Una recensione a cura di Aluisi Tosolini
Nel febbraio 2026 l’editore Guerini e Associati ha dato alle stampe (nella collana “I libri di Lettera150”) un volume collettaneo, curato da Giuseppe Valditara e Giampaolo Azzoni, intitolato emblematicamente Manifesto per l’Occidente.
La IV di copertina è esplicita e chiarissima presenta il libro come “Un vero e proprio manifesto culturale contro la cancel culture e contro ogni forma di delegittimazione dell’eredità occidentale, che è non è esclusiva ma aperta, dinamica, universale”.
Dopo attenta lettura mi permetto una analisi critica.
Gli autori e il contesto
Il volume si presenta come la prima pubblicazione della collana (diretta da Valditara) chiamata “I libri di Lettera150”. La collana, dice l’autopresentazione a pagina 2, è “pensata per contribuire ulteriormente al rilancio del nostro paese con riflessioni di qualità, ancorate a principi chiari e, insieme, attente alla realtà concreta. (…) si colloca nel solco di un moderno pensiero liberal-conservatore, capace di misurarsi con le sfide del nostro tempo”.
Il contesto il cui nasce il volume ruota infatti attorno a due centri studi, due think tank promossi da Valditara: Lettera150 e Fondazione Macchiavelli che a sua volta si presenta così: “diamo idee all’Italia sovrana. La Fondazione Machiavelli è il think tank che, attraverso studi, ricerche, convegni e una rete di analisti, promuove la conservazione dei valori tradizionali unita a proposte innovative e coraggiose”).
Insomma, il manifesto per l’Occidente nasce dentro questo milieu culturale e gli autori sono 21 docenti universitari (per lo più ordinari o “già” ordinari) e uno studioso (che opera come consigliere culturale alla Camera dei deputati) che vengono dai due think tank che, come abbiamo visto, hanno come stelle polari il pensiero liberal-conservatore e la conservazione dei valori tradizionali. Continua a leggere
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di Raimondo Giunta
di Rodolfo Marchisio
“Io Merito”