{"id":7140,"date":"2025-07-07T08:00:50","date_gmt":"2025-07-07T08:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=7140"},"modified":"2025-07-07T08:00:50","modified_gmt":"2025-07-07T08:00:50","slug":"amarcord-dai-voti-alla-scheda-ai-giudizi-descrittivi-e-adesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/07\/07\/amarcord-dai-voti-alla-scheda-ai-giudizi-descrittivi-e-adesso\/","title":{"rendered":"Amarcord, dai voti alla scheda, ai giudizi descrittivi. E adesso?"},"content":{"rendered":"<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5972 alignright\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/voti.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"321\" \/>di Monica Piolanti<\/strong><\/p>\n<p>Ricordo che, quando entrai in ruolo all\u2019et\u00e0 di 20 anni nel lontano settembre 1983, compilavo e tenevo aggiornata la scheda personale dell\u2019alunno contenente notizie sul bambino, sulla sua partecipazione alla vita della scuola, nonch\u00e9 le osservazioni sistematiche sul suo processo di apprendimento e sui livelli di maturazione raggiunti (Legge n. 517 del 1977).<br \/>\nSi trattava di una soluzione innovativa alternativa, davvero rivoluzionaria, a quei tempi, a quella che era la pratica valutativa tradizionale. Ricordo ancora i lenzuoli cartacei da riempire per iscritto con stile\u00a0\u00a0 amanuense e una pazienza certosina. \u00a0Nel susseguirsi degli anni la valutazione continu\u00f2 ad essere oggetto di studio e di approfondimento da parte mia poich\u00e9 mi rendevo conto che questo tema cos\u00ec importante, nonostante le varie modifiche ed introduzioni legislative, rimaneva nel mondo della scuola la \u201cCenerentola tanto bistrattata\u201d.<br \/>\nOgni volta che mi si presentava una qualche novit\u00e0 ministeriale in campo valutativo mi ci buttavo con anima e corpo pensando che quella fosse veramente un\u2019occasione di crescita professionale; mi mettevo in gioco, ci credevo, e spendevo tutte le mie energie migliori per rivedere il modo di fare valutazione e il concetto stesso di valutazione nell\u2019ottica del miglioramento.<!--more--><br \/>\nCercavo sempre di cogliere il positivo e mi sforzavo regolando la mia azione didattica, di capire come i bambini imparano. Ripetevo a me stessa che era importante mettere in evidenza le aspettative dei bambini, i loro punti di forza, i progressi compiuti, i miglioramenti registrati perch\u00e9 la valutazione deve essere formativa e non sanzionatoria. Attorno a me sembrava per\u00f2 che tutto cambiasse per continuare a fare quello che si \u00e8 sempre fatto!<\/p>\n<p>E mentre noi insegnanti della scuola primaria eravamo sempre continuamente \u201csotto tiro\u201d sollecitati a fronteggiare cambiamenti repentini ed improvvisi con aggiornamenti e attivit\u00e0 di formazione,\u00a0 nel guardarci attorno vedevamo i colleghi della scuola secondaria che continuavano beati a fare lezione come nell\u2019800. Avevamo quasi una punta d\u2019invidia nei loro confronti; non sapevamo con esattezza se eravamo noi i pi\u00f9 fortunati o loro perch\u00e9 estranei alla ennesima rivoluzione copernicana. L\u2019attenzione rimaneva il pi\u00f9 delle volte solo sui risultati conseguiti, espressi sia in voto oppure in giudizio, trascurando il percorso effettuato dal bambino. Non si considerava il perch\u00e9 quell\u2019alunno avesse sbagliato, quali strategie avesse messo in atto. L\u2019errore, invece, \u00e8 una risorsa!<br \/>\nCome dimostrano le neuroscienze \u00e8 proprio quando sbaglio che il mio cervello diventa pi\u00f9 flessibile. Mi chiedo, con pi\u00f9 di quarant\u2019anni di servizio sulle spalle, quante altalene storiche abbia vissuto in ambito valutativo!