IA Generativa: Decostruzione del Capitalismo Cibernetico

di Marco Guastavigna

La mia riflessione, intensificatasi dal 2022, non si limita a una semplice opposizione tecnofobica, ma propone una decostruzione sistematica dei meccanismi attraverso cui l’IA generativa si inserisce nelle logiche del capitalismo contemporaneo, con particolare attenzione alle implicazioni educative e cognitive.

Ripensamento terminologico: oltre l’Intelligenza Artificiale

È ancora poco più di un’intuizione, ma sono convinto della necessità di abbandonare la stessa formulazione intelligenza artificiale generativa, perché la formulazione è l’esito di marketing economico e il veicolo del dominio lessicale, mentre i dispositivi digitali si limitano in realtà a individuare e riprodurre modelli statistici sulla base dei BigCorpora messi a disposizione dalla rete.

Questa decostruzione terminologica non è meramente accademica, ma rappresenta un primo passo fondamentale per smascherare i rapporti di potere nascosti e denunciare i meccanismi di sfruttamento del sistema capitalistico digitale: il rapporto con il sapere va infatti attualmente considerato come inquadramento della diffusione di un’infrastruttura logistica della conoscenza che ha vocazione capitalistica e estrattiva di valore. Continua a leggere

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Riferimenti critici sulla intelligenza artificiale

Perché insistete che dico e scrivo “difficile”?
Sentite ‘sto accrocco, qui in trascrizione

Iniziamo il nostro viaggio con una domanda fondamentale: è possibile andare oltre la banalità diffusa e artificiale che spesso caratterizza il nostro rapporto con la conoscenza e il lavoro? Marco Guastavigna ci invita a riflettere su come la società attuale, dominata dal capitalismo cibernetico, plasmi non solo le nostre azioni, ma anche il modo in cui pensiamo e apprendiamo. Questo video esplorerà i materiali e i concetti chiave per superare i limiti imposti dalla logica del profitto, puntando a una comprensione più profonda e critica della realtà. Prepariamoci a decostruire le narrazioni dominanti e a scoprire nuove prospettive per il futuro.

Al centro della riflessione di Guastavigna troviamo la ‘comprensione sobria’ della logistica del lavoro e della conoscenza. Questo approccio invita a guardare la realtà senza illusioni, abbandonando narrazioni ideologiche e facili entusiasmi. La comprensione sobria non è neutra: serve a smascherare i rapporti di potere nascosti e a denunciare i meccanismi di sfruttamento che permeano il sistema attuale. È uno strumento attivo che ci permette di riconoscere le posture culturali fuorvianti e di rifiutare le ideologie che mascherano le disuguaglianze strutturali. Solo così possiamo iniziare a costruire una visione politica rinnovata e più giusta.

Guastavigna individua alcune ideologie che devono essere superate per una reale emancipazione. Tra queste, l’etica della genialità e del talento, che individualizza il successo e nasconde le disuguaglianze; l’entusiasmo positivista, che crede ciecamente nel progresso tecnologico ignorando i costi sociali; il lungotermismo catastrofista, che giustifica le ingiustizie attuali con la scusa di salvare il futuro; e lo snobismo intellettuale, che crea distanza tra chi sa e chi subisce. Riconoscere e rifiutare queste posture è il primo passo per una cittadinanza consapevole e attiva. Continua a leggere

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Non lasciamoci depredare

VAI ALLA RUBRICA LE LINEE GUIDA DEL MIM

di Marco Guastavigna

Sono uscite le Indicazioni per l’uso dell’AI nella scuola (etichettate in modo pomposo e contemporaneamente burocratico, una sintesi comunicativa che rasenta la perfezione). In sé non valgono un commento analitico: va piuttosto sottolineata la matrice abilista, competitiva, efficientista, in perfetta linea con una concezione del merito non come partecipazione cooperativa, ma come voucher individuale da spendere da parte di chi lo possiede e da premiare da parte di chi lo incontra. In una perfetta logica neoliberale.

