{"id":7165,"date":"2025-07-13T13:18:12","date_gmt":"2025-07-13T13:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=7165"},"modified":"2025-07-13T14:27:57","modified_gmt":"2025-07-13T14:27:57","slug":"sii-maturo-ma-a-modo-mio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/07\/13\/sii-maturo-ma-a-modo-mio\/","title":{"rendered":"Sii maturo, ma a modo mio: i &#8220;consigli&#8221; di Valditara in stile Foucault"},"content":{"rendered":"<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5743 alignright\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/popularfx-templates\/masterstudy\/images\/home-img1.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"316\" \/>di Aluisi Tosolini <\/strong><\/p>\n<p>In queste settimane \u00e8 montata una ben strana discussione, nata a partire dal rifiuto di pochissimi studenti che al colloquio dell\u2019esame di stato si sono rifiutati di parlare \/ rispondere alle domande dell\u2019attonita commissione, motivando questa scelta come una protesta nei confronti della scuola stessa e del suo modo di (non) considerare gli studenti. Tutta presa da miti tardo performativi aziendalisti, quando non da teorie del tipo \u201c<em>per apprendere occorre soffrire<\/em>\u201d. Quale \u00e8 stata la risposta del mondo della scuola di fronte a queste scene? Mi pare che le varie risposte possano essere racchiuse in alcuni \u201cidealtipi\u201d.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Docenti (e altri attori vari del mondo scolastico) attoniti<\/strong>. Non capiscono il senso della protesta. Capiscono per\u00f2 che si tratta di un modo per dire che il loro lavoro viene svalutato. Alcuni alzano le spalle e se fregano (posizione tra le pi\u00f9 diffuse nel mondo della scuola, non fosse altro che per istinto di sopravvivenza), altri si incazzano (<em>dopo Trump il termine mi pare sia stato definitivamente sdoganato<\/em>) e (<em>sui social<\/em>) dicono ai ragazzi e alle ragazze che l\u2019esame \u00e8 una cosa seria, mica come un like sui social.<\/li>\n<li><strong>Docenti (pochi) e commentatori vari<\/strong> (psicologi, antropologi, educatori vari, oppositori del Valditara pensiero) <strong>plaudono alla scelta dei ragazzi ma in sostanza degli stessi se ne fregano<\/strong> perch\u00e9 a loro interessa mettere in evidenza che la scuola fa un po\u2019 schifo e che la colpa, ovviamente, \u00e8 di chi fa il ministro dell\u2019istruzione e dei suoi accoliti<\/li>\n<li><strong>Docenti (pochissimi) e commentari vari (in numero altrettanto esiguo) che dicono: e se provassimo ad ascoltarli, questi ragazzi?<\/strong> Magari capiremmo qualcosa di pi\u00f9. Magari non saremo d\u2019accordo ma dovremmo comunque ascoltarli. Proviamo a sentire la loro voce, il loro vissuto.<\/li>\n<li><strong>Il ministro Valditara e l\u2019On Sasso<\/strong> (pi\u00f9 tutta una schiera di giornali amici, seguaci vari, esperti a saltare sul carro del vincitore, come ha fatto persino uno dei sindacati dei dirigenti che rivendica a ogni pi\u00e8 sospinto l\u2019autonomia) hanno invece pensato \u2013 geni \u2013 che <strong>la soluzione \u00e8 semplice: basta cambiare legge sugli esami di stato<\/strong> cos\u00ec da poter bocciare chi fa scena muta (meglio: <em>chi si rifiuta<\/em>) al colloquio. La legge attuale, infatti, porta necessariamente al superamento dell\u2019esame di stato se si arriva al colloquio con gi\u00e0 60 o pi\u00f9 punti acquisiti con curriculum e due prove scritte. Sulla fattibilit\u00e0 di una simile norma ha gi\u00e0 scritto stupendamente Reginaldo Palermo su Tecnica della scuola e rimando ai suoi interventi (<strong><a href=\"https:\/\/www.tecnicadellascuola.it\/maturita-valditara-bocciati-gli-studenti-che-per-protesta-faranno-scena-muta-al-colloquio-norma-difficile-da-adottare-e-da-applicare\">link1<\/a><\/strong>,<strong> <a href=\"https:\/\/www.tecnicadellascuola.it\/scena-muta-maturita-chi-protestera-non-passera-lesame-ma-cosa-succedera-a-chi-rispondera-leopardare-alla-domanda-dimmi-linfinito-di-leopardi\">link 2<\/a><\/strong>). Discuto invece qui seguito non tanto il tecnicismo con cui il ministro cercher\u00e0 di risolvere la questione quanto il senso profondo della sua posizione.