Non lasciamoci depredare

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di Marco Guastavigna

Sono uscite le Indicazioni per l’uso dell’AI nella scuola (etichettate in modo pomposo e contemporaneamente burocratico, una sintesi comunicativa che rasenta la perfezione). In sé non valgono un commento analitico: va piuttosto sottolineata la matrice abilista, competitiva, efficientista, in perfetta linea con una concezione del merito non come partecipazione cooperativa, ma come voucher individuale da spendere da parte di chi lo possiede e da premiare da parte di chi lo incontra. In una perfetta logica neoliberale.

Predire non è mai salutare, ma credo proprio che il dibattito – non ancora decollato – sarà al solito polarizzato, in una mistificante e mistificata contrapposizione tra nuovo e vecchio, triste tradizione della riflessione sui dispositivi digitali. Nuovo spazio per la predazione di cui parlo in un mio recente contributo, che dà qualche spazio anche alle suddette prescriz… indicazioni.

Il video incorporato – frutto di una lettura del mio articolo da parte di NotebookLM – sintetizza quei ragionamenti e fornisce una prima prova di come gli oligopoli digitali stiano attrezzando infrastrutture della conoscenza le cui articolazioni logistiche e funzionali sono già ampiamente più avvolgenti e pervasive delle banalizzazioni dei documenti istituzionali, imperniati sulla genericità e sull’illusione che bastino poche nozioni e capacità operative per assumere il controllo della situazione.

A questa modalità comunicativa, si aggiungono risorse per lo storytelling, utilizzabili come “parabole” critiche, come quelle riprese di seguito.


I PREDATORI DELLA SCUOLA PERDUTA


LA CIRCOLARE SCINTILLANTE


LA PARODIA DEL SOMMO POETA

 

 

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