<\/p>\n<p>Poi abbiamo attraversato un altro cambiamento nella scuola primaria: l\u2019Ordinanza MIUR n. 172 del 4 dicembre 2020 ha modificato, in piena pandemia covid, la formulazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni. Al posto dei voti numerici abbiamo utilizzato i giudizi descrittivi riferiti a quattro livelli di apprendimento: avanzato, intermedio, base, in via di prima acquisizione. Questo importante cambiamento era ancorato ad un\u2019ottica di valutazione formativa e autovalutazione, all\u2019osservazione e alla descrizione del processo di apprendimento dell\u2019alunno, al centro del percorso scolastico con tutta la sua individualit\u00e0. La valutazione, elemento indispensabile dell\u2019attivit\u00e0 didattica e del processo di insegnamento apprendimento, si \u00e8 fatta strumento che attribuisce valore alla progressiva costruzione di conoscenze degli alunni, sostiene le potenzialit\u00e0 di ciascuno partendo dagli effettivi livelli di apprendimento raggiunti, supporta la motivazione al miglioramento e al successo scolastico. Infine quest\u2019anno (2024\/2025) il Governo \u00e8 ritornato ai vecchi giudizi sintetici da \u201cOttimo\u201d a \u201cNon sufficiente\u201d, correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti per ciascuna disciplina, compreso l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica.<\/p>\n<p>Questo ci mette ancora pi\u00f9 in crisi, a met\u00e0 strada tra la &#8220;promozione indiscriminata&#8221; e la valutazione descrittiva. La valutazione \u00e8 davvero &#8220;liquida&#8221; e crea sconcerto. La scuola di oggi \u00e8 formativa, per tutti, e questo significa promozione nel primo Ciclo. Ogni bambino ha i suoi tempi e va supportato, non forzato. Come aveva ben intuito il pedagogista Clapar\u00e8de, \u201cNon \u00e8 tirando la coda ad un girino che lo si aiuta a diventare rana\u201d. Il nostro compito \u00e8 facilitare, non riempire teste a forza. Domanda: Riusciremo a supportare questa ennesima rivoluzione copernicana dell\u2019istruzione? \u00a0Penso che sar\u00e0 \u00a0\u00a0difficile per noi docenti, figuriamoci per le famiglie. Quante volte mi \u00e8 capitato di incontrare genitori, soprattutto con figli problematici, che si permettevano di interferire con un\u2019arroganza spregiudicata sull\u2019aspetto metodologico e valutativo, nonostante avessero firmato ad inizio d\u2019anno il patto di corresponsabilit\u00e0\u00a0\u00a0 scuola\/famiglia. Genitori, morbidi come la ricotta, che faticano sempre pi\u00f9 spesso a gestire in ambito domestico i loro figli con comportamenti inadeguati o poco consoni e hanno la presunzione di venire a insegnarti il mestiere o arrivano addirittura ad assegnare loro i giudizi sintetici. \u00c8 giusto che le famiglie abbiano un ruolo, la Costituzione lo dice.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 difficile trovare il giusto equilibrio, quel &#8220;dialogo educativo&#8221; di cui parlano tutti. La scuola deve pure reagire\u00a0\u00a0 ai comportamenti diseducativi dei genitori che prendono per oro colato quanto raccontato a casa dai rispettivi figli, magari ingigantendo una situazione o un colloquio fino a costruire un monumento vero e proprio. Si \u00e8 arrivati al punto che spesso nei documenti di valutazione ci si chiede di dire una mezza verit\u00e0. E\u2019 consigliabile, per quieto vivere, non considerare proprio il livello di insufficienza. \u00a0Per non dire poi di quanto gl\u2019insegnanti debbano limarsi la testa soppesando parola per parola nella stesura dei profili per il timore di essere aggrediti verbalmente o richiamati telefonicamente. E\u2019 vero che la scuola dell\u2019obbligo deve essere inclusiva e allora qualcuno mi spieghi la ragione per cui ancora oggi qualche insegnante di scuola primaria si prende il lusso di bocciare un bambino straniero in classe prima. \u00a0Sono fermamente convinta che la valutazione debba essere uno strumento per fortificare l\u2019autoefficacia del bambino, deve aiutarlo a impegnarsi di pi\u00f9 e a fare in modo che creda per davvero in quello che sta facendo. Valutare non \u00e8 far vedere che il bambino \u00e8 caduto tante volte, ma che oggi ha fatto dieci metri invece di tre\u2026 E\u2019 in sostanza un dare \u201cvalore\u201d a quelle tappe continue e progressive dell\u2019apprendimento di ciascun alunno. Ecco perch\u00e9 la valutazione serve per apprendere. Si tratta di vedere le cose da un nuovo angolo prospettico. Il focus si sposta sempre di pi\u00f9 dall\u2019insegnamento all\u2019apprendimento.