{"id":704,"date":"2019-11-15T21:19:27","date_gmt":"2019-11-15T20:19:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=704"},"modified":"2019-11-15T21:19:27","modified_gmt":"2019-11-15T20:19:27","slug":"i-dati-preoccupanti-delle-rilevazioni-sulla-scuola-chi-interessano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2019\/11\/15\/i-dati-preoccupanti-delle-rilevazioni-sulla-scuola-chi-interessano\/","title":{"rendered":"I dati preoccupanti delle rilevazioni sulla scuola: chi interessano?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/anno_super.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-157 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/anno_super-150x150.jpg\" alt=\"anno_super\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\ndi Antonio Valentino<\/strong>\n\n<strong>0.\u00a0<\/strong><strong>Un\u2019Italia sempre in fondo\n<\/strong>Poche settimane fa (intorno al 15 ottobre) sono stati pubblicati i <strong><em>dati INVALSI<\/em><\/strong> sulla <strong><em>dispersione scolastica<\/em><\/strong>. La media nazionale: 22%. Che significa che pi\u00f9 di un giovane su cinque lascia la scuola prima di concluderne i cicli previsti con un bagaglio culturale assolutamente insufficiente per affrontare la complessit\u00e0 del mondo in cui dovr\u00e0 inserirsi. Con conseguenze probabili in termini di disagi e marginalit\u00e0 sociale.\n\nQuest\u2019estate, al termine degli Esami di stato \u2013 pi\u00f9 o meno a met\u00e0 luglio \u2013 giornali, televisione e <em>social network<\/em>, per un paio di giorni, hanno dato un discreto rilievo ad una notizia che non raccontava niente di nuovo, ma che metteva il dito su una piaga antica e non proprio indolore. Si trattava della rilevazione dell\u2019INVALSI sui <strong><em>risultati delle prove degli Esami<\/em><\/strong> , nella quale si evidenziava che il 34% dei nostri studenti non capisce quello che legge (\u2019<strong><em>\u2019analfabetismo funzionale\u2019<\/em><\/strong>) e che la maggior parte di questo 34% si concentra al Sud.\nMettendo cos\u00ec sotto i riflettori, se ce ne fosse ancora bisogno, la persistenza di una <strong><em>questione meridionale<\/em><\/strong> anche per la scuola (evidenziata ancora dai dati INVALSI sulla dispersione, che in provincia di Trento si attesta sul 9.6%; mentre in Calabria, Sicilia e Sardegna oscilla tra il 34 e il 37%!).\nI commentatori pi\u00f9 attenti di tali risultati hanno ripreso dati di altre fonti e periodi, comunque recenti, che raccontavano cose analoghe. Tra questi, i numeri dell\u2019ultima ricerca TREELLLE (marzo scorso) che, evidenziavano come nell\u2019UE gli \u201canalfabeti funzionali\u201d non superano il 15% della popolazione scolastica. 15% contro il nostro 34!\n\n<!--more-->E, sempre in tale occasione, abbiamo \u2018ripassato\u2019, grazie a giornalisti informati e attenti e ai commenti di esperti, <strong><em>i risultati dell\u2019indagine OCSE \u2013 P.i.s.a. <\/em><\/strong><em>dell\u2019anno scorso, a proposito di competenze linguistiche, e anche di quelle logico-matematiche<\/em> dei nostri quindicenni. Anche qui il dato, ugualmente impressionante, anche se meno fresco, \u00e8 che i nostri quindicenni, nella classifica dei Paesi OCSE, si collocano sotto la media dei coetanei di ben 80 Paesi. Praticamente tra gli ultimi o quasi.\nDopo il fuoco dei media per un paio di giorni, silenzio\nNelle analisi e nelle riflessioni di quei giorni emergeva, e si sottolineava spesso, che questi dati \u2013 e altri simili riguardanti l\u2019insieme della popolazione nazionale \u2013 erano un <em>segnale preoccupante per la tenuta democratica del nostro Paese. In quanto evidenziavano fragilit\u00e0, se non proprio mancanza diffusa, nei nostri studenti, di competenze di base per <\/em><strong><em>pensare e riflettere con spirito critico<\/em><\/strong>.