di Aluisi Tosolini
A giocare il tiki-taka dell’estate non sono stati solo la Spagna campione del mondo di calcio, ma anche Ernesto Galli della Loggia e Giuseppe Valditara. Il campo, però, non è quello da calcio bensì quello della scuola e del disegno del futuro della società italiana.
Multietnica, multiculturale, interculturale?
Proviamo a fare una sorta di radiocronaca
28 luglio 2026. In un editoriale sul Corriere della sera, Galli della Loggia dà inizio alle danze evidenziando come nelle scuole italiane stia avvenendo uno scontro da cui “dipende in misura significativa l’avvenire dell’Italia. Per dirla chiaramente: da quanto avviene oggi nella scuola dipende se l’immigrazione in corso produrrà dei nuovi italiani e quindi un Paese multietnico ma non multiculturale, cioè un Paese non diviso in culture diverse e fatalmente estranee l’una all’altra, e quindi un’Italia fragile e inquieta in preda a continue potenziali tensioni”.
1 agosto 2026. Interviene il ministro Valditara che in una lunga intervista a Gianna Fregonara, sempre al Corriere della Sera, prende la palla al balzo e propone la convocazione di un’assise per “novembre per discutere dell’integrazione dei ragazzi stranieri, invitando esponenti delle forze politiche, sindacati, docenti, esperti, consulte degli studenti. Lì presenteremo la nostra visione e le misure già avviate in nome di un’Italia che sappia accogliere nel rispetto dell’identità e dei valori del nostro Paese. Sarà anche l’occasione per definire ulteriori interventi”. Continua a leggere
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di Aluisi Tosolini
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