<\/p>\n<p>E se il mio compito \u00e8 quello di aiutare, facilitare, accompagnare ad apprendere, significa che ogni bambino deve avere un piano individualizzato, ogni bambino ha il suo percorso, con i propri ritmi e stili di apprendimento, e va valutato su questo. Se un alunno sbaglia, diciamogli che sta imparando come quando cade dalla bici e poi si rialza. Conseguentemente il lavoro dell\u2019insegnante aumenta a dismisura perch\u00e9 \u00e8 chiamato al \u00a0grande impegno di documentare le proprie osservazioni valutative, ad attivare tutti i possibili dispositivi didattici, a costruirsi le rubriche valutative, a registrare in modo narrativo i progressi in itinere, a verbalizzare sistematicamente con assiduit\u00e0, a porsi in una postura di ascolto in un\u2019ottica di cura, a fornire rapidi feedback, a monitorare situazioni assai delicate, a gestire i conflitti,\u00a0 a cimentarsi nell\u2019elaborazione di giudizi sintetici descrittivi per ciascun obiettivo di apprendimento disciplinare, a praticare una valutazione dialogata con l\u2019alunno e con le famiglie, ad attenzionare il processo, a confrontarsi costantemente con i colleghi in un team pedagogico che non sempre si rivela essere una squadra \u00a0di lavoro alla pari (ma che talvolta \u00e8 solo un\u2019accozzaglia di soggetti gerarchicamente disposti, in silente\u00a0 subordinazione ai diktat del coordinatore), a sperimentare con i propri alunni i compiti autentici, a mettere in atto tutte le strategie, le pratiche\u00a0 e le metodologie possibili, a differenziare e a personalizzare la propria didattica \u00a0per garantire il successo formativo a tutti. Insomma, alla faccia della semplificazione e della trasparenza, resta all\u2019insegnante un lavoro immane, una mole di lavoro da smaltire quotidianamente senza fine con coraggio ed umilt\u00e0. Siamo sempre alle solite: aumentano gli oneri, ma lo stipendio degl\u2019insegnanti della scuola primaria \u00e8 uno dei pi\u00f9 bassi in Europa. Alla luce di queste novit\u00e0, c\u2019\u00e8 da chiedersi per quale ragione non si sia esteso il nuovo modello di valutazione anche alla scuola secondaria di I grado, tenendo conto del fatto che a livello nazionale molte istituzioni scolastiche \u00a0\u00a0sono organizzate in istituti comprensivi. La cultura della valutazione, cos\u00ec facendo, si distacca, si frantuma. In secondo luogo per avere un buon risultato dell\u2019intera operazione non mi pare che sia stata a tutt\u2019oggi del tutto \u00a0\u00a0adeguata l\u2019attivit\u00e0 di formazione messa in campo dal MIM tramite qualche sporadico webinar gratuito. \u00a0Non ci resta che ripensare alla nostra didattica efficace con al centro l\u2019alunno e compiere un lavoro \u00a0\u00a0di \u00a0\u00a0ripensamento delle nostre procedure di insegnamento. Dobbiamo rivedere la progettazione curricolare lavorandoci sopra \u00a0\u00a0e riflettendo insieme. Dobbiamo dare significato al fare valutazione. Che senso ha il fare per il fare? Secondo noi abbiamo fatto molto se abbiamo perfezionato gli strumenti? Se non ci sono i significati che possono illuminare questo fare, allora il fare \u00e8 fine a se stesso.\u00a0 Mi piace concludere con \u00a0\u00a0la riflessione di A. Einstein a proposito del progresso scientifico: \u201cIl guaio dell\u2019umanit\u00e0 non consiste nella perfezione dei mezzi quanto nella confusione dei fini\u201d. Noi inseguiamo la perfezione dei mezzi, ma se abbiamo i fini confusi, questo rappresenta un guaio, anche a livello educativo. La bussola la dobbiamo rideterminare, dobbiamo rivedere i punti focali del concetto di valutazione e dare maggiore coesione alla cultura della valutazione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7140\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7140\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Piolanti Ricordo che, quando entrai in ruolo all\u2019et\u00e0 di 20 anni nel lontano settembre 1983, compilavo e tenevo aggiornata la scheda personale dell\u2019alunno contenente notizie sul bambino, sulla sua partecipazione alla vita della scuola, nonch\u00e9 le osservazioni sistematiche sul suo processo di apprendimento e sui livelli di maturazione raggiunti (Legge n. 517 del 1977). 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