{"id":7158,"date":"2025-07-11T09:03:56","date_gmt":"2025-07-11T09:03:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=7158"},"modified":"2025-07-12T21:13:42","modified_gmt":"2025-07-12T21:13:42","slug":"come-ho-insegnato-la-lingua-italiana-a-centinaia-di-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/07\/11\/come-ho-insegnato-la-lingua-italiana-a-centinaia-di-bambini\/","title":{"rendered":"Come ho insegnato la lingua italiana a centinaia di bambini"},"content":{"rendered":"<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5813 alignright\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/freinet1.png\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"221\" \/>di Monica Piolanti<\/strong><\/p>\n<p>Il grande pedagogista francese C\u00e9lestin Freinet amava ripetere \u201cRubate l\u2019esperienza\u201d dai bambini: ma l\u2019espressione non vale forse anche per gli adulti?<br \/>\nOra vediamo come io ho impostato l\u2019insegnamento dell\u2019Italiano nella classe prima di Scuola Primaria\u2026<\/p>\n<p>Sono partita da questo presupposto: e cio\u00e8 che i bambini in genere lo parlano gi\u00e0 quando arrivano a scuola; alcuni di loro gi\u00e0 conoscono i segni alfabetici\u2019 almeno relativamente alla scrittura del proprio nome. Se sanno gi\u00e0 leggere e scrivere si tratta di tener conto di quelle che sono le loro competenze acquisite; se sanno soltanto copiare in stampato maiuscolo il loro nome e cognome, si tratta di considerare per primi i gruppi sillabici utilizzati per scrivere il loro nome e cognome. Non a caso ho parlato di gruppi sillabici, perch\u00e9 io utilizzo, come del resto ci invitano a fare le <strong>Indicazioni Nazionali<\/strong> del 2012, che hanno sconsigliato per l\u2019approccio alla lettura e alla scrittura il ricorso al cosiddetto \u201cmetodo globale\u201d, che consisteva nell\u2019esercitare i bambini dapprima a scrivere intere parole o frasi per arrivare in un secondo tempo ad un\u2019analisi dettagliata di esse.<br \/>\nDa un po\u2019di tempo invece \u00e8 venuto prevalendo nell\u2019interesse degli studiosi il metodo fonosillabico, perch\u00e9 la Lingua Italiana ha una prerogativa unica fra le Lingue: ci\u00f2 che si dice verbalmente corrisponde a quello che si scrive, a differenza di quasi tutte le Lingue Straniere in cui le parole si scrivono in un modo e si leggono in un altro. In Italiano ci\u00f2 che si legge \u00e8 esattamente quello che si pronuncia. In questo senso siamo pi\u00f9 fortunati di altri. Un\u2019altra cosa \u00e8 importante: ed \u00e8 il fatto che chi scrive deve registrare esattamente il suono che esce dalla bocca.<!--more--><br \/>\nE poich\u00e9 nella nostra bocca normalmente non escono solo delle vocali, ma delle sillabe (due o pi\u00f9 lettere insieme: RA, BRA, STRA, ecc.), per questa ragione il metodo oggi pi\u00f9 diffuso \u00e8 quello fonico-sillabico, fondato cio\u00e8 sulle nostre emissioni di voci e la registrazione scritta di queste. Cos\u00ec ad esempio se io pronuncio la parola \u201cCANE\u201d, spezzo la mia voce in due sillabe: CA-NE; mentre se pronuncio la parola \u201cSTRADA\u201d, la spezzo in due sillabe pi\u00f9 complesse: STRA-DA. Il metodo fonosillabico chiede al bambino di ascoltare distintamente la nostra pronuncia e di registrare per iscritto il gruppo di lettere che ha sentito pronunciare. Naturalmente l\u2019insegnante, per facilitare il bambino nel suo apprendimento, dapprima sceglie parole con due sillabe (es. PA-NE); successivamente passa a parole con tre o quattro sillabe (PA-NI-NO; PO-MO-DO-RO). Dapprima le sillabe saranno estratte da parole piane (parole che si pronunciano bene, perch\u00e9 i pezzi (i gruppi sillabici sono fatti di due lettere); successivamente, quando tutti avranno appreso ad abbinare i gruppi sillabici per formare le parole piane, si passer\u00e0 a considerare i gruppi sillabici delle parole sdrucciole (es. PON-TE), cio\u00e8 si analizzeranno sillabe pi\u00f9 complesse, ma sempre corrispondenti a ci\u00f2 che esce dalla nostra bocca nella pronuncia. In sostanza l\u2019allenamento a cui i bambini saranno invitati nei primi tempi dell\u2019approccio alla lettura e dalle parole si arrivava alla scrittura consister\u00e0 nel far cogliere la relazione fra l\u2019amissione di voce e la sua registrazione scritta.