STARE NELLA RELAZIONE PER IMPARARE E PER INSEGNARE
di Monica Barisone
Durante una rara riunione familiare, davvero allargata, si è palesata la percezione di una particolare armonia tra i bambini presenti, alcuni dei quali appena conosciutisi. Dopo essersi studiati un pochino, sotto lo sguardo benevolo di genitori, zii e nonni, il senso di continuità familiare, la visione inequivocabile della vita che procede, e il rispecchiarsi in queste sensazioni da parte dei bambini, ha aumentato in qualche modo il loro senso di sicurezza, un po’ come se avessero ampliato la loro base sicura.
Ed ecco infatti che i due bambini hanno iniziato a relazionarsi anche con parenti non noti, con zie appena conosciute, scorrazzando per la sala, sotto la loro vigilanza o dando loro la manina negli spostamenti più rischiosi, con gran stupore generale.
Nulla di strano, in realtà, in questo, ma non si può non notare che si tratti di fenomeni sempre più rari, quasi mitici. Le occasioni di incontro in concomitanza dei cosiddetti momenti di soglia o anche riti di passaggio più tradizionali, prevalentemente di tipo religioso nella cultura occidentale, si sono infatti ridotti. Ne sono stati introdotti alcuni, nuovi per noi, come i baby shower, i gender reveal o i diciottesimi, si tratta comunque di eventi piuttosto sporadici rispetto al passato.
Mi chiedo, in realtà, se questa rarità possa contribuire a rendere un po’ meno estesa e meno fitta la rete relazionale capace di garantire presenza, sostegno e risposte ai bisogni dei bambini, con l’effetto di un possibile incremento del rischio di insicurezza in situazioni di stress. Continua a leggere
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Nel rappresentare sé stessi ‘da grandi’, infatti, più della metà di ragazze e ragazzi ha raffigurato la propria persona, in versione di giovane adulto, con uno sfondo generico, il vuoto, o un vago panorama cielo/terra. In modo esplicito, uno di loro, ha proprio scritto di non sapere cosa farà ma ha anche indicato la probabile vera risposta che sentiva nella testa: ‘I do nothing!’, il niente, lo zero. Emergevano qua e là, negli altri disegni, ipotesi di vita familiare e genitoriale, desideri lavorativi e in alcuni casi la presenza degli amici di sempre accanto a sé, raffigurazioni, queste, che invece avevano costituito per anni la maggior numerosità.