Bambini e bambine testimoni di PACE


dI Roberto Lovattini

con una intervista audIo curata da Reginaldo Palermo

Care maestre e cari maestri,

sono in pensione dalla scuola ufficiale ma sono tutt’ora attivo nel Movimento di Cooperazione Educativa, voi invece vi trovate ad iniziare un altro anno scolastico particolarmente difficile.

Forse penserete che io mi riferisca alle ragazze e ai ragazzi che sono diventati difficili da gestire oppure alla presenza di tanti bambini e bambine provenienti da tante parti del mondo, ma in realtà non penso a questo quando parlo di difficoltà.
Le insegnanti e gli insegnanti sono abituati ad insegnare a bambini “difficili” e  bisognosi, che però trovano nella scuola e nei maestri l’aiuto e la comprensione di cui hanno bisogno e che  non sempre trovano fuori da essa. Continua a leggere

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I rapporti fra Freinet e il MCE: nel 1967 ne scrivono Visalberghi, Laporta, Pettini e altri

Questo è l’estratto di un numero storico della rivista COOPERAZIONE EDUCATIVA, il numero 2 del 1967
Riporta alcuni interventi in cui si parla dei rapporti fra Célestin Freinet, morto pochi mesi prima, e il Movimento di Cooperazione Educativa

Ringraziamo di cuore Edi Zanchetta, presidente della Associazione Maestro Dino Zanella per aver generosamente messo a disposizione il materiale

 

Ed ecco come la AI traduce il dibattito pubblicato da Cooperazione Educativa

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Raffaele Iosa, l’11 settembre e l’autonomia scolastica

di Massimo Nutini

Sono trascorsi venticinque anni da quell’11 settembre 2001 che ha scolpito per sempre la memoria di tutti noi. Il mondo intero assisteva attonito, attraverso gli schermi e le radio, al crollo delle Torri Gemelle e allo smarrimento di un mondo spinto d’un tratto fuori dai suoi rassicuranti binari.
Poche ore prima di quell’evento, Raffaele Iosa viaggiava in autostrada verso Ravenna con l’animo comprensibilmente amaro. Aveva appena lasciato la sua stanza al Ministero dell’Istruzione a Roma, travolto dalle logiche dello spoils system dopo l’insediamento del governo Berlusconi e della ministra Moratti. Per la scuola pubblica italiana si chiudeva una stagione e se ne apriva una del tutto diversa.
Mentre era in auto, lo chiamai al telefono. Continua a leggere

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Brevi appunti per un programma

di Nicola Puttilli

La scuola deve tornare a essere una priorità nel progetto di sviluppo del Paese. La piena formazione del cittadino è uno dei principi cardine del dettato costituzionale e tutti i dati in nostro possesso dimostrano che, nel medio-lungo periodo, i Paesi che maggiormente crescono economicamente sono quelli che più investono in conoscenza e formazione. Il nostro sistema pubblico di istruzione e formazione ha subito nell’ultimo trentennio successivi tagli e ridimensionamenti, passando da posizioni di eccellenza in Europa per quota PIL , a posizioni di sconfortante retroguardia. Le conseguenze di tale processo sono di solare evidenza: esiti degli apprendimenti insoddisfacenti e caratterizzati da forti squilibri, tassi elevati di analfabetismo funzionale, stipendi dei docenti tra i più bassi d’Europa, edifici scolastici per la gran parte vecchi, scarsamente accoglienti, con diffusi problemi di sicurezza e comunque pensati e progettati per una didattica quasi esclusivamente trasmissiva.

