{"id":8951,"date":"2026-10-24T10:05:08","date_gmt":"2026-10-24T08:05:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=8951"},"modified":"2026-10-24T12:02:39","modified_gmt":"2026-10-24T10:02:39","slug":"i-casi-straordinari-di-necessita-e-urgenza-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2026\/10\/24\/i-casi-straordinari-di-necessita-e-urgenza-della-scuola\/","title":{"rendered":"I casi straordinari di necessit\u00e0 e urgenza della scuola"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Mario Maviglia<\/strong><\/p>\n<p>La prendo alla lontana: l\u2019art. 77 Cost. prevede che \u201cquando, in <em>casi<\/em> <em>straordinari di necessit\u00e0 e di urgenza<\/em> [corsivo mio], il Governo adotta, sotto la sua responsabilit\u00e0, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.\u201d Nel corso della XIX Legislatura (attuale Governo Meloni) al 13 luglio 2026 sono state approvate 340 leggi (di cui 117 di conversione di decreti-leggi). Sono stati inoltre emanati 133 decreti-legge (fonte: Camera dei Deputati). Usando molta fantasia, possiamo presumere che tutti i 133 decreti-legge emanati dal Governo alla data del 13 luglio u.s. rientravano sicuramente tra i <em>casi<\/em> <em>straordinari di necessit\u00e0 e di urgenza <\/em>di cui parla la Costituzione, anche se analizzando il recente decreto-legge 30\/09\/2026 n. 170 (ancora in fase di conversione da parte del Parlamento), riguardante una serie di interventi che interessano anche la scuola, sorge il forte dubbio che di urgente vi sia ben poco. Infatti l\u2019art. 12 del decreto stabilisce che \u201c\u00e8 fatto divieto di partecipare alle attivit\u00e0 curriculari e extracurriculari delle istituzioni scolastiche con il volto coperto o con qualsiasi altra modalit\u00e0 atta a non consentire il riconoscimento del volto\u201d.<\/p>\n<p><!--more-->Come \u00e8 stato detto da rappresentanti dello stesso Governo <strong>questa norma mira a contrastare l\u2019uso del burqa o del niqab<\/strong> che, com\u2019\u00e8 noto, sono indumenti che nascondono il volto. Per la verit\u00e0, non vi era alcuna urgenza di legiferare su questa materia attraverso un decreto-legge in quanto esiste gi\u00e0 una legge che regolamenta questo comportamento. Infatti, la cosiddetta<strong> Legge Reale<\/strong> (<em>Disposizioni a tutela dell\u2019ordine pubblico<\/em>) n. 152 del 22\/05\/1975 all\u2019art. 5 vieta espressamente \u201cl&#8217;uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo.\u201d Non si comprende quindi il motivo per cui il Governo non abbia tenuto conto di questa legge, che difatti non viene nemmeno citata nel preambolo del decreto. Per ignoranza? Se questo fosse vero, sarebbe molto grave perch\u00e9 \u00e8 inconcepibile che il Governo nel momento in cui opera in funzione legislativa (come di fatto avviene nella decretazione d\u2019urgenza attraverso lo strumento dei decreti-legge) non abbia cognizione delle norme gi\u00e0 esistenti sulla materia oggetto dell\u2019intervento legislativo.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro motivo che rende del tutto illogico e immotivato il ricorso all\u2019<em>urgenza<\/em> di questa misura. C\u2019\u00e8 da chiedersi infatti quante studentesse o studenti frequentano le scuole italiane con il volto coperto dal burqa, niqab o casco o altro mezzo. Qualche unit\u00e0? E questo giustifica l\u2019inserimento di questa disposizione in un decreto-legge? A meno che i nostri ministri (e in particolare Valditara) non abbiano in mano dati statistici su questo fenomeno estremamente preoccupanti o comunque tali da giustificare la misura all\u2019interno di un decreto-legge. In ogni caso tali dati non sono mai stati pubblicati. Forse perch\u00e9 non esistono. Si pu\u00f2 anche pensare che i sigg. ministri abbiano riscontrato questa alta frequenza di volti coperti a scuola nel corso delle loro continue visite alle istituzioni scolastiche. Per\u00f2 \u00e8 strano che Valditara non ne abbia fatto menzione nelle sue quotidiane dichiarazioni dedicate all\u2019intero scibile umano. O forse ha ragione Crozza quando sottolinea, ironicamente, che fare un decreto sul burqa \u201c\u00e8 come fare un decreto per vietare di entrare alle poste vestiti da Zorro\u201d o, se preferite, fare un decreto per vietare la vendita della pizza farcita di marron glac\u00e9.