<\/p>\n<p>L\u2019ascolto dovr\u00e0 trovare la sua traduzione nella scrittura. I bambini in breve tempo comprendono il rapporto che sussiste tra suono e segno e capiscono che la lettura e la scrittura sono delle convenzioni.<br \/>\nAdesso pensate per un momento a come la vecchia scuola insegnava a leggere e a scrivere.<br \/>\nDapprima venivano presentate tutte le lettere alfabetiche precedute dalla scrittura e lettura delle cinque vocali.<br \/>\nPoi si passava all\u2019unione delle cinque vocali a ciascuna consonante e si formavano cos\u00ec le sillabe; dalle sillabe si passava alla scrittura delle parole si arrivava alla scrittura delle frasi, da quelle pi\u00f9 semplici e corte a quelle pi\u00f9 ampie e complesse. A leggere e a scrivere si pu\u00f2 imparare in tanti modi; il segreto sta nello scegliere il metodo che consente di fare meno fatica, perch\u00e9 il bambino che fa fatica impara presto ad odiare quello che deve fare.<br \/>\nE vi posso garantire che col metodo tradizionale non tutti bambini arrivano agli stessi tempi a decifrare parole e frasi; anzi alcuni di loro che avevano fatto fatica non solo arrivavano tardi a comprendere ci\u00f2 che leggevano ma balbettavano per anni poich\u00e9 avevano associato l\u2019apprendimento all\u2019idea di una fatica improba.<br \/>\nVi siete mai chiesti perch\u00e9 molti alunni anche oggi odiano leggere? Una probabile risposta a questo problema pu\u00f2 riguardare la fatica che hanno dovuto fare per imparare la lettura. Io vi posso garantire che con questo metodo non solo i bambini hanno imparato una sola regola (l\u2019abbinamento tra suono e segno) che li ha resi precocemente autonomi, ma ho potuto notare da subito l\u2019interesse nella decifrazione delle forme scritte tanto che \u00e8 diventato un piacere, non sentono pi\u00f9 il peso di quelle operazioni e mi sollecitano a continuare nelle attivit\u00e0.<br \/>\nPu\u00f2 darsi che sia stata fortunata nell\u2019incontrare bambini tutti desiderosi d\u2019imparare a leggere e a scrivere; oppure che molti genitori abbiano assistito nelle operazioni di lettura e di scrittura i loro figli a casa, agevolando in tal modo il lavoro dell\u2019insegnante. Comunque siano andate le cose, certo \u00e8 che tutti i bambini della classe ad eccezione di due stranieri non hanno avuto difficolt\u00e0 nell\u2019approccio alla lettura e alla scrittura.<br \/>\nOra il problema \u00e8 quello di avvicinare tutti i digrammi (gruppi consonantici pi\u00f9 complessi); ma il segreto \u00e8 sempre lo stesso: prima ascoltare e poi registrare l\u2019ascoltato controllando che tutti i suoni (vocalici o consonantici) trovino accanto alla pronuncia anche la loro scrittura. Ora \u00e8 soltanto una questione di consolidamento del rapporto suono e segno, e di metodologia per quei bambini che sono un po\u2019 pi\u00f9 lenti o che si esercitano di meno con l\u2019assistenza dell\u2019adulto. E\u2019 evidente che l\u2019allenamento, cos\u00ec come fa il bravo calciatore, fa anche il bravo alunno. Una questione parallela \u00e8 quella che riguarda i caratteri della scrittura e la loro presentazione. Fermo restando che un modo per semplificare l\u2019apprendimento della lettura e della scrittura \u00e8 quello di utilizzare un carattere alla volta, che nel mio metodo, \u00e8 lo stampato maiuscolo, evitando la difficolt\u00e0 che comporta la simultanea presentazione dei quattro caratteri io ho ritenuto opportuno associare al carattere stampato maiuscolo, ma in via del tutto subordinata, lo stampatello o script, poich\u00e9 i libri di lettura sono generalmente scritti in questo carattere.