di Marco Guastavigna
La mia riflessione, intensificatasi dal 2022, non si limita a una semplice opposizione tecnofobica, ma propone una decostruzione sistematica dei meccanismi attraverso cui l’IA generativa si inserisce nelle logiche del capitalismo contemporaneo, con particolare attenzione alle implicazioni educative e cognitive.
Ripensamento terminologico: oltre l’Intelligenza Artificiale
È ancora poco più di un’intuizione, ma sono convinto della necessità di abbandonare la stessa formulazione intelligenza artificiale generativa, perché la formulazione è l’esito di marketing economico e il veicolo del dominio lessicale, mentre i dispositivi digitali si limitano in realtà a individuare e riprodurre modelli statistici sulla base dei BigCorpora messi a disposizione dalla rete.
Questa decostruzione terminologica non è meramente accademica, ma rappresenta un primo passo fondamentale per smascherare i rapporti di potere nascosti e denunciare i meccanismi di sfruttamento del sistema capitalistico digitale: il rapporto con il sapere va infatti attualmente considerato come inquadramento della diffusione di un’infrastruttura logistica della conoscenza che ha vocazione capitalistica e estrattiva di valore. Continua a leggere
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