<\/li>\n<\/ol>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>DALL\u2019ESAME DI STATO ALL\u2019ESAME DI MATURIT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il Corriere della sera<\/em> di oggi (13 luglio<\/strong>) intervista il ministro Valditara proprio su questi temi. Dapprima il ministro spiega che vuole cambiare nome all\u2019esame di stato tornando alla dizione pre Berlinguer, ovvero esame di Maturit\u00e0. Quando per\u00f2 spiega come dovrebbe essere questo esame si capisce che forse non conosce le norme e le direttive che firma: se infatti si va a leggere l\u2018articolo 22 della Ordinanza Ministeriale 67 del 31 marzo 2025 (quella che regola lo svolgimento dell\u2019esame di stato) si scopre che il colloquio (e l\u2019esame in s\u00e9) dovrebbe servire proprio a verificare la \u201cmaturit\u00e0\u201d dello studente senza concedere quasi nulla alla pedissequa interrogazione sui contenuti dele varie discipline. Anzi, comma 4 dell\u2019art. 22 scrive con chiarezza che <em>\u201cLa commissione\/classe cura l\u2019equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline valorizzandone soprattutto i nuclei tematici fondamentali, evitando una rigida distinzione tra le stesse e sottolineando in particolare la dimensione del dialogo pluri e interdisciplinare<\/em>\u201d. E poco prima vengono usate parole quali \u201c<em>aver maturato le competenze di Educazione civica, saper analizzare criticamente e correlare al percorso di studi seguito e al PECUP, di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline, di essere capace di utilizzare le conoscenze acquisite e di metterle in relazione tra loro per argomentare in maniera critica e personale, utilizzando anche la lingua straniera<\/em>\u201d. Insomma, non so come lo chiamate voi, ma io direi che siamo davanti ad una prova \u201c<em>di maturit\u00e0<\/em>\u201d culturale e civica. Se invece si vuole misurare altre maturit\u00e0\u2026. (ad esempio \u201cetica\u201d come recenti proposte di legge lasciano intravvedere) \u00e8, appunto, un altro conto.<\/p>\n<p><strong>I GIOVANI HANNO PAURA DEGLI ESAMI: LE PAROLE DI VALDITARA<\/strong><\/p>\n<p>Segue poi la parte pi\u00f9 \u201cinteressante\u201d della intervista. La riporto integralmente: <strong>Domanda <\/strong>(Gianna Fregonara): E poi ha aggiunto la norma contro il boicottaggio. <strong>Risposta<\/strong> del Ministro: \u00ab<em>Con questa norma voglio dare un forte messaggio in linea con la Costituzione. C\u2019\u00e8 un problema importante nella societ\u00e0 italiana ed \u00e8 il rapporto con la regola. Troppo spesso non \u00e8 chiaro che la regola si rispetta, cos\u00ec come si rispettano le persone: all\u2019esame ci sono commissari che dedicano il proprio tempo ad una funzione sancita dalla nostra Costituzione. Non si prendono in giro gli insegnanti, si rispetta il loro lavoro, si rispettano i compagni che hanno creduto in quel momento e si sono impegnati, che hanno provato ansia, stress, coltivato speranze, hanno dedicato mesi per prepararsi all\u2019appuntamento. Devo rispettare il loro impegno, non posso farla franca se decido di fare scena muta<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Domanda<\/strong>: <em>Si \u00e8 chiesto i motivi del gesto plateale degli studenti?<br \/>\n<\/em><strong>Risposta<\/strong>: \u00ab<em>Certo, una difficolt\u00e0 ad affrontare le prove. La mia preoccupazione \u00e8 per il messaggio diseducativo che la legittimazione di tali gesti rischia di lanciare. Se si consentisse di rifiutare senza conseguenze di sottoporsi all\u2019esame, sarebbe legittimo rifiutare tutto ci\u00f2 che non ci piace. Dobbiamo piuttosto insegnare ai giovani che ci sono modalit\u00e0 democratiche per cambiare le regole che non ci piacciono<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Domanda<\/strong> Quali?<br \/>\n<strong>Risposta<\/strong> \u00ab<em>Ci sono diverse modalit\u00e0 a partire da quelle offerte dal contesto scolastico<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Domanda<\/strong> <em>Lo sberleffo dei ragazzi che hanno mandato la scuola a quel Paese ha per\u00f2 colpito un po\u2019 tutti. Da questo punto di vista ha colto nel segno<\/em>.