<\/p>\n<p>Analoghe considerazioni possono essere fatte anche in riferimento ad un altro aspetto disciplinato dal decreto-legge:<strong> il tetto del 30% di alunni stranieri iscritti alle classi iniziali<\/strong>. Pure in questo caso l\u2019urgenza non appare giustificata in quanto il testo del decreto pubblicato in G.U. appare molto diverso dalle versioni informali che erano girate prima della sua emanazione. Infatti nel testo ufficiale si dice che nella scuola primaria le classi iniziali debbono essere costituite secondo criteri di equa distribuzione degli alunni stranieri e senza superare il 30% del totale di ciascuna classe prendendo a riferimento \u201cil numero degli alunni con cittadinanza non italiana e che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell\u2019infanzia\u201d. Nella scuola secondaria di primo e di secondo grado il riferimento del 30% \u00e8 costituito dal \u201cnumero degli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici, il sistema nazionale di istruzione.\u201d<\/p>\n<p>Insomma, la montagna ha partorito il classico topolino. Infatti, volendo fare i conti della serva, per superare il tetto previsto, una classe prima di scuola primaria formata da 26 bambini deve contare almeno 8 alunni stranieri che non abbiano la cittadinanza italiana e che non siano nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell\u2019infanzia. E nella scuola secondaria di primo e secondo grado, considerando una classe prima di 27 alunni, per superare il tetto del 30% almeno 8 studenti stranieri devono essere stati bocciati per tre anni scolastici. Si tratta di situazioni probabili, ma del tutto rare (raro come non leggere qualche dichiarazione del ministro Valdidara in un giorno qualsiasi della settimana). Eppure, per queste rarit\u00e0 (riferite al tetto del 30%, non a Valditara\u2026) si adotta la decretazione d\u2019urgenza. Ma nella remota ipotesi che dovesse essere superato il tetto previsto, si tratta di capire come verranno risolti i problemi organizzativi, considerato che la circolare della Gelmini (n. 2 dell\u20198 gennaio 2010) che aveva introdotto il tetto del 30% \u00e8 rimasta di fatto inapplicata proprio per i problemi organizzativi che erano sorti e per non aver avviato e realizzato le opportune intese con gli enti locali per la fornitura dei servizi (in modo particolare i trasporti). Insomma, il tetto del 30%, per come \u00e8 stato concepito nel decreto, sembra un messaggio (ideologico) lanciato dal Governo all\u2019opinione pubblica e a certe formazioni politiche di destra per affermare che il problema \u00e8 sotto controllo e che non si vogliono creare situazioni in cui gli studenti stranieri costituiscono la maggioranza. Ci si dimentica che molti degli studenti \u201cstranieri\u201d che oggi vivono in Italia sono definiti tali in quanto una legge varata dal centrodestra (la cosiddetta <strong>Legge Bossi-Fini del <\/strong>30 luglio 2002, n. 189) ha fissato norme cos\u00ec ristrette per ottenere la cittadinanza italiana che un ragazzo\/a nato\/a in Italia deve attendere la maggiore et\u00e0 per essere considerato cittadino italiano, vivendo un lungo periodo di limbo.<\/p>\n<p>Problemi diversi ma non meno contorti comporta un\u2019altra misura contenuta nel decreto-legge, ossia l\u2019obbligo per le istituzioni scolastiche di <strong>segnalare \u201ctempestivamente ai servizi sociali territorialmente competenti i casi in cui persistenti barriere linguistiche dei soggetti stranieri esercenti la responsabilit\u00e0 genitoriale<\/strong> ostacolano l\u2019integrazione scolastica e lo sviluppo del percorso educativo e formativo, ovvero incidono sul comportamento del minore nel contesto scolastico o sull\u2019osservanza degli impegni assunti dalle famiglie con il Patto di corresponsabilit\u00e0 educativa.