di Gianfranco Scialpi
Classi pollaio, la Ministra Azzolina si è sempre opposta alle classi pollaio.
Ora però non ne parla più.
Il suo silenzio, ma sopratutto la sua inazione preoccupa, ipotizzando uno scenario molto preoccupante.
Classi pollaio, la Ministra Azzolina chiedeva l’abolizione
Classi pollaio, la Ministra Azzolina, prima di essere un politico è un insegnante (Dirigente Scolastico in pectore). La sua esperienza personale ha favorito una netta opposizione alla iattura pedagogica voluta dal duo Gelmini-Tremonti (2008-2009). In diverse interviste ha sempre manifestato un forte dissenso verso il sovraffollamento delle classi. Soluzione organizzativa che disattende l’articolo 3 comma 2 della nostra Costituzione che impegna la Repubblica a rimuovere “gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Le classi pollaio invece, costituiscono un palese ostacolo creato dalla Repubblica, confermato da diverse sentenze di tribunali amministrativi (Molise, Sicilia, Campania…) e del Consiglio di Stato (2011). Purtroppo queste nel nostro ordinamento giuridico non hanno alcuna valenza legislativa. L’impegno della Ministra Azzolina ha avuto come suo culmine la Proposta di legge (5 luglio 2018) che presenta lei come prima firma. Continua a leggere ![]()

di Gianfranco Scialpi
Riapertura scuole a settembre?
Nulla ancora è stato deciso.
Non se ne parla, ma resta il problema dei tanti docenti over 60. Bisogno di una risposta certa e chiara. E’ in gioco il bene primario della tutela della salute. Riapertura scuole a settembre, dalle dichiarazioni della Ministra mancano i docenti e…
Riapertura scuole a settembre, il Ministro sta rilasciando diverse interviste.
La sua attenzione, ovviamente è concentrata sugli alunni e studenti.
Purtroppo mancano tutti gli altri protagonisti: in primis gli insegnanti, poi i collaboratori scolastici.
Eppure uno dei motivi che ha spinto G. Conte a decretare la definitiva chiusura delle scuole è la presenza di molti docenti con età anagrafica alta.
“Ragionevolmente avremo scuole chiuse fino a fine anno scolastico. Ci abbiamo riflettuto a lungo con la ministra Azzolina, gli altri membri del governo e con il comitato tecnico-scientifico… Gli studi ci dicono che avremmo una nuova esplosione nel giro di 1-2 settimane, tenendo conto che l’età media del nostro personale docente è forse la più elevata d’Europa…”
Probabilmente non rientra tra i suoi compiti decidere la sorte dei tanti docenti over 60. Sulla questione esiste una non concordanza di vedute tra il Presidente Conte (“è una valutazione politica molto sensibile e vi dico subito che il governo ragionevolmente non la raccoglierà”) e il Responsabile della task force V. Colao (più possibilista).
La posizione di G. Conte si spiega solo considerandola come una riflessione generale e quindi non contrasta con quanto affermato a supporto della chiusura delle scuole.
La scuola ha una sua specificità: l’alta densità sociale e la difficoltà a far rispettare il distanziamento fisico, soprattutto dai più piccoli. Attendiamo una risposta a breve.]]>
di Gianfranco Scialpi
Coronavirus, probabilmente l’anno scolastico 2019-20 si è concluso il 4 marzo. A settembre occorrerà proporre “un’altra scuola” per garantire la massima sicurezza agli studenti. La conferma proviene indirettamente da un comunicato dei presidi romani. Una proposta.
Didattica a distanza e Privacy, il Garante chiarisce e conferma quanto già si sapeva. Interessante rimane la lettura del pronunciamento che fa chiarezza anche sugli obblighi dei responsabili dei diversi servizi online.
Didattica a distanza e Privacy
Il Coronavirus ha impresso un’accelerazione al processo di implementazione del digitale a scuola. Questo però richiede un chiarimento e la conferma di quanto già contenuto nella letteratura giuridica, nella legislazione europea e italiana (GPDR, decreto attuativo 101/18).
E il
La ministra Lucia Azzolina[/caption]
di Gianfranco Scialpi
Il Ministero Azzolina sarà fortemente condizionato dallo scenario proposto da Lorenzo Fioramonti.
Occorre ragionare sui vincoli imposti dalla legge di Bilancio (L.160/2019) per capire le possibilità di successo del nuovo Ministro. Risultano scarse su due qualificanti temi presentati da Di Maio (agosto 2019).
Il Ministero Azzolina, lo scenario e la legge di Bilancio
Il Ministero Azzolina, formalmente ancora non nato (è necessario un decreto-legge per lo spacchettamento del Miur), sarà condizionato da due elementi.
Il primo è rappresentato da un’intervista di L. Fioramonti : “La scuola in questo Paese avrebbe bisogno di 24 miliardi. I 3 miliardi che io ho individuato, non sono la sufficienza, ma rappresentano la linea di galleggiamento”.
Il secondo, invece è vincolante e rimanda alla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019). Alla voce aumenti contrattuali del pubblico impiego si legge: “Le risorse passano da 1.650 a 1.750 milioni di euro per il 2020 e da 3.175 milioni a 3.375 milioni di euro per il 2021…Tali risorse comportano un incremento delle retribuzioni medie complessive del personale appartenente al settore Stato pari all’1,3 per cento per il 2019, all’2,01 per cento per il 2020 e al 3,72 per cento a decorrere dal 2021. (art. 1 comma 127)”.
Sommando altre voci, le risorse destinate alla scuola si avvicinano ai due miliardi richiesti (1.977 milioni di €).