{"id":8912,"date":"2026-09-22T16:29:45","date_gmt":"2026-09-22T14:29:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=8912"},"modified":"2026-09-27T08:33:47","modified_gmt":"2026-09-27T06:33:47","slug":"vico-e-i-corsi-e-ricorsi-storici-sul-30-di-stranieri-in-classe-e-sul-divieto-del-velo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2026\/09\/22\/vico-e-i-corsi-e-ricorsi-storici-sul-30-di-stranieri-in-classe-e-sul-divieto-del-velo\/","title":{"rendered":"Vico e i corsi e ricorsi storici. Sul 30% di \u201cstranieri\u201d in classe e sul divieto del velo"},"content":{"rendered":"<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-8913\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/vico-1024x683.png\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/vico-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/vico-300x200.png 300w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/vico-768x512.png 768w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/vico-450x300.png 450w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/vico.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/>Aluisi Tosolini<\/strong><\/p>\n<p>In questi giorni si \u00e8 accesso come una fiammata improvvisa il dibattito su due questioni scolastiche: la quota del 30% di \u201cstranieri\u201d in classe e il divieto di burqa e niqab.<\/p>\n<p>Stamattina, attraversando i borghi del quartiere multiculturale dove abito, pensavo che si tratta di una fiammata che si riaccende perch\u00e9 di questi temi abbiamo gi\u00e0 dibattuto per anni e molti anni fa e che quindi il motivo di questa \u201cfiamma di ritorno\u201d non \u00e8 certo la scuola o una preoccupazione educativa ma la campagna elettorale incipiente.<\/p>\n<p>E cos\u00ec mi sono tornate alla mente le tre et\u00e0 della storia umana descritti da Gianbattista Vico e, soprattutto, il concetto di corsi e ricorsi storici. E da qui vorrei partire, continuando poi con uno sguardo ironico e pragmatico frutto del fatto che per 20 anni ho fatto il dirigente scolastico e prima ancora ha fatto parte della prima commissione ministeriale sull\u2019educazione interculturale.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Vico: i corsi e ricorsi storici<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Pubblicata in modo definitivo nel 1744 l\u2019opera pi\u00f9 importante di Gianbattista Viso si intitola Scienza Nuova (<strong><a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/scienzanuovalagiambattistavico\/page\/n1\/mode\/2up\">qui il testo completo<\/a><\/strong>): La grandezza di Vico, filosofo napoletano, sta nel rifiutare l\u2019idea che la storia abbia un percorso lineare che va necessariamente verso il meglio, verso il \u201c<em>progresso<\/em>\u201d. Per Vico non \u00e8 cos\u00ec: la storia ha stagioni che ciclicamente si susseguono lungo i tre momenti, le tre et\u00e0 della storia umana che lui delinea cos\u00ec:<!--more--><\/p>\n<ul>\n<li><strong>L&#8217;et\u00e0 degli d\u00e8i<\/strong>: il tempo primitivo in cui gli uomini, guidati dal timore di divinit\u00e0 immaginate, vivono in famiglie rudimentali e credono che tutto sia animato da forze divine<\/li>\n<li><strong>L&#8217;et\u00e0 degli eroi<\/strong>: il tempo in cui la societ\u00e0 si divide tra patrioti\/nobili e plebei; dominano la forza, il diritto fondato sul privilegio e una concezione aristocratica del mondo.