rubrica a cura di Rodolfo Marchisio
Di IA si parla da tempo ed in ogni modo senza considerare che IA è una “parola ombrello” che contiene molte cose diverse ed in diversa fase di attuazione e fruizione. E con diverse conseguenze sia dal punto di vista della fruibilità, sia di carattere etico e di diritti di cittadinanza.
Su questi temi abbiamo già aperto da tempo uno spazio di riflessione con contributi di M. Guastavigna, R. Marchisio, S. Penge.
L’uscita delle linee guida MIM sull’uso della cosiddetta intelligenza artificiale nella scuola apre un nuovo orizzonte, peraltro complicato, osserva una docente, dalla contemporanea proibizione dell’uso dello smartphone a scuola, anche per uso didattico. Solo col tablet per chi ce l’ha? Si chiede.
Ma tant’è il Ministro ormai tende a normare tutto, esplicitamente, spesso però in modo incompleto e impreciso, per presa di posizione ideologica dimentico della autonomia delle scuole che è legge (DPR 275/99) e della libertà di insegnamento che è prevista dalla Costituzione (art 33).
Apriamo una riflessione con una analisi di Stefano Penge, filosofo, programmatore e filosofo della programmazione da decenni, delle linee guida MIM sulla IA a scuola. Con l’intenzione di aprire un dibattito in questo inizio d’anno già di per sé piuttosto complesso.
Primi contributi alla riflessione
Non lasciamoci depredare – di Marco Guastavigna – settembre 2025
Introdurre l’IA a scuola, o anche no – di Stefano Penge – settembre 2025
Quelli che Freinet – una riflessione di Marco Guastavigna – agosto 2025
Siete tutti invitati a inviare il vostro contributo alla riflessione.
LINEE GUIDA MIM SULLA IA
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