Predire non è mai salutare, ma credo proprio che il dibattito – non ancora decollato – sarà al solito polarizzato, in una mistificante e mistificata contrapposizione tra nuovo e vecchio, triste tradizione della riflessione sui dispositivi digitali. Nuovo spazio per la predazione di cui parlo in un mio recente contributo, che dà qualche spazio anche alle suddette prescriz… indicazioni.

Il video incorporato – frutto di una lettura del mio articolo da parte di NotebookLM – sintetizza quei ragionamenti e fornisce una prima prova di come gli oligopoli digitali stiano attrezzando infrastrutture della conoscenza le cui articolazioni logistiche e funzionali sono già ampiamente più avvolgenti e pervasive delle banalizzazioni dei documenti istituzionali, imperniati sulla genericità e sull’illusione che bastino poche nozioni e capacità operative per assumere il controllo della situazione.

A questa modalità comunicativa, si aggiungono risorse per lo storytelling, utilizzabili come “parabole” critiche, come quelle riprese di seguito.


I PREDATORI DELLA SCUOLA PERDUTA


LA CIRCOLARE SCINTILLANTE


LA PARODIA DEL SOMMO POETA

 

 

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Linee Guida sulla IA

L’uscita delle linee guida MIM sull’uso della cosiddetta intelligenza artificiale nella scuola apre nuove prospettive oltre che la necessità di documentarsi non fosse altro che per evitare di essere dominati dalla IA e di non essere in grado di tenerla sotto controllo.
Un contributo arriva dalla nostra rubrica curata da Rodolfo Marchisio e alla quale collaborano attivamente Marco Guastavigna e Stefano Penge.

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I miei assistenti e io…

di Marco Guastavigna, autore della mappa e supervisore del resto

Saggio di ChatGPT

Per quali ragioni è dannoso per la piena cittadinanza critica voler sistematizzare in sapere statico esperienze e riflessioni sull’intelligenza artificiale generativa?

1. Introduzione

La questione della cittadinanza critica di fronte all’intelligenza artificiale generativa non riguarda soltanto l’uso di dispositivi digitali, ma il modo in cui la conoscenza viene prodotta, organizzata e resa fruibile. La mappa concettuale mostra come, al centro di questo processo, agisca la logistica capitalistica di conoscenza, che incanala le esperienze collettive entro schemi funzionali al profitto e alla competizione.
In tale quadro, trasformare l’IA in un sapere statico significa anestetizzare le tensioni critiche e impedire alla cittadinanza di esercitare una reale autonomia intellettuale.

2. La logistica capitalistica della conoscenza

Il concetto di logistica capitalistica di conoscenza è centrale:

  • configura il sapere come risorsa da organizzare, smistare e monetizzare,
  • prevede profitto e competizione come scopi primari,
  • si articola in dispositivi generalisti e dedicati, organizzati in moduli funzionali e personalizzabili.

In questo scenario l’IA non è tanto “intelligenza” quanto macchina statistico-predittiva che cattura conoscenze collettive, le processa e le restituisce come output plausibili. La logistica cognitiva, dunque, non distribuisce solo merci ma anche significati, normalizzando il sapere.

3. La cattura delle conoscenze collettive

La produzione degli output delle IA generative dipende da una captazione di conoscenze collettive, che avviene tramite:

  • sfruttamento di micro-lavoro umano (addestramento, verifica, correzione), spesso invisibile,
  • conversazioni estrattive che perfezionano i modelli,
  • imitazione di esiti umani che sfociano in performance solo apparentemente autonome.

Il risultato è un’estensione quantitativamente sovrumana del campo culturale, che sembra arricchire il sapere ma in realtà lo reifica, occultando i processi sociali e materiali che lo rendono possibile. La cittadinanza critica rischia così di non riconoscere più se stessa come fonte del sapere collettivo. Continua a leggere

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Introdurre l’IA a scuola, o anche no

 

 

VAI ALLA RUBRICA LE LINEE GUIDA DEL MIM

di Stefano Penge

Le Linee Guida del MiM sull’Introduzione dell’Intelligenza Artificiale a scuola, pubblicate nella prima versione ad agosto 2025, hanno già suscitato una serie di reazioni e di commenti.