<\/li>\n<li><strong>L&#8217;et\u00e0 degli uomini<\/strong>: il tempo della ragione matura, dell&#8217;uguaglianza giuridica, della democrazia o della monarchia rappresentativa, ma anche il tempo in cui la riflessione razionale rischia di disgregare i vincoli sociali attraverso l&#8217;egoismo e l&#8217;eccesso di intellettualismo<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non star\u00f2 qui a tediare con una analisi approfondita del pensiero di Vico ma riprendo solo dall\u2019opera di Maria Donzelli (<strong><a href=\"https:\/\/www.donzelli.it\/libro\/9788868439217\">L\u2019et\u00e0 dei barbari. Vico e il nostro tempo<\/a><\/strong>, 2019) l\u2019annotazione secondo cui \u201c<em>la questione della \u00ab<\/em><strong><em>barbarie ritornata<\/em><\/strong><em>\u00bb, frutto della degenerazione della ragione storica, e della crisi profonda che essa determina, si rivela cos\u00ec come il terreno pi\u00f9 fertile per dialogare con Vico sul disagio della contemporaneit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Non so se stiamo ritornando all\u2019et\u00e0 degli dei (forse dell\u2019ideologia\u2026) ma di certo il suggerimento di Vico mi \u00e8 utile per non farmi sentire un vecchio fossile fuori dal mondo quando penso che le questioni che stiamo dibattendo oggi sono le stesse di 35 anni fa e che tutto il cammino fatto da allora sembra perdersi, come in un eterno gioco dell\u2019oca in cui si torna sempre alla casella iniziale senza mai riuscire ad arrivare al traguardo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il tetto del 30% visto in pratica dalle valli appenniniche<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il tetto del 30% di alunni \u201cstranieri\u201d (dove per straniero non si capisce sempre bene cosa si intende e per complicare il tutto adesso il dibattito su cosa si intenda pare essersi racchiuso dentro il concetto, altrettanto vago, di <em>background migratorio<\/em>) esiste dal 2010.<\/p>\n<p>Si dice che essendo frutto di una circolare il tetto \u00e8 meno cogente di una legge. Sar\u00e0\u2026. ma di leggi inapplicate ne conosco molte in Italia. Comunque sia vediamo in pratica come \u00e8 stato applicato dal 2010 in avanti. E per farlo ricorro a esperienza diretta di chi abita in una delle citt\u00e0 che in Italia ha il maggiore numero percentuale di alunni \u201cstranieri\u201d (e che anche per questo anno vede diminuire gli alunni \u201citaliani\u201d e aumentare gli alunni \u201cstranieri\u201d <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/watch\/?v=830910006625952\">link<\/a>) e ha diretto scuole appenniniche.<\/p>\n<p>Dal 2010 in avanti ogni anno l\u2019ufficio scolastico regionale ha scritto ai dirigenti scolastici ricordando che esiste il tetto del 30% e poi, preso atto che spesso era concretamente impossibile rispettarlo, faceva un lungo decreto autorizzando decine e decine di scuole a formare classi in deroga.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Perch\u00e9 in deroga?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Meglio fare un esempio per capire. Si ipotizzi di dirigere un istituto comprensivo di montagna fatto da 11 plessi distribuiti in 5 comuni diversi a loro volta distribuiti in una vallata lunga oltre 35 chilometri e comprendente paesi appartenenti persino a tre diocesi diverse. Ebbene, molti di quei plessi, sia alle primarie che alle scuole secondarie di primo grado, era fatti da pluriclassi. Ovvero classi in cui gli alunni sono almeno otto. Si ipotizzi ora che in una pluriclasse della primaria composta di 8 bambini arrivino un giorno per trasferimento 3 bambini di una famiglia indiana che \u00e8 venuta ad abitare in quel luogo perch\u00e9 il pap\u00e0 fa il casaro nel caseificio locale dove si produce il parmigiano reggiano DOP (nota a margine: senza indiani la produzione del parmigiano reggiano andrebbe in crisi). Che si fa in questo caso? Dividere la pluriclasse in due non si pu\u00f2: non ci sono risorse (e neppure avrebbe molto senso). E allora? Si spedisce uno dei bimbi indiani (magari quello che dovrebbe fare la quinta primaria) nella scuola \u201cvicina\u201d? Sembra facile ma