<br \/>\n<strong>Risposta <\/strong> \u00ab<em>Le polemiche mediatiche di questi giorni hanno sollevato una questione pi\u00f9 ampia che rende paradossalmente emblematico il dibattito<\/em>: <strong><em>dobbiamo uscire da quella cultura che ha paura del giudizio, che rifiuta il concetto di autorit\u00e0, che condanna i divieti, che rifugge dal pronunciare dei no, anche quando servono, che considera sempre dannose le sanzioni<\/em><\/strong>. <em>In questo modo si coltiva l\u2019immaturit\u00e0 e ci si abitua a considerare normale la irresponsabilit\u00e0<strong>. La scuola serve anche come palestra per imparare ad affrontare le difficolt\u00e0. La vita \u00e8 fatta anche di prove<\/strong><\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>SII MATURO MA A MODO MIO.<\/strong><\/p>\n<p>Ho un solo modo per commentare queste parole, ed \u00e8 ripreso dal bellissimo titolo di un saggio sull\u2019adolescenza di Matteo Lancini (<strong><a href=\"https:\/\/cascolearning.it\/magazine\/2023\/09\/20\/m-lancini-sii-te-stesso-a-modo-mio-essere-adolescenti-nellepoca-della-fragilita-adulta\/\"><em>Sii te stesso a modo mio<\/em><\/a>)<\/strong>. <strong>SII MATURO MA A MODO MIO.<\/strong> Il ministro in sostanza, in poche righe fa le seguenti operazioni<\/p>\n<ul>\n<li>insegna ai giovani 18\/19enni come si sta al mondo (al suo mondo)<\/li>\n<li>indica la via democratica per cambiare le cose (glissando bellamente su come ci\u00f2 possa avvenire a scuola, dove, ad esempio, stando all\u2019<a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2017-04-13;62~art1\"> 1 del Decreto legislativo 67 sulla valutazione<\/a> che spiega bene come la partecipazione studentesca a scuola di cui parla il ministro si debba attuare anche rispettando l\u2019<a href=\"https:\/\/www.mim.gov.it\/documents\/20182\/49997\/Statuto+delle+studentesse+e+degli+studenti.pdf\/53c11c3e-97d9-428a-94fc-911b45e32269?version=1.0&amp;t=1476271671086\">art. 2 comma 4 della Dichiarazione dei Diritti e dei Doveri delle studentesse e degli studenti<\/a> che, guarda caso, scrive: <em>\u201cLo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalit\u00e0 previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un <strong>dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico<\/strong><\/em>.\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p>Domanda fuori dai denti: quante delle scuole dove gli studenti hanno \u201cboicottato il colloquio\u201d avevano precedentemente attivato un dialogo costruttivo con gli studenti sulle scelte connesse ai criteri di valutazione? <em>Quante?<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>richiama genericamente la Costituzione<\/li>\n<li>dimentica che la Costituzione inserisce tra i diritti del cittadino anche il diritto di sciopero (art. 40) e che il boicottaggio \u2013 disobbedienza civile &#8211; effettuato dagli studenti non ha arrecato alcun danno a nessuno (se non a se stessi, come insegna tutta la logica della nonviolenza)<\/li>\n<li>dimentica che questi ragazzi ci hanno rimesso a boicottare il colloquio. Infatti non hanno opportunisticamente usato il colloquio per \u201clisciare\u201d docenti interni e esterni per avere qualche punto in pi\u00f9 ma hanno perso punti per strada. Hanno pagato di persona. Poi magari forse avevano gi\u00e0 in tasca da mesi (se non da un anno) l\u2019ammissione a qualche prestigiosa universit\u00e0 italiana o straniera che fa i test prima del superamento dell\u2019esame di stato fregandosene bellamente del suo esito perch\u00e9 sa che l\u2019esame non conta nulla, svalutandolo oggettivamente (ma di questo al ministro pare interessare zero !)<\/li>\n<li>non capisce (<strong>NON VUOLE CAPIRE<\/strong>) che questi studenti hanno rifiutato di parlare al colloquio non per paura del colloquio o del voto o del giudizio ma proprio per contestare e il voto e il modo di agire della scuola. Una scelta matura, altro che paura<\/li>\n<\/ul>\n<p>Segue poi la filippica su una cultura <strong><em>\u201cche ha paura del giudizio, che rifiuta il concetto di autorit\u00e0, che condanna i divieti, che rifugge dal pronunciare dei no, anche quando servono, che considera sempre dannose le sanzioni. La scuola serve anche come palestra per imparare ad affrontare le difficolt\u00e0. La vita \u00e8 fatta anche di prove<\/em><\/strong>\u00bb. E poi la frase clou che \u00e8 un totale rovesciamento della realt\u00e0 fattuale: \u201c<em>In questo modo si coltiva l\u2019immaturit\u00e0 e ci si abitua a considerare normale la irresponsabilit\u00e0<strong>\u201d.