<br \/>\nQual \u00e8 stato il trucco che io ho utilizzato? Ogni volta che presentavo un gruppo sillabico consegnavo ai bambini dei cartoncini: da una parte del cartoncino era scritta la sillaba in stampato maiuscolo; dall\u2019altra parte, e senza che li costringessi, era scritta la stessa sillaba in stampatello o script.<br \/>\nPoich\u00e9 \u00e8 difficile imparare due cose in una volta, mentre pretendevo che sapessero riconoscere le sillabe in stampato maiuscolo, ho sempre taciuto sulla necessit\u00e0 di apprendere lo stampatello. Quotidianamente i bambini in forma ludica a scuola e a casa si allenavano al riconoscimento e alla lettura dei cartoncini giocando con l\u2019aiuto dei genitori o dei fratelli. Ancora oggi io pretendo la scrittura e la lettura delle sillabe e delle parole in stampato maiuscolo, ma mi sono accorta che pur senza allenamento i bambini sanno riconoscere l\u2019analogia fra ci\u00f2 che sta scritto da una parte e dall\u2019altra del cartoncino.<br \/>\nQuando tutti i bambini avranno appreso con sicurezza la lettura e la scrittura di tutti i gruppi sillabici che servono a comporre le parole e le frasi, allora faranno allenamento con poche eccezioni iniziali, all\u2019uso dello stampatello.<br \/>\nPenso di potermi dedicare alla conoscenza del corsivo a partire dal mese di febbraio, quando dovrei avere ultimato l\u2019approccio con tutti i gruppi consonantici pi\u00f9 complessi. Vi posso garantire che fino ad ora il piacere di decifrare la lettura e di scrivere nei caratteri conosciuti \u00e8 ancora intatto.<br \/>\nMi auguro che continui cos\u00ec anche dopo la presentazione dei caratteri corsivi, che i bambini assimileranno nel giro di qualche settimana. In contemporanea li ho sostenuti leggendo quasi quotidianamente delle storie al fine di potenziare l\u2019ascolto. Ma dopo l\u2019ascolto della storia io li invitavo ad individuare le sequenze di essa, e a tradurle in termini grafici (disegno delle sequenze). Il piacere di leggere, secondo la mia esperienza, nasce da questa semplificazione delle cose complesse portate a misura di bambino, che apprende una cosa per volta come diceva Piaget.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7158\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7158\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Piolanti Il grande pedagogista francese C\u00e9lestin Freinet amava ripetere \u201cRubate l\u2019esperienza\u201d dai bambini: ma l\u2019espressione non vale forse anche per gli adulti? Ora vediamo come io ho impostato l\u2019insegnamento dell\u2019Italiano nella classe prima di Scuola Primaria\u2026 Sono partita da questo presupposto: e cio\u00e8 che i bambini in genere lo parlano gi\u00e0 quando arrivano a scuola; alcuni di loro gi\u00e0 conoscono i segni alfabetici\u2019 almeno relativamente alla scrittura del proprio nome. Se sanno gi\u00e0 leggere e scrivere si tratta di tener conto di quelle che sono le loro competenze acquisite; se sanno soltanto copiare in stampato maiuscolo il loro nome &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/07\/11\/come-ho-insegnato-la-lingua-italiana-a-centinaia-di-bambini\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7158\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7158\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[167],"class_list":["post-7158","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pedagogia","tag-piolanti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7158"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7164,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7158\/revisions\/7164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}