APPRENDIMENTO PER VIA EROTICA – GIOCO

VAI ALL’INDICE DELLA RUBRICA APPRENDIMENTO PER VIA EROTICA


GIOCO
(La vita è un gioco, non uno scherzo!)

di Alessandra Anzini

Se da sempre l’essere umano ha la sopravvivenza come obiettivo primario e la conoscenza del mondo come unico modo per garantirselo, il gioco può diventare il modo più naturale e facile per raggiungerlo, rendendo piacevole, quindi motivante, un bisogno infinitamente ripetitivo in un mondo infinitamente limitato e finito?

Lo avevano capito i Latini che chiamavano la scuola ludus e Giovanni Amos Comenio (1592-1670), padre della pedagogia moderna, che definiva il gioco come strumento fondamentale per sviluppare abilità cognitive, sociali ed emotive.

E se la Natura, per garantirsi sopravvivenza in armonia, ci ha regalato il dono della giocosità con il gioco, perché noi adulti abbiamo relegato solo all’infanzia questo gioiello di gioia?

Eppure a noi, esseri finiti spaventano le cose all’infinito, mentre il gioco trasforma l’attività vitale e ripetitiva della scoperta in qualcosa di interessante, diventando una struttura aperta e in continua evoluzione che ci permette di ripetere divertendoci per diventare sempre più esperti, competenti e quindi creativi.

E per quale ragione siamo contenti (dal latino continere) durante il gioco? Perché non solo conteniamo “l’infinito” attraverso i limiti che sono le regole, garanzia anche di continuità e divertimento, ma anche perché mentre impariamo a giocare, rendendoci conto di “crescere”, sviluppiamo il piacere della difficoltà, della curiosità, della costanza, della socievolezza, della condivisione, dell’autocontrollo, dell’autoformazione, dell’autogestione, della ritualità e dulcis in fundo del coraggio di affrontare un risultato imprevedibile.

La spiegazione scientifica della dinamica gioiosa del gioco è la reazione chimica a catena che parte dallo sviluppo dell’ormone della felicità, la serotonina, che ci apre tutte le componenti del sistema nervoso centrale, permettendo al nostro cervello di essere più permeabile alle informazioni, per poi  passare allo sviluppo dell’ossitocina, l’ormone della fiducia in noi stessi e verso gli altri, fino ad arrivare all’ormone dell’energia, la dopamina che aumenta la forza e l’intensità con cui si gioca.

E se non bastasse quando giochiamo coinvolgiamo senza alcuno sforzo e senso del dovere la mente, il corpo, le emozioni, l’intelletto, raggiungendo naturalmente quello stato olistico, la soft skill ormai richiesta in ogni ambito.

Allora perchè da cinquant’ anni , come scrive Peter Gray ,noi adulti abbiamo tolto ai bambini il tempo libero all’aria aperta? Lo abbiamo sostituito dal lunedì alla domenica con mille attività in luoghi chiusi, privandoli così del tempo per annoiarsi e rendendoci responsabili di questi danni, a breve e lungo termine:

quelli a breve termine sono i disagi che sviluppano l’ansia e la scarsità di attenzione, mentre a lungo termine sono quelli che vengono considerati durante l’adolescenza come forme di depressioni ,esaurimenti e altre forme di disagio giovanile. E ormai i dati rilevano che i giovani italiani sono tra i più depressi d’Europa.

Inoltre, avendoli abbandonati fin dalla più tenera età all’interno dei cellulari, la luce degli schermi impedisce alla melatonina di prodursi, un ormone che produciamo di più quando cala il sole e che ci dice “guarda che adesso devi andare a dormire”. Ma se non lo produciamo tendiamo a rimanere svegli, aumentando i livelli di cortisolo che diminuiscono quelli della serotonina.

E’ già realtà: i nostri figli davanti allo schermo sono sempre meno felici e quella che può sembrare la felicità del momento perché vincono al videogioco, in realtà nel tempo, se si esagera, li renderà incapaci di provare gioia e quindi gli toglierà la serotonina, ma la serotonina poco prodotta farà produrre meno ossitocina, quindi diminuirà la fiducia in loro stessi, negli altri e nel pensare di riuscire a trovare qualcosa con cui divertirsi. Paradossalmente cercheranno sempre meno altri giochi quando non avranno più lo schermo.

Ma il gioco, quello giocato dall’uomo per migliaia di anni, che coinvolgeva i cinque sensi e non solo la vista, non era la chiave per una sopravvivenza coraggiosa e armonica con il Mondo?

 

Loading