] Le Bohec P., \u2018<em>Il metodo naturale come base permanente della formazione<\/em>\u2019 Cooperazione Educativa n. 11\/ 1993, La nuova Italia, Firenze, pp. 4 sgg.\n[10] Le Bohec P. \u2018<em>C\u2019\u00e8 un aspetto politico nella pedagogia di Freinet?\u2019 <\/em>Cooperazione Educativa n. 6\/1995, La Nuova Italia, Firenze, PP. 4 sgg.\n[11] Bocci F., op. cit. p. 185]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_702\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"702\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2019\/11\/22\/t-come-tentativo-sperimentale\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_702\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"702\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[34],"tags":[65],"class_list":["post-702","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola-viva","tag-cavinato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/702","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=702"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/702\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=702"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=702"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}