di Mario MavigliaIl ministro dell’Istruzione Valditara ha firmato la Direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici (n. 28 del 21 febbraio 2025).
Sul sito del MIM il ministro non ha mancato di sottolineare, in modo alquanto enfatico, che “si tratta di un momento storico per il comparto scuola perché il sistema di valutazione ora introdotto, che partirà già da quest’anno, arriva dopo 25 anni di assenza normativa, segnalata più volte a livello istituzionale e dovuta anche ad una forte ostilità culturale. Il nuovo sistema di valutazione consentirà di verificare e accompagnare il raggiungimento dei risultati, al servizio degli studenti e delle famiglie, anche nella prospettiva di una crescita professionale dei dirigenti scolastici, che svolgono una funzione fondamentale per un sistema scolastico sempre più efficiente”.
Una prima domanda da porre al sig. ministro è la seguente: visto che è da 25 anni che si attende il varo di questo provvedimento, che fretta c’era di avviare l’operazione a metà anno scolastico e non attendere, più ragionevolmente, l’inizio del prossimo, dando modo, nel frattempo, di avviare qualche azione formativa e informativa sul nuovo sistema? Quali gravi e imprescindibili ragioni hanno determinato questa impaziente decisione, prevedendo addirittura una procedura più semplificata per il corrente anno scolastico, ormai giunto a metà del suo percorso?
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Composizione geometrica di Gabriella Romano[/caption]
di Mario Maviglia
(già docente a contratto di Metodi e Strumenti per la Sperimentazione Educativa, Università Cattolica di Brescia)
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara ha annunciato nei giorni scorsi l’avvio di una sperimentazione della durata di due anni che coinvolgerà quindici classi di quattro regioni italiane (Lombardia, Toscana, Lazio e Calabria) e che avrà come focus l’affiancamento di un assistente virtuale (IA) alle attività di insegnamento.
La sperimentazione prevedere l’utilizzo di un software installato su Google Workspace, inizialmente operante sulle cosiddette materie STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) e sulle lingue straniere. Per quel che è dato sapere, sembra che le classi coinvolte siano state selezionate dagli Uffici Scolastici Regionali di competenza e si è in attesa del parere dei dirigenti scolastici e dei docenti.
Il progetto mira a personalizzare la didattica e a migliorare il livello di istruzione di ogni studente. L’assistente virtuale, con la supervisione dei docenti, rivestirà un’importanza significativa nel differenziare i percorsi di apprendimento di ogni allievo, proponendo le esperienze più adatte e adeguate ai ritmi di apprendimento e alle caratteristiche di ognuno. 

