di Marco Guastavigna
L’attuale panorama della didattica e della produzione testuale è radicalmente mutato a causa dell’irruzione dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IAG). In questo scenario mettiamo a disposizione dei lettori le “App Universali” da noi realizzate come dispositivi software pionieristici che integrano modelli linguistici locali — gestiti tramite il motore Ollama — per potenziare la scrittura, l’analisi critica e l’accessibilità. Queste applicazioni sono caratterizzate da un’architettura monolitica e portatile. Esse offrono una suite per la gestione del testo, garantendo al contempo la totale sovranità dei dati e una necessaria indipendenza dai grandi fornitori di servizi cloud (Big Tech).
L’essenza di un dispositivo “Universale” risiede nella sua natura di singolo file HTML: un’unità atomica che non richiede installazione, server remoti o database esterni per funzionare. Questa filosofia assicura che il software sia resiliente nel tempo e facilmente trasportabile. Ciò significa poter disporre dell’intero ambiente di lavoro su una chiavetta USB: la privacy è garantita dal fatto che l’elaborazione avviene esclusivamente nella memoria del browser e sulla potenza di calcolo locale del computer. Le implicazioni di questo approccio sono profonde: si passa dal concetto di software come servizio (SaaS), spesso soggetto a canoni e profilazione, al software come dispositivo di sovranità digitale. Continua a leggere
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di Monica Piolanti

