Come fare la pipì a scuola

di Mario Maviglia (*)

(*) M.Maviglia è stato dirigente tecnico oltre provveditore agli studi di Brescia per diversi anni, quindi è persona assolutamente titolata a dare suggerimenti amministrativi e normativi agli organi di Governo della scuola. 

Dopo  l’opportuna e felice nota 2443 del 28/04/2025 del Ministero dell’Istruzione e del Merito (Assegnazione delle verifiche in classe e dei compiti da svolgere a casa), con la quale si offrono raccomandazioni alle istituzioni scolastiche riguardo “l’assegnazione di compiti e attività di studio da svolgere a casa” in modo che “siano accuratamente pianificate da ciascun insegnante, anche avendo cura di valutare quanto eventualmente già definito dagli altri docenti del team o del consiglio di classe, nonché evitando che siano consegnati sul registro elettronico in serata per l’indomani”, ci auguriamo che il previdente Ministro offra opportune indicazioni su un altro aspetto di grande importanza per la vita della scuola e dei suoi protagonisti, ossia l’atto della minzione.
In uno spirito di servizio, e nella speranza che questo nostro gesto venga apprezzato, ci permettiamo di fornire il testo della possibile nota da inviare alle scuole (lasciamo indefinita la chiusura del provvedimento che – considerata la rilevanza – potrebbe sottoscritto non solo dal Ministero dell’Istruzione ma anche da altri dicasteri in modo congiunto):
“Ai Dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche statali e ai Coordinatori didattici delle scuole paritarie
LORO SEDI
e, pc., Ai Direttori generali e ai Dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali
LORO SEDI
Al Sovrintendente scolastico per la Regione Valle d’Aosta
AOSTA
Al Sovrintendente scolastico per la scuola in lingua italiana
BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca
BOLZANO
All’Intendente scolastico per la scuola delle località ladine
BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento istruzione per la Provincia di
TRENTO
Oggetto: atto della minzione a scuola.

Gentili Dirigenti Scolastici,
fermo restando che il DPR n. 275/1999 ha attribuito ai docenti ampi spazi decisionali in merito all’organizzazione del momento della minzione a scuola, e apprezzando l’impegno quotidianamente profuso per una sempre più proficua collaborazione tra scuola e famiglie, si ritiene opportuno raccomandare quanto segue.
Com’è noto, l’atto della minzione a scuola, pur configurandosi come indispensabile necessità fisiologica per adulti e minori, viene spesso utilizzato in modo improprio (non solo dagli alunni e dalle alunne), determinando inutili perdite di tempo e una frequenza frammentaria delle lezioni.
A questo proposito i docenti avranno cura di organizzare questo momento in modo molto preciso, dedicandogli un tempo predefinito, e recuperando, anche avvalendosi della preziosa collaborazione dei collaboratori scolastici e scolastiche, gli alunni ritardatari. Nelle scuole in cui l’orario mattutino non supera le 5 ore di lezione, è sufficiente una sola minzione, non essendo ipotizzabili problemi prostatici nell’età giovanile. Nel caso in cui l’orario vada oltre le 5 ore mattutine consecutive, potranno essere previste due pause urinarie. Ulteriori accessi ai servizi igienici devono essere giustificati con idonea certificazione medica da produrre a cura delle famiglie degli alunni e da acquisire agli atti della scuola.
L’atto della minzione non deve però essere considerato come mero bisogno fisiologico, ma può costituire l’occasione per approfondimenti di carattere scientifico, morale e di igiene personale. A tal proposito i docenti avranno cura di spiegare ad alunni ed alunne gli aspetti tecnici della minzione, evitando però di utilizzare un lessico che possa disturbare l’animo dei più piccoli. Termini come “pisellino” o “farfallina” appaiono a questo proposito preferibili rispetto agli aridi termini scientifici.
Particolare attenzione sarà prestata alla ottimizzazione dei tempi della minzione, anche suggerendo ad allievi e famiglie l’uso di un abbigliamento comodo che consenta loro di non perdere tempo a questo proposito e di rendere sempre più autonomi ed efficienti gli alunni e le alunne.
I docenti non mancheranno di insegnare adeguate tecniche di comportamento per mantenere puliti i servizi igienici, prevenendo – particolarmente nella minzione maschile – la produzione di schizzi indesiderati o altri effetti collaterali sgradevoli. I consigli di classe potranno studiare, a tal proposito, soluzioni adeguate da proporre agli allievi anche facendo tesoro della loro personale esperienza, se positiva, e producendo adeguati materiali illustrativi, anche con l’ausilio dei mezzi informatici.
Una corretta gestione di questi momenti può contribuire ad innalzare la produttività dei processi di apprendimento, senza coartare l’espressione dei bisogni fisiologici di ognuno. Si tenga conto che ogni minuto sottratto all’atto di minzione è un minuto guadagnato ai fini dell’apprendimento. Si può dilatare il tempo di attesa della minzione se si considera che la capacità della vescica urinaria nei ragazzi e nelle ragazze, com’è noto, aumenta con l’età. I docenti, sotto la vigile regia del dirigente scolastico, terranno conto che la formula usuale per calcolare la capacità della vescica dei ragazzi/e in millimetri è la seguente: (età in anni x 30) + 30. Così, ad esempio, un bambino di 6 anni dovrebbe avere una capacità vescicale di circa 210 ml, e una ragazza di 10 anni di circa 330.
Anche i docenti avranno cura di espletare i loro bisogni fisiologici senza indugi, affidando la vigilanza della classe al collaboratore scolastico, ovviamente nel momento in cui lo stesso non sia impegnato a sua volta in atti di minzione, e tenendo conto che, nel loro caso, la capacità media della vescica è di circa 350 ml di urina nelle donne e leggermente superiore negli uomini.
Questo aspetto appare ancor più importante oggi, alla vigilia dell’emanazione del testo definitivo delle Nuove Indicazioni, che richiederà alle istituzioni scolastiche uno sforzo elaborativo e applicativo notevole, indirizzando verso questo obiettivo tutti i tempi disponibili e contraendo il più possibile quelli non strettamente contrassegnati in senso cognitivo.
Si ringrazia vivamente per la collaborazione.”
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