\u201d I genitori stranieri cos\u00ec \u201csegnalati\u201d devono frequentare un corso gratuito finalizzato al conseguimento di una certificazione attestante un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), erogato presso i Centri provinciali per l\u2019istruzione degli adulti (CPIA). Il mancato svolgimento del percorso gratuito di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana, comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro.<\/p>\n<p>Da quel che \u00e8 dato capire, alle istituzioni scolastiche viene richiesto di stabilire una correlazione tra le \u201cpersistenti barriere linguistiche\u201d dei genitori stranieri e l\u2019integrazione scolastica, lo sviluppo del percorso educativo e formativo e il comportamento dei loro figli nel contesto scolastico. Questo presuppone che i docenti abbiano una conoscenza non episodica dei modelli linguistici, comportamentali e di supporto che i genitori stranieri mettono in atto per sostenere i propri figli nel percorso scolastico. Non si comprende come facciano i docenti ad acquisire questi dati. Ma, dando per scontato che ci\u00f2 avvenga e sia possibile, in che cosa consiste l\u2019urgenza di questa misura? Il problema non poteva essere affrontato attraverso una decretazione ordinaria (ad esempio attraverso un disegno di legge di iniziativa governativa) che avrebbe consentito un tempo pi\u00f9 disteso per approfondire la questione in modo maggiormente meditato e incisivo?<\/p>\n<p>Inutile sottolineare che il frequente ricorso alla decretazione d\u2019urgenza crea un certo squilibrio tra i poteri dello Stato. Infatti se il Governo si sostituisce al Parlamento nella funzione legislativa (anche se i decreti-leggi debbono comunque essere convertiti in legge dal Parlamento), con le frequenti forzature del ricorso al voto di fiducia, di fatto viene coartato il ruolo del Parlamento quale sede di confronto democratico. Insomma, emerge quella propensione autoritaria che ha finora contrassegnato l\u2019azione di questo Governo e del Ministro Valditara. Non \u00e8 fuori luogo affermare che si tende in questo modo a svuotare la democrazia e a andare verso una sorta di \u201cdemocratura\u201d, ossia un \u201cregime politico improntato alle regole formali della democrazia, ma ispirato nei comportamenti a un autoritarismo sostanziale\u201d (Treccani on line).<\/p>\n<p>Infine, l\u2019ossessione che spinge i governanti attuali a regolamentare, controllare, ridurre gli spazi d\u2019azione degli stranieri (come emerge anche dagli esempi riportati sopra), pu\u00f2 essere letta come una risposta ideologica (da destra) al movimento di estrema destra guidato da Vannacci per non perdere quote di elettorato xenofobo. La decretazione d\u2019urgenza, in questo contesto, \u00e8 funzionale a dare un\u2019immagine di efficienza e di forza nell\u2019affrontare certi problemi, anche se le disposizioni previste sono, come abbiamo visto, ideologiche e del tutto inidonee a risolvere i problemi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_8951\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"8951\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mario Maviglia La prendo alla lontana: l\u2019art. 77 Cost. prevede che \u201cquando, in casi straordinari di necessit\u00e0 e di urgenza [corsivo mio], il Governo adotta, sotto la sua responsabilit\u00e0, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.\u201d Nel corso della XIX Legislatura (attuale Governo Meloni) al 13 luglio 2026 sono state approvate 340 leggi (di cui 117 di conversione di decreti-leggi). 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