non lo \u00e8: la scuola vicina \u00e8 almeno a 10 chilometri di strada di montagna piena di curve e sta in un comune diverso e quindi il trasporto con pulmino (meglio dire taxi: in montagna gli studenti ormai vengono raccolti da taxi in convenzione) compete al comune di residenza che per portare (e riprendere) il bimbo spedito nel paese vicino avrebbe un aumento gigantesco di costi e un disagio organizzativo mostruoso (se hai un unico pulmino che fa il giro degli alunni organizzare il trasporto diventa in sostanza impossibile se non facendo perdere tempo scuola al bambino da portare per ultimo (entrata in ritardo) e riprendere per primo (uscita anticipata). In sostanza impossibile.<\/p>\n<p>E allora cosa si fa? Si usa quella \u201cpersonalizzazione\u201d che \u00e8 sulla bocca di tutti (anche se spesso questi tutti neppure sanno cosa significa davvero personalizzazione) e si lavora per micro gruppi, si usa la <em>peer education<\/em> e il <em>peer tutoring<\/em>, si attivano risorse della comunit\u00e0 locale e territoriale, si utilizzano le nuove tecnologie. Insomma: si diventa creativi e si cambia il modello organizzativo della scuola.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Ma sono casi estremi, si dir\u00e0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 vero, non sono casi estremi ed anzi nelle scuole italiane sar\u00e0 sempre pi\u00f9 cos\u00ec. Del resto se non ci sono bambini italiani non \u00e8 certo colpa della scuola! Aggiungo solo che i bambini \u201cstranieri\u201d spesso sono la salvezza di un plesso che solo grazie all\u2019iscrizione di bambini stranieri riesce ad avere i numeri per non chiudere, con conseguente trasferimento di tutti gli altri bambini (\u201citaliani\u201d e \u201cstranieri\u201d) nel plesso del comune \u201cvicino\u201d. Pu\u00f2 cos\u00ec succedere che comuni amministrati da politici favorevoli alla re-immigrazione siano alla ricerca di immigrati da iscrivere a scuola per salvare l\u2019unico plesso scolastico del comune. Della seria: la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 dura e concreta dell\u2019ideologia e prima o poi ci sbatti il muso.<\/p>\n<p><strong>Spostare \u201cstranieri\u201d o \u201cre-immigrare italiani\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Entro qui in un paragrafo che verr\u00e0 molto criticato. Lo so. Ma non per questo posso tacere.<br \/>\nSi parla, nel caso di classi con pi\u00f9 del 30% di \u201cstranieri\u201d, di ricollocamento di alcuni di essi in altra scuola vicina.<br \/>\nSi chiede anche la redistribuzione nelle classi della stessa scuola: ma ci\u00f2 gi\u00e0 avviene normalmente laddove l\u2019organizzazione del tempo scuola lo permetta. E qui occorre dire che a volte accade che nella stessa scuola di citt\u00e0 ci siano classi delle primaria a tempo pieno e classi e moduli: cos\u00ec pu\u00f2 accadere che quasi tutti gli \u201cstranieri\u201d vadano a tempo pieno e quasi tutti gli \u201citaliani\u201d vadano ai moduli creando classi ghetto all\u2019interno della stessa scuola e spesso nello stesso corridoio. E non ci puoi fare niente perch\u00e9 non puoi costringere un genitore a passare da modulo a tempo pieno o viceversa: \u00e8 questa una delle forme della <strong><em>fuga dei bianchi<\/em><\/strong> di cui parla il Ministro Valditara. Ovviamente questo ragionamento non tocca il caso di chi sceglie di risolvere il problema iscrivendosi ad una scuola paritaria, cosa che si pu\u00f2 fare legittimamente avendo le risorse economiche per farlo. E\u2019 un\u2019altra delle forme con cui spesso si concretizza la cosiddetta fuga dei bianchi.<\/p>\n<p>Comunque sia, la domanda che mi sono posto in questi giorni \u00e8 la seguente: <strong>perch\u00e9 dovrebbero spostarsi gli \u201cstranieri\u201d quando spesso sono gli \u201citaliani\u201d che si sono spostati altrove?