Si tratta di problemi strutturali la cui soluzione richiede ingenti investimenti. Una scelta di priorità comporta che alla scuola sia restituita almeno parte delle risorse sottratte nel corso degli anni, a partire dai risparmi derivanti dal calo delle frequenze conseguente al decremento demografico in corso, che si prevede ancora più consistente nei prossimi anni. Ma risorse per cosa? Continua a leggere

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Oltre la “comunità educante”. Genealogia critica di un lessico pedagogico conformante

di Giovanni Fioravanti

Introduzione

Nel linguaggio pedagogico contemporaneo poche formule godono della stessa capacità di produrre consenso dell’espressione comunità educante. Essa compare nel discorso scolastico, nelle politiche territoriali, nella progettazione educativa, nei rapporti tra scuola e famiglia e nelle retoriche della corresponsabilità.

La sua forza deriva anche dalla sua apparente evidenza.
Se l’educazione non avviene soltanto nella scuola, ma anche nella famiglia, nelle associazioni, nelle istituzioni e nei contesti sociali, sembrerebbe ragionevole concludere che l’intera comunità possieda una funzione educativa.

Ma proprio questa evidenza dovrebbe essere sottoposta a interrogazione critica.
Definire una collettività come educante non equivale semplicemente a riconoscere che in essa si producono apprendimenti. Significa attribuirle una intenzionalità pedagogica. Continua a leggere

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Galli della Loggia e Valditara: il tiki taka dell’estate. L’islam come prossimo nemico

di Aluisi Tosolini

A giocare il tiki-taka dell’estate non sono stati solo la Spagna campione del mondo di calcio, ma anche Ernesto Galli della Loggia e Giuseppe Valditara. Il campo, però, non è quello da calcio bensì quello della scuola e del disegno del futuro della società italiana.

Multietnica, multiculturale, interculturale?

Proviamo a fare una sorta di radiocronaca

28 luglio 2026. In un editoriale sul Corriere della sera, Galli della Loggia dà inizio alle danze evidenziando come nelle scuole italiane stia avvenendo uno scontro da cui “dipende in misura significativa l’avvenire dell’Italia. Per dirla chiaramente: da quanto avviene oggi nella scuola dipende se l’immigrazione in corso produrrà dei nuovi italiani e quindi un Paese multietnico ma non multiculturale, cioè un Paese non diviso in culture diverse e fatalmente estranee l’una all’altra, e quindi un’Italia fragile e inquieta in preda a continue potenziali tensioni”.

1 agosto 2026. Interviene il ministro Valditara che in una lunga intervista a Gianna Fregonara, sempre al Corriere della Sera, prende la palla al balzo e propone la convocazione di un’assise per “novembre per discutere dell’integrazione dei ragazzi stranieri, invitando esponenti delle forze politiche, sindacati, docenti, esperti, consulte degli studenti. Lì presenteremo la nostra visione e le misure già avviate in nome di un’Italia che sappia accogliere nel rispetto dell’identità e dei valori del nostro Paese. Sarà anche l’occasione per definire ulteriori interventi”. Continua a leggere

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Dal vecchio Bignami alla Intelligenza artificiale

Sfigolature – di Marco Guastavigna

Abbiamo attraversato una stagione primaverile e una estiva caratterizzate da un fermento intellettuale autentico, intenso e del tutto inedito. I nostri illustri accademici sono giunti a conclusioni sorprendenti: ad esempio, hanno dedotto che l’inattività cognitiva conduce inevitabilmente alla perdita di… facoltà cognitive!

IMG_256 Ripensando alla mia infanzia, rammento la diffusione di opere come «Conoscere», «Universo» e altre enciclopedie simili. Si trattava spesso di pubblicazioni a fascicoli, soluzioni economicamente più sostenibili, che distribuivano l’intera opera su un arco temporale piuttosto esteso. A quei tempi, gli insegnanti ci ammonivano costantemente a non limitarci a copiare da questi dispositivi culturali popolarissimi, poiché la mera trascrizione manuale su un foglio veniva considerata priva di valore formativo, anche se faticosa.

