di Rosa De Leonardis
Lo spettro di Gentile nell’aula con l’intelligenza artificiale
Qualche settimana fa, in sala insegnanti, una collega di materie scientifiche mi ha chiesto, con un pizzico di provocazione, se secondo me il latino servirà ancora a qualcosa tra qualche anno. L’ho presa per una domanda retorica, ma mi sbagliavo: aspettava davvero una risposta. Non gliel’ho data, quella volta. Ma la domanda mi ha accompagnata per giorni, e mi sono accorta che è la stessa che sento ripetere, con parole diverse, in ogni collegio docenti, in ogni corso di aggiornamento sull’intelligenza artificiale a cui partecipo da mesi: ci servono più insegnanti di lettere o più insegnanti di informatica? Meglio il pensiero critico o le competenze digitali? Salvare il latino o investire su Python?
Vorrei dire una cosa scomoda, e vorrei dirla subito: questa domanda non ha una risposta migliore oggi di quanta ne avesse cent’anni fa. Non perché sia difficile. Perché è la domanda sbagliata. E continuiamo a farcela per un motivo molto preciso, che ha un nome e una data: Giovanni Gentile, 1923. Continua a leggere
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