<\/strong> Questi non potrebbero tornare? Lo so: rischio di essere accusato di stalinismo !<br \/>\nLa domanda, per\u00f2, non \u00e8 peregrina.<br \/>\nSe abiti nel quartiere Oltretorrente di Parma (a significativa densit\u00e0 \u201cmigratoria\u201d) e decidi in quanto \u201citaliano\u201d di andare presso una scuola diversa da quella di quartiere, sei tu che crei l\u2019aumento percentuale di \u201cstranieri\u201d per classe! E prima di spostare gli \u201cstranieri\u201d dal quartiere dove abitano si potrebbe pensare di spostare tuo figlio dalla sede fuori quartiere che gli hai trovato riportandolo in quartiere e riequilibrando la percentuale di \u201cstranieri\u201d per classe.<\/p>\n<p>Assurdo, si dir\u00e0, stalinismo puro: <em>come puoi pensare di costringere una famiglia a frequentare una scuola invece che un\u2019altra? Le famiglie sono libere di scegliere!<\/em> Benissimo: se non posso costringere la famiglia di \u201citaliani\u201d perch\u00e9 allora posso costringere la famiglia di \u201cstranieri\u201d? Per il loro bene, si dir\u00e0! Per integrarli davvero!<strong> E in questo caso \u00e8 il potere politico a decidere cosa \u00e8 bene per alcuni ma non per altri: non \u00e8 forse questo stalinismo?<\/strong><\/p>\n<p>Comunque sia, e chiudo, nella citt\u00e0 dove abito vige un abbastanza ferreo obbligo di andare nella scuola dove si \u00e8 residenti senza possibilit\u00e0 di spostarsi in altre scuole di citt\u00e0. Obbligo definito anni fa dalla amministrazione comunale di concerto con le scuole per evitare il rischio di sovraffollamento in alcuni edifici rispetto ad altri. Scelta a mio parere sensata perch\u00e9 gli edifici scolastici non sono fisarmoniche e perch\u00e9 rafforza l\u2019idea che la scuola \u00e8 parte integrante della vita di un quartiere.<\/p>\n<p>Allora? Come fare con l\u2019insegnamento e l\u2019apprendimento della lingua italiana? Allora\u2026 forse si tratta di iniziare a ragionare di risorse (insegnanti, laboratori, educatori, numero di alunni per classe), di metodi e stili didattici e di educazione interculturale dove la differenza diventa ricchezza per tutti non pericolo, rischio, problema, baratro.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, questo dicono le scuole che in questi giorni sono state sentite dai media sul tema del tetto del 30%, la differenza \u00e8 ricchezza, le nostre scuole sono luogo in cui cresce la societ\u00e0 di domani imparando a creare nuovi legami, nuova cultura, nuova cittadinanza. Perch\u00e9 la scuola \u00e8 il luogo che costruisce il futuro. Come ha detto a Amatrice il presidente della Repubblica Mattarella inaugurando l\u2019anno scolastico.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>L\u2019deologia combatte sul corpo delle donne: il velo e la mercificazione del corpo<\/strong><\/span><\/p>\n<p>In realt\u00e0 Vico e i suoi corsi e ricorsi storici mi \u00e8 venuto in mente stamattina anche pensando alla polemica sul burqa (copertura totale del corpo e del viso) e sul niqab\u00a0(velo che copre il capo e il volto lasciando una striscia libera per gli occhi). Come \u00e8 noto esiste un terzo tipo di velo, lo Hijab, che copre solo la testa e il collo lasciando completamente scoperto il viso. \u00c8 il pi\u00f9 diffuso tra le donne islamiche che decidono di usare il velo e se scendo in strada incontro decine di studentesse universitarie del campus del centro storico che lo indossano.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 mi \u00e8 tornato alla mente Vico e la sua teoria della storia?