{"id":8922,"date":"2026-09-26T22:14:20","date_gmt":"2026-09-26T20:14:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=8922"},"modified":"2026-09-29T21:38:32","modified_gmt":"2026-09-29T19:38:32","slug":"dal-tetto-allo-straniero-al-patto-formativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2026\/09\/26\/dal-tetto-allo-straniero-al-patto-formativo\/","title":{"rendered":"Dal tetto allo straniero al Patto Formativo"},"content":{"rendered":"<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-8924\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/decreti_governo-1024x576.png\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/decreti_governo-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/decreti_governo-300x169.png 300w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/decreti_governo-768x432.png 768w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/decreti_governo-1536x864.png 1536w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/decreti_governo-500x281.png 500w, https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/decreti_governo.png 1672w\" sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/>di Giovanni Fioravanti<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2023 ho pubblicato con <strong>Armando editore <em>La cultura della scuola. Facciamo un patto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel libro propongo di superare l&#8217;organizzazione scolastica per classi anagrafiche per passare, sulla base di patti formativi tra scuola famiglia e studente, a percorsi formativi individualizzati e a un&#8217;organizzazione per laboratori disciplinari.<\/p>\n<p>In un sistema del genere il problema del tetto agli alunni non di lingua italiana per classe muterebbe completamente natura proprio perch\u00e9 verrebbe meno l&#8217;unit\u00e0 organizzativa sulla quale calcolare la percentuale, ovvero la classe anagrafica stabile.<\/p>\n<p>Se la scuola fosse organizzata attraverso percorsi formativi singolarizzati, con laboratori disciplinari frequentati in funzione del percorso prescelto, la questione non sarebbe pi\u00f9 quanti alunni non italofoni ci sono nella classe, ma quali competenze possiede ciascun alunno e di quali esperienze formative ha bisogno per portare a compimento il proprio percorso di apprendimento.<!--more--><\/p>\n<p><strong>Il cambiamento, quindi, sarebbe profondo: dalla classe anagrafica al profilo di competenze.<\/strong><\/p>\n<p>Oggi, all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione a scuola, si \u00e8 assegnati ad una classe sulla base dell&#8217;et\u00e0 anagrafica. All&#8217;interno della stessa classe possono per\u00f2 trovarsi alunni e alunne con livelli estremamente differenti.<\/p>\n<p>In una scuola per percorsi di apprendimento, invece, uno studente potrebbe frequentare contemporaneamente:<br \/>\n-matematica al livello corrispondente alle sue competenze;<br \/>\n-italiano scritto a un livello diverso;<br \/>\n-italiano L2 in un laboratorio specifico;<br \/>\n-inglese a un livello pi\u00f9 avanzato;<br \/>\n-scienze insieme a studenti di et\u00e0 diverse;<br \/>\n-un laboratorio artistico o tecnologico corrispondente ai propri interessi e capacit\u00e0.<\/p>\n<p>La variabile decisiva non \u00e8 pi\u00f9 la cittadinanza ma il patto formativo concordato con la scuola.<\/p>\n<p>Consideriamo un ragazzo di 13 anni arrivato dall&#8217;Ucraina o dall&#8217;India che possieda ottime competenze matematiche ma conosca poco l&#8217;italiano.<br \/>\nOggi la scuola lo definirebbe genericamente come &#8220;alunno straniero con difficolt\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Nel modello laboratoriale il suo profilo sarebbe invece:<br \/>\n-matematica: avanzato<br \/>\n-scienze: intermedio-avanzato<br \/>\n-italiano comunicativo: A2<br \/>\n-italiano per lo studio: A1\/A2<br \/>\n-inglese: B1<\/p>\n<p>Non avrebbe quindi alcun senso collocarlo globalmente in un livello inferiore. Frequenterebbe un laboratorio intensivo di italiano, ma potrebbe contemporaneamente partecipare a matematica e scienze con compagni molto competenti.<br \/>\nQuesto eviterebbe uno dei rischi pi\u00f9 seri dell&#8217;attuale organizzazione: confondere una difficolt\u00e0 linguistica con una difficolt\u00e0 cognitiva.<\/p>\n<p>Il tetto del 30%, dunque, perde gran parte del suo significato.