{"id":975,"date":"2020-03-23T10:51:05","date_gmt":"2020-03-23T09:51:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=975"},"modified":"2020-03-23T10:51:05","modified_gmt":"2020-03-23T09:51:05","slug":"terza-settimana-di-scuole-chiuse-la-scuola-della-vicinanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/03\/23\/terza-settimana-di-scuole-chiuse-la-scuola-della-vicinanza\/","title":{"rendered":"Terza settimana di scuole chiuse. La scuola della vicinanza"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[\n\n<p style=\"color: #666666;\"><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/arcobaleno.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-970\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/arcobaleno-150x150.jpg\" alt=\"arcobaleno\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><strong>di Raffaele Iosa<\/strong><\/p>\n\n\n\n\n<p style=\"color: #666666;\">Inizia stamattina la terza settimana, in qualche regione la quarta, di scuole chiuse. Il corona virus imperv<span class=\"text_exposed_show\">ersa. Ai nostri ragazzi tocca non solo stare a casa da scuola ma anche stare a casa e basta. Questo isolamento e assenza dalle strade quotidiane costa molto a noi ma ancora di pi\u00f9 a loro.<\/span><\/p>\n\n\n\n\n<p style=\"color: #666666;\"><span class=\"text_exposed_show\">E pi\u00f9 si va avanti nel tempo pi\u00f9 coster\u00e0. Ma anche insegner\u00e0 nuovi e antichi valori dell\u2019esistenza, come il dolore, la speranza, la resilienza assieme alla rabbia, alla noia, all\u2019anomia.<\/span><\/p>\n\n\n\n\n\n<div class=\"text_exposed_show\" style=\"color: #666666;\">\n\nIn questo periodo sono tornato a modo mio a lavorare: decine di messaggi fb, molte telefonate, ho letto l\u2019iradiddio di idee, visto materiali i pi\u00f9 vari mandatimi da insegnanti. Detesto questa maledetta pensione che mi vorrebbe \u201cin quiescenza\u201d. Quindi fin che posso parlo e scrivo, appassionato dallo straordinario (inatteso e unico nella storia) evento collettivo di apprendimento sul campo che la grandissima parte degli insegnanti sta facendo per rispondere all\u2019emergenza, inventandosi cose di tutti i colori per salvare una relazione con i loro bambini e ragazzi. Uno slancio pedagogico vero, che rende questa fase opposta rispetto alla tradizione: impariamo facendo non ascoltando, lavoriamo pi\u00f9 che a scuola, non riusciamo a levarci via l\u2019assenza. Di loro.\n\n&nbsp;\n<!--more-->\n\n<strong>Per questo ho chiamato questa fase non quella \u201cufficiale\u201d di didattica a distanza, ma della didattica della vicinanza.<\/strong>\nLo scopo dell\u2019uso di queste strepitose (ma anche pericolose) macchine virtuali \u00e8 apparso a moltissimi centrato sul ricreare la vicinanza ai ragazzi pi\u00f9 che scimmiottare la scuola normale (e peggio tradizionale) ma fatta con il computer. Insomma didattica della vicinanza non (tanto o solo) per evitare che i ragazzi perdano l\u2019anno scolastico ma per evitare che si perdano davanti all\u2019assenza di un mondo di relazioni, scambi, conoscenze condivise date dall\u2019emergenza covid 19. Perch\u00e9 si impara insieme, insieme si cresce, chiusi in casa si sfiorisce.\nMa l\u2019emergenza e la virtualit\u00e0 ci obbligano a ripensare criticamente alle nostre tradizionali didattiche, altrimenti possono diventare solo noiose e trite lezioni. Forse questa fase avr\u00e0 l\u2019effetto che dopo, tornati a scuola, si sia migliori. Miracolo dei momenti di crisi. D\u2019altra parte le pi\u00f9 grandi innovazioni didattiche e pedagogiche sono figlie di crisi: Jean Itard e il suo fanciullo selvaggio, Maria Montessori e i suoi bambini disabili, Decroly e i figli dei minatori belgi, Celestin Freinet e i bambini campagnoli della Provenza, Don Milani con il suo I care. Abbiamo una storia, non veniamo dal nulla.\n\nMi piacerebbe quindi che la \u201cscoperta\u201d della didattica virtuale come risposta all\u2019emergenza diventasse anche una ri-scoperta (al ritorno in classe) di un attivismo didattico e pedagogico che in questi anni \u00e8 andato perduto per modelli quantitativi di apprendimenti direttivi, precocismi, schede su schede e lezioni frontali a tutto spiano.\n\n<strong>DAL FAST ALLO SLOW<\/strong>\n\nIn queste settimane, presi dall\u2019ansia amorevole di coprire l\u2019assenza, moltissimi insegnanti hanno forse esagerato. Col cuore, si intende, non per cinismo. Con quello che gli insegnanti erano prima adattato alle macchine. Da qui forse troppe lezioni virtuali ancora frontali, e troppi compiti mai questa volta \u201cper casa\u201d. Ha accompagnato questo rischio di una scuola fast l\u2019irrompere magico dell\u2019uso di queste macchine grasse e veloci di contenuti, facilmente copiabili e accessibili, una sterminata mole di documentari, giochetti, foto, testi, immagini e cos\u00ec via tali da far correre il rischio di una bulimia didattica. Presi dalla tristezza di sentirli a casa smarriti, forse troppi insegnanti hanno annegato i loro ragazzi nel troppo. E si sono fatti sedurre dalla quantit\u00e0 mostruosa che Internet ci offre. Con il rischio non di navigare ma di annegare nelle onde del tanto. Tipico e umanissimo atteggiamento in stile Candy Candy: dargli tanto e di pi\u00f9. Sta capitando anche nelle scuole francesi (me lo dicono colleghi dell\u2019esagono), e il rischio \u00e8 quello di ragazzi affannati per ore davanti allo schermo, genitori imbarazzati a fare con loro troppi compiti.