\nE mettevano in risalto che <em>incultura e sottoculture sono veleni per la democrazia di un paese, perch\u00e9 producono manipolazione e sudditanza e indeboliscono la sua capacit\u00e0 di esprimere una classe dirigente all\u2019altezza dei problemi<\/em>.[1]\n\n\n<ol>\n\t\n\n<li><strong>Tra disattenzione e sottovalutazione. Chi \u00e8 senza peccato \u2026<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\n<strong><em>Come spiegare questa sottovalutazione della questione<\/em><\/strong>? A cosa \u00e8 riconducibile?\n\n1.1 Certamente ci sono <em>la mancanza di visione e l\u2019opacit\u00e0 del nostro ceto politico<\/em> e di una classe dirigente incapaci di farsi carico della pesantezza dei dati che fotografano lo stato di salute civica della nostra scuola (e della nostra societ\u00e0) e della domanda che esprimono.\nQualcuno chiama in causa al riguardo anche la nostra arretratezza culturale rispetto agli altri paesi europei, dovuta a fattori storici (i \u2018ritardi\u2019 dell\u2019unificazione), ma anche a storie e culture territoriali della nostra penisola, molto diverse tra loro e fortemente disomogenee: sia tra nord e sud, sia all\u2019interno delle due macroaree.\n\n1.2 Comunque \u00e8 difficile capire le ragioni di tale sottovalutazione da parte di gran parte del mondo della scuola e dell\u2019universit\u00e0. Ma anche di fette consistenti del Sindacato.\nNon si vuole qui focalizzare l\u2019attenzione sulle responsabilit\u00e0 di questi mondi che certamente non mancano; e interrogarci, ad esempio, su quanto dell\u2019analfabetismo culturale va addebitato ad un insegnamento disattento e\/o incompetente, e quanto anche ad una cultura professionale non sempre all\u2019altezza dei compiti istituzionali. Che ha responsabili a diversi livelli.\n\n\n<ol start=\"2\">\n\t\n\n<li><strong>E la cultura professionale pi\u00f9 diffusa?<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\n2.1 Qui preme piuttosto partire &#8211; per cercare di capire i possibili terreni di intervento &#8211; dalla percezione, gi\u00e0 avvertita e studiata, tra i primi, da Piero Romei[2], che a caratterizzare in negativo i comportamenti prevalenti degli insegnanti sia, tra l\u2019altro, una cultura professionale che, nelle pratiche didattiche ed educative, si nutre soprattutto di <strong><em>autoreferenzialit\u00e0 e individualismo: <\/em><\/strong>della tendenza cio\u00e8 a considerare il proprio lavoro, almeno nella secondaria, separato da quello degli altri colleghi che pure insistono sullo stesso gruppo classe e a cui si dovrebbero comunque sentirsi legati da uno stesso progetto educativo.\n\u00c8 questo tipo di cultura che porta \u2013 credo \u2013 1. a guardare ancora con fastidio e supponenza al lavoro cooperativo e alla costruzione di scelte condivise; 2. a \u2018saltare\u2019 ogni responsabilit\u00e0 \u2018professionale\u2019 rispetto agli esiti formativi attesi e ai processi che si attivano; ma anche 3. a snobbare le varie forme di rendicontazione non formale e 4. a vivere con fastidio il rapporto col mondo esterno (persino coi genitori).\n\nE che \u00e8 favorito (il tipo di cultura) da politiche scolastiche strette tra logiche riassumibili nel classico: \u201cti do poco, in termini retributivi, ma ti chiedo anche poco\u201d (oggi, tra l\u2019altro, non pi\u00f9 vero) e un\u2019idea di scuola come valvola di sfogo della questione occupazionale del paese.\n\n2.2 Ci sono anche altri aspetti della cultura professionale, anch\u2019essi ancora prevalenti almeno nella secondaria, che certamente vanno chiamati in causa.