IMG_256 Qualche anno più tardi, sebbene già esistenti sul mercato, conobbi i «Bignamini». Certamente ricorderete questi volumetti, una collana che trovava in sé stessa la propria legittimazione e il proprio valore. Erano composti principalmente da riassunti disciplinari e sintesi di grandi opere, come i Promessi Sposi e altri classici. In quel contesto, la questione dell’affidabilità dei contenuti non veniva nemmeno sollevata: la notorietà del marchio editoriale e l’ampia diffusione ne garantivano la credibilità. Era frequente trovarli tra i libri usati, poiché gli studenti, dopo averli utilizzati per superare qualche esame, li rivendevano per rimetterli in circolazione . Continua a leggere

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Hat Law. PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa dei deputati del gruppo “Futuro Nazionale con Filtro”

di Marco Fake Guastavigna

Come spesso ci capita, siamo venuti in possesso di un’iniziativa politica destinata a far discutere:
PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa dei deputati del gruppo “Futuro Nazionale con Filtro”
A.C. XXXXDisposizioni in materia di razionalizzazione fonetico-morfologica del lessico italiano e ridefinizione delle tassonomie dell’identità.

PRESENTAZIONE

Onorevoli Colleghi! La presente proposta di legge nasce dall’esigenza di riordinare la struttura prefissale della lingua italiana. Preso atto che la tradizione grammaticale riconosce la piena equivalenza funzionale e semantica tra le preposizioni “tra” e “fra”, appare un’incongruenza logica mantenere nell’uso comune forme derivate fondate unicamente sulla radice latino-romanza “trans-“.

Attraverso l’adozione di specifici dispositivi normativi e linguistici, la riforma punta ad riallineare il vocabolario nazionale alle forme fono-morfologiche autoctone.

Per garantire l’immediata attuazione di tali disposizioni a costo zero per la finanza pubblica, il testo prevede l’integrazione di appositi contratti a titolo gratuito (pro bono) con i principali fornitori di tecnologie linguistiche, correttori ortografici e modelli linguistici di grande taglia (LLM), opportunamente riaddestrati e riconfigurati secondo la nuova ortografia di Stato.

TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE

ARTICOLO 1
(Adeguamento fonetico del prefisso “trans-“)

  1. In applicazione del principio di equivalenza tra le preposizioni “tra” e “fra”, tutte le voci del vocabolario della lingua italiana aventi come prefisso o contenenti la stringa “trans-“ sono modificate mediante la sostituzione della consonante “t” con la consonante “f”, ovvero “frans-“.
  2. A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge, negli atti pubblici, nella manualistica scolastica e nei codici ufficiali si applicano le grafie e pronunce di seguito esemplificate
  • fransitivo (in luogo di transitivo);
  • infransitivo (in luogo di intransitivo);
  • fransatlantico (in luogo di transatlantico);
  • fransizione (in luogo di transizione).

ARTICOLO 2
(Deroghe ed eccezioni per la sfera dell’identità e della sessualità)

  1. Sono escluse dalle disposizioni dell’Articolo 1 tutte le voci, i lemmi e le locuzioni inerenti alla sfera della sessualità, dell’identità biologica e del genere.
  2. Per i lemmi di cui al comma 1 non si applica la mera variazione fonetica in “frans-“, bensì la totale sostituzione dei termini in uso con formulazioni d’impianto patologizzante, restrittivo e stigmatizzante, volte a definire tali condotte come scostamenti o deviazioni dal parametro biologico di riferimento (esempi veterani sono “scelta contro natura” o “invertiti”).
  3. Spetta a una Commissione Straordinaria per il Lessico Nazionale il compito di redigere l’elenco tassativo delle sostituzioni terminologiche obbligatorie da adottare nei documenti ufficiali.

ARTICOLO 3
(Dispositivi di controllo e sanzioni)

  1. La Pubblica Amministrazione e le autorità di vigilanza sulle comunicazioni si avvarranno di appositi dispositivi informatici e redazionali per verificare il rispetto del nuovo lessico.
  2. L’uso indebito dei vecchi termini o l’inottemperanza alle sostituzioni dell’Articolo 2 comportano l’applicazione di sanzioni amministrative e l’obbligo di rettifica formale dell’atto redatto.

