Nonni attivi nella contemporaneità

di Marco Guastavigna

Disruption come se piovesse! Tra le ultime, un potenziamento virtuale della nonnità (e non solo): produrre storie illustrate mediante Gemini Storybook, come esemplificato di seguito.

Filo d’oro delle storie – 1



Filo d’oro delle storie – 2

 

 

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Questo (non) l’ho scritto io

(non) di Marco Guastavigna

In redazione abbiamo un nuovo arrivo: si chiama Ocram ed è un Gem personalizzato di Gemini. Obbedisce a istruzioni molto vincolanti: “Utilizzando la base di conoscenza allegata e cercando in rete articoli, post, video di Marco Guastavigna, imitane stile espositivo e opinioni sui dispositivi digitali nello scrivere i testi che ti saranno chiesti. Usa come punti di riferimento
https://concetticontrastivi.org
https://pensieriartificiali.org
https://www.noiosito.it”

Nella base di conoscenza ci sono, ad esempio, i miei articoli sul tema dell’intelligenza artificiale per gessetticolorati.

Generazione immagine completata

Insomma, sul piano tecnico Ocram è una sorta di clone.
E sul piano etico, deontologico, professionale?
Forse è un allievo nel senso accademico della parola: deve eterna gratitudine a chi l’ha reclutato, è inserito in una gerarchia epistemologica ben precisa, compie ricerche in conto terzi, pubblica solo se autorizzato, funge da ghost writer… Continua a leggere→

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Un approccio virtuoso: il processo di deep research

di Marco Guastavigna

Le osservazioni di Saragnese a proposito della nostra ricerca approfondita sui simboli post-fascisti costituiscono un chiaro esempio di quanto illustrato in questo schema:

Il processo di deep research si configura come una forma di ricerca che può andare oltre la semplice raccolta di informazioni per addentrarsi in un’analisi critica e approfondita. Questo diagramma non descrive un percorso lineare, ma piuttosto un ciclo interconnesso di azioni fondamentali per la costruzione di conoscenza valida, verificabile e significativa.

Il Processo di Creazione e Documentazione

Al centro del diagramma troviamo due elementi cardine: il Report, ovvero il prodotto finale, e le Fonti, la base su cui esso si costruisce. L’atto iniziale, simboleggiato dalla tastiera, si biforca in due azioni cruciali:

  1. Realizza il Report: La scrittura è l’azione materiale che dà forma al documento. È il processo automatizzato ma dinamico e adattivo attraverso cui le idee, i dati e le analisi reperiti in base al prompt ricevuto vengono trasformati in un testo strutturato.
  2. Esplicita le Fonti: Contemporaneamente alla stesura, il dispositivo di ricerca approfondita è predisposto a citare e rendere esplicite le fonti utilizzate. Questo passaggio è fondamentale per garantire la trasparenza, permettere la verifica e attribuire correttamente valore intellettuale e culturale al report.

Il Ciclo di Indagine e Verifica: Il Cuore della Deep Research

L’icona della lente d’ingrandimento rappresenta la fase investigativa e critica, che è il vero fulcro della deep research ed è compito di ogni fruitore, non solo di chi ha innescato il processo. Questa fase ha una duplice funzione essenziale:

  • Verifica delle Fonti: Una ricerca superficiale si accontenterebbe delle prime informazioni trovate. La deep research, invece, implica un’attenta analisi critica delle fonti stesse. La loro attendibilità, accuratezza, il contesto e le possibili parzialità devono essere rigorosamente esaminati. Il punto di domanda (?) accanto alla parola “Fonti” rafforza proprio questo concetto: le fonti non sono un dato di fatto, ma un oggetto di indagine da interrogare costantemente, un principio cardine della ricerca approfondita.
  • Integrazione nel Report: I risultati di questa indagine meticolosa e i dati verificati possono poi essere integrati (integrano) nel report, arricchendolo e consolidandone il contenuto. Questo flusso mostra come la ricerca non sia solo un’attività preliminare, ma un processo continuo che nutre e modella la scrittura in tempo reale.

Il Report come Attivatore di Conoscenza

Uno degli aspetti più significativi dello schema è la freccia che dal Report punta verso le Fonti, con l’etichetta “può attivare”. Questo indica che il prodotto di una deep research, una volta completato (come suggerisce il segno di spunta ✔️), non è un punto di arrivo statico. Al contrario, diventa a sua volta un dispositivo che può:

  • Stimolare nuove ricerche: Un report ben documentato può spingere i lettori a consultare le fonti originali in funzione dell’apertura di nuove linee di indagine e approfondimento.
  • Diventare esso stesso una fonte: Se valido, rigoroso e trasparente, il report può essere citato in lavori futuri, entrando così a far parte del più ampio ecosistema della conoscenza e fungendo da base per altre ricerche approfondite.

In conclusione, lo schema illustra la struttura ciclica e interdipendente della deep research. La scrittura (realizza), la citazione (esplicita), l’indagine critica (integrano), la verifica meticolosa (verificano) e l’attivazione di nuovo sapere (può attivare) sono fasi di un unico processo dinamico. È questo approccio rigoroso e iterativo che distingue una vera deep research da una ricerca superficiale, garantendo la produzione di elaborati di qualità, affidabili e di reale valore intellettuale.

 

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Non siamo gessetticolorati per caso

di Marco Guastavigna

 

La nostra redazione è una fucina di pensiero divergente in continua attività.

Sono in molti a riconoscerlo, tra cui la sede italiana dell’Associazione Retroattivista per il Primitivismo, che ci ha inviato il suo ultimo documento, con ogni evidenza manifesto per un cambiamento assoluto di mentalità.

