{"id":7907,"date":"2025-11-20T22:50:17","date_gmt":"2025-11-20T20:50:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=7907"},"modified":"2025-11-20T22:50:17","modified_gmt":"2025-11-20T20:50:17","slug":"curricolo-degli-istituti-comprensivi-serve-un-modello-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2025\/11\/20\/curricolo-degli-istituti-comprensivi-serve-un-modello-nuovo\/","title":{"rendered":"Curricolo degli istituti comprensivi: serve un modello nuovo?"},"content":{"rendered":"<p><b><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7004 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/http-www-iclevimontalcini-gov-it-wordpress-wp-co.jpeg\" alt=\"http:\/\/www.iclevimontalcini.gov.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/organigramma.jpg\" width=\"234\" height=\"215\" \/>di Nicola Zuccherini<\/b><\/p>\n<p><em>Non esiste nessuna regola che fissi quanto in alto o con quanta forza si possa lanciare la palla nel tennis, e tuttavia il tennis \u00e8 un giuoco e ha anche regole. (L. Wittgenstein<\/em>)<\/p>\n<p>Periodicamente i collegi dei docenti tornano a lavorare sul curricolo d\u2019istituto e ogni volta si trovano di fronte alle stesse contraddizioni. Si opera su curricoli \u201clunghi\u201d, che mirano a regolare esaustivamente ogni aspetto dei processi educativi ma proprio per questo risultano poco idonei a orientare le pratiche didattiche. Basandosi su una struttura corposa, articolata su pi\u00f9 livelli (traguardi, obiettivi, competenze, indicatori, descrittori, criteri, elementi trasversali, scelte metodologiche), e sull\u2019indicazione dettagliata e sequenziale di obiettivi didattici, il curricolo finisce per introdurre vincoli senza dare strumenti.<\/p>\n<p>A che e a chi serve, insomma, un documento, lungo decine o anche centinaia di pagine, che da una parte indica pratiche e metodologie senza predisporre i mezzi per applicarle, dall\u2019altra si dilunga sui contenuti disciplinari pi\u00f9 ovvi, come \u201cleggere testi di diverso tipo\u201d nella scuola primaria o \u201ceseguire operazioni, ordinamenti e confronti tra i numeri conosciuti\u201d nella secondaria di primo grado?<\/p>\n<p>Anche sul piano dell\u2019efficacia si evidenziano limiti: la minuziosit\u00e0 della progettazione non garantisce di per s\u00e9 la realizzazione degli obiettivi, n\u00e9 pu\u00f2 impedire che gli apprendimenti si realizzino in forme diverse da quelle attese, e spesso incomplete e insoddisfacenti.<\/p>\n<p>Ne consegue la perdita di fiducia nello strumento, di cui per\u00f2 non si pu\u00f2 fare a meno perch\u00e9 ha rilievo istituzionale e robusto accreditamento scientifico. Cos\u00ec, senza un cambio di prospettiva, alla revisione successiva non si potr\u00e0 far altro che cercare inutilmente rimedio in una programmazione ancora pi\u00f9 capillare e articolata, tornando di fatto a delegare al curricolo questioni che dovrebbero essere risolte in aula.<!--more--><\/p>\n<p>Come ipotizzare un modello alternativo, che fornisca strumenti, regoli le condizioni operative e lasci agli operatori i necessari gradi di libert\u00e0? Contrapporre semplicemente al curricolo \u201clungo\u201d un\u2019ipotesi di curricolo \u201cbreve\u201d non sarebbe sufficiente. Se il sovraccarico regolativo generato dall\u2019adozione di un modello forte pu\u00f2 infatti spingere gli insegnanti a un atteggiamento difensivo, di adempimento formale e sostanziale ritorno a pratiche consolidate, non avrebbe un effetto diverso l\u2019adozione di documenti minimali, ridotti a poche e generiche indicazioni. Anche in questo caso, per la mancanza di un quadro di riferimento, i docenti si ritroverebbero s\u00ec liberi di operare individualmente, ma ancora una volta soli.<\/p>\n<p>Occorre invece identificare i caratteri necessari per un modello curricolare che sia in grado di:<\/p>\n<ul>\n<li>determinare i processi formativi senza la pretesa di regolare tutte le dinamiche;<\/li>\n<li>orientare la didattica senza irrigidire le pratiche;<\/li>\n<li>incidere sui modi di operare della scuola nel rispetto della libert\u00e0 di insegnamento dei docenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un curricolo di questo tipo dovrebbe in primo luogo esplicitare scelte didattiche delimitate, riferite a obiettivi formativi precisi (solo dove ci sono scelte riconoscibili si pu\u00f2 parlare di progetto). Ci\u00f2 renderebbe possibile identificare le pratiche coerenti con tali scelte: il curricolo dovrebbe infatti essere aperto all&#8217;integrazione, ma non compatibile con qualsiasi metodologia o approccio. In questo modo sarebbe anche determinato il terreno della valutazione degli esiti del progetto formativo, grazie alla possibilit\u00e0 di individuare elementi di osservazione coerenti con le scelte educative di base.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 renderebbe possibile orientare le pratiche didattiche senza annullare l\u2019autonomia operativa degli insegnanti, per assicurare la coerenza delle attivit\u00e0 rispetto agli obiettivi comuni, e al tempo stesso garantire il percorso formativo degli studenti in termini di processo, non di risultato.<\/p>\n<p>A queste esigenze pu\u00f2 rispondere un modello prescrittivo ma non esaustivo: <em>non tutto, ma ci\u00f2 che la scuola intende assicurare a tutti<\/em>.