\n\nMi permetto quindi, con l\u2019umilt\u00e0 del vecchio maestro, di suggerire alcuni pensieri anche igienici e per me necessari man mano che l\u2019emergenza continua e la solitudine a casa persiste:\n<strong>&#8211; Create eventi didattici fatti in modo che i ragazzi vi facciano domande non invece cui si<\/strong>\n<strong>chiede risposte.<\/strong> Cio\u00e8 una didattica interattiva della ricerca comune non del travaso di saperi. Il momento \u00e8 questo: una comunit\u00e0 in cammino non un gregge controllato dal cane pastore.\n<strong>&#8211; Fateli parlare tra di loro.<\/strong> Scambiarsi stati d\u2019animo, ma anche ironia, tristezza, gioia di\nvedersi, scambio di cosa si \u00e8 imparato da questo evento. Non \u00e8 difficile, lo facciamo anche noi con i nostri amici e parenti quando li chiamiamo per sapere come stanno.\n<strong>&#8211; Rompete lo schema tayloristico di una materia dopo l\u2019altra<\/strong>, mettetevi d\u2019accordo tra di\nvoi per non sovrapporvi l\u2019uno con l\u2019altro a riempire i ragazzi di troppi compiti. E\u2019 ora di azioni pi\u00f9 multidisciplinari possibili, quanto meno di una relazione pensata tra diverse discipline.\n<strong>&#8211; Tenete fuori il pi\u00f9 possibile i genitori<\/strong>. Non per cattiveria e neppure perch\u00e9 anche loro\nsono affaticati, ma perch\u00e9 babbo e mamma sono utili magari ad aprire le macchine, ma le attivit\u00e0 nelle classi virtuali possibili sono buone se i ragazzi si sentono liberi e capaci di autonomia, altrimenti creiamo nuove inutili dipendenze.\n<strong>&#8211; Valutate sempre, ma non come rito stanco della scuola dei voti<\/strong> (quante chiacchere su\nquesto tema). I ragazzi hanno bisogno di sapere come va, di fare domande su se stessi\ncome sul mondo. La didattica della vicinanza aiuta a creare belle strategie di autovalutazione. Non preoccupatevi della pagelle, alimentate tra di voi e loro la valutazione formativa, che valuta sia loro che voi, perch\u00e9 tutti in questa nuova esperienza didattica stiamo imparando, e anche i ragazzi ci insegnano. Avrete tempo dopo di fare una sintesi numerica complessiva, ma adesso conta il rinforzo non il giudizio, la scoperta dell\u2019errore come leva per migliorare non il suo stigma numerico, la differenza di performances come valore non come scala.\n<strong>&#8211; Cercate insomma di fare una scuola slow<\/strong>, non solo pi\u00f9 lenta ma anche pi\u00f9 profonda,\ngustosa, che non riempi per forza di immagini, video, scritti, ma solo quelli giustamente necessari. Il resto se lo cerchino loro, da soli.\n\n<strong>ATTENZIONE A CHI NON CE LA FA<\/strong>\n\nVedo ancora molte difficolt\u00e0 nei confronti dei ragazzi con disabilit\u00e0 e di quelli che non hanno a casa supporti informatici sufficienti. Sarebbe paradossale e vergognoso che l\u2019emergenza facesse male a chi ha pi\u00f9 bisogno.\n\nDunque\n&#8211; Per i nostri ragazzini con disabilit\u00e0: non \u00e8 questione solo degli insegnanti di sostegno, non lasciateli nell\u2019isolazione, create eventi dove siano tutti presenti e coinvolti, qualche roba di individuale pu\u00f2 anche andar bene, ma questo \u00e8 il momento della cooperazione tra ragazzi dove tutti aiutano tutti. Guai alla formazione di aule virtuali h. Ne fanno gi\u00e0 troppe e scuola.\n\n&#8211; Per i ragazzini in difficolt\u00e0 economiche e senza strumenti: cercate tutti i modi di\nprocurarveli, anche con le collette, nessuna scuola \u00e8 giustificata a rassegnarsi. Chiamate il sindaco, il parroco, il volontariato, i ricchi pieni di rimorsi per le evasioni fiscali del passato (se ce ne sono). O ci salviamo insieme o siamo tutti perduti.\n\nHo scritto queste cose all\u2019alba di un luned\u00ec un po\u2019 livido. Sto imparando anch\u2019io perch\u00e8 per quanto abbia studiato questo nuovo \u00e8 nuovissimo anche per me. Quindi \u00e8 normale che io possa aver detto anche qualche sciocchezza, che in qualche punto io sia troppo lirico e poco prosaico, che altri abbiano idee diverse ma comunque interessanti da confrontare, E\u2019 il momento di non perderci tutti e di restare soli davanti al nostro video, di scambiarci fraternamente saggezze e sciocchezze.\nPerch\u00e9 la Pedagogia \u00e8 cos\u00ec: l\u2019arte delle prove ed errori in un orizzonte di comune umanit\u00e0: non salvare l\u2019anno scolastico ma l\u2019 educazione democratica come necessario patrimonio per il futuro in questo martoriato paese\n\n<\/div>\n\n]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_975\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"975\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa 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