<\/strong><\/em><strong> Frase che tradotta dice: SII MATURO MA A MODO MIO.<\/strong><\/p>\n<p><strong>SORVEGLIARE E PUNIRE<\/strong><\/p>\n<p>Leggendo all\u2019alba di oggi su Corriere l\u2019intervista di Valditara mi \u00e8 immediatamente venuto in mente il titolo di un famosissimo testo pubblicato da Michel Foucault nel 1975. Non sto a farla lunga: riporto qui, emblematicamente, la risposta che <em>AI Overview di google<\/em> mi ha fornito rispondendo al prompt\/domanda: \u201c<em>cosa sostiene sorvegliare e punire di Foucault<\/em>\u201d? Ecco il testo della risposta. In &#8220;Sorvegliare e punire,&#8221; Michel Foucault descrive come il potere, attraverso istituzioni come la prigione, la scuola, la fabbrica e l&#8217;esercito, non solo reprime, ma produce conoscenza e soggettivit\u00e0, modellando il comportamento degli individui verso un&#8217;ottica di utilit\u00e0 e obbedienza. In dettaglio, Foucault sostiene che:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Il potere non \u00e8 solo repressivo, ma anche produttivo: <\/strong>Non si limita a impedire o negare, ma crea anche nuove realt\u00e0 e forme di soggettivit\u00e0 attraverso dispositivi e tecniche di controllo.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>La prigione non \u00e8 solo un luogo di detenzione, ma un dispositivo di disciplinamento: <\/strong>Il suo obiettivo non \u00e8 solo quello di punire, ma di correggere e normalizzare i comportamenti, creando individui adatti al sistema sociale.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Le istituzioni disciplinari (prigioni, scuole, fabbriche) sono strumenti di controllo sociale: <\/strong>Attraverso regole, sorveglianza e l&#8217;organizzazione degli spazi, queste istituzioni cercano di uniformare i comportamenti e di rendere gli individui funzionali al sistema.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Il potere si esercita attraverso la sorveglianza: <\/strong>Il concetto di Panopticon, una struttura carceraria in cui i detenuti sono costantemente controllati senza sapere quando e da chi, simboleggia questa dinamica di sorveglianza invisibile ed efficace.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>L&#8217;esame \u00e8 uno strumento di potere: <\/strong>Attraverso l&#8217;esame, le istituzioni creano conoscenza e classificano gli individui, creando una documentazione che permette di compararli e giudicarli.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>La punizione non \u00e8 solo fisica, ma anche simbolica: <\/strong>Le punizioni non mirano solo a infliggere dolore, ma anche a educare, a creare un modello di comportamento e a rafforzare il sistema normativo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In sintesi, &#8220;Sorvegliare e punire&#8221; \u00e8 un&#8217;analisi critica del potere e del suo rapporto con il corpo, la conoscenza e la soggettivit\u00e0, mostrando come le istituzioni disciplinari abbiano plasmato la societ\u00e0 moderna attraverso meccanismi di controllo e normalizzazione.<\/p>\n<p><strong>PER CHIUDERE<\/strong><\/p>\n<p>Le parole del Ministro oggi al <em>Corriere della sera<\/em> si iscrivono perfettamente dentro la logica descritta da Foucault. La scuola serve a disciplinare. Chi si rifiuta e contesta va richiamato all\u2019ordine. Va disciplinato. Anche strumentalizzando e sue parole. Dicendo che non affronta le prove per paura mentre in realt\u00e0 lo fa \u2013 e con coraggio \u2013 per dire che un altro modo di essere \u00e8 possibile. Forse persino un\u2019altra scuola.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7165\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7165\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Aluisi Tosolini In queste settimane \u00e8 montata una ben strana discussione, nata a partire dal rifiuto di pochissimi studenti che al colloquio dell\u2019esame di stato si sono rifiutati di parlare \/ rispondere alle domande dell\u2019attonita commissione, motivando questa scelta come una protesta nei confronti della scuola stessa e del suo modo di (non) considerare gli studenti. 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