\nAndrebbe citato tra i primi <strong><em>il primato assoluto dei contenuti disciplinari<\/em><\/strong> che impedisce il loro ancoraggio ad un progetto formativo complessivo; e raramente sviluppa una cultura, <em>\u201cche permetta di capire la nostra condizione e di aiutarci a vivere \u2026 (e) a pensare in modo aperto e libero\u201d<\/em> <strong>[3]<\/strong>.\nCondizionando cos\u00ec ancora in misura diffusa il lavoro d\u2019aula e contribuendo spesso a creare nei giovani la sensazione che la scuola che frequentano non serve. E non serve, anche perch\u00e9 non sa renderli protagonisti del loro processo di crescita. Che rischia cos\u00ec di svolgersi \u2018fuori\u2019, con tutti i rischi connessi.\n\n2.3 C\u2019\u00e8 anche un terzo fattore con cui non si riesce a fare i conti se non in modo approssimativo: l\u2019idea diffusamente \u2018distratta\u2019 di<strong><em> Formazione e Fare Formazione<\/em><\/strong><strong>,<\/strong> che \u00e8 un po\u2019 il centro del lavoro a scuola. E che si d\u00e0 per scontata. Ma che, a considerarla da vicino, rivela crepe e debolezze con cui la cultura prevalente di docenti e ds non riesce ancora a fare completamente i conti[4].\n\n3.\u00a0<strong>Il ruolo opaco dell\u2019opinione pubblica\n<\/strong>\nC\u2019\u00e8 da chiedersi infine perch\u00e9 <strong><em>l\u2019opinione pubblica<\/em><\/strong> non si senta allertata rispetto alla pesantezza dei dati su cui stiamo riflettendo, che toccano tutti.\nCi sarebbe per\u00f2 da chiedersi prima <strong><em>cosa arriva sulla scuola ai genitori e al cittadino in genere<\/em><\/strong>. E cosa fa breccia e crea interesse. Certamente i dati delle rilevazioni come quelli prima riportati sono roba da \u201cmordi e fuggi\u201d. Si \u2018consumano\u2019 normalmente nel giro di un giorno o due. Migliore fortuna hanno le notizie che interessano nell\u2019immediato l\u2019opinione pubblica (l\u2019avvio delle lezioni perennemente incasinato, una edilizia scolastica con molti e gravi problemi, la scelta delle scuole nel periodo delle iscrizioni; o anche fenomeni come il bullismo che lo scorso anno ha occupato spesso le prima pagine di giornali, telegiornali e <em>media<\/em> in genere.\nPu\u00f2 essere per\u00f2 sufficiente dire che tale sottovalutazione \u00e8 il frutto di una sensibilit\u00e0 diffusa che tende a non considerare la scuola una istituzione vitale per il paese e la cultura uno strumento fondamentale di emancipazione sociale? E non interrogarci anche: a. sugli aspetti che pi\u00f9 hanno mortificato in negativo la vita della scuola con gli ultimi governi (le reggenze, l\u2019accanimento burocratico e un neocentralismo senza prospettive condivise con chi \u00e8 chiamato a darle gambe \u2026) e b. sulle difficolt\u00e0 delle scuole a farsi vivere non come un corpo a s\u00e9, ma come una realt\u00e0 viva del territorio e con esso dialogante?\n\n\n<ol start=\"4\">\n\t\n\n<li><strong>Una prospettiva da considerare, con l\u2019associazionismo come leva <\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nI problemi che evidenziano i dati proposti sono indubbiamente enormi e richiedono \u2013 ovvio &#8211; un progetto politico all\u2019altezza e di non breve durata; e un ceto politico che ci creda e abbia la cultura e la forza e il coraggio di dargli gambe.\nL\u2019idea per\u00f2 di un progetto che a. riprenda le questioni della cultura professionale e delle sue forme, b. ne evidenzi il loro rapporto con il tipo di scuola che sottendono e c. faccia emergere i modelli, da discutere approfondire e sperimentare, pi\u00f9 in linea con obiettivi che rappresentino \/ siano risposta ai problemi che i dati proposti pongono, pu\u00f2 ben diventare la strategia che fette del mondo della scuola si danno in questa fase\nUn progetto con queste finalit\u00e0 potrebbe contare tra l\u2019altro su esperienze di tante scuole che producono qualit\u00e0 ed eccellenza al pari delle migliori performance di molti paesi europei.