Cosa prevede l’ordinanza per lo svolgimento dell’Esame di Stato? Il voto in condotta può pregiudicare la “maturità degli studenti”? Qual è il senso nascosto dell’ordinanza emessa dal ministro Valditara?
L’ordinanza per lo svolgimento dell’esame di Stato, secondo una legge approvata lo scorso anno, prevede:
• Solo chi avrà ottenuto un voto pari o superiore a 9 in condotta potrà conseguire il punteggio più alto agli esami.
• Chi ottiene 6 in condotta dovrà discutere un elaborato di cittadinanza attiva e solidale assegnato dal Consiglio di classe.
• Se uno studente ha un voto in condotta inferiore a 6, non verrà ammesso alla maturità.
Diciamo subito che non vi è relazione fra condotta sanzionata e ammissione agli esami.
Le sanzioni “giuste”, fondate sul piano educativo, con “comprensione del valore formativo” e ravvedimento, quando opportunamente emendate con comportamenti “riparativi” e comprese nella loro necessità, con risarcimento e restauro dei danni provocati, non possono né debbono giustificare una “scuola della paura”, autoritaria, escludente, incostituzionale.
L’ordinanza Valditara, invece, rappresenta una stretta sul voto in condotta, uno strumento punitivo, non educativo, con palese confusione tra condotta e profitto.
È certo che il provvedimento provocherà una pioggia di ricorsi, Il Ministro avrebbe fatto meglio a consultare i TAR prima di emettere l’ordinanza!
L’educazione non può fondarsi sulla paura delle sanzioni, del resto le pene frequentemente non sortiscono effetti positivi, né la funzione primaria della scuola può fondarsi sulla paura.
Con gli adolescenti, oggi più che mai, occorre una relazione sana con un adulto di riferimento, per superare il disagio giovan il sempre più diffuso.
Signor Ministro, una proposta: sarebbe stata oltremodo utile la consultazione con esperti del calibro di Massimo Ammaniti, Matteo Iancini, Massimo Recalcati, almeno!
Una relazione sana con i giovani non può fondarsi sulla minaccia o sulla paura.
Sul piano educativo, funzione primaria di una scuola democratica, la mia proposta riguarda un “codice di comportamento” approvato “insieme”, discusso, od anche proposto dagli studenti, interiorizzato, fondato su canoni formativi di “giustizia”, coerente con le funzioni della scuola, non certo repressivo, e con funzione emendativa.
I giovani devono interiorizzare la consapevolezza del termine “colpa”, delle connesse responsabilità e della conseguente “riparazione”.
Il voto in condotta non può, né deve, pesare sulla maturità dato che gli “errori comportamentali” vanno giustamente sanzionati, secondo il “codice disciplinare”, sempre fondato sulle norme educative, (forse sto riferendomi ad una “scuola democratica”!).
Se sono “esauriti” e rispettati gli effetti degli “errori” commessi, quale relazione può esservi con il profitto e l’apprendimento?
Non vi è relazione fra condotta sanzionata e ammissione agli esami
Al contrario, ha valore educativo (formazione del cittadino democratico) la protesta contro le ingiustizie sociali conclamate. se i giovani protestano contro la violazione dei diritti e gli attentati alla costituzione, affermando valori educativi, confermano apprendimento ed educazione sana.
Inoltre, che senso ha avere 8 in condotta e non poter aspirare al punteggio più alto agli esami di Stato?
Nessuno! Signor Ministro, o è invece in contraddizione con lo stesso nome che lei ha voluto dare al Ministero (“Merito”) !
L’insufficienza al voto in condotta non può essere stigma definitivo; si può, si deve, emendare con un comportamento riabilitato. Se il giovane è pentito, risarcisce, ripara è meritevole di approvazione.
(Sarebbe stato meglio consultarsi con qualche “giudice”!)
L’adolescente subisce il fascino dell’impegno, della partecipazione, della protesta contro le ingiustizie. l’adolescenza è l’epoca d’oro della vita! l’intento non dovrà essere quello di punire gli entusiasmi giovanili, che fanno la storia!
Alcune reazioni della scuola attiva al provvedimento
Ludovico Arte, dirigente scolastico del “Marco Polo” di Firenze ha detto: “Il comportamento anomalo non lo risolve il voto. Più che la punizione ai ragazzi serve il dialogo”.
Atti di bullismo, aggressioni ai professori, è certo, meritano sanzioni. Tuttavia i comportamenti sbagliati vanno esaminati nelle loro cause, con un lavoro educativo. La punizione non risolve. Docenti con formazione psico-sociale e psicologi devono supportare i giovani con un ascolto e un dialogo profondo. Bisogna lavorare sulle cause della violenza.
Un’eventuale occupazione della scuola è illegale, i danni vanno addossati ai responsabili, va sanzionata!
Non vi è, tuttavia, rapporto con il rendimento e la perdita dell’anno.
Matteo Carrozzieri, studente dell’ultimo anno al liceo Minghetti di Bologna:
“Il provvedimento del Ministro mira a punire le forme di dissenso nelle scuole, più che ad educare”.
“Assistiamo a un restringimento graduale degli spazi democratici”.
La “condotta” non si può valutare con i voti
Più che una verifica “quantitativa”, esige l’apprezzamento etico, civico, solidale, responsabile, altruistico, la prevalenza del “noi” rispetto “all’io”. per don Lorenzo Milani, “l’obbedienza non è più una virtù”. Di fatto, la protesta contro le leggi liberticide è legittima, doverosa: è una virtù dei giovani. la scuola educa alla libertà e alla democrazia.
Contro il sovvertimento del disegno istituzionale previsto dalla costituzione italiana, per la scuola, l’università, la cultura, la protesta dei giovani è sacrosanta.
Sarebbe stata doverosa l’occupazione, la lotta di Scuola ed università contro le leggi liberticide del ventennio fascista ‘
Altro esempio mi pare rappresentativo di una lotta doverosa per la libertà della Cultura e della Ricerca ci giunge dalle Università americane, per i provvedimenti di negazione dell’Autonomia dell’università. Giovani e docenti di Harvard, signor ministro, non meritano 5 in condotta, anzi …!