Una sintesi generata tramite servizi di IA generativa e “guidata” da Marco Guastavigna la potete leggere qui.
Una disamina complessiva da parte di Daniela di Donato la trovate invece qui
e chissà quante altre ce ne sono in giro.

Al di là di altre valutazioni possibili sul documento (comprensibilità del testo, lessico a volte impreciso) mi sembra che sia utile mettere a fuoco alcuni punti importanti. Lo faccio dal mio specifico punto di vista, che dichiaro qui: ho lavorato per trent’anni nella progettazione di software educativo, di piattaforme di e-learning, tutte open source. Negli ultimi dieci anni mi sono occupato professionalmente di machine learning (come strumento di risparmio idrico in agricoltura). Non mi ritengo perciò un luddista, pur avendo una posizione piuttosto critica sull’adozione indiscriminata di tecnologie digitali senza una riflessione preventiva sul senso.

1. Il titolo del documento, come è ormai costume, cita l’Intelligenza Artificiale tout court, che è diventato il termine ombrello con cui per convenzione ci si riferisce ai servizi online basati su Large Language Models (che invece sono solo un piccolo sotto insieme). Questa imprecisione ha un duplice effetto: da un lato riduce tutti i dispositivi digitali, che hanno modelli d’uso, implicazioni culturali e sociali completamente diversi, sotto un unico cappello; dall’altro consegna ad uno specifico modo (il famigerato prompt) lo scettro della tecnologia principe. Così si mettono insieme, come spesso succede, informatica classica (per fare un orario basta un foglio di calcolo), IA tradizionale, machine learning, LLM. Discipline o tecnologie completamente diverse che hanno in comune solo l’aspetto magico per cui ottimizzano, risolvono problemi logistici, fanno risparmiare tempo. Usare i servizi basati su LLM per creare una simulazione educativa non solo non è possibile, ma non avrebbe senso. Continua a leggere

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Intelligenza artificiale a scuola. Analisi delle linee guida MIM e invito ad un dibattito.

a cura di Rodolfo Marchisio

Di IA si parla da tempo ed in ogni modo senza considerare che IA è una “parola ombrello” che contiene molte cose diverse ed in diversa fase di attuazione e fruizione. E con diverse conseguenze sia dal punto di vista della fruibilità, sia di carattere etico e di diritti di cittadinanza.

Su questi temi abbiamo già aperto da tempo uno spazio di riflessione con contributi di M. Guastavigna, R. Marchisio, S. Penge.

L’uscita delle linee guida MIM sull’uso della cosiddetta intelligenza artificiale nella scuola apre un nuovo orizzonte, peraltro complicato, osserva una docente, dalla contemporanea proibizione dell’uso dello smartphone a scuola, anche per uso didattico. Solo col tablet per chi ce l’ha? Si chiede.

Ma tant’è il Ministro ormai tende a normare tutto, esplicitamente, spesso però in modo incompleto e impreciso, per presa di posizione ideologica dimentico della autonomia delle scuole che è legge (DPR 275/99) e della libertà di insegnamento che è prevista dalla Costituzione (art 33).

Apriamo una riflessione con una analisi di Stefano Penge, filosofo, programmatore e filosofo della programmazione da decenni, delle linee guida MIM sulla IA a scuola. Con la speranza di aprire un dibattito in questo inizio d’anno già di per sé piuttosto complesso.
Siete invitati a inviare i vostri contributi alla riflessione.

LINEE GUIDA MIM SULLA IA

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Quelli che… Freinet

VAI ALLA RUBRICA LE LINEE GUIDA DEL MIM

di Marco Guastavigna

Accogliamo la pubblicazione delle Linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche con una storia

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Nonni attivi nella contemporaneità

di Marco Guastavigna

Disruption come se piovesse! Tra le ultime, un potenziamento virtuale della nonnità (e non solo): produrre storie illustrate mediante Gemini Storybook, come esemplificato di seguito.

Filo d’oro delle storie – 1



Filo d’oro delle storie – 2

 

 

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