<\/p>\n<p>Supponiamo che in una scuola di 600 studenti vi siano 200 studenti con cittadinanza non italiana. Nel sistema attuale nasce immediatamente il problema della loro distribuzione sulla base del numero delle classi. Nel sistema laboratoriale sarebbe un problema secondario.<\/p>\n<p>Alle 9.00 potrebbero esserci:<\/p>\n<ul>\n<li>18 studenti nel laboratorio di matematica avanzata;<\/li>\n<li>14 nel laboratorio di alfabetizzazione italiana;<\/li>\n<li>22 nel laboratorio di scienze;<\/li>\n<li>16 nel laboratorio di scrittura;<\/li>\n<li>20 nel laboratorio di inglese.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alle 10.00 le combinazioni cambierebbero completamente, in quanto non esiste pi\u00f9 una popolazione fissa della &#8220;classe&#8221;.<br \/>\nPotrebbe accadere che un laboratorio abbia il 60% di studenti di origine non italiana senza che ci\u00f2 rappresenti alcun problema.<br \/>\nPer esempio, un laboratorio di italiano L2 livello A1 avrebbe comprensibilmente una percentuale altissima di studenti recentemente immigrati.<br \/>\nViceversa un laboratorio di tecnologia potrebbe avere il 10%, il 30% o il 70% di studenti non di lingua italiana e la percentuale sarebbe pedagogicamente quasi irrilevante.<\/p>\n<p>La domanda diventerebbe: il gruppo \u00e8 funzionale all&#8217;apprendimento che deve realizzare?<br \/>\nQuesta \u00e8 la domanda pedagogicamente molto pi\u00f9 significativa.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la vera &#8220;singolarizzazione&#8221;. Una conseguenza particolarmente importante per gli studenti immigrati. Il problema dell&#8217;apprendimento dell&#8217;italiano potrebbe essere affrontato molto meglio.<\/p>\n<p>Oggi succede spesso qualcosa di pedagogicamente paradossale. Un ragazzo appena arrivato viene inserito per quasi tutto il tempo in una classe dove comprende molto poco ci\u00f2 che viene detto. Formalmente \u00e8 &#8220;incluso&#8221;, ma dal punto di vista dell&#8217;apprendimento pu\u00f2 essere largamente escluso.<br \/>\nNel sistema laboratoriale potrebbe invece avere per alcuni mesi: 8 -10 ore settimanali di italiano intensivo L2, unite alla frequenza di matematica, educazione motoria, arte, musica, tecnologia e progressivamente delle altre discipline.<br \/>\nQuando raggiunge A2 o B1 le ore di italiano intensivo diminuiscono e aumentano quelle disciplinari. La transizione sarebbe graduale.<\/p>\n<p>Integrare non significa fare stare tutti nello stesso luogo per tutto il tempo. Significa permettere a ciascuno di acquisire gli strumenti che gli consentono di partecipare realmente.<br \/>\nSi costituirebbe cos\u00ec una sorta di &#8220;mappa dinamica dell&#8217;apprendimento&#8221;. Il percorso formativo diventerebbe realmente individuale, per questo io lo definisco &#8220;singolarizzato&#8221;.<br \/>\nE qui il problema degli studenti &#8220;stranieri&#8221; cambierebbe radicalmente.<\/p>\n<p>Non avremmo pi\u00f9 studenti italiani e studenti che italiani non sono, ma studenti con differenti profili di competenza.<br \/>\nIl compito della scuola \u00e8 quello di interrogarsi su come ciascuno pu\u00f2 apprendere meglio, e questa dal punto di vista pedagogico \u00e8 la trasformazione concettuale pi\u00f9 importante: dalla gestione delle categorie di studenti alla progettazione delle condizioni dell&#8217;apprendimento.<\/p>\n<p>Il problema vero a cui oggi ci troviamo di fronte non \u00e8 il numero dei figli di famiglie immigrate che frequentano le nostre scuole ma la complessit\u00e0 educativa che riguarda tutti immigrati e non. Complessit\u00e0 educativa che questa nostra scuola cos\u00ec com&#8217;\u00e8 non \u00e8 in grado di affrontare e che non si pu\u00f2 pensare di risolvere scaricandola sulle spalle degli insegnanti inventandosi circolari e decreti legge, meno che mai dando i numeri.<\/p>\n<p>Compito dello Stato non \u00e8 tradurre i problemi in percentuali, ma fornire alle scuole risorse, strumenti, spazi e docenti qualificati, se non \u00e8 in grado di farlo significa che la politica ha fallito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8922\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8922\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Fioravanti Nel 2023 ho pubblicato con Armando editore La cultura della scuola. 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