Carta del docente: che fine ha fatto?

http://www.iclevimontalcini.gov.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/04/organigramma.jpgdi Monica Piolanti

In questo momento, la situazione è piuttosto incerta. La Carta del docente è stata sospesa a partire dal 1° settembre 2025 , e l’attivazione per l’anno scolastico 2025/2026 non è ancora definita. Il bonus, un tempo di 500 euro, non avrà più questo valore garantito. Il suo importo verrà stabilito di anno in anno in base al numero di docenti beneficiari, rendendo probabile una riduzione.

Un’opzione sul tavolo è che il bonus venga erogato in busta paga, cosa sostenuta da sindacati come la Gilda degli Insegnanti. Secondo un sondaggio di Gilda, il 63% dei docenti sarebbe a favore. Ci sono dei pro e dei contro: ricevendolo in busta paga si avrebbe la certezza che arrivi ogni anno e si potrebbe usare per qualsiasi cosa , ma le ritenute fiscali lo ridurrebbero quasi della metà. Molti docenti lo considerano comunque un supporto importante , ma vorrebbero che permettesse di acquistare più prodotti, come materiali di cancelleria e stampanti.

“È uno schifo”, “non ci siamo”, “ci ridurranno alla guerra tra poveri”. Questo è il sentimento di molti, ed è del tutto comprensibile. In un momento in cui l’istruzione ha bisogno di più investimenti, non di meno, la prospettiva di vedere le risorse destinate ai docenti diminuire è davvero scoraggiante. Fino a poco tempo fa, l’importo della Carta del docente era sempre stato di 500 euro all’anno. Ora, con il nuovo decreto, il valore non è più garantito e verrà stabilito di anno in anno. Il risultato? Si prevede una riduzione dell’importo, specialmente perché il bonus verrà esteso anche ai supplenti. Non è questo il modo di sostenere una categoria già sotto pressione. Invece di aumentare le risorse per tutti, si sceglie di diluirle, creando un clima di incertezza e frustrazione. È un approccio che rischia di generare divisioni, mettendo gli insegnanti gli uni contro gli altri per un pezzo di una torta sempre più piccola. La formazione dei docenti è fondamentale per il futuro del nostro Paese, e dovrebbe essere valorizzata con un sostegno stabile e significativo, non con un bonus che, di anno in anno, rischia di ridursi sempre di più. La Carta del docente non dovrebbe essere un “premio” variabile, ma un diritto certo e stabile, perché investire nella formazione degli insegnanti significa investire direttamente nella qualità della scuola. L’idea di ridurre l’importo o di renderlo incerto di anno in anno rischia solo di creare frustrazione e divisioni in una categoria che già porta avanti il proprio lavoro con fatica e responsabilità. Servono risorse vere e continue, non soluzioni temporanee che sembrano più un taglio mascherato che un reale sostegno. Inoltre, sarebbe giusto ed equo che il bonus venisse esteso anche a chi lavora con contratti a tempo determinato, perché la loro professionalità e il loro impegno non sono meno preziosi di quelli dei colleghi di ruolo.

 

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