{"id":8219,"date":"2026-01-16T19:59:28","date_gmt":"2026-01-16T17:59:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=8219"},"modified":"2026-01-22T11:59:59","modified_gmt":"2026-01-22T09:59:59","slug":"non-piegarrsi-lultima-trincea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2026\/01\/16\/non-piegarrsi-lultima-trincea\/","title":{"rendered":"Non piegarsi, l&#8217;ultima trincea"},"content":{"rendered":"<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7271\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/matisse.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/matisse.jpg 641w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/matisse-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/matisse-454x300.jpg 454w\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>di Monica Piolanti<\/strong><\/p>\n<p>Viviamo in un\u2019epoca di paradossi anestetizzati. Siamo immersi in una democrazia procedurale che celebra il diritto all\u2019espressione mentre, nei fatti, restringe ferocemente i confini del pensabile attraverso un ritorno a logiche di controllo che sanno di vecchio. Il mondo attuale, dominato dall\u2019algoritmo e dalla velocit\u00e0 del consumo, ha barattato la profondit\u00e0 della riflessione con l\u2019efficienza della performance. In questo scenario, il dissenso non serve pi\u00f9 reprimerlo col manganello: basta renderlo irrilevante, annegarlo nel rumore bianco della rete o, peggio, sanzionarlo in nome di un ritrovato ordine muscolare. La libert\u00e0 \u00e8 diventata uno slogan pubblicitario, mentre la scuola \u2014 che dovrebbe essere il luogo dove s&#8217;impara a respirare \u2014 rischia di trasformarsi nel braccio operativo di un sistema che non vuole cittadini critici, ma utenti certificati, flessibili e, soprattutto, mansueti.<\/p>\n<p>Johann Wolfgang von Goethe scriveva: <strong>&#8220;Sempre resistere alle forze contrarie, non piegarsi mai&#8221;<\/strong>. Non \u00e8 il consiglio rassicurante di un vecchio saggio da appendere al muro della presidenza; \u00e8 una postura, un modo di stare al mondo. \u00c8 il richiamo alla tua dignit\u00e0 di essere umano che, mentre tutto ti spinge ad appiattirti, decide di puntare i piedi e farsi scoglio. Oggi, nella nostra scuola, applicare questa massima \u00e8 un atto rivoluzionario, quasi sovversivo. Perch\u00e9 le &#8220;forze contrarie&#8221; hanno mutato pelle: non sono pi\u00f9 solo i tetti che crollano o gli stipendi che offendono la nostra professionalit\u00e0; oggi il nemico \u00e8 un\u2019ideologia strisciante che ha ridotto la cultura a una voce di bilancio e l&#8217;insegnamento a una pratica di sorveglianza e punizione.<!--more--><\/p>\n<p>La scuola italiana oggi \u00e8 un corpo stanco, intrappolato in una morsa burocratica che ci sta togliendo l&#8217;ossigeno. Da una parte abbiamo l&#8217;ossessione per il monitoraggio continuo, per le &#8220;competenze&#8221; vendute come merce al mercato del lavoro, per una meritocrazia che spesso \u00e8 solo un nome elegante per mascherare il privilegio; dall&#8217;altra assistiamo a un ritorno inquietante a dinamiche che ricordano il proibizionismo del pensiero. <strong>Si sente un&#8217;aria pesante<\/strong>, un clima in cui il voto in condotta torna a essere usato come una clava, in cui la sanzione precede la comprensione e in cui si scambia l&#8217;autoritarismo per autorevolezza. Abbiamo sostituito la pedagogia dello sguardo con la grammatica del controllo. Abbiamo accettato di trasformare il cammino meraviglioso, accidentato e spesso &#8220;sporco&#8221; dell\u2019apprendimento nella linearit\u00e0 gelida e asettica di un software gestionale.<\/p>\n<p>In questo scenario, la parola <strong>&#8220;Libert\u00e0&#8221;<\/strong> \u2014 quella parola che \u00e8 la pi\u00f9 temuta da ogni regime \u2014 torna a essere un\u2019urgenza bruciante che ci scotta tra le mani. I regimi moderni non portano pi\u00f9 necessariamente gli stivali lucidi o il volto truce delle dittature del secolo scorso; oggi portano il sorriso asettico della &#8220;governance&#8221; tecnocratica, quella che ti impone il pensiero unico sotto forma di standardizzazione globale e corretta amministrazione dell\u2019ovvio. Se la libert\u00e0 \u00e8, prima di tutto, il potere di dire &#8220;no&#8221;, la scuola di oggi sta perdendo pericolosamente la forza di insegnare questo rifiuto salvifico. La scuola &#8220;ridotta&#8221; \u00e8 quella che si piega alla logica dell\u2019azienda: lo studente diventa un cliente da non perdere o un trasgressore da censurare, <strong>e il docente diventa un erogatore di servizi intercambiabile, un burocrate del registro elettronico che deve solo certificare l&#8217;esistente.