Lezioni per casa. Oltre i compiti, un’altra scuola è necessaria

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di Nerina Vretenar

  1. NEANCHE A SCUOLA
    – Nell’idea di scuola MCE cerchiamo che il gruppo, attraverso un’organizzazione della classe  cooperativa, sia impegnato  in attività significative, in ricerche intorno a temi di  interesse, in laboratori.
    – Evitiamo il triangolo banale “spiegazione/studio – compito/interrogazione-valutazione”.
    .
  2. ATTIVITA’ E MODI DI APPRENDERE diversi vanno tutti ‘allenati’.
    osservare/ ricercare, fare ipotesi /esplorare/visitare ambienti naturali, strutture produttive, musei, teatri/camminare
    sviluppare manualità e progettualità/ costruire, inventare
    narrare storie /collaborare/conoscere il mondo/leggere / buoni testi e lingue diverse
    classificare insegne, spazi, costruzioni, manifesti pubblicitari, …/fare ordine/organizzare/
    classificare oggetti, attività umane, seriare/ collezionare /leggere il territorio/
    osservare il cielo le albe i tramonti/osservare le ombre e i movimenti del sole e le fasi lunari/ sperimentare forme e colori /scrivere testi diari poesie/problematizzare
    osservare cambiamenti temporali e spaziali
    storia personale storia familiare /storia di scoperte oggetti invenzioni eventi/ raccogliere fonti, testimonianze, intervistare

  1. COSTRUIRE AUTONOMIA

Le attività per stimolare la ricerca, l’espressione, la scoperta di regole, non sono “compiti”. revisione di quanto fatto in ottemperanza al piano di lavoro personale e della classe, organizzazione di esposizioni, ‘conferenze’ e, progressivamente, metodo di studio.

  1. LAVORO INDIVIDUALE

Ci vuole anche l’esercizio e l’allenamento per consolidare delle capacità specifiche. Dopo si rivede insieme il lavoro, si fa una messa a punto collettiva,  perché l’alunno/a, con l’aiuto dell’adulto, acquisti consapevolezza dei suoi punti di forza e del lavoro che deve ancora fare per raggiungere degli obiettivi di cui ha chiara l’importanza.

  1. TEMPO

il tempo per il pensiero, per il confronto, per il fare, per il dialogo che aiuta gli alunni/e a prendere coscienza dei loro percorsi, dei loro progressi, della strada ancora da fare.

  1. UNA SCUOLA DEI TEMPI LUNGHI

che renda inutili i compiti a casa: il tempo pieno e  le scuole aperte il pomeriggio. con biblioteche aperte e accessibili con orario lungo, in città che offrano occasioni culturali anche ai giovanissimi contro la povertà educativa.
Una scuola dai tempi lunghi che educhi a ricercare personalmente, dopo l’orario, il piacere e il bisogno della lettura, della scrittura, dell’espressione artistica; addirittura a trovare piacere in attività significative legate a percorsi scolastici, nello studio, anche nell’allenamento.
Nel rispetto del diritto al gioco e a spazi vuoti (cfr. Convenzione)

  1. ANCHE A CASA

Una scuola vera è una scuola dove si apprende a pensare insieme;  se le cose si fanno con piacere, si proseguiranno anche a casa: non c’è separazione netta ( un testo libero, la lettera al corrispondente, una proposta di logo per il blog della classe,…).
E’ la prosecuzione di un percorso di pensiero.

…LA SCUOLA NON PUO’ ESSERE LUOGO DI DISPERSIONE O ATROFIZZAZIONE DEL PENSIERO

  1. NON DISCRIMINAZIONI

Non siamo per i compiti “assegnati”, né a scuola, né tantomeno a casa se poi ai ragazzi/e viene inflitta l’umiliazione di vederli ignorati o semplicemente corretti o valutati senza che sia dedicato al loro sforzo il giusto tempo per il confronto e la revisione.
E’ fonte di discriminazione, la pratica di assegnare compiti a casa complessi e uguali per tutti/e che qualcuno svolgerà facilmente e per qualcun altro saranno un ostacolo insormontabile: perché c’è chi è autonomo/a e chi non lo è; chi padroneggia la lingua dei compiti e chi no; chi può contare sull’aiuto di adulti competenti e chi no; chi vive dopo la scuola dentro spazi tempi e relazioni adeguate e chi no.

Quindi

  • Non compiti impossibili, non calibrati  sulle possibilità reali
  • Non compiti che si possano fare solo con aiuto esterno
  • Non compiti che siano oggetto di valutazione
  • Non compiti che uno possa fare agevolmente in 10’ mentre un altro in tempi estenuanti
  • Non compiti basati su memoria e meccanismi
  1. RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE
    (“rimuovere gli ostacoli” è un compito obbligatorio PER L’ADULTO). Assegnando a tutti/e compiti uguali, complessi, da svolgere in solitudine, sapendo che non tutti sono in grado di svolgerli, aumenta le distanze. Fa il contrario di quello che dovrebbe fare.
    È una responsabilità gravissima.