\nRitengo \u2013 e in questo si \u00e8 in tanti \u2013 che un ruolo importante su questi terreni, prioritari per dare credibilit\u00e0 al sistema, possa essere giocato soprattutto in questa fase dal <strong><em>tessuto associativo (le tante associazioni culturali e professionali, le molte reti di scopo e territoriali \u2026.) che ha a<\/em><\/strong> riferimento il mondo della scuola e che \u00e8 fortemente ramificato. E questo perch\u00e9 l\u2019associazionismo diffuso, pur con le sue carenze e problematicit\u00e0, ha saputo esprimere, ed esprime ancora, una grande riserva di esperienze e risorse e buone speranze di futuro. Se solo per\u00f2 se ne recuperasse con pi\u00f9 convinzione la consapevolezza delle sue potenzialit\u00e0 e se ne riattivassero, con maggiore consapevolezza, energie per progetti motivanti e spendibili.\nE tra le varie forme di associazionismo, ritengo debba essere il primo a battere un colpo, in questa fase, soprattutto <strong><em>quello professionale,<\/em><\/strong> che aggrega le diverse figure che gravitano attorno al pianeta scuola. Superando separatezze tradizionali e aprendosi alle collaborazioni possibili.\nTentativi in questo senso, tra l\u2019altro, sono gi\u00e0 in atto. Veneto e Toscana <em>docent.<\/em> E forse non sono i soli.\nL\u2019ottimismo \u2026. della ragione (perch\u00e9 no!) dovrebbe suggerire all\u2019articolato mondo dell\u2019associazionismo di guardare con interesse &#8211; per una prospettiva come quella suggerita &#8211; anche a quelle parti del ceto politico e intellettuale e del mondo sindacale che possono essere risorse probabilmente utili per fare riguadagnare terreno a tale prospettiva.\nIn prima battuta, riprendere il discorso sull\u2019associazionismo professionale e approfondirlo anche in termini operativi in questa prospettiva dovrebbe diventare un obiettivo mobilitante della fase. Anche perch\u00e9, questo dell\u2019associazionismo \u00e8 un terreno di impegno che si inscrive, nella maggior parte dei casi, dentro un\u2019idea di scuola che tende a privilegiare \u2013 come si \u00e8 gi\u00e0 detto prima, parlando di autoreferenzialit\u00e0 e individualismo \u2013 a. un ascolto attivo e proficuo tra i diversi attori della relazione educativa (nella quale il <em>memento<\/em> primo rimane sempre la centralit\u00e0 degli studenti), b. pratiche cooperative a pi\u00f9 livelli.\nO no?\n\n[1] V. al riguardo il saggio di <strong>Tullio De Mauro<\/strong>, in <em>La cultura degli Italiani<\/em> (a cura di F. Erbani), Editori Laterza\n[2] Soprattutto in Guarire dal m<em>al di scuola<\/em>, La Nuova Italia, 1999.\n[3] <strong>E. Morin<\/strong>, <em>La testa ben fatta. Riforma dell\u2019insegnamento e riforma del pensiero<\/em>, p. 3, Cortina editore, 2000.\n[4] <strong>Pier Luigi Quaglino<\/strong>, <em>Fare formazione<\/em>, Cortina editore, 2005]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_704\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"704\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2019\/11\/15\/i-dati-preoccupanti-delle-rilevazioni-sulla-scuola-chi-interessano\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_704\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"704\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[37],"tags":[146],"class_list":["post-704","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-valutazione","tag-valentino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=704"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/704\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}