
dI Roberto Lovattini
con una intervista audIo curata da Reginaldo Palermo
Care maestre e cari maestri,
sono in pensione dalla scuola ufficiale ma sono tutt’ora attivo nel Movimento di Cooperazione Educativa, voi invece vi trovate ad iniziare un altro anno scolastico particolarmente difficile.
Forse penserete che io mi riferisca alle ragazze e ai ragazzi che sono diventati difficili da gestire oppure alla presenza di tanti bambini e bambine provenienti da tante parti del mondo, ma in realtà non penso a questo quando parlo di difficoltà.
Le insegnanti e gli insegnanti sono abituati ad insegnare a bambini “difficili” e bisognosi, che però trovano nella scuola e nei maestri l’aiuto e la comprensione di cui hanno bisogno e che non sempre trovano fuori da essa. Continua a leggere
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di Giovanni Fioravanti
Ripensando alla mia infanzia, rammento la diffusione di opere come «Conoscere», «Universo» e altre enciclopedie simili. Si trattava spesso di pubblicazioni a fascicoli, soluzioni economicamente più sostenibili, che distribuivano l’intera opera su un arco temporale piuttosto esteso. A quei tempi, gli insegnanti ci ammonivano costantemente a non limitarci a copiare da questi dispositivi culturali popolarissimi, poiché la mera trascrizione manuale su un foglio veniva considerata priva di valore formativo, anche se faticosa.
Qualche anno più tardi, sebbene già esistenti sul mercato, conobbi i «Bignamini». Certamente ricorderete questi volumetti, una collana che trovava in sé stessa la propria legittimazione e il proprio valore. Erano composti principalmente da riassunti disciplinari e sintesi di grandi opere, come i Promessi Sposi e altri classici. In quel contesto, la questione dell’affidabilità dei contenuti non veniva nemmeno sollevata: la notorietà del marchio editoriale e l’ampia diffusione ne garantivano la credibilità. Era frequente trovarli tra i libri usati, poiché gli studenti, dopo averli utilizzati per superare qualche esame, li rivendevano per rimetterli in circolazione .
di Marco Fake Guastavigna