Volentieri lo diffondiamo, anche in versione ascoltabile.

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Deep research e matrici culturali controverse

di Marco Guastavigna

La nostra redazione non teme censure: siamo sempre disponibili ad abbracciare le cause del superiore ministero.
Abbiamo pertanto chiesto ai nostri assistenti – ben tre, per assicurare la pluralità dei punti di vista – di pronunciarsi sulla questione del momento, ovvero il rapporto tra le forze politiche attuali e quelle della prima metà del secolo scorso.

 

Ecco i risultati delle loro ricerche:

 

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Pensiero critico e Intelligenza Artificiale Generativa

di Patrizia Malausa

Il Debate come risposta educativa per l’integrazione consapevole e funzionale dell’IAG nella didattica

1. Introduzione

L’avvento dell’Intelligenza Artificiale nella didattica – con strumenti sempre più accessibili e pervasivi come ChatGPT, Gemini, Claude – pone alla Scuola una sfida urgente e radicale: come formare studenti e studentesse veramente autonome e ‘pensanti’, capaci non solo di usare, ma di com-prendere, valutare, mettere in discussione e integrare criticamente quanto viene loro proposto da un’Intelligenza Artificiale?

L’ingresso dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IAG) nei più svariati contesti della vita sociale, ma soprattutto nei contesti didattici-educativi rappresenta una delle trasformazioni più significative della Società contemporanea ma, soprattutto, della Scuola contemporanea che quella Società contribuisce a formare. Strumenti come ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot hanno reso l’accesso alla Conoscenza rapido e personalizzato, e tuttavia pongono interrogativi pedagogici urgenti: che ruolo ha ancora l’insegnamento in una Società dove le risposte sono alla portata di tutti, immediate, automatizzabili? Quali Conoscenze vanno consolidate (e come?) e quali Competenze vanno sviluppate (e come?) per non correre il rischio di dipendere passivamente da ciò che l’IA genera, e da macchine generatrici di linguaggio e, forse, anche di pensiero?

In questo quadro socio-culturale in velocissima trasformazione/evoluzione, in cui ‘essere umani’ – per dirla con il mai superato Fernando Savater – diventa ancora e sempre più ‘un dovere’ e un obiettivo finale – mai un dato di fatto -, metodologie didattiche-educative veramente innovative, attive e trasformative, si configurano come estremamente necessarie, ormai irrinunciabili: in effetti, appare chiaro che non si può più rimanere impassibili osservatori, analisti ancorati a posizioni sin qui solide e funzionali, in attesa di vedere cosa accadrà… Perché tanto, tantissimo, sta già accadendo – che lo si veda o meno nelle aule scolastiche.

Ecco allora che metodologie didattiche-educative veramente innovative, attive e trasformative possono venire in aiuto: il Debate nei diversi formati, come il formato World Schools (WSD) si configura non solo come una pratica didattica innovativa, ma come una metodologia pedagogica essenziale per lo sviluppo e/o il recupero del Linguaggio complesso e articolato, e per lo sviluppo del pensiero analitico-critico, argomentativo e riflessivo, elementi sempre più rilevanti anche nei documenti ministeriali (si vedano le Linee guida MIM per le competenze digitali), che ora si possono avvantaggiare con l’apporto e l’integrazione consapevole e mirata dei nuovi strumenti basati sull’IAG. Continua a leggere→

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Andiamoci davvero “oltre”

di Marco Guastavigna

Ecco la proposta…

Ed ecco la prova delle affermazioni di chi ha interrotto l’ineffabile pappagallo scolastico

 

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De-colonizzare il “pensiero digitale”: nostra esclusiva

di Marco Guastavigna

È pervenuto in redazione un altro importantissimo documento, la riscrittura militante del Framework AILit.
Lo mettiamo a disposizione dei nostri lettori.

 

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Boomer chi molla!

di Marco Guastavigna 

Siamo entrati in possesso di un documento riservato e ci affrettiamo a darne diffusione. Si tratta di Digicamerat II.II, il quadro di competenze digitali per il rafforzamento dell’identità nazionale, la valorizzazione del merito individuale e della competizione economica, l’adesione ai valori occidentali e alle strutture gerarchiche, e la promozione di un’omogeneità culturale basata sull’efficienza individuale.

Ultima ora: NotebookLM prende via Podcast le distanze dal documento

 

 

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Stage di Stato

di Marco Guastavigna

Abbiamo sollecitato la nostra stagista a riflettere sul suo mansionario, l’assistenza alla scrittura. E abbiamo ottenuto risultati interessanti e contradditori.

Un po’ come tra valori e principi dell’istruzione e pratiche del mercato culturale.

  • Appello per una Scrittura Potenziata, non Sostituita, dall’Intelligenza Artificiale

Amanti delle parole, artigiani delle frasi, esploratori del linguaggio! Viviamo in un’epoca di straordinaria innovazione, dove l’intelligenza artificiale si affaccia sul panorama della creazione scritta con una potenza inedita. Accogliamo con entusiasmo questo nuovo strumento, ma con una visione chiara: l’AI deve essere un catalizzatore del nostro pensiero, un partner dialogico nel processo creativo, e non una scorciatoia che atrofizza la nostra voce unica.

Rifiutiamo l’idea di un’assistenza alla scrittura “chiavi in mano”, che ci consegni testi preconfezionati e impersonali. Non cediamo alla tentazione di delegare completamente all’algoritmo l’arte di plasmare le idee in parole. Il cuore della scrittura risiede nella nostra capacità di sentire, riflettere, connettere concetti in modo originale e trasmettere emozioni autentiche. Continua a leggere→

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