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 di velo islamico si discute da decenni e ricordo molto bene due miei interventi per la rubrica Educazione Interculturale del sito Pavone Risorse:<\/p>\n<p>6 dicembre 1998:<strong> <a href=\"https:\/\/www.pavonerisorse.it\/intercultura\/rubrica03.htm\">Islam Italia<\/a><\/strong><\/p>\n<p>12 febbraio 2004:<strong> <a href=\"https:\/\/www.pavonerisorse.it\/intercultura\/2003\/chador.htm\">Sulla legge che in Francia vieta il chador in classe<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Ebbene, in sostanza da l\u00ec non ci siamo mossi, mi pare. Corsi e ricorsi storici.<\/p>\n<p>Vale per\u00f2 la pena riandare al dibattito polemico che si accese in Francia nel 1989 a seguito dell\u2019affaire dei <strong><a href=\"https:\/\/www.cnews.fr\/france\/2019-10-16\/en-1989-les-foulards-de-creil-premiere-polemique-sur-le-voile-islamique-889730\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">foulards di Creil<\/a><\/strong> nato a seguito della legge che in Francia vieta l\u2019uso di simboli religiosi nei luoghi pubblici, quindi anche dello hijab. La filosofa \u00c9lisabeth Badinter, insieme ad altre intellettuali e femministe universaliste, firm\u00f2 un celebre appello sul settimanale Le Nouvel Observateur mettendo in luce la profonda e provocatoria contraddizione sociologica che caratterizzava la condizione della donna presa tra due fuochi: da un lato le spinte teocratiche e dall\u2019altro il capitalismo occidentale<\/p>\n<p>Le femministe francesi della corrente universalista interpretarono sia il velo islamico sia l&#8217;uso commerciale del corpo femminile in Occidente come due facce della stessa medaglia: la <strong>negazione dell&#8217;autodeterminazione e della dignit\u00e0 della donna<\/strong>. La critica si snodava su due fronti simmetrici:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Il velo che nasconde e sottomette:<\/strong> per \u00c9lisabeth Badinter e le sue colleghe, il velo a scuola o nello spazio pubblico non era un semplice simbolo religioso, bens\u00ec un &#8220;marchio di subordinazione&#8221; impresso sul corpo delle donne, volto a sottrarle allo sguardo pubblico e a sancirne l&#8217;inferiorit\u00e0 rispetto all&#8217;uomo.<\/li>\n<li><strong>La pubblicit\u00e0 che mercifica:<\/strong> parallelamente, le stesse femministe non risparmiarono critiche al modello occidentale. Sottolinearono come la societ\u00e0 dei consumi e la pubblicit\u00e0 usassero sistematicamente il corpo della donna come <strong>oggetto sessuale o merce<\/strong> per vendere prodotti, riducendone il valore alla sola dimensione estetica e performativa.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Le giovani donne, secondo questa tesi, si trovavano schiacciate tra <strong>due forme opposte ma ugualmente opprimenti di controllo sul proprio corpo<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>da un lato, la pressione comunitaria e patriarcale-religiosa che esigeva la cancellazione del corpo femminile dalla sfera pubblica attraverso l&#8217;occultamento.<\/li>\n<li>dall&#8217;altro, l&#8217;iper-sessualizzazione della societ\u00e0 dei consumi che riduceva quel medesimo corpo a puro strumento commerciale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come si pu\u00f2 notare siamo ancora l\u00ec. E Vico \u00e8 davvero un profeta!<\/p>\n<p>Chi non fosse convito che siamo ancora a questo punto pu\u00f2 andare a leggere oggi sul Corriere della Sera (22 settembre 2026) l\u2019intervento di molte atlete contro l\u2019attrice <strong>Sydney Sweeney<\/strong> che appare quasi nuda, coperta da palloni e attrezzi sportivi, nella campagna pubblicitaria di Novig, piattaforma di scommesse sulle gare. Riporto la parte finale dell\u2019articolo del Corriere:<\/p>\n<p>\u00abNon stiamo giudicando la libera scelta dell\u2019attrice, stiamo giudicando il potere delle immagini e quelle di questa campagna non