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Educazione sessuo-affettiva a scuola: neppure la Chiesa condivide le proposte di Valditara

di Cinzia Mion
Da poco è arrivata una notizia che avrà fatto saltare sulla sedia Valditara, schiattare Sasso e compagnia cantante…Di che si tratta? E’ presto detto: la Chiesa ufficiale, attraverso l’ultimo sinodo approvato da poco, ha dimostrato di saper superare la propria storica sessuofobia che era arrivata perfino a ipotizzare all’interno di questa visione “il peccato di pensiero”…
Aggiungo a proposito di questa sessuofobia che ci ha intriso tutti, anche una nota simpatica che riprende il testo famoso del veneto Luigi Meneghello, “Libera nos a Malo” che, ricordando la propria infanzia e la preparazione alla prima comunione, faceva riferimento alla gustosissima espressione “atimpuri” e la seguente domanda ineccepibile “quante volte”?….
Questa premessa serve a fare comprendere fino in fondo quanto è stata capace la Chiesa di svecchiarsi e quanto invece Valditara e i leghisti al seguito, cui oggi si aggiungono i vannacciani, vorrebbero che la scuola regredisse su posizioni sempre più anacronistiche. Questo riguarda tutti i fronti : accenno solo alle Nuove Indicazioni 2025 già abbondantemente criticate perfino dal Consiglio di Stato, per tradizione filogovernativo!!!
La notizia, come avrete già capito, riguarda la posizione della Cei in favore di una storica apertura, già avviata a dire il vero ancora da Papa Francesco ma mai ufficializzata, che si evince dal documento “Lievito di pace e di speranza” da cui estrapolo una frase che ne racchiude il senso.
Si raccomanda “che la Cei sostenga con la preghiera e la riflessione le ‘giornate’ promosse dalla società civile per contrastare ogni forma di violenza e manifestare prossimità verso chi è ferito o discriminato (Giornata contro la violenza e discriminazione di genere, la pedofilia, il bullismo, il femminicidio, l’omofobia e transfobia, ecc.)

Beh, per farla breve, altrimenti ne esce un saggio e non un post, intendo con questa apertura dare un colpo di sonda all’interno di una tematica su cui innanzitutto, per quanto riguarda la scuola, deve esserci una formazione che attiene al corpo docente sui cosiddetti “fondamentali”(a dire il vero dovrebbe essere prima di tutto di chi legifera e poi di tutti gli adulti che sono a contatto con bambine e bambini in crescita!)

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Metti le carte a posto (a proposito dell’insegnamento della storia)

Breve promemoria per insegnanti di storia non ministeriale
(seguirà la parte seconda: esempi di moduli didattici)

di Antonio Brusa

Disclaimer 1: a chi è diretto questo articolo

Se sei un docente che segue fedelmente il manuale, lo assegna da pagina x a pagina y, considera la lezione e l’interrogazione i soli momenti seri dell’insegnamento, sostiene che chi non ricorda “fatti, date e personaggi” non conosce la storia puoi risparmiarti la lettura di questo articolo. Una trascurabile esenzione, è vero. Quella significativa, però, è che ti potrai esimere dal leggere le nuove Indicazioni. E questo è un guadagno non da poco, vista la loro lunghezza. Il motivo è semplice: le Indicazioni sono state scritte proprio per te. Lo ha dichiarato Giovanni Belardelli, membro della Sottocommissione guidata da Ernesto Galli della Loggia, che – polemizzando con chi imputava alla Commissione il fatto di aver redatto un programma per docenti “tradizionalisti” – ha trasformato l’accusa in merito e ha scritto: “vorrà dire che ora si sentiranno più legittimati nel loro lavoro” (“Il Foglio”, 22 gen. 2025). Continua a leggere

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