Il “Castello non c’è più”. Il Carnevale di Ivrea tra storia e leggenda

Dalla classe IIIB della primaria di Pavone Canavese riceviamo questo piccolo lavoro che pubblichiamo per far conoscere a tutti i nostri lettori un frammento della storia del Carnevale di Ivrea, uno dei più celebri d’Italia.
Il lavoro è stato svolto nell’ambito di un concorso promosso a livello locale

castello_non_cepiu“Il Castello non c’è più” è la frase simbolo della Canzone del Carnevale, che racchiude nelle sue strofe la storia del Carnevale di Ivrea dove  storia e leggenda si intrecciano.
Il Carnevale, per gli eporediesi, non è solo la  “Battaglia delle arance”, ma è anche una grande festa che celebra la ribellione di un popolo. Si ricorda, infatti, una battaglia popolare avvenuta nel Medioevo e le gesta della protagonista di questa battaglia Violetta, la figlia di un mugnaio.
Alla fine del XII secolo Ivrea era controllata da Ranieri di Biandrate, marchese del Monferrato, visto dalla cittadinanza come un “tiranno”. Nel 1194  la popolazione eporediense prese  d’assalto il castello di San Maurizio, detto il Castellazzo, dove il marchese risiedeva, cacciandolo.
Su questa vicenda venne costruita la leggenda di Violetta, la figlia di un mugnaio che, giovane  sposa, non si sarebbe sottomessa al rito dello ius primae noctis imposto da Ranieri, il quale pretendeva di passare la prima notte di nozze con le spose dei suoi domini. Violetta nascose un coltello sotto il  vestito e, una volta rimasta sola con l’uomo, lo uccise annunciando la fine della tirannia e istigando il popolo alla rivolta e a distruggere il castello simbolo di un tiranno despota e crudele.
Fu la fine della tirannia e l’inizio della libertà.
Finalmente il popolo era libero e …. IL CASTELLO NON C’È PIÙ!

E questo è il poster della IVB della primaria di Pavone
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