Le parole hanno un peso. Replica al Ministro Valditara in difesa della pedagogia democratica

di Maria Renata Zanchin

“Ri”partire, Sig. Ministro? Domanda retorica, a premessa di queste brevi righe per confutare l’uso di alcuni termini nella sua intervista pubblicata in questo giornale (Uno zaino di riforme per la scuola del merito. Parla il ministro Valditara, Intervista di Maurizio Crippa su Il Foglio del 29 settembre 2025). Sono parole troppo importanti per la vita e la storia della scuola ed è l’ennesima volta in cui, a margine della pubblicazione di documenti normativi, lei le utilizza per rivolgere accuse a una non meglio definita impostazione di pedagogia democratica.

In questo modo si svilisce, agli occhi di chi non ha le conoscenze sufficienti per poter dubitare, quanto si è costruito a partire dagli ultimi decenni del secolo scorso, da gruppi di ricerca, scuole, università, sindacati, partiti politici progressisti che si sono spesi per una pedagogia democratica come stimolo per una società democratica e giusta. È vero che le loro idee e le loro pratiche non sempre si sono diffuse e estese agli altri nel migliore dei modi, ma questo accade perché la complessità del vivere si è via via incrementata e perché l’azione umana non è mai perfetta, richiedendo tra l’altro, nei progetti complessi, tempi lunghi.

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