hanno nulla a che fare con l\u2019emancipazione\u00bb dice Lorella Zanardo, che ha lavorato molto sulla rappresentazione delle donne nei media. L\u2019autrice invita a considerare chi quelle immagini le guarda: \u00abCosa vedono le bambine mentre camminano? Una ragazza che ha il manico di una racchetta da tennis tra i glutei e due palle da football tra i seni\u00bb. Per l\u2019autrice, le donne che si tolgono il velo in Iran compiono un atto di emancipazione: \u00abQuel gesto visto in rete spinge altre ragazze a prendere coraggio\u00bb. In questa campagna, invece, \u00abusare il proprio corpo per eccitare\u00bb ripropone uno stereotipo sessuale trito e ritrito.<\/p>\n<p>Quindi? Valditara vuole liberare le ragazze dalla cultura patriarcale e dall\u2019imposizione dell\u2019obbligo del velo. Ottima idea. Far\u00e0 lo stesso con le emule di <strong>Sydney Sweeney? <\/strong>E comunque potr\u00e0 sempre dire che l\u2019attrice lo ha scelto liberamente. Ma chi ci garantisce che non sia lo stesso per una ragazza 19enne che frequenta l\u2019ultimo anno di liceo e vuole indossare ad esempio il niqab? SI entra cos\u00ec in un ginepraio. <strong>E allora la legge italiana attuale mi pare molto molto pi\u00f9 ragionevole<\/strong>: non entra nel merito del perch\u00e9 uno\/a si copra la faccia ma dice che in luoghi pubblici si deve essere riconoscibili. E\u2019 quanto basta, a mio parere. E allora forse dietro questa nuova crociata c\u2019\u00e8 dell\u2019altro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Una nuova crociata contro l\u2019Islam?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Quindi?<\/p>\n<p>Quindi, premesso che nelle scuole in Italia burqa e niqab sono praticamente inesistenti (come ha evidenziato Tecnica della scuola) perch\u00e9 il riaccendersi di questa fiammata?<\/p>\n<p>Per motivi ideologici. Per promuovere la campagna anti islam, visto come elemento culturale e religioso che \u00e8 di sicuro disturbo all\u2019\u201dOccidente\u201d e alla societ\u00e0 omogena vagheggiata da Galli della Loggia e dal Ministro Valditara.<\/p>\n<p>E allora non posso che rimandare ai miei interventi del 1998 e del 2004 e alla chiusura che allora fece il sociologo Allevi: la soluzione giusta sembra piuttosto sdrammatizzare, con semplice buon senso, anzich\u00e9 una legge che fa di un simbolo religioso una bandiera identitaria buona per le opposte barricate ideologiche, e che favorisce gli opposti estremismi: quello islamista e quello laicista.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019estremismo laicista non mi pare molto in salute ma di certo \u00e8 stato sostituito dall\u2019estremismo identitario figlio dei sogni dei nostalgici dell\u2019idealizzato Occidente (quello che in Italia le donne e i loro diritti le ha scoperte molto tardivamente) cui si vorrebbe tornare.<\/p>\n<p><strong>Forse ha ragione Vico: il disagio della contemporaneit\u00e0 ci sta spingendo verso il tempo della barbarie ritornata<\/strong><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8912\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8912\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aluisi Tosolini In questi giorni si \u00e8 accesso come una fiammata improvvisa il dibattito su due questioni scolastiche: la quota del 30% di \u201cstranieri\u201d in classe e il divieto di burqa e niqab. Stamattina, attraversando i borghi del quartiere multiculturale dove abito, pensavo che si tratta di una fiammata che si riaccende perch\u00e9 di questi temi abbiamo gi\u00e0 dibattuto per anni e molti anni fa e che quindi il motivo di questa \u201cfiamma di ritorno\u201d non \u00e8 certo la scuola o una preoccupazione educativa ma la campagna elettorale incipiente. 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