<\/strong><\/p>\n<p>Ma la cultura non \u00e8 un servizio d&#8217;ordine, \u00e8 un\u2019insurrezione della coscienza! Insegnare a resistere significa ricordare ai nostri ragazzi che hanno il diritto alla complessit\u00e0, al dubbio, alla sosta, persino al diritto sacrosanto di non essere &#8220;performanti&#8221; secondo i parametri stabiliti da un test standardizzato che pretende di misurare il genio con il metro della mediocrit\u00e0. La libert\u00e0 fa paura a chi governa oggi perch\u00e9 \u00e8 intrinsecamente imprevedibile, non risponde ai test Invalsi, rompe il muro della propaganda ministeriale. Un ragazzo libero non lo cataloghi in un database; un ragazzo libero \u00e8 quello che, davanti a una banalit\u00e0 spacciata per verit\u00e0 dal sistema, sa alzarsi e dire: &#8220;Io non ci sto&#8221;.<\/p>\n<p>Il rischio vero che corriamo ogni mattina \u00e8 quello di trasformare la scuola in un gigantesco dispositivo di addestramento alla resilienza passiva. Ci dicono ossessivamente: &#8220;Siate resilienti&#8221;, che tradotto dal linguaggio del potere significa: &#8220;Prendetevi gli schiaffi della vita e imparate a incassarli senza spezzarvi, adattandovi a condizioni sempre pi\u00f9 precarie&#8221;. No. Goethe non ci parla di resilienza, ci parla di <strong>resistenza<\/strong>. C\u2019\u00e8 una differenza metafisica tra i due termini: la resilienza \u00e8 dell\u2019oggetto che subisce la pressione cercando di non rompersi per continuare a servire il meccanismo; la resistenza \u00e8 dell\u2019essere umano che agisce e si oppone per cambiare la direzione della forza. Non piegarsi mai significa non accettare che l\u2019istruzione diventi una caserma dove il dissenso viene trattato come un problema di ordine pubblico.<\/p>\n<p>I regimi temono la libert\u00e0 perch\u00e9 essa nasce dalla padronanza della parola, dalla capacit\u00e0 di nominare il mondo per poterlo trasformare. E la scuola dovrebbe essere il luogo sacro dove la parola viene liberata dal fango della propaganda, non incanalata in format predefiniti. Quando riduciamo l&#8217;insegnamento a &#8220;pillole&#8221; nozionistiche o a una sterile preparazione ai test, stiamo compiendo un furto generazionale: stiamo togliendo ai giovani le armi intellettuali per capire che il sistema attuale non \u00e8 l&#8217;unico mondo possibile. Un regime si regge sulla convinzione che &#8220;non ci siano alternative&#8221;. La cultura, invece, \u00e8 la prova vivente che le alternative sono infinite, che la realt\u00e0 \u00e8 una costruzione che pu\u00f2 essere smontata e rimontata attraverso il pensiero critico.<\/p>\n<p><strong>Spesso ci si sente soli in questo campo di battaglia, schiacciati tra una burocrazia asfissiante che ci ruba l&#8217;anima e una retorica ministeriale che ci\u00a0vorrebbe trasformare in un controllore di dogana della conoscenza.<\/strong> \u00c8 una lotta quotidiana contro la distrazione di massa e contro un autoritarismo che scambia la sanzione per educazione. Ma \u00e8 proprio qui, in questa nostra trincea quotidiana, che le parole di Goethe devono diventare il nostro scudo. Resistere alle forze contrarie significa non rassegnarsi al declino, non accettare la mediocrit\u00e0 come orizzonte insuperabile, non permettere che la parola libert\u00e0 diventi un tab\u00f9 da evitare per paura di un richiamo disciplinare.<\/p>\n<p>Dobbiamo avere il coraggio di essere &#8220;scandalosi&#8221;. Rivendichiamo il tempo della lentezza contro la dittatura dell\u2019urgenza. Rivendichiamo il valore dell&#8217;errore contro il mito della perfezione digitale e punitiva. Se la scuola non torna a essere il posto dove si impara a stare in piedi davanti al potere, qualunque sia la sua veste, allora avremo fallito tutti. La libert\u00e0 non \u00e8 un regalo che arriva con una circolare ministeriale; \u00e8 una conquista che passa per la fatica del concetto e il coraggio della parola condivisa. Finch\u00e9 ci sar\u00e0 un solo insegnante capace di guardare un suo studente negli occhi e dirgli &#8220;non piegarti&#8221;, il regime dell\u2019omologazione non avr\u00e0 vinto del tutto. Spaccare il muro del silenzio, oggi, significa gridare che i nostri ragazzi non sono matricole da addomesticare, ma esseri umani da liberare. La resistenza comincia in classe, domani mattina, al suono della prima campanella. \u00c8 ora di riprenderci la nostra dignit\u00e0. \u00c8 ora di tornare a essere liberi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8219\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8219\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Piolanti Viviamo in un\u2019epoca di paradossi anestetizzati. 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