di Domenico Sarracino
La questione chiama in causa quel bene irrinunciabile che è la libertà: quella di vivere secondo la propria visione della vita, il proprio modo di stare bene con sé e con gli altri e di perseguire la propria tensione alla felicità. I modi specifici in cui ciascuno intende queste cose sono tutti legittimi e sacrosanti, ma fino ad un certo punto.
Perchè – a mio avviso- va subito aggiunto che in una società organizzata la libertà, nel contempo, ha perimetri e confini, i quali consistono nel vecchio ma oggi sempre più attuale principio che essa deve fare i conti anche con quella degli altri e che deve terminare quando chiama in causa ed implica responsabilità che ricadono su altri soggetti ed istituzioni. In questi giorni abbiamo avuto modo di capire bene quanto essa sia un equilibrio delicato e difficile tra il sé e gli altri ed esposta sempre al rischio che la si possa troppo tirare ora da una parte, ora dall’altra. Dal momento in cui uomini e donne, nel lento cammino sociale, hanno realizzato che, unendosi e mettendo insieme le forze e le capacità di ciascuno, avrebbero moltiplicato potentemente le loro possibilità di vivere meglio, in quello stesso momento hanno posto un confine al loro libero determinarsi e manifestarsi.
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di Giusto Catania (*)
di Carlo Ridolfi