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 infatti pensare a un curricolo che, in primo luogo, preveda attivit\u00e0 vincolanti e indichi le modalit\u00e0 e le risorse umane, didattiche e strumentali per la realizzazione di tali attivit\u00e0 (ad esempio, percorsi da realizzare a cura degli insegnanti di ciascuna classe, laboratori trasversali attuati con l\u2019organico dell\u2019autonomia, elaborazione condivisa di materiali didattici comuni). E che, in secondo luogo, organizzi tali attivit\u00e0 solo per una parte del monte orario annuale, lasciando la restante alla diretta responsabilit\u00e0 degli insegnanti nell\u2019ambito di linee guida indicative (e nel rispetto dei traguardi previsti dalle Indicazioni nazionali).<\/p>\n<p>\u00c8 possibile indicare alcuni caratteri essenziali del modello:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>non esaustivit\u00e0<\/strong>: il curricolo organizza direttamente <em>solo una parte <\/em>delle attivit\u00e0 educative, quella che comprende gli interventi e le risorse didattiche garantite a tutti gli alunni;<\/li>\n<li><strong>prescrittivit\u00e0<\/strong>: i percorsi e le attivit\u00e0 inclusi nel curricolo sono vincolanti per gli insegnanti, che li realizzano in un quadro didattico e organizzativo definito;<\/li>\n<li><strong>programmazione<\/strong>: il curricolo identifica le risorse umane, didattiche e strumentali assegnate a ciascuna delle attivit\u00e0 curricolari;<\/li>\n<li><strong>quantificazione<\/strong>: le attivit\u00e0 curricolari sono programmate in riferimento a un monte ore e a altri parametri quantitativi;<\/li>\n<li><strong>integrabilit\u00e0<\/strong>: nei tempi non determinati dal curricolo gli insegnanti aggiungono attivit\u00e0 e proposte ulteriori, per espandere e arricchire i contenuti o per adeguare il percorso alle esigenze di classi, gruppi e singoli;<\/li>\n<li><strong>verificabilit\u00e0<\/strong>: il curricolo prevede modalit\u00e0 di valutazione delle attivit\u00e0 e dei relativi esiti, indicando le condizioni di validazione dei risultati;<\/li>\n<li><strong>documentazione<\/strong>: la raccolta sistematica di materiali, prodotti e osservazioni \u00e8 parte integrante del curricolo e ne alimenta la revisione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La progettazione in base a questi principi potrebbe realizzarsi in una struttura a tre colonne, analoga formalmente a quella dei modelli pi\u00f9 diffusi, ma completamente rivista nei contenuti. Le aree di lavoro sarebbero dedicate rispettivamente alla <em>regolazione<\/em>, con l\u2019indicazione dei percorsi vincolanti per tutti; all&#8217;<em>operativit\u00e0<\/em>, con l\u2019identificazione delle risorse didattiche, umane e strumentali assegnate a ciascuna attivit\u00e0 curricolare; alla <em>riflessione educativa<\/em>, con la raccolta della documentazione educativa prodotta nell\u2019attuazione dei percorsi. Di seguito un\u2019esemplificazione della struttura ipotizzata.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Area della regolazione<\/strong><\/td>\n<td><strong>Area dell\u2019operativit\u00e0<\/strong><\/td>\n<td><strong>Area della riflessione<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Percorsi didattici<\/strong><\/td>\n<td><strong>Materiali e organizzazione<\/strong><\/td>\n<td><strong>Documentazione\/Valutazione<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<ul>\n<li>Indicazione dei percorsi didattici verticali deliberati dall\u2019istituzione scolastica e garantiti a tutti gli allievi, collegati puntualmente alle competenze chiave e agli obiettivi disciplinari.<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<td>\n<ul>\n<li>Materiali didattici, istruzioni operative e risorse organizzative per l\u2019attuazione di ciascun percorso.<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<td>\n<ul>\n<li>Documentazione educativa di casi esemplari di implementazione dei percorsi nelle classi e nelle scuole dell\u2019istituto.<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La lettura in verticale fornirebbe informazioni sistematiche sui percorsi caratterizzanti, sulle risorse didattiche e organizzative e sulle attivit\u00e0 effettivamente realizzate; la lettura in orizzontale fornirebbe il quadro completo per ogni singolo progetto, attivit\u00e0 o intervento a livello di istituto.<\/p>\n<p>In questa prospettiva il curricolo potrebbe perdere il carattere di documento statico per assumere con maggiore coerenza quello di strumento progettuale. Acquisirebbe una funzione operativa, perch\u00e9 finalizzato a organizzare attivit\u00e0 e non solo a indicare obiettivi, e rimarrebbe aperto all\u2019aggiornamento continuo. Con l\u2019integrazione della documentazione educativa potrebbe inoltre rispondere a esigenze di accountability, comparabilit\u00e0 e valutazione, valorizzando anche l\u2019iniziativa degli insegnanti.<\/p>\n<p>A queste condizioni, si renderebbe possibile costruire un quadro progettuale strutturato e cogente, e allo stesso tempo in grado di riconoscere la variabilit\u00e0 delle pratiche didattiche e di valorizzare l\u2019imprevedibilit\u00e0 degli esiti del processo formativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_7907\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"7907\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicola Zuccherini Non esiste nessuna regola che fissi quanto in alto o con quanta forza si possa lanciare la palla nel tennis, e tuttavia il tennis \u00e8 un giuoco e ha anche regole. 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