Pedagogia Freinet, la cooperazione come risposta a un sistema direttivo e trasmissivo

La pedagogia Freinet è nata dall’esperienza del maestro francese Célestin Freinet e di sua moglie Élise. Fin dall’inizio Freinet ha condiviso la sua esperienza pedagogica con i colleghi promuovendo la nascita di un movimento il cui principio di fondo è la cooperazione. La cooperazione non è un semplice aiuto reciproco ma un modo di mettere in relazione l’emancipazione di ciascuno con quella della collettività. Il libro ricostruisce il percorso che, nell’arco di un secolo, ha visto l’evoluzione delle esperienze di Célestin Freinet e del movimento da lui promosso fino alla costruzione di un vero e proprio sistema pedagogico alternativo alla pedagogia tradizionale fondato su un ambiente organizzato (una comunità al servizio del ragazzo e che lui stesso contribuisce a far vivere), sulle tecniche (conversazione/presentazione, testo libero, corrispondenza, giornale, ricerca matematica libera, ricerca d’ambiente, …) e su materiali messi a disposizione per realizzarle. La valutazione, soprattutto formativa, non è segnata da continui controlli collettivi ma è praticata per “unità di valore” (brevetti, capolavori) ed è individualizzata. In un momento storico segnato dall’aumento delle disuguaglianze e dalla crisi del vivere insieme è quanto mai attuale una pedagogia fondata sulla formazione all’autonomia personale e al senso della collettività al fine di costruire un futuro migliore per tutti.

E’ prossimo ad uscire un importante libro di Enrico Bottero sulla pedagogia Freinet.

INDICE DEL VOLUME

 

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Una svolta importante che apre una nuova prospettiva

di Dario Missaglia

Le Rsu nella scuola hanno preso il via nel 2000.
Le elezioni, previste in un primo tempo per il 1999, furono rinviate di un anno per poter dare inizio all’avvio della stagione dell’autonomia con la nuova figura del Dirigente scolastico ( titolare tra l’altro della contrattazione di istituto) appena istituita con il decreto legislativo n.59 del 1998..
Una scelta giusta e motivata perché con le Rsu non solo i lavoratori nella scuola avrebbero finalmente trovato il modo di autorappresentarsi, tutelarsi, strutturarsi come forza vitale di partecipazione e protagonismo ma avrebbero anche costituito un giusto contrappeso ai nuovi poteri del Dirigente scolastico.
A distanza di 25 anni, una riflessione approfondita su questa esperienza , sarebbe credo di grande utilità per rafforzarla e valorizzarla ulteriormente, nell’interesse di tutte le figure professionali.

Gli insegnanti in particolare, dimostrarono con le loro scelte e una partecipazione al voto molto alta, che il tempo delle vestali della classe media era concluso: Potremmo dire oggi che si affermarono le nuove vestali della scuola della Costituzione: per una scuola democratica, liberatrice, per l’affermazione del diritto all’istruzione per tutti a cominciare dai più deboli.
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