di Giancarlo Cavinato (ex allievo di Guido Petter)
Guido Petter (1927-2011) è stato psicologo, docente e scrittore. Dal 1958 è stato professore ordinario di psicologia dell’età evolutiva a Magistero, poi di psicologia dello sviluppo presso la facoltà di psicologia dell’Università di Padova. Si è successivamente dedicato alla “Psicologia dell’adolescenza”.
Le sue ‘Conversazioni psicologiche con gli insegnanti’ hanno sostenuto e motivato generazioni di maestri/e.
Così come sono stati preziosi i suoi consigli ai genitori.
Partigiano in Val d’Ossola durante la seconda guerra mondiale, ha scritto diversi volumi di memorie sui suoi trascorsi nella Resistenza.
I suoi libri rivolti all’infanzia e all’adolescenza, ad esempio I ragazzi della banda senza nome o Che importa se ci chiaman banditi, Giunti, 1976, sono stati imprescindibili per i ragazzi nell’epoca dei boomers per i valori di solidarietà e giustizia che sottintendevano.
Insegnò come maestro elementare alla fine della guerra. Conseguì la laurea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Statale di Milano nel 1952, discutendo la tesi con lo psicoanalista Cesare Musatti. È attratto dalla psicologia infantile e dalla nuova scuola democratica italiana, fondata da ex partigiane e poi pedagoghe come Dina Bertoni Jovine e Ada Gobetti (fondatrice del Giornale dei genitori).
Ha compiuto studi e ricerche nelle aree della percezione, del linguaggio, dello sviluppo cognitivo, della psicologia educativa. Ha curato la traduzione e diffusione del pensiero di Jean Piaget e di Kurt Lewin in Italia, ed ha compiuto numerose ricerche su temi dello sviluppo cognitivo, della psicologia dell’adolescenza, della genitorialità e della psicologia dell’educazione. In particolare, lui ed i suoi allievi hanno sviluppato i primi progetti di ricerca italiani sull’epistemologia genetica e sullo sviluppo concettuale nell’infanzia; progetti da cui sono derivate, negli ultimi decenni, molte delle più rilevanti linee di ricerca della psicologia dello sviluppo nel nostro paese. Maestro di molte generazioni di psicologi italiani, fra cui Renzo Vianello, ha contribuito significativamente alla diffusione di una cultura psicologica nelle scuole e tra gli insegnanti, pubblicando numerosi volumi scientifici e divulgativi di psicologia e psicopedagogia.
A Padova il 9 maggio del 1979 nel periodo delle contestazioni dei ‘baroni’ universitari fu vittima di gambizzazione da parte di alcuni esponenti di Autonomia Operaia.
Nel dicembre 2005 è stato insignito della Medaglia d”Oro del Presidente della Repubblica per i Benemeriti della cultura e dell’arte.
Il 19 maggio 2011, durante un incontro pubblico a Spinea sui diritti, è stato colpito da un improvviso malore. Subito ricoverato si è spento dopo 5 giorni, il 24 maggio dello stesso anno.
Era associato al Movimento di Cooperazione Educativa con cui aveva condiviso incontri e suggerimenti. Si offrire con grande generosità e rimane fondamentale il convegno ‘Adulti e ragazzi a 40 anni dalla Costituzione’ che si svolse a Padova nel 1989 preceduto da tre seminari preparatori i cui atti sono stati pubblicati in due volumi dalla Nuova Italia, uno dedicato alle associazioni professionali del mondo della scuola, l’altro agli operatori del terzo settore.
Indimenticabili i suoi interventi nelle scuole con i ragazzi di scuola secondaria.
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